Archive for July 26th, 2008

Un urlo salverà la foresta amazzonica

Saturday, July 26th, 2008

Un’estrosa manifestazione a favore della foresta amazzonica, il polmone mangia-Co2 che non deve essere toccato. Oggi alle tre di pomeriggio un urlo bestiale di diecimila persone griderà tutta la necessità di difendere l’ambienteSarà il caldo, sarà la carica delle vacanze, sarà che la coscienza ecologica non fa difetto (a dispetto dei pessimisti), fatto sta che domani un urlo più forte del rumore di un jet sarà lanciato per salvare la foresta amazzonica. A “urlare” saranno oltre diecimila persone che si sono date appuntamento domani all’Aquafan di Riccione (Rimini) per il primo ‘Shout4Planet’ al mondo.
Radunati dal tam tam di internet e dai telefonini, il movimento del Ride4Planet (http://www.ride4planet.it), festeggerà il Ride4Planet Day, per richiamare l’attenzione sull’importanza di salvaguardare il cosiddetto polmone verde del pianeta. La preparazione dell’urlo comincerà la mattina quando i coreografi dell’Aquafan inizieranno un’apposita danza, chiamata il ‘ballo del gorgheggio’, e daranno tutte le indicazioni ai partecipanti per aprire al massimo le vie respiratorie e aumentare la proprie capacità di ‘urlo’. Il momento clou della giornata sarà attorno alle 15, quando il campione di Moto Gp Andrea Dovizioso e la conduttrice tv Tessa Gelisio, presidente dell’associazione 4Planet, daranno il via al fatidico urlo da record, che sarà misurato con un apposito strumento.
L’obiettivo? Superare il boato che produce un jet in fase di decollo (circa 120 decibel) senza strumenti tecnici e fare tanto, tanto rumore a favore della zona del mondo che fa sparire ingenti quantità di Co2.

È nata Phylla, la citycar multi ecologica

Saturday, July 26th, 2008

 Leggera e sostenibile per l’ambiente come una foglia. Phylla (in greco appunto “foglia”) è infatti il nome del nuovo veicolo urbano elettrico, nato dalla collaborazione tra Regione Piemonte, Politecnico di Torino, il Centro ricerche Fiat e il gruppo di enti e imprese che gravitano intorno all’Environment Park di Torino.

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Phylla, presentato nel corso di “Uniamo le energie”, è stato concepito come un veicolo ZEV (zero emission vehicle) e BEV (battery electric vehicle), ovvero per funzionare sfruttando energia pulita, proveniente in primo luogo da energia solare e idrogeno, ma in teoria con qualsiasi fonte pulita, visto che sarà ricaricabile attraverso le normali prese elettriche, che domani potranno essere alimentate da impianti a fonti rinnovabili.

Non solo: i ricercatori hanno anche lavorato per abbattere i costi, che risultano fino a 10 volte inferiori (circa un euro ogni 100 chilometri) rispetto a un veicolo equivalente di normale produzione a benzina di segmento A.

Specifiche tecniche. Lunga poco meno di 3 metri e larga 1,6, peso di 750 kg, Phylla ha un’accelerazione da 0 a 50 km/h in 6 secondi, e una velocità massima di 130 km/h. Contando solo sulle celle fotovoltaiche (della capacità di 380 Watt), che si inseriscono sul tettuccio e nelle portiere come le nervature di una foglia, ha un’autonomia di 18 chilometri, che arriva a 200 chilometri se si ricarica per 4-5 ore con la presa elettrica.

L’auto può inoltre contare su un sistema fuel cell abbinato a batterie a litio-ione o litio-polimeri, e per il risparmio, fanali e proiettori a led. Tra le caratteristiche che fanno di Phylla un veicolo 100 per cento eco-compatibile anche l’utilizzo di biopneumatici, realizzati da Novamont, azienda italiana leader nel settore delle bioplastiche.

Tramite l’utilizzo di risorse rinnovabili di origine agricola (amido di patate o mais), Novamont ha creato un biofiller che sostituisce il nerofumo e la silice dei tradizionali pneumatici garantendo innumerevoli vantaggi dal punto di vista economico ed ambientale. Il nuovo pneumatico Novamont infatti riduce il consumo di carburante grazie alla minor resistenza al rotolamento (su 15.000 km percorsi all’anno, si risparmiano oltre 150 euro), diminuisce il consumo del battistrada, riduce le emissioni di CO2 (10 gr/km)
 
Realizzata in materiali totalmente riciclabili, Phylla è un’auto adatta sia alla mobilità urbana individuale e condivisa (car sharing e van sharing), sia a quella professionale per  l’accesso ad aree ristrette quali aeroporti, stazioni ed ospedali, località turistiche. 

Fonte: http://www.zeroemission.tv/Objects/Pagina.asp?ID=3829

“Non ripetiamo l’errore di Kyoto”

Saturday, July 26th, 2008

L’Unione Europea ha recentemente stabilito come parametro per la ripartizione del taglio della CO2 al 2020 il Pil procapite, criterio che indica solo la capacità di spesa di un paese ma non il potenziale effettivo di riduzione delle emissioni. Da qui il paradosso per cui chi ha un’efficienza energetica maggiore, ed emette meno CO2, deve compiere maggiori sforzi per rientrare nel target.

L’Italia, ad esempio, che nel 1990 aveva un livello di efficienza energetica più alto della media europea con il miglior rapporto di emissioni di CO2 rispetto al PIL, oggi non è più in linea con i parametri. La speranza di Assocarboni, l’associazione generale degli operatori del carbone, è quella che non si ripetano gli stessi errori commessi con il Protocollo di Kyoto, altrimenti il Paese si troverà a fronteggiare nuovamente un gap incolmabile. «Questa situazione - commenta Andrea Clavarino, Presidente di Assocarboni - non dipende dai nostri impianti, che sono i più ambientalizzati d’Europa, ma si tratta di scelte politiche sbagliate fatte da chi a suo tempo negoziò male per il nostro Paese, tanto che ancora oggi ne paghiamo le conseguenze». «Bisogna insistere affinché siano coinvolti anche i Paesi che emettono CO2 con impianti troppo vecchi». «Come associazione - conclude Clavarino - proporremo all’Unione Europa di adottare il criterio delle emissioni pro capite o di considerare almeno entrambi, emissioni e PIL Pro capite, per mettere insieme potenziale di riduzione e quello di spesa di un Paese».

In Italia, intanto, resta acceso anche il dibattito sul nucleare, una svolta doverosa ma che sicuramente richiede ancora tanto tempo per trarne beneficio. Nel frattempo, si deve investire in tutto il mix di soluzioni possibili per abbattere la spesa energetica. Una di queste è il carbone, che presenta ancora innegabili vantaggi e da cui l’Italia non può prescindere, per questo dobbiamo puntare sulla ricerca nel campo della cattura e sequestro della CO2.

Fonte : La Stampa

Nucleare, Scajola minimizza: incidenti francesi enfatizzati

Saturday, July 26th, 2008

Su questi episodi mi pare ci sia stata un’enfatizzazione eccessiva”. Il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, minimizza gli incidenti verificatisi negli ultimi tempi nelle centrali nucleari francesi.


A margine della presentazione del rapporto 2007 del Gestore del servizio elettrico (Gse), Scajola ha sostenuto che “tutti questi episodi sono sotto il livello minimo di pericolo”. Il ministro che nel maggio scorso aveva annunciato il ritorno del nucleare in Italia ha quindi ripetuto che il piano energetico del governo prevede “grande attenzione alla sicurezza e centrali di nuova generazione che sono sempre più efficienti”. “Inoltre - ha aggiunto - “la storia delle 340 centrali nucleari nel mondo evidenzia come si tratti del sistema di produzione di energia meno pericoloso di tutti”. Per il ministro “la questione energetica ha ormai assunto i contorni di una vera e propria emergenza, che per l’Italia presenta caratteri di maggiore criticità. Di fronte a un simile scenario, sarebbe folle rimanere inerti”.

Parole rinforzate poi nel pomeriggio da Silvio Berlusconi. Se il prezzo del petrolio non scende, ha sostenuto il presidente del Consiglio, “l’occidente dovrà immettersi in una massiccia realizzazione di centrali nucleari”. Anticipando le perplessità che la costruzioni di nuovi impianti continua a suscitare in Italia, il premier ha quindi aggiunto: “Stamane ho avuto contatti con paesi disponibili ad accogliere centrali nucleari con finanziamenti italiani”.
D’accordo con Scajola anche il presidente dell’Enel Piero Gnudi: “Credo siano incidenti assolutamente irrilevanti, piccoli guasti sono sempre successi, solo che siccome noi abbiamo lasciato il nucleare, non hanno avuto evidenza sulla stampa”. “Comunque - ha concluso Gnudi - se e quando faremo impianti nucleari in Italia saranno molto moderni e ancora più sicuri. Gli incidenti anche se sono su impianti vecchi non sono significativi”.

Ermete Realacci, ministro ombra dell’Ambiente, si augura che “gli effetti dell’incidente alla centrale di Tricastin (in cui ieri cento operai sono stati lievemente contaminati, ndr) siano davvero di lieve entità, ma questo non vuol dire che non si debba sempre e comunque pretendere la massima trasparenza dalle autorità quando accadono incidenti agli impianti nucleari”. Per l’esponente del Pd “il nodo della sicurezza è ben lungi dall’essere superato e nonostante il nucleare oggi ci venga presentato come una fonte di energia sicura, pulita, illimitata e di basso prezzo, sappiamo bene che non è così”.

Quello di ieri è stato il terzo incidente in Francia in un paio di due settimane. Gli altri due episodi erano avvenuti lo scorso 8 luglio, ancora nella centrale di Tricastin, e il 18 luglio quando in un impianto dell’Areva a Romans-sur-Isere c’è stata una fuoriuscita di acque contaminate da elementi radioattive.

Fonte : La Repubblica

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“Chi abbandona un animale ce l’ha piccolo… il cervello”

Saturday, July 26th, 2008

Sono circa 140.000 gli animali, tra cani e gatti, abbandonati ogni anno in Italia, secondo le stime della Lav, la Lega anti-vivisezione. Gli abbandoni si verificano durante tutto l’anno, con punte, spiega la Lav, di oltre il 30% nel periodo di apertura della stagione venatoria, per opera dei cacciatori che «provano» i cani e si disfano di quelli che non «funzionano» e il 25% in estate.

«Il fenomeno degli abbandoni - denuncia ancora la Lav - alimenta peraltro un enorme giro d’affari, stimato in circa 500 milioni di euro all’anno, legato alla gestione di molti canili privati che hanno costruito la loro fortuna grazie a convenzioni milionarie con le amministrazioni comunali, troppo spesso poco attente alla qualità del servizio offerto e quindi al benessere degli animali».

Nell’80% dei casi un animale abbandonato muore dopo poco tempo di fame o in un incidente stradale. I più «fortunati» trascorreranno una vita di stenti in strada o saranno rinchiusi nei canili. Circa 600 mila cani vivono attualmente rinchiusi nelle gabbie dei canili o da randagi insieme a 2,6 milioni di gatti. L’abbandono degli animali, è noto, è un fenomeno pericoloso anche per le stesse persone, provoca infatti ogni anno oltre 4.000 incidenti stradali, con 400 feriti e 20 morti. Per sensibilizzare su questo tema gli automobilisti in procinto di partire per le vacanze, la Lav di Torino ha organizzato per sabato 26 luglio a partire dalle 10.00 un sit-in durante il quale saranno distribuiti volantini sul tema ed i cani abbandonati (volontari mascherati) racconteranno ai passanti le loro tristi vicende e distribuiranno il volantino «Chi abbandona un animale ce l’ha piccolo… il cervello!».

Fonte: La Zampa.it

Giappone, ecco l’eco-distributore

Saturday, July 26th, 2008

- Portati il bicchiere da casa e pagherai meno la bibita del distributore automatica. L’idea viene dal Giappone, per la precisione dalla città di Tokorozawa, a nord di Tokyo, che ha inserito l’eco-distributore all’interno del suo municipio. L’obiettivo è ridurre la grande quantità di rifiuti causata dalle centinaia di migliaia di bicchierini di carta e plastica usa e getta.

L’iniziativa, per il momento in via sperimentale, consente ai clienti “virtuosi” di risparmiare 10 yen (6 centesimi di euro). I consumatori dopo aver inserito nel distributore la cifra necessaria per acquistare la bevanda, 80 yen (47 centesimi), una volta appoggiato il bicchiere, devono premere un pulsante con il quale nfanno sapere alla macchina di non aver bisogno del bicchierino di plastica che dopo pochi secondi eroga il rimborso dei 10 yen.

Secondo i produttori dell’eco-distributore il progetto sta ottenendo un notevole successo tra i dipendenti del municipio e il suo utilizzo potrebbe in breve tempo essere esteso in altre zone della città. In Giappone i distributori automatici sono circa sei milioni e da tempo il Paese sta sperimentando soluzioni per limitarne l’impatto sia dal punto di vista energetico che da quello dei rifiuti.
Fonte: La Repubblica

11.000 BORRACCE PER INCENTIVARE l’USO dell’ ACQUA del RUBINETTO

Saturday, July 26th, 2008

BOLOGNA, 23 LUG - ”Buona, controllata, economica e a bassissimo impatto sull’ambiente”: sono le caratteristiche dell’acqua erogata da Hera, che per.incentivarne l’utilizzo domani ai principali sportelli della multiutility distribuira’ gratuitamente circa 5.000 borracce da 0,75 litri, da riempire con l’acqua del rubinetto e utilizzare in ogni momento, al lavoro ma anche nel tempo libero. Circa 6.000 borracce saranno distribuite nei giorni successivi a tutti i dipendenti del Gruppo. L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Adriatica Acque, ha come obiettivo la promozione dell’acqua del rubinetto: ”un’acqua su cui Hera fa oltre cento controlli al giorno, i cui requisiti di qualita’ sono garantiti da un’elevata sorveglianza delle fonti di approvvigionamento, da un uso di tecnologie di alto livello per la potabilizzazione, da una verifica costante sugli impianti e da un’adeguata vigilanza delle Aziende Usl”. L’utilizzo dell’acqua di rete - rileva Hera - ”consente numerosi vantaggi, economici e ambientali. Bere l’acqua di rubinetto e’ un risparmio per le nostre tasche, il suo costo (circa 0,14 cent/litro) e’ inferiore di quasi 200 volte rispetto a quello della minerale (circa 25 cent/litro). L’Italia si trova infatti al primo posto nel mondo per consumo pro-capite di acqua (192 litri di acqua minerale a persona nel 2006 secondo fonte Worldwatch Institute), per cui se si considera un consumo medio di 1.000 litri all’anno per una famiglia di tre persone, al prezzo medio di 25 centesimi per litro di alcune acque minerali, la spesa che risulta e’ di circa 250 euro all’anno, mentre la spesa per la stessa quantita’ di acqua proveniente dall’ acquedotto sarebbe di un euro. Sotto il profilo ambientale, il consumo dell’acqua di rete contribuisce a diffondere l’adozione di comportamenti piu’ sostenibili e quindi aiuta a difendere l’ ambiente perche’ riduce la produzione e quindi lo smaltimento di bottiglie di plastica e anche gli impatti, tra cui la produzione di combustibili fossili, derivanti dal loro trasporto dalle sorgenti ai luoghi di consumo”. L’iniziativa di domani rivolta ai clienti Hera e’ parte di un progetto piu’ ampio denominato ‘Hera2O’, che ha visto l’azienda impegnata nell’installazione di erogatori nelle mense e negli uffici, in modo da promuovere tra i lavoratori la scelta dell’ acqua di rete. L’iniziativa ”ha riscosso enorme successo”, portando nei primi tre mesi di presenza degli erogatori in quattro mense aziendali ad un risparmio di oltre 11.000 bottiglie di plastica: per questa ragione si e’ pensato di incentivarne l’utilizzo verso l’esterno, offrendo ai clienti un oggetto che renda questa ‘buona pratica’ piu’ agevole per tutti. Le borracce distribuite ai clienti potranno essere riempite immediatamente poiche’ in occasione dell’iniziativa saranno installate, nei principali sportelli, distributori in grado di erogare acqua del rubinetto refrigerata, liscia o gasata, che possono essere installati anche nelle case. Insieme alla borraccia sara’ distribuito un volantino con dati sulla qualita’ dell’acqua Hera, in rapporto sia ai limiti di legge sia alle principali acque minerali. I dati sulla qualita’ dell’acqua di rete, Comune per Comune, sono disponibili anche sul sito web del Gruppo. Nel territorio servito da Hera Bologna le borracce saranno in distribuzione ai clienti che svolgeranno pratiche amministrative nei sette sportelli di Bologna, Bazzano, Casalecchio, S.Giorgio di Piano, S.Giovanni in Persicelo, S.Lazzaro e Vergato. (ANSA).