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Anche gli animali vanno in pensione

July 24th, 2008 · No Comments

Tempo di vacanze e, come ogni anno, torna anche il problema di dove lasciare gli animali. Scartata la disgraziata scelta dell’abbandono, è davvero così difficile trovare una sistemazione per gli animali domestici, quando non si possono portare insieme in vacanza? A quanto sembra no: le soluzioni ci sono e non escludono nessuno. Che siano cani, gatti, canarini o serpenti non importa, c’è posto per tutti, anche per piccoli pesci rossi e roditori. Le pensioni per animali in Italia, infatti, ormai sono in grado di accogliere tutti, senza esclusione di specie o di taglie. Le sistemazioni prevedono box individuali, pasti regolari, assistenza e tanta compagnia. Niente da invidiare, insomma, agli hotel a 5 stelle scelti dai rispettivi padroni.

Le richieste maggiori riguardano i cani. «È più difficoltoso portarli con sè - spiega Eugenio Beltrami, titolare di una pensione dell’hinterland milanese - ma sono anche quelli che si adattano più difficilmente alla pensione». Al punto che ci sono strutture che prevedono un incontro preliminare o un giorno di prova per conoscere il cane prima di accettarlo. Un pò come si fa con i bambini nell’ambientamento all’asilo. Più autonomi e accomodanti, invece, sono i gatti che non fanno fatica ad adattarsi, basta che ci sia qualcuno che gli faccia un pò di coccole. Roditori e canarini potrebbero resistere a casa, senza i padroni, anche una settimana ma c’è sempre il rischio che si rovesci la scodella dell’acqua. Grandi attenzioni, invece, le richiedono i conigli. «Hanno una grande predisposizione allo stress - spiega Beltrami - sono ansiosi e anche un rumore imprevisto può terrorizzarli».

E se il “migliore amico” invece di avere quattro zampe, è uno che striscia? Nessun problema, ci sono tanti centri in grado di accogliere anche rettili e animali esotici. Anche in questo caso bisogna fare delle distinzioni: mentre i serpenti, con una buona scorta d’acqua richiedono meno cure, i sauri, come ad esempio i camaleonti, hanno bisogno di mangiare tutti i giorni e, se portati in un luogo diverso da casa, impiegano un paio di giorni per adattarsi.

Ma quanto costa mettere in pensione l’animale? Si passa da un massimo di 20 euro al giorno per cani di grossa taglia e di razza pura, a un euro e 50 centesimi per i canarini; a metà strada ci sono i gatti, 10 euro circa, i serpenti e i conigli, che a seconda della taglia oscillano tra i 3 e i 5 euro al giorno. Le singole strutture si riservano di chiedere qualcosa in più se gli animali hanno bisogno di seguire una dieta particolare.

Durante la permanenza, i titolari delle pensioni sono responsabili della salute degli animali, per questo, all’arrivo, richiedono vaccinazioni e certificato medico. Se il cane o il gatto dovesse ammalarsi durante la permanenza, il titolare si rivolge a un veterinario, tenendo sempre ben informato il proprietario. Nell’ipotesi peggiore, la morte dell’animale, cella frigorifera e si aspetta il ritorno del padrone per fare l’autopsia e capire le cause. Se l’animale è di razza pura e si ha la ricevuta di quando e a quanto è stato acquistato, l’assicurazione garantisce un risarcimento, in casi diversi è praticamente impossibile trovare una polizza che copra il danno affettivo.

La maggior parte delle pensioni nascono fuori dai centri abitati anche se gli animali che vi arrivano sono quasi esclusivamente “cittadini”. «Nei piccoli paesi ci si rivolge al vicino o al parente - spiega Edgar Meyer, responsabile dell’ufficio per i diritti degli animali della provincia di Milano - nelle grandi città è più difficile». Per chi infine non ci sta a staccarsi dal proprio animale, ci sono delle alternative: o scegliere una struttura attrezzata per accogliere anche gli animali - gli alberghi e i villaggi ormai segnalano su internet la disponibilità o meno ad ospitarli insieme ai padroni - oppure cercare una pensione direttamente nel luogo della villeggiatura. Una soluzione che, sottolinea Meyer, è «sempre più richiesta».

Fonte: La Zampa.it

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