Animali aggressivi per colpa della paura

GIORGIO CELLI
Gli ecologi, fin dagli albori di questa disciplina, avevano decretato che le città costituiscono degli ecosistemi con una biodiversità povera, dato che come popolazioni accolgono quasi esclusivamente la nostra specie, e poche altre come i ratti o i colombi, e le piante del cosiddetto verde urbano. Questo punto di vista si sta facendo sempre più fragile, perché si sta verificando, per moltissimi animali, una vera e propria fuga dalle campagne circostanti, e sul campanile di San Petronio a Bologna nidificano dei falchi pellegrini, i gabbiani devastano nelle discariche di Milano e i lupi sono spesso sorpresi mentre si aggirano nottetempo per le vie e i paesi dell’Appennino.Ieri, un cervo maschio di grossa stazza, si pensa scacciato dalle montagne da un temporale diluviale, si è messo a passeggiare, turista improbabile, per le vie di Bolzano. Ma non si è limitato a una visita di cortesia: sappiamo che i cervi sono degli animali sensoriali e forse il nostro eroe ha deciso che quella città faceva al fatto suo e si è riproposto di appropriarsene. E come manifestazione di questa presa di possesso ha cominciato a caricare i passanti, ferendone a cornate, anche se non gravemente, due.

Braccato dai pompieri, è stato imbottigliato in un garage sotterraneo, quindi catturato e subito dopo - non si capisce perché - tirato fuori a colpi di fucile. Si voleva forse con questa sommaria esecuzione punirlo per i ferimenti procurati ai due passanti? Se fosse così, trovo la cosa deplorevole. In realtà, deve essere successo che il povero cervo si è trovato in un luogo del tutto nuovo per lui, tra automobili rombanti ed edifici spettrali, e si è fortemente impaurito. Si sa bene che la paura genera l’aggressività: il fatto è valido sia per un cervo che per un uomo.

Fonte : La Zampa.it

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