Archive for July 23rd, 2008

Cani e gatti in viaggio: le regole

Wednesday, July 23rd, 2008

Si, partire! Con Fido e Fuffi muniti di passaporto, microchip e necessaire si possono vivere dei momenti di relax in giro per il mondo. A patto non vi dimentichiate della pallina preferita o dell’osso da sgranocchiare per fare merenda, quella che un tempo veniva chiamata “vita da cani” per sottolineare le difficoltà ed i problemi di un’esistenza, si può trasformare in una vacanza bestiale. Avete deciso di raggiungere le sognate mete estive in treno? Cani, gatti, volatili, pesci ed altri piccoli animali possono viaggiarci purché chiusi in apposite gabbiette salvo particolari divieti o previo prenotazione dell’intero scompartimento.

Guinzaglio e museruola basta per le traversate su navi e traghetti. Diverso il discorso se preferite prendere l’aereo con il vostro miglior amico a quattro zampe al seguito. Flessibili Alitalia, Meridiana e Air One, Volareweb non ammette l’imbarco ai cani di grande taglia visto che la compagnia manca di bagagliaio pressurizzato. Dev’essere approvato dal vettore, il trasporto dei quadrupedi secondo le regole di Air Dolomiti (Gruppo Lufthansa). RyanAir non accetta animali a bordo di alcun volo, fatta eccezione per il trasporto di cani guida per non vedenti. Ma al di là della compagnia, delle mete e della taglia, per viaggiare in aereo ecco il nostro vademecum.

I consigli:
1) ricordatevi del passaporto
2) controllate le vaccinazioni; ad esempio in tutto il bacino del Mediterraneo (per l’Italia in Sardegna, Argentario, Isola d’Elba, Sicilia e altre regioni del sud) il pericolo è rappresentato dal pappatacio, un insetto che può trasmettere la leishmaniosi. In tali zone, malgrado valga la vaccinazione, è altamente consigliato non far dormire il cane all’aperto durante la notte e distribuire antiparassitari sul pelo.
3) leggete attentamente i regolamenti delle varie compagnie aeree, marittime e ferroviarie; gabbietta per il loro trasporto, quantità di animali accettati e possibilità di farli uscire o meno dal contenitore per viaggio: disposizioni che variano tra compagnie.
4) paese che si va, obbligo sanitario che viene richiesto; per saperlo, rivolgetevi al Consolato delle Nazioni dove avete intenzione di andare
5) per i non vedenti, il viaggio dei cani (purché muniti di museruola e guinzaglio) che li accompagnano godono di alcune facilitazioni
6) prezzi: peso e ingombro possono far variare il supplemento di eccedenza
7) al controllo ai raggi X, mentre il contenitore per il trasporto dell’animale deve essere collocato sul nastro con gli altri bagagli per il normale controllo, Fido o Micio devono essere presi in braccio (munitevi di guinzaglio!). 8) se ad esempio il vostro micio viaggia in stiva, ricordatevi di non “allucchettare” il trasportino, poiché qualora il personale dovesse aver bisogno di accedere all’animale, non potrebbe farlo.
9) lasciate una ciotola vuota nella gabbietta dell’animale; in caso di attese prolungate, o durante scali intermedi, il personale della compagnia aerea potrà colmare la ciotola.
10) fate bere il vostro animale fino al momento di partirE
11) requisito di legge negli Stati Uniti, qualcuno consiglia lo spuntino due ore prima della partenza, tende a calmare l’animale
12) scegliete la rotta e la compagnia aerea; molti aeroporti non hanno strutture adeguate alla loro accoglienza e le attenzioni all’animale riposto variano a seconda le compagnie. Ad esempio la British Airways, garantisce l’assistenza di personale qualificato.
13 Controllate se il volo prevede scali in paesi di transito con cambi di compagnia aerea o di velivolo, sia perché i trasferimenti da un aeromobile ad un altro possono comportare rischi per gli animali stessi (rottura delle gabbiette e smarrimento dell’animale), ma soprattutto perché l’animale può essere bloccato nel paese di transito per eventuali controlli sanitari o addirittura per il fermo della quarantena. Pertanto, bisogna informarsi preventivamente sugli obblighi sanitari anche del paese di transito non solo di quelli relativi al paese di arrivo

Le limitazioni:
1) posti; ogni volo dà asilo a un numero limitato di animali. Ad esempio sul Jumbo 747, possono salire solo 4 animali nella classe economica e 1 in Business class, pertanto è indispensabile prenotare il viaggio il prima possibile. Alcune compagnie consentono il viaggio in cabina. Ma per scrupolo riconfermate la sua presenza dell’animale anche nei due giorni che precedono la partenza.
2) età; molte le compagnie che non accettano cuccioli con meno di 12 settimane di vita
3) gravidanza: è vietato il volo a quadrupedi in dolce attesa se prossimi al parto
4) sedativi: non sono ammessi in volo animali sedati tanto da non farcela a reggersi inn piedi da soli.
 
+ + Visita il sito del Ministero della Salute per maggiori informazioni

Fonte : La Zampa.it

Dai campi improduttivi una cultura innovativa per produrre biodiesel

Wednesday, July 23rd, 2008

In Italia, il ricorso a materie prime non-food sta registrando decisi passi in avanti, con investimenti annui in ricerca e sviluppo pari al 10-15% del fatturato del settore. L’obiettivo principale è la sperimentazione su materie quali le alghe, la jatropha curcas e l’olio fritto esausto da impiegare nella produzione di biodiesel in alternativa a soia, colza e olio di palma. In questo modo, l’impatto del biodiesel sulle colture alimentari, già limitato visto che nel mondo le coltivazioni dedicate sono meno dell’1% del totale, potrà essere ulteriormente circoscritto, secondo le linee guida dell’Unione Europea in tema di sostenibilità.

«In Italia abbiamo già alcuni esempi concreti - ha spiegato Maria Rosaria Di Somma, Direttore Generale dell’Unione Produttori Biodiesel, l’associazione di Confindustria che tutela e sviluppa il mercato del biodiesel -. Grazie alla ricerca e alla sperimentazione, colture innovative o materiali apparentemente di scarso valore potranno invece servire per produrre biodiesel e per una riconversione di produzioni agricole scarsamente remunerative».

Il Cnr di Catania sta testando la jatropha curcas, pianta tropicale che cresce nei terreni semi-aridi e in presenza di scarse precipitazioni. I suoi frutti non sono commestibili, ma dai semi si ricava olio (intorno al 39% del peso) che può essere impiegato in generatori diesel anche dopo un solo processo di filtraggio. I residui della macinazione possono produrre metano o fertilizzante per i terreni. Un ettaro può accogliere circa 2.500 piante da cui si ottengono 8.000 kg di semi che forniscono 2.200 kg di olio e circa 5.000 kg di fertilizzante. Le alghe sono un’altra possibile sorgente di olio vegetale per biodiesel. La tipologia migliore è quella delle microalghe, organismi vegetali delle dimensioni inferiori a 2 mm che si sviluppano in fotosintesi clorofilliana, come il diatom Phaeodactylum tricornutum (Bacillariophyceae) o il Botryococcus braunii BBG-1. Le microalghe sono da preferire alle macroalghe perché contengono più olio, crescono più rapidamente e hanno una struttura meno complessa. La resa oleica delle alghe ipotizzata è di circa 250 volte superiore a quella della soia e da 7 a 31 volte superiore a quella dell’olio di palma. I test in corso hanno l’obiettivo di valutare la creazione di bioraffinerie, pensate come un’estensione delle aziende agricole e finalizzate alla produzione decentrata di energia per l’autoconsumo (elettricità, calore, carburante per trattori, ecc.) e per la vendita esterna.

Un ricorso più strutturato all’olio fritto esausto, inoltre, potrebbe dare un apporto rilevante alla produzione di biodiesel e alla riduzione dell’inquinamento. In Italia, infatti, si consumano annualmente 600-700 mila tonnellate di olio di oliva e altrettante di olio di semi. L’unico recupero di olio alimentare esausto è effettuato presso i grandi utilizzatori (ristoranti, fast food, mense…) per circa 35 mila tonnellate/anno. È stato quindi calcolato che circa 800 mila tonnellate annue di olio, che potrebbero essere utilizzate per produrre biodiesel, finiscono nell’ambiente attraverso le reti fognarie.

Fonte : La Stampa

Animali aggressivi per colpa della paura

Wednesday, July 23rd, 2008
GIORGIO CELLI
Gli ecologi, fin dagli albori di questa disciplina, avevano decretato che le città costituiscono degli ecosistemi con una biodiversità povera, dato che come popolazioni accolgono quasi esclusivamente la nostra specie, e poche altre come i ratti o i colombi, e le piante del cosiddetto verde urbano. Questo punto di vista si sta facendo sempre più fragile, perché si sta verificando, per moltissimi animali, una vera e propria fuga dalle campagne circostanti, e sul campanile di San Petronio a Bologna nidificano dei falchi pellegrini, i gabbiani devastano nelle discariche di Milano e i lupi sono spesso sorpresi mentre si aggirano nottetempo per le vie e i paesi dell’Appennino.Ieri, un cervo maschio di grossa stazza, si pensa scacciato dalle montagne da un temporale diluviale, si è messo a passeggiare, turista improbabile, per le vie di Bolzano. Ma non si è limitato a una visita di cortesia: sappiamo che i cervi sono degli animali sensoriali e forse il nostro eroe ha deciso che quella città faceva al fatto suo e si è riproposto di appropriarsene. E come manifestazione di questa presa di possesso ha cominciato a caricare i passanti, ferendone a cornate, anche se non gravemente, due.

Braccato dai pompieri, è stato imbottigliato in un garage sotterraneo, quindi catturato e subito dopo - non si capisce perché - tirato fuori a colpi di fucile. Si voleva forse con questa sommaria esecuzione punirlo per i ferimenti procurati ai due passanti? Se fosse così, trovo la cosa deplorevole. In realtà, deve essere successo che il povero cervo si è trovato in un luogo del tutto nuovo per lui, tra automobili rombanti ed edifici spettrali, e si è fortemente impaurito. Si sa bene che la paura genera l’aggressività: il fatto è valido sia per un cervo che per un uomo.

Fonte : La Zampa.it

TUFFI DOC NEL MARE PROTETTO, ECCO LA MAPPA 2008

Wednesday, July 23rd, 2008

Immersioni spettacolari in posti unici, tutti da scoprire o da riscoprire. In Italia, nelle aree marine protette, anche quest’estate e’ possibile inabissarsi nelle calette e ammirare i fondali ricchi di vita nascosta. Come sempre, la cosa fondamentale e’ rispettare rispettare le regole che tutelano questi straordinari gioielli del Mediterraneo. Ecco, da nord a sud, una mappa di alcuni posti doc per godere del mare protetto. - PORTOFINO: Nella celebre localita’ ligure l’unica zona a riserva integrale (zona A) e’ l’insenatura di Cala dell’Oro, dove sono consentite solo attivita’ di soccorso e ricerca scientifica autorizzate dal soggetto gestore. Snorkeling e apnea sono sempre consentiti nel resto del parco, cosi’ come la navigazione a remi o a vela, mentre i natanti di massimo dieci metri si devono attenere a un tetto di velocita’ di 5 nodi. Ai privati occorre un’apposita autorizzazione giornaliera, mentre i centri diving hanno un nulla osta per tutto l’anno. Nella zona B l’ormeggio e’ consentito alle unita’ da diporto non piu’ lunghe di 7,50 mt presso i gavitelli nei siti di Cala degli Inglesi, S. Fruttuoso (lato destro) e Punta Chiappa; alle imbarcazioni presso i gavitelli nel sito di S. Fruttuoso (lato sinistro). Al fine di preservare il fondale non e’ consentito ancorare. Per i diportisti l’ormeggio nella riserva e’ consentito solo in quattro zone, quello di S. Fruttuoso e’ l’unico ad ospitare barche tra i dieci e i 24 metri. -

 ASINARA: E’ possibile accedere all’isola sarda con barca a vela privata presso il campo boe di Cala Reale, e presso gli altri campi di Cala d’Oliva e Trabuccato. L’accesso alla boa e’ autorizzato dal gestore del campo boe (Cormorano Marina) che deve essere contattato per telefono o con radio (VHF 74). Nella rada della Reale, nei pressi del molo sono disponibili 24 boe di ormeggio che consentono la sosta anche per piu’ di un giorno, il bagno e lo sbarco a terra con tender a remi. L’ok all’ormeggio consente anche la navigazione a vela nell’intera area marina protetta al costo di 2 euro per metro lineare di barca per tutti i mesi dell’anno ad eccezione di agosto (2.50 euro per metro lineare). Per i sub, i diving autorizzati sono a Porto Torres, Stintino e Castelsardo. -

 TAVOLARA-PUNTA CODA CAVALLO: il parco marino si sviluppa lungo uno dei tratti di costa piu’ belli e suggestivi del litorale sardo, nei comuni di Olbia, Loiri Porto San Paolo e San Teodoro, per un’estensione di circa 15.000 ettari. Nella zona A, che comprende nell’Isola di Tavolara la zona a sud di Cala di Levante, Punta del Papa e Punta del Passo Malo, e nell’isola Molarotto la zona marina circostante, sono possibili le visite guidate subacquee, regolamentate dall’Ente Gestore, in aree limitate secondo percorsi prefissati, tenendo comunque conto delle esigenze di elevata tutela ambientale. Maglie molto piu’ larghe nel resto dell’area: in particolare, in zona B e’ consentita la navigazione a natanti e imbarcazioni a bassa velocita’ (non piu’ di 10 nodi) e la balneazione.

- MIRAMARE: La riserva marina di Miramare a Grignano (Trieste), gestita dal Wwf, e’ tra le poche che consente la possibilita’ di immersioni notturne. La particolarita’ della visita e’ quella di offrire ai sub la possibilita’ di vedere gli organismi che, proprio durante la notte, escono dagli anfratti per cacciare e per svolgere le loro attivita’ biologiche, mentre molti altri riposano sospesi a mezz’acqua. La visita in notturna, infatti, si svolge principalmente presso la scogliera, la cui profondita’ massima e’ di 9 metri. E’ necessaria la prenotazione telefonica. Il numero minimo di partecipanti al gruppo e’ di 6 persone, mentre il numero massimo e’ di 10. -

 ARCIPELAGO TOSCANO: Per visitare l’isola di Montecristo (solo da terra) e’ necessario ottenere un’autorizzazione congiunta fra Corpo Forestale dello Stato ed Ente Parco. L’ingresso e’ per mille persone l’anno in gruppi di un massimo di 50 persone alla volta. L’ingresso via mare invece e’ possibile solo per scopi di ricerca scientifica. A Gorgona, isola-carcere, l’unico corridoio di accesso per le barche e’ quello di Cala dello Scalo, ma occorre l’autorizzazione della direzione del carcere. Si organizzano visite guidate solo il martedi’, organizzate dalla Cooperativa Parco Naturale ‘Isola di Gorgona’, la sola autorizzata dal ministero di Grazia e Giustizia. Pianosa e’ visitabile dal 1998, quando e’ stato chiuso il carcere, ma le visite sono a numero chiuso e con percorsi guidati. La balneazione e’ consentita solo a Cala Giovanna. A Giannutri aperte via mare e via terra Cala Spalmatoio e Cala Maestra. -

 LA MADDALENA: Nelle zone MA (zona di rilevante interesse naturalistico nella quale il rapporto tra uomo ed ambiente e’ limitato) ed MB e’ consentita la balneazione, tranne che in prossimita’ delle aree di nidificazione degli uccelli marini. Nelle zone MA sono vietate le immersioni subacquee individuali, mentre sono consentite nelle zone MB solo se muniti di apposito contrassegno rilasciato dall’Ente Parco. Nelle zone MA e’ consentita solo la navigazione ed il transito (massimo 5 nodi) finalizzata alla sosta negli appositi campi boa, se muniti di apposito contrassegno, nelle zone MB navigazione consentita con il contrassegno rilasciato dall’Ente Parco. (ANSA).

IN ARRIVO L’AUTO CHE VA A SPAZZATURA

Wednesday, July 23rd, 2008

Presto, forse già tra due anni, ci saranno in circolazione auto “a spazzatura” che inquineranno molto meno di quelle a benzina: una grande azienda chimica britannica, Ineos, ha annunciato la messa a punto di un rivoluzionario procedimento tecnologico che permette la trasformazione della volgare immondizia in bioetanolo utilizzabile come carburante per le vetture. Ineos si dice in grado di ricavare 400 litri di bioetanolo da ogni tonnellata di spazzatura biodegradabile asciutta e conta di poter incominciare la produzione su scala industriale verso la fine del 2010.

Il nuovo procedimento tecnologico consiste sostanzialmente in tre fasi: si cuoce la spazzatura ad altissima temperatura fino a ridurla allo stato gassoso e si danno poi i gas in pasto a speciali batteri naturali che se ne servono come materia prima per generare bioetanolo grezzo. Si purifica il bioetanolo ed è fatta.

L’annuncio ha avuto un’immediata e vasta eco in Gran Bretagna e si capisce: anche qui esiste un grosso problema di smaltimento della spazzatura (non si sa più dove metterla, le discariche sono stracolme) e gli automobilisti sono imbufaliti per la benzina sempre più cara. Per Peter Williams, amministratore delegato di Ineos Bio, la succursale dell’azienda che ha sviluppato il nuovo procedimento, la novità più grossa sta nel fatto che a differenza degli altri biocarburanti - realizzati partendo da prodotti agricoli sottratti alla produzione alimentare e con un impatto negativo sull’ambiente - “non ci sarà più da dover scegliere tra cibo e combustibile”.

 Il bioetanolo dovrà essere miscelato con la super o con il diesel - non essendoci in Europa e Nord America (a differenza del Brasile) un parco macchine con motori in grado di essere alimentati esclusivamente con quella sostanza - ma a detta di Ineos il suo impiego parziale basterà e avanzerà per ridurre di ben il 90% i nocivi gas ‘effetto serra’ emessi dalle normali auto a benzina. Ineos è una delle più importanti aziende chimiche del pianeta e con il nuovo procedimento tecnologico di riciclaggio della spazzatura - sviluppato in un laboratorio biochimico di Fayetteville in Arkansas (Usa) a partire dal 1989 e già testato con un esperimento pilota negli ultimi cinque anni - punta a ridurre di circa il 10% il fabbisogno di benzina in Europa e Nord America. La società annuncerà prossimamente dove intende incominciare la produzione commerciale di questo “bioetanolo di seconda generazione”. L’intenzione è comunque di andare “ad una rapida espansione su scala mondiale”.

Ansa.it

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