Archive for July 22nd, 2008

CAPRI: SI STACCANO ANCORA MASSI, VIA KRUPP CHIUSA

Tuesday, July 22nd, 2008

CAPRI (NAPOLI) - Era stata riaperta lo scorso 29 giugno dal presidente Giorgio Napolitano dopo ben 32 anni di chiusura. Oggi, 21 giorni dopo, la storica via Krupp di Capri è stata chiusa nuovamente dopo la caduta di due massi che si sono staccati dalla parete rocciosa. Uno dei due massi, dal diametro di 30-40 centimetri, un po’ più grande di un pallone da calcio, è caduto sulla strada in prossimità dell’Arsenale intorno alle 14 insieme ad altri detriti. L’altra pietra è rimasta imbrigliata nella rete di protezione che copre tutto il costone.

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L’allarme è stato dato da quattro giovani turisti messi in fuga da un piccolo smottamento di terriccio. Nessuno ha riportato conseguenze. Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco che, dopo aver ispezionato l’area, hanno chiuso l’accesso ai passanti per prevenire altre possibili cadute di massi. “Ho avvertito il direttore dei lavori, l’ingegner Gianluca Salvia e di concerto con i vigili del fuoco, che sono intervenuti immediatamente, abbiamo ritenuto opportuno disporre la chiusura temporanea della strada”, ha affermato il sindaco di Capri, Ciro Lembo.

 ”La chiusura è stata disposta - prosegue Lembo - in via precauzionale e per salvaguardare la sicurezza e l’incolumità dei cittadini e dei turisti. Abbiamo intanto predisposto tutte le verifiche del caso che erano già state previste ma che sono state anticipate a domani”. Domani, quindi, i tecnici dell’impresa che ha eseguito il restauro e i rocciatori effettueranno domani per accertare se vi siano le condizioni per riaprirla in tempi brevi.

La stradina, 1,3 chilometri di curve, dalla sua riapertura era stata già percorsa da migliaia di turisti incantati dallo scenario mozzafiato che si può ammirare dai suoi tornanti. Progettata nel 1900 e aperta due anni dopo, la strada è intitolata a Friederich Alfried Krupp, erede della grande industria tedesca di ferrovie e cannoni, che aveva scelto Capri come residenza taumaturgica e finanziò con 46 mila lire dell’epoca la costruzione della strada, che venne affidata dal Comune di Capri all’ingegnere Emilio Mayer.

 La strada venne poi chiusa 32 anni fa per consentire un delicato intervento di messa in sicurezza del costone roccioso, più volte franato nel tempo, finanziato dalla regione Campania con un investimento di 6 milioni di euro. Curiosamente la riapertura di via Krupp non era stata semplice: prevista per il 28 giugno, era stata rinviata al 29 per un violento nubifragio che aveva colpito Capri.

SINDACO IN MUTANDE PER PROTESTA

Tuesday, July 22nd, 2008

PATERNO’ (CATANIA) - Fascia Tricolore su torso nudo, con indosso soltanto boxer bianchi elasticizzati, calzini dello stesso colore e scarpe scure: e’ il ‘vestito’ del sindaco di Paterno’, Pippo Failla (Pdl-An), indossato per ”protestare contro l’emergenza rifiuti e la politica della Regione sugli Ato che portera’ i Comuni al dissesto finanziario”.

Nella centrale piazza Quattro Canti del suo paese, il riconfermato sindaco, al sesto anno di mandato, spiega che la sua iniziativa e’ legata alla decisione della societa’ proprietaria della discarica di Motta S. Anastasia di non fare depositare i rifiuti agli Ato debitori, poi revocata dopo  l’intervento del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, di anticipare le somme dovute.  ”L’annuncio del presidente Lombardo, che e’ mal consigliato - sostiene il sindaco di Paterno’ - e’ populista: la Regione anticipa i soldi ma poi li sottrarra’ ai Comuni sottraendo le somme anticipate ai fondi per le amministrazioni. Cosi’ in realta’ a pagare saranno i Comuni, per i quali sara’ inevitabile il dissesto finanziario”. Per Failla ”la colpa di tutto e’ degli Ato che non hanno avviato, in tre anni, neppure un recupero credito nei confronti degli utenti che non pagano la tassa per la raccolta dei rifiuti”. ”Cosi’ - conclude il sindaco - per colpa di altri i Comuni nei prossimi mesi saranno condotti al dissesto finanziario, con un rischio emergenza rifiuti che sara’ peggio di quello della Campania”. 

INCENTIVARE RINNOVABILI ‘VECCHIE’ E NUOVE

Tuesday, July 22nd, 2008
Incentivare in Italia fonti di energia rinnovabili ‘vecchie’, cioe’ le rinnovabili gia’ consolidate, ma anche puntare sulle nuove, come le bioenergie (biomasse e biocombustibili)”. Questo il messaggio del convegno ”Bioenergie: un sogno nel cassetto?” tenuto oggi alla Camera e organizzato da Safe (Sostenibilita’ ambientali fonti energetiche), che ha segnalato un calo della produzione idroelettrica. Secondo il presidente di Safe, Raffaele Chiulli, un campanello d’allarme e’ ”l’inadeguatezza delle infrastrutture per un dispacciamento ottimale degli impianti. Mentre lo sviluppo delle fonti rinnovabili, per loro natura discontinue, ha bisogno di una rete ampia e robusta. Mentre l’assenza di investimenti adeguati potrebbe comportare un rischio concreto di non poter sfruttare appieno il potenziale delle rinnovabili, creando anzi extracosti da congestione”. In un contesto di diversificazione delle fonti, secondo Adriano Piglia, direttore del Centro Studi Safe, ”l’Italia non puo’ permettersi di trascurare un fonte come le bioenergie”. Jean Preston, consigliere dell’Ambasciata Usa, ha invece illustrato i tre obiettivi della politica statunitense: investimento in tecnologie pulite (celle a combustibile, energia solare e sequestro di CO2), il loro trasferimento ai Paesi emergenti e infine la realizzazione degli strumenti di cooperazione internazionale.(ANSA).
 

EFFICIENZA E RISPARMIO; CONTATORI ANCHE PER IL GAS

Tuesday, July 22nd, 2008

Per il gas nuovi contatori elettronici per migliorare efficienza e lettura consumi. La proposta viene dall’Autorita’ per l’energia che in un documento aperto alla consultazione di tutti i soggetti interessati, indica regole, tempi e modalita’ per l’introduzione dei nuovi misuratori. I dispositivi faciliteranno il controllo diretto dei consumi da parte dei clienti, consentiranno letture a distanza e telecontrolli: renderanno quindi piu’ semplice ed accurata la gestione delle letture e l’elaborazione delle bollette. Le proposte rispondono ad una esigenza sempre piu’ pressante, anche in considerazione dell’eta’ di alcune serie di contatori ora installati. Con i nuovi misuratori le bollette saranno calcolate sui consumi effettivi, senza dover ricorrere a stime e assicurando la possibilita’ di conoscere immediatamente i propri consumi reali di valutare meglio le offerte per eventuali libere scelte di fornitori convenienti e di favorire comportamenti e consumi piu’ economicie virtuosi. L’installazione dei contatori elettronici permettera’ agli operatori la definizione tempestiva di bilanci commerciali giornalieri e contribuira’ allo sviluppo del mercato regolamentato del gas, contribuendo a promuovere il miglioramento della qualita’ dei servizi, a vantaggio di tutti i consumatori. (ANSA).

AMBIENTE: APERTO IL BANDO LIFE PLUS, 207,5 MLN PER LA NATURA

Tuesday, July 22nd, 2008

Aperto ufficialmente con la pubblicazione in Gazzetta il bando 2008 Life Plus. Per questo secondo appello delle proposte Life Plus la scadenza per la consegna delle proposte agli Stati Membri e’ stata fissata al 21 novembre 2008. Le proposte dovranno essere successivamente trasmesse dalla Autorita’ nazionale alla Commissione europea entro il 5 gennaio 2008.Il totale dei finanziamenti a favore delle proposte 2008 che saranno accettate e’ di 207,5 milioni di euro mentre l’importo indicativo della allocazione nazionale per il 2008 e’ di 18.265.318,00 euro. Come e’ ormai prassi l’ avviso si articola su tre tematiche; Life natura e Biodiversita’, Life politica e governance; Life informazione e comunicazione. Obiettivo principale di Life natura e biodiversita’ e’ quello di proteggere, conservare, ripristinare, controllar e favorire il funzionamento dei sistemi naturali, degli habitat naturali della flora e della fauna, al fine di arrestare la perdita della biodiversita’ compresa la diversita’ delle risorse genetiche, entro il 2010. Gli obiettivi del filone tematico relativo a politica e governance ambientali sono quelli della lotta al cambiamento climatico, della tutela delle acque, dell’aria, del suolo; della gestione sostenibile dell’ambiente urbano, della lotta al rumore, dell’attuazione del sistema Reach, della relazione tra ambiente e salute, dei rifiuti, della tutela delle foreste, dell’innovazione tecnologica al servizio dellos viluppo sostenibile. La tematica dell’informazione e comunicazione si prefigge obiettivi dis sensibilizzazione di cittadini, e dell’informazione a scopi preventivi in particolare per quanto riguarda la lotta agli incendi boschivi. Ogni Stato Membro puo’ decidere di presentare alla Commissione europea le Priorita’ nazionali annuali, individuate nell’ambito del Programma pluriennale strategico. Le proposte possono essere inviate da ogni persona giuridica avente sede nell’Unione europea: enti e organismi pubblici, organizzazioni private di carattere commerciale e organizzazioni private di carattere non commerciale (Ong). Il tasso massimo di co-finanziamento per i progetti e’ pari al 50% dei costi totali eleggibili del progetto. In via eccezionale un tasso di cofinanziamento fino al 75% dei costi totali eleggibili puo’ essere concesso a proposte Life Plus Natura che si focalizzano su azioni concrete di conservazione per specie o habitat prioritarie delle Direttive Habitat e Uccelli. I progetti dovranno essere realizzati nel territorio dell’Unione Europea. Non e’ permesso prevedere azioni nel progetto da realizzare fuori dal territorio dei 27 stati membri. L’unico genere di spesa che puo’ essere dedicato ad azioni da realizzare all’ esterno di questo territorio e’ quello dedicato ai costi di viaggio per l’eventuale partecipazione a conferenze, seminari o eventi, nel caso si dimostri che tale partecipazione sia utile a raggiungere gli obiettivi del progetto, che tali costi siano stati gia’ previsti dal progetto o che tali trasferte abbiano ricevuto l’approvazione dalla Commissione. Il programma non puo’ finanziare misure che ricadono nell’ ambito di eleggibilita’ e degli obiettivi o ricevere assistenza per lo stesso obiettivo da altri strumenti finanziari comunitari quali il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo Europeo agricolo per lo sviluppo rurale, il fondo sociale europeo, il Fondo di Coesione, il Programma per la competitivita’ e l’ innovazione, il Fondo europeo per la pesca e il Settimo programma quadro di ricerca europeo. (ANSA).

Lav: ecco le creme solari non testate sugli animali

Tuesday, July 22nd, 2008
Per questa estate, salvaguardiamo la nostra pelle e quella degli animali: è l’appello della Lega Antivivisezione (Lav), che ha stilato una guida con le aziende cosmetiche che non testano i solari sugli animali.Ogni anno, ricordano gli attivisti della Lav, «migliaia di animali muoiono sfigurati, bruciati e intossicati a causa dei test, nonostante siano già disponibili circa 10.000 sostanze utilizzabili dall’industria cosmetica per formulare i prodotti e nonostante la possibilità di usare efficaci e non cruenti metodi alternativi».

«Acquistare prodotti non testati su animali - dichiara Michela Kuan, responsabile Lav settore Vivisezione - è una scelta etica e una garanzia in più per la pelle. Per orientarsi nella scelta, sul sito internet della Lav è possibile consultare la nuova ‘Guida al non testatò, aggiornata con le nuove adesioni di aziende cosmetiche, tra le quali alcune che hanno in catalogo una linea di solari, già aggiornati con i nuovi filtri fotostabili».

Per aiutare i consumatori a scegliere le creme solari più sicure ed efficaci, poi, il Centro per i diritti del cittadino (Codici) ha stilato un vedemecum con poche e semplici regole. Innanzitutto verificare che la confezione riporti il fattore di protezione specifico espresso con un valore numerico, la data di scadenza e la dicitura ‘resistente all’acquà. Per chi ha la pelle sensibile, inoltre, può essere utile verificare che l’ ipoallergenicità del prodotto sia stata testata presso centri specializzati (sulla confezione è riportata la dicitura ‘dermatologicamente testatò). Infine, Codici consiglia a tutti di evitare i solari che riportano la definizione ‘testati solo in vitrò. «Per valutare l’efficacia del prodotto - spiega l’ associazione - sono necessari test in vivo sull’uomo con l’uso di lampade che producono radiazioni simili a quelle del sole. I test in vitro sono utili ma non sufficienti».

+ Ecco le aziende approvate dalla Lav

Fonte : La Stampa

CONSUMI PIU’ VERDI, UN PIANO DELLA COMMISSIONE UE

Tuesday, July 22nd, 2008

La Commissione europea ha messo a punto un piano d’azione per comuni, produzioni e processi industriali sostenibili. Migliorare le prestazioni ambientali dei prodotti, favorire l’applicazione di tecnologie e processi improntati all’efficienza energetica, promuovere la penetrazione sul mercato di prodotti piu’ verdi, e’ questo l’intento della strategia fatta di misure obbligatorie e volontarie destinate a sostenere produzioni, commerci e abitudini piu’ sostenibili. Tre saranno i pilastri del piano d’azione: una politica mirata alla concezione di prodotti in grado di risparmiare energia e risorse; l’adozione e applicazione su larga scala di processi e tecnologie improntati al risparmio delle risorse; la promozione di consumi e produzioni sostenibili a livello internazionale. Il pacchetto di azioni prevede dunque l’accelerazione dell’iter della direttiva sull’eco-progettazione dei prodotti, destinata a migliorare soprattutto la concezione e le prestazioni dei prodotti legati al comparto energetico. Colloca al primo posto un sistema obbligatorio di etichettatura che evidenzi i parametri ambientali di una vasta gamma di prodotti. Prevede misure particolari per favorire acquisti verdi e l’adozione di indicatori ambientali in tutti i comparti del settore pubblico, sia per quanto riguarda i beni che i servizi. Raccomanda inoltre l’estensione dell’etichettatura ecologica,l’eco label europeo a una gamma piu’ vasta di prodotti. E immagina la creazione di un forum permanente del settore del commercio al dettaglio, che metta in relazione il comparto con le associazioni dei consumatori allo scopo di promuovere consumi piu’ oculati e durevoli. Eco-innovazione e’ la parola d’ordine per quanto riguarda la promozione di processi piu’ sostenibili: il piano d’azione prevede tra l’altro la realizzazione di un efficace sistema di verifica dei contenuti e degli obiettivi ecologici delle nuove tecnologie. E intende favorire una revisione dell’Emas in modo da coinvolgere piu’ compiutamente le piccole e medie imprese, da abbattere i costi di adesione al sistema e da aprirlo a organizzazioni esterne all’Ue. Per incrementare consumi e produzioni piu’ sostenibili, il piano prevede di incrementare gli accordi e le intese con i settori industriali nell’ambito della lotta al cambiamento climatico; di incoraggiare la circolazione delle buone pratiche; di favorire lo scambio internazionale dei casi di eccellenza ma anche dei prodotti e dei servizi ad alto valore aggiunto ambientale. E intende promuovere l’integrazione delle misure per i consumi piu’ sostenibili con quelle destinate a favorire il risparmio e l’efficienza energetica nell’edilizia e nell’uso di apparecchiature anche domestiche. (ANSA).

Privatizzazione, Parchi in rivolta “Provocazione priva di senso”

Tuesday, July 22nd, 2008

Quando alla guida del ministero per l’Ambiente c’era Altero Matteoli, lo scandalo riguardò il sistematico tentativo di lottizzazione dei vertici degli allora 23 Parchi nazionali. Manovra in parte fallita in seguito alla disfatta del centrodestra nelle elezioni regionali del 2005. Ora il suo successore Stefania Prestigiacomo lamenta che le aree protette sono diventate “un poltronificio”, ma dietro la denuncia secondo i difensori dei Parchi si nasconde un pericolo persino peggiore.

Ad ascoltare i gridi di allarme di ambientalisti e Federparchi, la minaccia questa volta è quasi mortale e viene da lontano. Prima il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha inserito 19 dei 24 enti che gestiscono le grandi aree naturali protette tra quelli inutili da abrogare. Decisione frutto, pare, di un automatismo sbagliato nella scrittura della prima versione del Dpef. Nelle stesure successive il testo è stato effettivamente corretto (”l’utilità” degli Enti Parco rimane comunque sub iudice e dovrà essere valutata di anno in anno), ma negli orientamenti della maggioranza la sostanza è rimasta intatta. La manovra economica prevede infatti tagli consistenti, con la riduzione del numero dei dipendenti di supporto impiegati in attività non istituzionali e la riduzione degli stanziamenti per la contrattazione integrativa.

Colpi di scure che rispondono alla filosofia illustrata sabato dal ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo nel corso di un convegno. I Parchi, ha tuonato, sono diventati “una sorta di poltronificio”. “Non dico di privatizzarli - ha proseguito - ma privata dovrà essere la loro gestione”. L’idea dell’esponente del Pdl che ha preso il posto di Matteoli è quella di affidare a delle fondazioni non solo i 24 parchi nazionali, ma anche le riserve e le oasi naturalistiche.

Una soluzione che non piace né alle associazioni ambientaliste né a Federparchi, l’organizzazione che riunisce le oltre 150 aeree protette italiane. “E’ una provocazione priva di senso perché i costi di gestione sono irrisori - commenta il presidente Matteo Fusilli - i consiglieri degli enti parco non ricevono indennità e partecipano alle riunioni come atto di volontariato, fuori dall’orario di lavoro”.

Oggi i Parchi offrono impiego a circa 80 mila persone di cui 4 mila negli enti di gestione. Un terzo dei comuni italiani ha il proprio territorio compreso in un’area protetta, mentre solo quelli Nazionali coprono oltre il 5 per cento della superficie. Nel triennio 2001-2004 hanno fatto registrare 155 milioni di presenze turistiche, con un giro d’affari tra gli 8,5 e 9,3 miliardi di euro, quasi un punto percentuale del Pil. Un dato costante, malgrado il calo del 2,7 per cento registrato nello stesso periodo a livello nazionale.

“Andando avanti su questa strada - denuncia ancora il presidente di Federparchi - da primi ci troveremmo ultimi: siamo stati noi italiani a inventare la gestione dei Parchi allargata a scienziati, enti locali, imprenditori illuminati. L’Europa ci ha seguito su questa strada perché ha visto che funzionava e ora dovremmo fare marcia indietro?”. “L’ipotesi di trasferimento della gestione a fondazioni private - conclude Fusilli - sembra segnalare la volontà di sgravare il pubblico di una responsabilità che invece gli spetta sempre e comunque, perché riguarda la pianificazione del territorio e la tutela di beni inalienabili come le acque, le foreste, le coste, la flora e la fauna selvatiche”.

Ragionamento condiviso dal Cts, il Centro turistico studentesco e giovanile. “I parchi - afferma il vicepresidente Stefano Di Marco - sono un patrimonio di tutti: una grande ricchezza per il nostro paese. E’ necessario che lo stato investa per valorizzare queste aree che, oltre a custodire la natura più bella che l’Italia può offrire, svolgono un’importante funzione sociale”.

Fonte : La Repubblica

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