MALTRATTAMENTI, AL VIA ACCORDO CORPO FORESTALE-VETERINARI

La lotta contro i maltrattamenti ai danni degli animali da oggi ha una marcia in piu’, una task force che unisce forestali e medici veterinari. E’ stato infatti siglato l’accordo fra Corpo forestale dello Stato e Federazione nazionale ordini veterinari italiani (Fnovi). Grazie a questo patto, il personale del nucleo investigativo per i reati a danno degli animali (Nirda), in qualita’ di ausiliari di polizia giudiziaria, collaborera’ formalmente con i professionisti del settore veterinario.
”La sinergia tra Corpo forestale dello Stato e Fnovi - ha detto Cesare Patrone, capo del Cfs - sara’ decisiva per contrastare adeguatamente vere e proprie organizzazioni criminali che operano sul territorio nazionale a danno degli animali”. Nelle azioni della task force, a seconda degli animali coinvolti, sara’ determinante l’azione dei veterinari, con ”competenze sempre piu’ specialistiche in relazione alle esigenze delle diverse specie di animali che devono essere attentamente considerate e rispettate, tanto piu’ quando si e’ in presenza di reati penali” ha spiegato Gaetano Penocchio, presidente della Fnovi.
(ANSA)

17 luglio 2008 - Giuly, Jack e Brawo sono solo tre dei fortunati amici a quattro zampe fra i 4.181 cani maltrattati salvati da giugno 2005 dal Nucleo investigativo per i reati a danno degli animali (Nirda) del Corpo forestale dello Stato.
Giuly, tre anni, oggi e’ la mascotte del Nirda, ma fino a due anni fa era solo un cucciolo trovatello senza nome in un canile laziale. Questa meticcia, simile a un volpino, era entrata in gabbia ad appena sei mesi e dopo un anno e’ stata trovata dai forestali disidratata, denutrita e affetta da varie patologie.
”Risolti i problemi di salute, Giuly all’inizio era depressa - racconta Maria Rosaria Esposito, responsabile del Nirda - ed ha cominciato a giocare dopo un anno dall’adozione. Oggi e’ un animale tranquillo e iperprotettivo”.
Altra storia e’ quella di Brawo, 4 anni, che oggi e’ affidato al personale del Corpo forestale dell’ufficio territoriale per la biodiversita’ di Castel Sangro, nell’Appennino abruzzese. Il meticcio, simile alla razza Alaskan Malamute, tre mesi fa era stato avvistato dal Nirda in pieno centro a Roma, in un cunicolo sotto la strada nella zona di Castel S. Angelo. Era legato ad un tombino da una catena e il proprietario malato, che era arrivato dalla Polonia, non potendo prendersi cura di lui ha deciso di affidarlo ad un canile e poi al Corpo forestale. Jack invece e’ un meticcio di 3 anni. Il suo e’ un caso esemplare di maltrattamento comune: ha vissuto in uno spazio esterno ad una casa privata dietro ad una recinzione, tenuto sempre alla catena, che incluso il collare era lunga appena 1 metro e mezzo.
Dormiva in una piccola cuccia in legno dal tetto in lamiera.
”Aveva una grande escoriazione sul collo per via della catena - ha raccontato Esposito - era emaciato e sottopeso, infestato dalle zecche, con una lieve anemia. Ora vive in un ambiente familiare, fa le coccole al custode e ha letteralmente cambiato espressione”.
(ANSA)

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