Archive for July 12th, 2008

Kyoto sparisce dal Dpef Rischio multe per 2,5 miliardi

Saturday, July 12th, 2008

Desaparecido. Non c’è traccia del protocollo di Kyoto nelle 56 pagine del Documento di programmazione economica. Le preoccupazioni legate al global warming che, sia pure con scarso successo, sono state al centro del G8 in Giappone vengono ignorate nell’atto fondamentale d’impostazione della politica economica italiana: non compaiono mai gli impegni relativi alla battaglia contro i cambiamenti climatici. E i tagli per 700 milioni di euro alle voci di impegno ambientale nel decreto per abolire l’Ici - denunciano Legambiente e Wwf - aumentano il rischio sanzioni per il mancato raggiungimento degli obiettivi di Kyoto: potremmo pagare fino a 2,5 miliardi di euro all’anno per il periodo 2008 - 2012.
E non si tratta di una semplice distrazione terminologica. Come denunciano Legambiente e Wwf, nel Dpef è scomparso l’impegno necessario a recuperare il terreno finora perso. L’Italia si è impegnata a tagliare le emissioni serra del 6,5 per cento entro il 2012, rispetto ai livelli del 1990, e invece finora queste emissioni sono cresciute di circa il 12 per cento. Dunque, per evitare le sanzioni di Bruxelles, dovremmo organizzare una rincorsa disperata che ci consenta di riacciuffare l’obiettivo all’ultimo momento tagliando del 18 per cento le emissioni serra.

“Aumentare l’efficienza energetica e sviluppare le rinnovabili ci consentirebbe di raggiungere due risultati importanti”, ricorda il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati. “Si accelererebbe la capacità d’innovazione del sistema produttivo aumentando la concorrenzialità del sistema Italia. E nello stesso tempo si eviterebbero sanzioni che potrebbero costarci fino a 2,5 miliardi di euro all’anno per il periodo 2008 - 2012″.

Ma solo alcune voci degli stanziamenti previsti dal governo Prodi a favore delle rinnovabili e dell’efficienza restano in piedi. Con il decreto legge che ha portato all’abolizione dell’Ici sono stati sacrificati circa 700 milioni di investimenti in campo ambientale: una scelta che rischia di bloccare la crescita di settori chiave (dal trasporto su acqua e su ferro fino al rilancio dei centri storici) provocando una cascata di danni difficilmente quantificabile.

Ecco l’elenco delle voci tagliate: 77 milioni di euro per il potenziamento del trasporto via mare, 15 milioni per il trasporto ferroviario delle merci, 113 milioni per il trasporto pubblico locale, 30 milioni per l’ammodernamento della rete idrica nazionale, 162 milioni (in tre anni) per la ferrovia Roma - Pescara, 36 milioni per il trasporto urbano, 50 milioni per la diffusione della banda larga, 150 milioni per la riforestazione, 45 milioni per la demolizione degli ecomostri, 20 milioni (in tre anni) per le isole minori, 10 milioni per il recupero dei centri storici, 4 milioni per l’istituzione di aree marine protette, 12 milioni per il monitoraggio del rischio sismico, 3,5 milioni per interventi di difesa del suolo nei piccoli Comuni.

“Bisognerebbe fare della Robin Tax, la tassazione dei sovraprofitti delle imprese energetiche, uno strumento più efficace modulandolo sulle emissioni di anidride carbonica: chi inquina di più dovrebbe pagare di più”, propone Maria Grazia Midulla, responsabile delle campagne del Wwf. “I fondi così ottenuti potrebbero essere destinati al miglioramento dell’efficienza energetica e all’accesso ai servizi pubblici di trasporto per le classi meno abbienti”.

Fonte: La Repubblica

Francia, perdita di acqua con uranio sospesa attività in centrale nucleare

Saturday, July 12th, 2008

MARSIGLIA - Verrà sospesa l’attività in una parte del sito nucleare francese di Tricastin (Vaucluse) dopo il riversamento accidentale di acque contenenti uranio nei fiumi circostanti avvenuto nei giorni scorsi.

E’ stata l’Autorità per la sicurezza nucleare francese a chiedere in mattinata a Socatri, società satellite del colosso energetico Areva, di sospendere l’attività del suo sito di trattamento nella centrale nucleare di Tricastin, nel sud-est della Francia, e di prendere “misure immediate di messa in sicurezza”, dopo la perdita di acqua contenente uranio.

La fuoriuscita si è verificata lunedì e le autorità hanno chiesto agli abitanti della regione di non bere acqua e di non mangiare pesce, vietando anche di bagnarsi nelle acque contaminate. Un’ispezione al sito condotta giovedì dall’Autorità per la sicurezza nucleare non ha dato i risultati sperati: “La messa in sicurezza destinata ad impedire ogni ulteriore inquinamento non è completamente soddisfacente” fa sapere l’Autorità secondo quanto riferisce Le Figaro.

“Prenderemo queste contromisure - ha assicurato il portavoce della Socatri - in modo di assicurare che questi incidenti non si ripetano”. L’impianto di Tricastin è uno dei 58 impianti nucleari sul territorio francese ed è collocato a circa cinque chilometri da Avignone.

Intanto sempre oggi un incendio ha distrutto il tetto di una turbina dell’impianto nucleare di Ringhals, in Svezia. Intervento immediato dei servizi di sicurezza che hanno assicurato che la situazione è sotto controllo. L’impianto di Ringhals, nel sudovest della Svezia, è di proprietà della Vattenfall con una partecipazione della tedesca E.On.

Fonte: La Repubblica

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GEOLOGI A GOVERNO, PUNTARE SU GEOTERMIA

Saturday, July 12th, 2008
”L’Italia e’ un Paese a forte vocazione geotermica, ma l’uso del calore della Terra e’ ancora fortemente sottosviluppato. Per questo chiediamo al governo e alle istituzioni di puntare sul geotermico”. Lo afferma il presidente del Consiglio nazionale dei Geologi Pietro Antonio De Paola, a margine del convegno ”La geotermia a bassa temperatura in Italia”, che si e’ tenuto a Roma. In particolare, Consiglio Nazionale Geologi, Unione Geotermica Italiana e Associazione Termotecnica Italiana hanno lanciato un ”Manifesto italiano per la geotermia” che ha l’obiettivo di far sviluppare il calore della Terra come ”risorsa energetica eco-compatibile ed infinita che puo’ limitare la dipendenza dalle fonti energetiche importate, ridurre il deficit della bilancia dei pagamenti, diminuire l’impatto sull’ambiente dei gas serra”. L’Italia e’ stata pioniera nel campo della geotermia nel 1904, grazie alle prime intuizioni del principe Piero Ginori Conti a Larderello. Tra le zone piu’ ricche ci sono Toscana, Lazio e Sardegna, con oltre il 60%, seguite da Veneto ed Emilia-Romagna con il 45% del territorio. Al 30% Lombardia, Umbria, Sicilia, Basilicata, Campania e Friuli-Venezia Giulia, mentre in tutte le altre regioni non si supera il 15%.In Toscana la geotermia fornisce appena lo 0,6% del consumo totale di energia, costituita per oltre quattro quinti dalla produzione di elettricita’ e per il resto dagli usi diretti del calore (balneologia, riscaldamento di ambienti, agricoltura, ed altri). ”Il nostro obiettivo - spiega De Paola - e’ quello di giungere a raddoppiare questa percentuale entro il 2015-2020. La percentuale salira’ presto grazie anche alla nuova sede della Regione Lombardia, che sorgera’ a Milano nel 2012, e che sara’ completamente riscaldata con acqua di falda”. ”Siamo fiduciosi - prosegue - grazie ai nuovi investimenti e al decreto del giugno 2005 che sta per essere convertito in legge. Per il futuro possiamo fare davvero molto di piu’: dobbiamo puntare forte su una risorsa di cui siamo ricchi e di cui siamo stati pionieri in tutto il mondo”. Lo sviluppo della geotermia entro il 2020 - si legge tra l’altro nel ”Manifesto” - consentira’ inoltre all’Italia di evitare di scaricare nell’atmosfera 8-10 milioni di tonnelate di CO2 all’anno. Al convegno e’ intervenuto anche il sottosegretatio all’Ambiente Roberto Menia, che ha detto aprira’ un canale di comunicazione privilegiato con i geologi e l’Unione Geotermica Italiana, affinche’ la geotermia possa contribuire sempre di piu’ al mix energetico italiano. (ANSA).
 

NATI 3 CUCCIOLI TIGRE SIBERIANA IN PARCO SAFARI LANGHE

Saturday, July 12th, 2008

Tre tigrotti siberiani sono nati al Parco safari delle Langhe di Murazzano (Cuneo). I tre cuccioli di tigre siberiana, specie a rischio estinzione, sono nati il primo luglio. La tigre siberiana e’ il felino piu’ grande del mondo, con la sua lunghezza di 3 metri e 15 centimetri, coda compresa. Non in cattivita’ ne sono rimaste soltanto 200, principalmente in Russia, dove il Wwf sta lavorando per la loro conservazione. (ANSA).

ARRIVA MENU’ SALVA-CLIMA, IN TRENTINO BOLLINO CO2

Saturday, July 12th, 2008

Forse pochi sanno che anche mangiando si puo’ inquinare. O meglio, produrre gas serra. Il principio e’ semplice: ogni alimento che arriva sulla nostra tavola e’ frutto di un processo di produzione: viene infatti allevato, lavorato, conservato, trasportato e infine di nuovo trasformato attraverso la cottura. Tutti processi che richiedono il consumo di gas serra. Il Parco Nazionale Adamello-Brenta, in Trentino, ha ideato una iniziativa di educazione all’ambiente piuttosto originale, il menu’ salvaclima. Il funzionamento e’ semplice: per ogni singolo ingrediente viene calcolata l’emissione di gas serra e comunicata, accanto al menu’ vero e proprio, nei dettagli. Il consumatore che pasteggia in tutti i ristoranti all’interno di questo vasto territorio protetto, potra’ verificare da solo, con semplici calcoli matematici, quanto gas serra producono i piatti da lui scelti e, se lo ritiene opportuto, orientarsi su altre vivande alternative, non meno saporite e nutrienti. In base alle scelte del cliente, il ristoratore assegnera’ un bollino, che puo’ essere di tre tipi: verde (con uno spiritoso logo di un orsetto in espressioni diverse a seconda del gradimento ambientale), che significa via libera al menu’ prescelto, perche’ significa che siamo al di sotto del chilogrammo di consumo di gas serra; arancione, che significa un messaggio di cautela, perche’ siamo ai limiti del consumo tollerato dall’ambiente e infine rosso, che significa bocciatura del menu’, cioe’ consumo di CO2 superiore a 1,6 kg di anidride carbonica pro capite.

Il tutto non richiede particolari sforzi di comprensione da parte dell’avventore ne’ lo costringe a privazioni gastronomiche difficili da digerire soprattutto quando si e’ in vacanza in localita’ splendide e di fronte a cucine saporite e invitanti. Oltretutto il calcolo del consumo di CO2 e’ praticamente un gioco, svolto in questa forma accattivante e si presta particolarmente per un’opera di educazione ambientale rivolta a bambini e adolescenti. Il discorso vale naturalmente anche per le bibite: l’acqua di sorgente e’ quella piu’ virtuosa, mentre la maglia nera degli alimenti e’ la carne, i cui processi di lavorazione sono complessi. A chi adottera’ il ”menu’ salvaclima”, il ristoratore consegnera’ una ‘’salvaclima card”, che oltre a registrare in bollini la ”pagella” ambientale del comportamento del turista, lo informa anche della situazione ambientale della zona, con relative iniziative di sensibilizzazione e fornisce anche dati generali su quella del pianeta e del nostro territorio nazionale. (ANSA).

NUCLEARE, IN FRANCIA MISURE SICUREZZA DOPO INCIDENTE TRICASTIN

Saturday, July 12th, 2008

PARIGI - Sono state mantenute per tutta la notte le misure di sicurezza precauzionali nei comuni intorno alla centrale nucleare di Tricastin, nel sud della Francia, dopo che ieri, durante il lavaggio di una cisterna, parte di 30 metri cubi d’acqua usata, contenente 12 grammi di uranio per litro, era accidentalmente finita in due fiumi vicini.

Divieto di attività nautiche, bagno e pesca lungo il Gauffiere e l’Auzon, blocco della distribuzione di acqua potabile e dei prelievi privati dai due fiumi, oltre che dell’irrigazione dei campi nelle aree interessate dalla fuoriuscita. Intanto arrivano critiche alla gestione della vicenda. La Commissione di ricerca e d’informazione indipendente sulla radioattività (Criirad) ha denunciato la “mancanza di affidabilità” della centrale di Tricastin, spiegando che “il rischio sanitario è effettivamente lieve, ma questo incidente, non trascurabile, giunge in seguito a un numero crescente di altri incidenti, che mostrano un degrado della gestione delle scorie su un sito destinato invece a svilupparsi”.

Criticato anche il modo di dare informazioni sull’accaduto: “l’utilizzo dell’unità di misura della massa (il grammo) - ha aggiunto il Criirad - invece di quella della radioattività (il becquerel) non rende conto dell’ampiezza della fuga”. La perdita, conclude la commissione, avrebbe riversato nei fiumi “uno scarico più di 100 volte superiore al limite annuale”. Si è fatta sentire anche l’organizzazione ‘Uscire dal nucleare’, secondo la quale “é impossibile che una tale fuga, contenente uranio, non abbia conseguenze importanti sull’ambiente e sulla salute delle persone”.

Fonte: Ansa.it

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