Archive for July 9th, 2008

CONTRO LA CRISI DEI PREZZI E’ BOOM DEGLI ORTI FAI DA TE

Wednesday, July 9th, 2008

Con la crisi economica e i timori per la sicurezza dei cibi è boom degli orti fai da te. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che alla tradizionale sistemazione del giardino o alla cura dei vasi di fiori in terrazza si sono aggiunte attività ben più creative con milioni di italiani che scelgono di impegnarsi nella cura dei frutti della terra. La passione per la cura del verde, in orti, terrazzi e giardini, coinvolge - sottolinea la Coldiretti - quasi quattro italiani su dieci senza distinzione tra maschi e femmine e non dispiace ai giovani considerato che è praticata da uno su quattro di quelli con età compresa tra i 25 e i 34 anni, anche se l’interesse aumenta con l’età e raggiunge quasi la metà degli over 65. Una opportunità disponibile non solo per chi dispone di spazi all’aria aperta ma - precisa la Coldiretti - anche di semplici terrazzi grazie all’offerta di piante di varietà adatte alla coltivazione in vaso. Le piantine più richieste - continua la Coldiretti - sono quelle di insalata perché sono semplici da coltivare e garantiscono il raccolto dopo appena 40 giorni con un costo di soli pochi centesimi di euro. 

Ansa.it

ONG A EUROPARLAMENTO, STOP OBBLIGO BIOCARBURANTI

Wednesday, July 9th, 2008

A Strasburgo alcune Ong internazionali impegnate sul fronte ambientale e dello sviluppo (Friends of the Earth Europe, Birdlife International, European Environmental Bureau, Greenpeace, Oxfam International) hanno lanciato un nuovo appello all’europarlamento contro l’uso massiccio di biocarburanti. Si vuole evitare che passi al Comitato ambiente del Parlamento europeo la proposta della Commissione europea, che prevede l’uso obbligatorio del 10% di biocarburanti entro il 2020. Le Ong si dicono certe della bocciatura del target da parte degli europarlamentari, ma premono perche’ nella direttiva in discussione venga ridotta quanto piu’ possibile la percentuale ed eliminato il carattere obbligatorio del target.

A sostegno delle loro richieste le Ong fanno riferimento al rapporto Gallagher del governo britannico sull’impatto ad effetto domino che avra’ l’uso delle colture per produrre carburante da trasporto. Peggiorare la situazione del cambiamento climatico aumentando le emissioni di gas ad effetto serra, esacerbare la poverta’ incrementando il livello dei prezzi alimentari a livello mondiale, contribuire ad un ulteriore distruzione ecologica sono tra le conseguenze elencate dallo studio britannico. Per sottolineare la loro azione le Ong consegneranno agli europarlamentari un cestino pranzo vuoto. (ANSA).

Italia, 600mila cani randagi

Wednesday, July 9th, 2008
Sono 600 mila i cani randagi in Italia, di cui solo un terzo sono ospitati nei canili rifugio. I cani abbandonati continuano ad alimentare la popolazione vagante. Inoltre molti cuccioli, che non muoiono di stenti, diventando adulti, rappresentano un ulteriore serbatoio di randagi. Alcuni sono poco socializzati con l’uomo e si trasformano in «inselvatichiti» il cui controllo è più problematico soprattutto quando si riuniscono in branco. Questa la fotografia scattata dal ministero del Welfare sui rischi del randagismo in Italia.A livello regionale è la Puglia per cani randagi con 70.671 seguita dalla Campania con 70.003, la Sicilia (68.000), la Calabria (65.000) e il Lazio (60.000).

In particolare, rileva il documento del ministero presentato nell’ambito della prima campagna del Welfare contro abbandono e randagismo, i cani vaganti sul territorio, singoli o in branchi, possono rappresentare un potenziale rischio per le persone, diventare serbatoio e veicolo di malattie infettive, essere causa di incidenti stradali, arrecare danni sia al bestiame domestico allevato che a quelli selvatici, essere causa di degrado e inquinamento ambientale.

Fonte: La zampa.it

Greenpeace: l’accordo del G8 è solo slogan senza sostanza

Wednesday, July 9th, 2008

L’associazione sottoscrive pienamente quanto dichiarato oggi dal Ministro dell’Ambiente del Sud Africa, Marthinus van Schalkwyk, giudicando non abbastanza l’accordo sul clima raggiunto dal vertice giapponese”L’accordo non indica alcun anno di riferimento rispetto a cui si vuole operare tale riduzione, e non ha alcun obiettivo intermedio vincolante, come invece richiesto all’interno delle negoziazioni delle Nazioni Unite” sono le parole di Francesco Tedesco, responsabile campagna Energia e Clima di Greenpeace, in riferimento all’accordo sul clima raggiunto dal G8 per dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2050. “Per salvare il Pianeta dai peggiori impatti dei cambiamenti climatici occorre che i grandi del mondo decidano di fissare un obiettivo di riduzione di almeno il 50% al 2050 rispetto ai livelli del 1990 a livello globale. Questo vuol dire che i Paesi industrializzati dovranno operare abbattimenti superiori all’80%”. Secondo Greenpeace, “il Meeting delle maggiori economie (MEM) promosso da Bush che si svolgerà domani ai margini del G8 sarà l’ennesimo incontro farsa per nascondere agli occhi del mondo che gli USA si oppongono a qualunque obiettivo di riduzione vincolante per le emissioni di gas a effetto serra”. L’incontro andrebbe, infatti, ad escludere quei Paesi che risentono maggiormente per i cambiamenti climatici, tendendo a minare i negoziati sul clima delle Nazioni Unite. “Gli incontri MEM di Bush sono un’inutile perdita di tempo e dovrebbero, come lo stesso Bush, essere consegnati alla storia. Siamo d’accordo che i governi abbiano incontri produttivi per salvare il clima globale, ma chi sta pagando già oggi le conseguenze del cambiamento del clima deve poter sedere al tavolo delle decisioni. Escludere i Paesi più vulnerabili non può contribuire al raggiungimento di un accordo globale entro il 2009″ conclude Tedesco.

Fonte: La repubblica

Merkel: accordo su clima, ma senza scappatoie

Wednesday, July 9th, 2008

La preoccupazione del cancelliere tedesco sull’applicazione concreta degli accordi presi in questa riunione del G8, su probemi che non sono più rimandabili ed eludibili, nemmeno in parte”Il mondo non potrà più scappare dai propri obblighi”. Con questa frase lapidaria, Angela Merkel, cancelliere tedesco, ha accolto l’accordo sulla riduzione dei gas serra, raggiunto dai leader del G8, definendolo un passo in avanti nella lotta ai cambiamenti climatici, ma evidentemente facendo appello alla coerenze e alla fedeltà nei confronti della parola data durante il vertice giapponese.
“Si tratta di un significativo passo in avanti rispetto al G8 di Heiligendamm”, ha poi dichiarato la stessa Merkel ai giornalisti, dove, in effetti, questo tipo di impegno era stato solo “preso seriamente in considerazione”.
I Paesi membri del G8 si sono accordati per dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2050. “Ciò significa che ora la comunità internazionale non potrà più scappare dai propri obblighi”.

fonte: La Repubblica

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