Archive for June, 2008

Coste assediate da fogne e cemento Un illecito ogni due chilometri

Thursday, June 26th, 2008

Venerdì prossimo le Golette Verdi di Legambiente salperanno da Palermo e Savona alla scoperta dello stato di salute del mare italiano. Come ogni anno, anche per questa XXIII edizione, saranno due le imbarcazioni impegnate a navigare lungo le coste dell’Adriatico e del Tirreno per documentare la qualità dell’acqua dove ci tuffiamo e lo stato di salute dell’ecosistema marino. Quello che c’è invece “sopra” il mare, ovvero lungo i 7.400 chilometri di costa italiana, gli ambientalisti lo sanno già.

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“Nel 2007 - si legge in Mare Monstrum, un dossier dell’associazione con storie e numeri sulle ferite inferte al nostro litorale - intorno al ciclo del mattone selvaggio si sono registrate quasi 4.000 infrazioni e sono scattati 1.399 sequestri e 5.066 denunce”. “Considerando poi anche le altre voci (inquinamento, depurazione, pesca di frodo, infrazioni al codice della navigazione) nel 2007 i reati ai danni del mare e delle coste italiane - precisa ancora Legambiente - sono stati 14.315, quasi due infrazioni per ogni chilometro di costa”. A guidare la classifica è la Campania, con 2.355 illegalità accertate da forze dell’ordine e capitanerie di porto.

Il dato generale è in calo rispetto alle statistiche dell’anno precedente, ma a preoccupare è l’incremento degli illeciti accertati per quanto riguarda gli scarichi a mare e la depurazione, cresciuti di oltre il 42%, con 1.916 infrazioni accertate, 1.966 persone denunciate o arrestate e 737 sequestri effettuati.

Ma oltre alle violazioni, a danneggiare mare e coste in molti casi sono anche le scelte politiche. Per questo la “bandiera nera” assegnata da Legambiente a quelli che considera “i nuovi pirati del mare” è andata quest’anno tra gli altri alle regioni Abruzzo e Campania, rispettivamente per aver rivisto in senso meno restrittivo la legge sugli scarichi e per la pessima gestione degli impianti di depurazione.

”Quello che emerge dal dossier - spiega Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente - è che in riva al mare il businnes del mattone non teme confronti e ormai non riguarda più solo case di villeggiatura, ma grandi speculazioni immobiliari che vanno dalle megastrutture alberghiere ai parcheggi, fino ai nuovi porti e che non risparmiano neanche le aree protette”. L’associazione ambientalista cita ad esempio l’abusivismo edilizio accertato lungo i 38 chilometri della Riserva marina di Capo Rizzuto.

“La motivazione - dice ancora Venneri - è sempre quella dello sviluppo turistico, ma in molti casi questa idea lascia perplessi anche gli stessi operatori del settore”. Legambiente non nasconde quindi la delusione per il fatto che l’abbattimento del complesso edilizio di Punta Perotti sia rimasto un episodio isolato anziché il primo passo di una nuova stagione di lotta agli ecomostri. Per questo l’associazione ricorda la “top five” degli obbrobri che deturpano le nostre coste:

Font: La Repubblica 

UN CANE OGNI 3 MINUTI VIENE ABBANDONATO,E’EMERGENZA

Wednesday, June 25th, 2008

dsc05946.JPGArriva la bella stagione, con essa le vacanze ma anche l’emergenza dell’abbandono degli animali. A dare man forte alle pene sia pecuniarie (da mille a diecimila euro) che restrittive (sino ad un anno d’arresto), arriva una proposta di legge che intende prevenire questo fenomeno. Si chiama ‘Bonus Dog’, prevede lo sgravio fiscale, fino a 250 euro, delle spese sostenute dai padroni che decidano di lasciare l’ animale presso centri specializzati adibiti alla cura ed al mantenimento ed e’ stata depositata alla Camera da Giampiero Catone, parlamentare Pdl; ”ogni tre minuti - ha detto - viene abbandonato un cane, 20 ogni ora, 400 ogni giorno. Vi e’ non meno di un milione di animali tra canili e rifugi, oltre 650mila cani sono randagi. 40 mila, invece, gli incidenti provocati in Italia dal randagismo negli ultimi dieci anni”. In particolare sono 40 i milioni di animali che vivono nelle nostre case. Del censimento, oltre ai 13 milioni di cani e gatti, fanno parte anche pesci rossi, tartarughe, furetti criceti, serpenti, uccelli, conigli e molti altri. E l’ attenzione e’ rivolta anche ad essi in queste giornate di vacanze. Distribuzione di opuscoli informativi e campagne d’ informazione sono solo alcune delle iniziative promosse da Associazioni animaliste come l’Ente nazionale protezione animali (Enpa) o la Lega italiana protezione uccelli (Lipu) con l’ approssimarsi dell’estate. Chi decidesse di portare in vacanza con se’ il proprio animale di compagnia deve pero’ prendere alcune precauzioni. Un viaggio lungo, ad esempio in auto, puo’ diventare una tortura straziante alla stregua dell’abbandono: durante una breve sosta in autogrill, l’abitacolo puo’ raggiungere, e superare, una temperatura di 70 gradi, se esposto al sole. Qualche suggerimento: se si viaggia in auto, attenzione ai colpi d’aria e agli sbalzi di temperatura, possono provocare otiti e congiuntiviti ai cani. Attenzione anche a che non sporga la testa dal finestrino durante la marcia e adottare uno stile di guida ‘rilassato’. Per i mezzi di trasporto pubblici e’ necessaria invece un’attenta documentazione delle regole da seguire, e’ importante, ad esempio, non rimanere senza guinzagli o museruole.

CONFERENZA BALI; NEL MIRINO SPAZZATURA ELETTRONICA

Wednesday, June 25th, 2008

Rifiuti, salute e ambiente sono al centro della Conferenza internazionale sui rifiuti pericolosi che si e’ aperta oggi a Bali (Indonesia) e in programma fino a venerdi’ prossimo. Un accento particolare sara’ inoltre posto sull’e-waste, la pericolosa spazzatura elettronica generata da milioni di telefonini e computer fuori uso e che troppo spesso finisce in Asia e in Africa dove e’ riciclata in modo rudimentale, provocando inquinamento e danni alla salute. Ministri e delegati di alto livello dei 170 paesi membri della Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti trasfrontalieri di rifiuti pericolosi, discuteranno a Bali dei mezzi per migliorare il trattamento dei rifiuti pericolosi nei Paesi emergenti e in via di sviluppo. La Conferenza - precisa un comunicato dell’Unep (Programma delle Nazioni Unite per l’ ambiente) - e’ in particolare chiamata ad approvare una dichiarazione sulla ”Gestione dei rifiuti, la salute umana e l’ ambiente” destinata a far entrare la gestione dei rifiuti nelle strategie globali per lo sviluppo e per ridurre la poverta’. All’esame dei Paesi riuniti a Bali anche nuove linee guida per la gestione ambientale dei telefonini in fin di vita ed un programma d’azione sull’e-waste. Stando a numerose organizzazioni non governative, il problema dei rifiuti elettronici e’ urgente. Purtoppo infatti una parte dei telefonini in fin di vita e’ spedita nei paesi in via di sviluppo. In teoria, queste esportazioni permettono di prolungare la vita degli apparecchi e di migliorare l’accesso alle telecomunicazioni da parte delle popolazioni del Sud. Ma troppo spesso, servono a sbarazzarsi di apparecchi difettosi, ha ad esempio denunciato l’associazione ‘Dichiarazione di Berna’. Nei paesi in cui le infrastrutture di smaltimento dei rifiuti sono scarse, i telefoni cellulari e gli altri apparecchi elettronici in fin di vita vengono buttati nelle discariche pubbliche oppure smaltiti da persone che non hanno formazione e protezione adeguate. Nel sud della Cina, lo smaltimento dei rifiuti elettronici provoca un disastro ecologico e sanitario. Purtroppo, il principale produttore di rifiuti elettronici del mondo, gli Usa, non ha ratificato la Convenzione ed esporta l’ 80% (dati 2007) dei suoi scarti principalmente in Cina e in India. Altro tema importante che sara’ affrontato dalla Conferenza di Bali e’ la rottamazioe delle navi in disuso. La Convenzione di Basilea e’ entrata in vigore nel 1992. (ANSA).

E Parigi gioca la carta ecologica:4.000 auto elettriche per spostarsi in città

Wednesday, June 25th, 2008

- Quattromila auto elettriche per una Parigi sempre più ecologica. Dopo il successo di «Velib», l’iniziativa ideata dal sindaco parigino Bertrand Delanoë che dal luglio del 2007 ha messo a disposizione dei propri concittadini oltre 10.000 biciclette in diversi quartieri della capitale francese per combattere l’inquinamento atmosferico e il traffico cittadino, adesso il primo cittadino della capitale francese ci riprova: giovedì scorso durante una conferenza stampa ha presentato «Autolib», un’ambiziosa iniziativa che dovrebbe partire alla fine del 2009 e che offrirà ai parigini la possibilità di affittare a prezzi contenuti 4.000 auto elettriche e spostarsi in città senza inquinare l’ambiente.PROGETTO - Il progetto era in parte già stato annunciato da Delanoë durante la recente campagna elettorale grazie alla quale è stato riconfermato sindaco di Parigi. Tuttavia il progetto originale prevedeva poche centinaia di vetture ecologiche che avrebbero circolato solo nel centro cittadino. Il programma annunciato in questi giorni è cambiato considerevolmente: duemila macchina ecologiche potranno essere affittate in centro, mentre altrettante saranno a disposizione dei cittadini delle periferie parigine. L’iniziativa prevede, tra l’altro, la creazione di 700 stazioni di servizio dove potranno essere recuperate le auto elettriche (200 sotterranee e 500 in superficie). Proprio come le biciclette del progetto «Velib», le vetture potranno essere prese in prestito in una stazione e poi restituite in un’altra. Per finanziare il progetto, il sindaco Delanoë prevede la creazione di una società mista con i comuni limitrofi alla capitale, anche se sottolinea che non tutte le città a ridosso di Parigi potranno partecipare al programma ecologico.

PREZZI - Per quanto riguarda i prezzi degli affitti delle auto il sindaco non ha dato cifre precise, ma ha confermato che, come per le biciclette, si tratterà di somme contenute. Come fa notare il quotidiano «le Parisien», la capitale francese non è il primo paese ad adottare questa ambiziosa iniziativa: un programma simile è già stato sperimentato a Singapore (in Asia) e tutt’oggi produce numerosi benefici all’ambiente e al traffico. Naturalmente nel grande agglomerato urbano parigino un’iniziativa del genere potrebbe generare risultati ancora migliori. «Autolib potrebbe rivoluzionare il sistema dei trasporti» ha spiegato il sindaco Delanoë alla radio transalpina. ‘L’intero sistema sarà computerizzato e comunicherà ai cittadini in quali stazioni della città essi possono restituire l’auto dopo averla usata».

CRITICHE - Naturalmente non tutti sono entusiasti dell’iniziativa. I più scettici appaiono i consiglieri verdi, che tra l’altro, fanno parte della maggioranza di centrosinistra che governa la capitale francese e da anni sostengono le iniziative ambientaliste del sindaco Delanoë. Secondo costoro bisognerebbe incoraggiare i cittadini ad usare i mezzi pubblici e le biciclette, piuttosto che promuovere la cultura dell’auto come mezzo di trasporto: «Sono davvero scettico» afferma Denis Baupin, vicesindaco di Parigi e esponente del partito Verde. «Se invitiamo le persone a prendere l’auto ogni giorno, invece di incoraggiarli a usare le biciclette e la metro, affollando le strade e inquinando la città, abbiamo un problema». Secondo il vicesindaco anche le esperienze passate dimostrano che l’iniziativa potrebbe essere un flop: «Ogni volta che nelle città francesi sono stati ideati progetti di auto elettriche, si sono poi dimostrati sempre un clamoroso insuccesso» conclude l’esponente ecologista.

Fonte: Corriere della Sera

«Il Polo Nord presto libero dai ghiacci»

Wednesday, June 25th, 2008

- Il sottilissimo strato di ghiaccio stagionale che circonda il Polo Nord geografico potrebbe sciogliersi nei prossimi mesi, tanto che per la prima volta questa estate il Polo Nord potrebbe essere libero dei ghiacci.È l’ipotesi prospettata alla rivista National Geographic da alcuni esperti che stanno studiando gli effetti dei cambiamenti climatici a bordo della nave rompighiaccio canadese Amundsen. «Quest’anno il Polo Nord potrebbe per la prima volta essere libero dai ghiacci», ha detto alla rivista David Barber, dell’università di Manitoba. La previsione non contraddice i recenti modelli che prevedono lo scioglimento dei ghiacci dell’Artico fra il 2013 e il 2030.

Tuttavia lo scioglimento del sottile strato di ghiaccio stagionale è considerato dai ricercatori come il campanello di allarme sulla portata e la rapidità dei cambiamenti indotti dalle trasformazioni del clima. L’ipotesi si basa su osservazioni dirette e su immagini da satellite che mostrano come l’area che circonda il Polo Nord geografico è composta da un sottile strato di ghiaccio stagionale, che si forma cioè ogni anno in inverno.

Un ghiaccio di questo tipo, ha osservato lo studioso, tende a sciogliersi più facilmente durante l’estate rispetto allo strato di ghiaccio più spesso e denso che si accumula nell’arco di anni. Vale a dire che «il ghiaccio in prossimità del Polo Nord è più incline a sciogliersi e che, di conseguenza, c’è un’alta probabilità di vedere un Polo Nord libero dai ghiacci», ha osservato anche in una e-mail inviata alla rivista il climatologo Sheldon Drobot, dell’università del Colorado. Ma ci sono anche alte probabilità che il sottile strato di ghiaccio, spinto in direzione del Canada dalla rotazione terrestre, potrebbe anche superare indenne l’estate.

Effetto serra, sfida quasi persa così gli inventori ci salveranno

Tuesday, June 24th, 2008

 SPECCHI orbitali per riflettere i raggi del sole. Polvere di ferro negli oceani per ingrassare il plancton, gran divoratore di anidride carbonica. Super-aspiratori che succhiano tonnellate di CO2, tipo deumidificatori su scala mondo. Sono solo alcuni dei progetti di geoengineering, l’ingegnerizzazione della Terra, ultima frontiera nella lotta al cambiamento climatico. Sanno di fantascienza e invece sono concreti come i business plan delle centinaia di aziende che hanno deciso di scommetterci. E non si dubita tanto sul se funzioneranno, quanto su che tipo di effetti collaterali potranno avere. Perché quando si comincia a “giocare a fare Dio” non si sa mai dove si va a finire.

La premessa teorica è chiara. Molte attività umane, il consumo scriteriato di energia in testa, devastano l’ambiente. Gli inquilini del pianeta però, nonostante allarmi sempre più insistiti e apocalittici, non ne vogliono sapere di cambiare stile di vita. Se non si riesce a intervenire sulle cause, constatano quindi alcuni scienziati, almeno attacchiamo gli effetti. Una sorta di ambientalismo pragmatico, “a valle” che si arrende all’incorreggibilità “a monte” degli uomini e cerca di rimediare con il primato della tecnica.

Il fatto è, come sancisce la convenzione Onu sul cambiamento climatico del ‘92, che il livello “pericoloso” di gas serra nell’atmosfera è di 450 parti per milione (ppm). Oggi siamo a 385. Prima della rivoluzione industriale erano 280. Bisogna fare qualcosa prima che la situazione diventi, alla lettera, irrespirabile.

Sull’ultimo numero dell’autorevole bimestrale Bulletin of atomic scientists Alan Robock, direttore del Centro per le previsioni ambientali della Rutgers University, mette per iscritto tutte le sue perplessità sul nuovo approccio. Una delle proposte più discusse è quella del Nobel Paul Crutzen di spruzzare delle specie di mega-aerosol di zolfo nella stratosfera. Le particelle schermerebbero la luce del sole e raffredderebbero la Terra. Che funziona si è capito nel ‘91 quando il vulcano Pinatubo, nelle Filippine, eruttò. I 20 megatoni di gas di zolfo nell’aria lasciarono una nuvola che effetivamente raffreddò il pianeta per i due anni successivi.

Col tempo ci si è accorti però che il miracolo aveva alcune controindicazioni. Riducendo le precipitazioni aumenta il rischio di siccità per centinaia di milioni di persone. E più zolfo significa anche una più rapida erosione della fascia d’ozono. Le grandi distese d’acqua ricadono invece sotto la giurisdizione sperimentale delle americane Climos e Planktos. Entrambe stanno provando a contrastare il riscaldamento reclutando un alleato invertebrato: il fitoplancton. Disseminare gli oceani con polvere di ferro moltiplica la presenza del vegetale specializzato nell’assorbire il CO2.

L’australiana Ocean Nourishment Corporation mira allo stesso bersaglio usando come concime l’urea. La Atmocean del New Mexico usa invece delle pompe in profondità per portare in superficie acque più fredde e ricche di forme viventi che, alimentando le alghe, sequestrerebbero il diossido di carbonio.

Solo negli Stati Uniti sono circa 400 le compagnie private che hanno fatto della “mitigazione del CO2″ la loro missione societaria. Un numero destinato a triplicarsi entro i prossimi due anni, stima la società di consulenza Point Carbon. E se il prossimo presidente Usa introdurrà dei tetti più stringenti all’inquinamento industriale, anche il valore delle società che aiutano a contrastarlo schizzerà.

Ci scommette la Global Research Technologies che produce aspiratori grossi come un container in grado di assorbire l’anidride carbonica dall’aria e, attraverso una serie di reazioni chimiche, trasformarla in materiali inerti da seppellire in località isolate. Una macchina sarebbe in grado di far fuori una tonnellata di CO2 al giorno. Ne servirebbero 30 milioni per neutralizzare 10 milioni di tonnellate all’anno, circa un terzo delle emissioni totali. I costi all’inizio sarebbero di 250 dollari a tonnellata per scendere, giura su Usa Today il geofisico della British Columbia Klaus Lackner, a 30 dollari una volta a regime.

Il problema sembra più di prospettiva che di soldi. Ken Caldeira, climatologo a Stanford, ha fatto le simulazioni e i conti sul mensile Wired: “Con 100 milioni di dollari all’anno si potrebbe spruzzare lo zolfo nella stratosfera”. Ma se un’altra amministrazione interrompesse questi punturoni spaziali la temperatura prenderebbe a galoppare di nuovo a 10-20 volte il ritmo attuale, provocando un rialzo di 7 gradi Fahrenheit al decennio e mettendo in pericolo la sopravvivenza.

Insomma, indietro non si torna. Aggiungete un’obiezione psicologica ma cruciale: se le gente crederà di avere trovato una soluzione tecnologica ai problemi del clima non farà più niente per inquinare meno. Un po’ quel che si argomenta contro le pillole del colesterolo rispetto all’esercizio fisico e alla dieta sana.

L’argomento è però elettoralmente seducente, almeno per i pasdaran vicini all’amministrazione Bush. E infatti all’inizio di giugno l’American Enterprise Institute ha ospitato un entusiastico convegno dal titolo “Geoengineering: un approccio rivoluzionario al cambiamento climatico”. È lo stesso think tank che, finanziato da Exxon-Mobil e altri grandi inquinatori, pagava i ricercatori disposti a scrivere articoli ridicolizzanti il global warming. Con uno sponsor così, c’è da stare in campana.

Fonte: La Repubblica

MONDIALI BARBECUE, PRIMA TAPPA VA A COPPIA TEDESCA

Tuesday, June 24th, 2008

E’ andata ad una coppia tedesca - Timo Deister e Sascha Mnich, di Magonza - la prima tappa del “Griglie roventi tour”, il Campionato mondiale di barbecue itinerante partito dai 1.800 metri di quota del Monte Baldo (Verona). I due cuochi teutonici sono stati giudicati i migliori tra le 43 coppie che si sono sfidate sul monte che sovrasta il Lago di Garda. Unico il piatto di partenza per tutti i concorrenti, che dovevano cucinare alla griglia una costata di carne bovina veneta, potendo sbizzarrisi invece su salse e condimenti. La coppia tedesca ha raccolto i consensi della giuria tecnica, composta dagli chef dell’Associazione Italiana Cuochi, proponendo un piatto dalla cottura e cauterizzazione perfette, insaporito da una salsa a base di olio di oliva e basilico fresco. Alla prima tappa di “Griglie roventi” hanno partecipato team provenienti da Germania, Austria, Inghilterra, Stati Uniti, e Italia, tutti turisti in vacanza sul lago di Garda. Il loro entusiasmo si è fuso con quello del pubblico, circa 2000 appassionati della montagna ma anche delle specialità alla girglia. Dietro al duo di Magonza si sono classificati Luca Trespidi e Antonio Del Grosso, di Milan, al terzo posto Stefano Testa e Francesco Girelli, di Malcesine. Tappa successiva domenica 13 luglio a Belluno.

Fonte: Ansa.it

DA BATTERI MONOCELLULARI ‘PETROLIO’ RINNOVABILE

Tuesday, June 24th, 2008

Il petrolio potrebbe diventare presto una fonte di energia rinnovabile: non e’ fantascienza, ma la reale scoperta dell’americano Greg Pal, direttore del Ls9, uno dei vari istituti di ricerca della Silicon Valley. La scoperta e’ nata da una ricerca su organismi monocellulari, che, in seguito ad appropriate modifiche al loro Dna, sono in grado di produrre un biocombustibile molto simile al petrolio se messi a contatto con scarti della produzione agricola, ad esempio con le canne da zucchero brasiliane. ”Tra i 5 e i 7 anni fa - ha detto Pal - questo processo avrebbe richiesto mesi di lavoro e centinaia di migliaia di dollari. Oggi ne servirebbero non piu’ di 20 mila e per poche settimane. Inoltre il biocarburante cosi’ prodotto non arriverebbe a costare piu’ di 50 dollari a barile”. Il petrolio rinnovabile e’ anche ecologico, le emissioni di gas serra prodotte dalla sua combustione sono infatti minori di quelle emesse dai materiali grezzi da cui e’ prodotto. ”Il nostro piano e’ di avere una dimostrazione su scala planetaria entro il 2010 - ha concluso - e, parallelamente, stiamo lavorando su un impianto commerciabile da avviare entro il 2011”

NO A CONDIZIONATORE CONTRO AFA PER AIUTARE CLIMA

Tuesday, June 24th, 2008

 I piani di emergenza contro il caldo devono rispettare il piu’ possibile l’ambiente e scoraggiare quindi l’uso massiccio dei condizionatori che in questi giorni di afa saranno riaccesi. L’indicazione e’ contenuta nelle linee guida elaborate dalla sezione europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanita’. ”Anche se ci sono pochi dubbi che sistemi di refrigerazione dell’aria sono protettivi per le persone a rischio - si legge nel documento - ricorrere estensivamente a questi impianti comporta un grande consumo di energia e massicce emissioni di gas a effetto serra”. Fra i suggerimenti contenuti per raffreddare le stanze rispettando l’ambiente ci sono usare per gli edifici materiali riflettenti, schermare bene le finestre dalla luce e usare ventilatori elettrici molto meno dispendiosi dei condizionatori. Gli altri punti su cui insistono le linee guida sono la valutazione attenta dei soggetti piu’ a rischio, di cui il documento cita come ‘buon esempio’ quella messa in atto a Roma, ma anche interventi a piu’ livelli, da efficaci sistemi di previsione meteorologica a tempestivi bollettini di allerta sanitaria, dal miglioramento delle condizioni abitative e urbanistiche a una pronta assistenza. (ANSA).

ACQUA: GESTIONE VECCHIA, ANCORA TROPPO SPRECHI

Tuesday, June 24th, 2008

zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzac.jpg   L’Italia fa ancora acqua. Nel vero senso del termine. La gestione dell’oro blu nazionale e’ ”insoddisfacente”, la riforma del servizio idrico risulta incompiuta, la pianificazione modesta seppur con delle eccezioni particolarmente virtuose. Sul fronte tariffe il 21% degli italiani e’ ancora sotto il vecchio regime con penalizzazioni sul profilo della qualita’ del servizio mentre gli sprechi non diminuiscono con picchi ”preoccupanti” fino al 40%. Nero il capitolo degli affidamenti: ”I casi di veri affidamenti del servizio idrico effettuati sulla base di confronti competitivi sono solo sei in tutta Italia”, per una quindicina a societa’ mista c’e’ stata una gara che ha riguardato il partner privato mentre gli altri sono a procedura diretta, ovvero ”in house”. Nonostante il quadro, l’accelerazione degli ultimi anni ”puo’ costituire la premessa per un moderno servizio dell’acqua” per il quale serve ora una ”road map” che corregga le inefficienze, a partire dai controlli e dalla banca dati. Questa la fotografia sull’universo acqua scattata dalla Relazione 2007 consegnata al Parlamento, e diffusa on-line, dal Comitato per la vigilanza sull’uso delle risorse idriche (Coviri) che fa capo al ministero dell’Ambiente. In particolare la Relazione 2007 oltre alla situazione annuale, per la prima volta traccia un quadro completo per il periodo 1994-2008 e fa il punto della situazione a 14 anni dalla legge Galli del gennaio ‘94, il testo unico di riforma del servizio idrico. Ecco la mappa completa del sistema acqua in Italia secondo il Coviri: - ORGANIZZAZIONE: dei 92 Ambiti territoriali ottimali previsti dalle leggi regionali, ne sono stati insediati 91 (pari al 93.4% della popolazione italiana). Di essi, 81 (79% della popolazione) hanno formalmente completato gli adempimenti della pianificazione, mentre solo in 67 Ambiti si e’ giunti all’ affidamento del Servizio. La frammentazione delle gestioni si e’ fortemente ridotta. Dai 12.500 gestori del servizio idrico si e’ passati a circa 100. In una parte rilevante del Paese la riforma non e’ stata invece attuata e sopravvivono la vecchia organizzazione e le vecchie gestioni. Una parte significativa della popolazione italiana (il 21%) si trova quindi in una condizione di svantaggio sotto il profilo della qualita’ e dello sviluppo del servizio. Il processo di applicazione delle legge 36/94 e’ stato purtroppo molto lento, oltre che ancora incompleto. Sono passati 14 anni dalla sua approvazione e solo nella seconda meta’ di questo periodo il processo si e’ accelerato e ha avuto esiti positivi; - AFFIDAMENTI: disfunzioni e irregolarita’ di vario tipo. Fra di esse il Coviri segnala: affidamenti effettuati in assenza di gara d’appalto o adottando questo successivamente all’ affidamento; bandi di gara privi delle informazioni necessarie a valutare il rischio di impresa con conseguente disinteresse alla partecipazione ed esiti negativi delle gare stesse; affidamenti con modalita’ non conformi alle norme vigenti alla data in cui sono avvenuti e sanati con norme successive; prevalente ricorso alla modalita’ di affidamento in house (in tal senso l’Authority dei lavori pubblici ha aperto un’indagine su 64 Ato, ndr); - TARIFFE: Il metodo tariffario vigente e’ stato adottato nel 1996 e se ne prevedeva la revisione quinquennale, finora non effettuata. Eccessivo, secondo il Coviri, il numero di ”bacini tariffari”, ovvero di Ambiti al cui interno continuano a sussistere e ad essere praticate tariffe diverse. Per quanto riguarda le bollette dell’acqua, il valore medio del costo dell’ acqua per una famiglia tipo di 3 persone e’ oggi 250 euro per un consumo di 200 m3/anno, con massimi di 598 euro e minimi di 87 euro. E se il valore medio e’ del tutto accettabile e inferiore ai corrispondenti europei, l’escursione e’ eccessiva, tanto per i valori massimi che per quelli minimi. Comunque per la maggioranza della popolazione italiana i costi risultano comunque compresi tra 200 e 300 euro l’anno per nucleo familiare; - ROAD MAP: banca dati per evitare ”false tesi”; lotta agli sprechi; affidamenti trasparenti; rafforzamento della funzione di controllo competente al Coviri; aggiornamento del metodo tariffario; interventi sull’inosservanza della legge; diffusione delle informazioni; parametri e indicatori standard. (ANSA)

Fonte: Ansa.it

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