Tutti i segreti della vita sotto i mari

A VITA sotto ai mari è piena di sorprese e microrivoluzioni: nuove specie vengono continuamente scoperte, altre rischiano di scomparire per sempre in un ambiente che cambia velocemente. Per far ordine in questo immenso panorama in continua evoluzione arriva il “World register of marine species”, il primo registro mondiale delle diverse specie sottomarine inaugurato ufficialmente oggi con 122.500 voci identificate, catalogate e validate: la metà più o meno di quelle complessive note alla scienza - 230mila - il cui inventario totale, secondo i ricercatori delle diverse istituzioni internazionali che hanno partecipato al progetto, dovrebbe essere completato nell’ottobre 2010.

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L’enorme sforzo di pulizia fra diverse fonti, cataloghi, pubblicazioni scientifiche ha anche permesso di sfoltire una gran quantità di doppioni o alias: ne sono stati identificati 56mila, pari al 32 per cento di tutte le voci visionate. L’esempio più significativo? E’ quello della “regina” dei sinonimi, la Halichondria panicea: questa spugna marina nel corso degli anni in diverse pubblicazioni appare con 56 nomi differenti fin dalla sua prima classificazione, nel 1766. “Questo succede perché gli scienziati possono non essere a conoscenza di ciò su cui stanno lavorando altri gruppi, o di altre pubblicazioni che descrivono già la stessa specie” chiarisce Mark Costello, professore associato al Leigh Marine Laboratory all’Università di Auckland, in Australia, co-fondatore del WoRMS. “Un problema che con una comunicazione maggiore, grazie all’accesso di un registro come questo, potrà essere superato”, aggiunge.

Il censimento completo della vita sottomarina - cui hanno collaborato dal 2000 scienziati da oltre 80 Paesi, nel più grande progetto globale di ricerca su questo tema - promette di diventare un punto di riferimento universale di cui i ricercatori sottolineano la necessità: “Descrivere le specie senza un catalogo universale è come costruire una libreria senza un indice complessivo”, chiarisce Philippe Bouchet, uno scienziato che ha partecipato al progetto pensato soprattutto per ricercatori e specialisti, ma che diventerà anche un’importante fonte di informazioni sulla biodiversità per monitorare, fra l’altro, ecosistemi e forme di vita a rischio per i mutamenti climatici.

“E’ il primo tentativo di mettere insieme una lista ufficiale e valida di nomi compilata da esperti, cui tutti possano attingere e fare riferimento” racconta Stefano Taiti, ricercatore del Cnr all’Istituto per lo studio degli ecosistemi nella sede di Firenze. Taiti ha lavorato come editor al WoRMS per la categoria di cui si occupa più da vicino, gli isopodi, crostacei che contano 10mila specie diverse. “Negli ultimi anni quello della mancanza di tassonomi esperti, in grado di riconoscere animali e piante, è diventato un grosso scoglio. Per questo una parte del progetto mira proprio a formare nuovi esperti”, spiega ancora.

Se le specie marine note sono circa 230mila, quelle che rimangono ancora da catalogare e risultano quindi sconosciute sono tre volte tanto. Ed il ritmo con cui le nuove forme di vita sottomarine vengono scoperte è vertiginoso: 1.400 ne vengono descritte ogni anno in letteratura scientifica, calcola Bouchet. Troppe perché gli esperti possano verificarle, descriverle, catalogarle, nominarle in tempi accettabili con metodi tradizionali; i tempi, però, si accorciano con la collaborazione internazionale promossa dal registro mondiale e dalle nuove tecnologie usate per la campionatura, le immagini (il world register ne contiene già 5.600 oltre a hyperlink e ad altre informazioni), la gestione dei dati e l’analisi genetica dei campioni raccolti.

Ospitato dal Flanders Marine Institute in Belgio, il registro mondiale è stato finanziato anche dal Marbef (Marine Biodiversity and Ecosystem Functioning) della Ue e da diversi progetti di ricerca internazionali ed europei. Servirà anche ad alimentare altri database, come quello dell’Enciclopedia della Vita, ed è solo l’inizio. In questi primi otto anni di vita, migliaia di “sospette” nuove specie sono state individuate dai ricercatori: ma di queste solo per 110 è stato completato il processo di descrizione formale, che ne porta al riconoscimento.
Fonte : La Repubblica

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