ACQUA: GESTIONE VECCHIA, ANCORA TROPPO SPRECHI

zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzac.jpg   L’Italia fa ancora acqua. Nel vero senso del termine. La gestione dell’oro blu nazionale e’ ”insoddisfacente”, la riforma del servizio idrico risulta incompiuta, la pianificazione modesta seppur con delle eccezioni particolarmente virtuose. Sul fronte tariffe il 21% degli italiani e’ ancora sotto il vecchio regime con penalizzazioni sul profilo della qualita’ del servizio mentre gli sprechi non diminuiscono con picchi ”preoccupanti” fino al 40%. Nero il capitolo degli affidamenti: ”I casi di veri affidamenti del servizio idrico effettuati sulla base di confronti competitivi sono solo sei in tutta Italia”, per una quindicina a societa’ mista c’e’ stata una gara che ha riguardato il partner privato mentre gli altri sono a procedura diretta, ovvero ”in house”. Nonostante il quadro, l’accelerazione degli ultimi anni ”puo’ costituire la premessa per un moderno servizio dell’acqua” per il quale serve ora una ”road map” che corregga le inefficienze, a partire dai controlli e dalla banca dati. Questa la fotografia sull’universo acqua scattata dalla Relazione 2007 consegnata al Parlamento, e diffusa on-line, dal Comitato per la vigilanza sull’uso delle risorse idriche (Coviri) che fa capo al ministero dell’Ambiente. In particolare la Relazione 2007 oltre alla situazione annuale, per la prima volta traccia un quadro completo per il periodo 1994-2008 e fa il punto della situazione a 14 anni dalla legge Galli del gennaio ‘94, il testo unico di riforma del servizio idrico. Ecco la mappa completa del sistema acqua in Italia secondo il Coviri: - ORGANIZZAZIONE: dei 92 Ambiti territoriali ottimali previsti dalle leggi regionali, ne sono stati insediati 91 (pari al 93.4% della popolazione italiana). Di essi, 81 (79% della popolazione) hanno formalmente completato gli adempimenti della pianificazione, mentre solo in 67 Ambiti si e’ giunti all’ affidamento del Servizio. La frammentazione delle gestioni si e’ fortemente ridotta. Dai 12.500 gestori del servizio idrico si e’ passati a circa 100. In una parte rilevante del Paese la riforma non e’ stata invece attuata e sopravvivono la vecchia organizzazione e le vecchie gestioni. Una parte significativa della popolazione italiana (il 21%) si trova quindi in una condizione di svantaggio sotto il profilo della qualita’ e dello sviluppo del servizio. Il processo di applicazione delle legge 36/94 e’ stato purtroppo molto lento, oltre che ancora incompleto. Sono passati 14 anni dalla sua approvazione e solo nella seconda meta’ di questo periodo il processo si e’ accelerato e ha avuto esiti positivi; - AFFIDAMENTI: disfunzioni e irregolarita’ di vario tipo. Fra di esse il Coviri segnala: affidamenti effettuati in assenza di gara d’appalto o adottando questo successivamente all’ affidamento; bandi di gara privi delle informazioni necessarie a valutare il rischio di impresa con conseguente disinteresse alla partecipazione ed esiti negativi delle gare stesse; affidamenti con modalita’ non conformi alle norme vigenti alla data in cui sono avvenuti e sanati con norme successive; prevalente ricorso alla modalita’ di affidamento in house (in tal senso l’Authority dei lavori pubblici ha aperto un’indagine su 64 Ato, ndr); - TARIFFE: Il metodo tariffario vigente e’ stato adottato nel 1996 e se ne prevedeva la revisione quinquennale, finora non effettuata. Eccessivo, secondo il Coviri, il numero di ”bacini tariffari”, ovvero di Ambiti al cui interno continuano a sussistere e ad essere praticate tariffe diverse. Per quanto riguarda le bollette dell’acqua, il valore medio del costo dell’ acqua per una famiglia tipo di 3 persone e’ oggi 250 euro per un consumo di 200 m3/anno, con massimi di 598 euro e minimi di 87 euro. E se il valore medio e’ del tutto accettabile e inferiore ai corrispondenti europei, l’escursione e’ eccessiva, tanto per i valori massimi che per quelli minimi. Comunque per la maggioranza della popolazione italiana i costi risultano comunque compresi tra 200 e 300 euro l’anno per nucleo familiare; - ROAD MAP: banca dati per evitare ”false tesi”; lotta agli sprechi; affidamenti trasparenti; rafforzamento della funzione di controllo competente al Coviri; aggiornamento del metodo tariffario; interventi sull’inosservanza della legge; diffusione delle informazioni; parametri e indicatori standard. (ANSA)

Fonte: Ansa.it

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