Archive for June 23rd, 2008

Fonti rinnovabili italiane, come valorizzarle?

Monday, June 23rd, 2008

Un giorno per affrontare in maniera sistemica i problemi legati alla generazione diffusa di energia, nell’interesse del Sistema PaeseChe le energie alternative costituiscano un’importante risorsa infrastrutturale per il nostro Paese è un dato oramai assodato, ma la strada per il loro sviluppo si scontra ancora con una serie di ostacoli che obbliga a tener conto diversi aspetti, da quelli economici, tecnici e organizzativi a quelli amministrativi e normativi. Per affrontare in maniera sistemica la problematica della generazione diffusa da fonti rinnovabili, AIIC (Associazione Italiana esperti Infrastrutture Critiche), in collaborazione con il Gestore Servizi Elettrici (GSE) e con l’intervento di Alessandro Ortis, presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, ha organizzato un convegno per lunedì 23 giugno. La giornata vuole, in particolare, evidenziare quegli aspetti di interdipendenza propri delle infrastrutture critiche sempre più efficienti ma sempre più interconnesse e, quindi, fragili (”effetto domino”). Ad aprire i lavori Nando Pasquali, amministratore delegato di GSE, e dopo una serie di interventi di rappresentanti del CESI Ricerca, ENEL, ELSAG Datamat e Terna, saranno conclusi da Alessandro Ortis, presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas. E sempre nella sede del GSE il primo luglio si terrà la presentazione del libro Nuove vie del Vento promosso da ANEV (Associazione nazionale energia del vento) alla quale seguirà la tavola rotonda “Strumenti chiave per l’accelerazione del mercato dell’eolico”.

Fonte: La Repubblica

Al mare in sicurezza? Ecco come

Monday, June 23rd, 2008

Tutto quello che avreste dovuto (e voluto) sapere per passare un’estate al mare, dalle regole per uscire in barca ai consigli per evitare problemi di salute, fino ai diritti e ai doveri dei bagnanti. E naturalmente cosa fare in caso di emergenza, sia essa un’incendio su un’imbarcazione in alto mare o magari la puntura di una tracina in spiaggia.

Repubblica Viaggi ha preparato - in collaborazione con il comando generale delle Capitanerie di porto - Guardia costiera, dell’Associazione nazionale medici di famiglia e dell’Adiconsum - dei pratici vademecum, da consultare online o da scaricare in formato pdf e stampare, per averli sempre con sé.

Il vademecum del diportista. “Lo slogan migliore è sempre: prudenza, prudenza, prudenza. Al mare ci vuole sempre la testa sulle spalle, sia per chi esce in barca o anche per chi va solo per un bagno. Basta il buon senso per evitare i rischi inutili”. Così il comandante Cristiano Aliperta, capo dell’Ufficio relazione esterne del Comando Generale delle Capitanerie di porto, parla dell’atteggiamento migliore da avere al mare.  E per prudenza quando si esce in barca si intende il rispetto di tutte le norme della navigazione, stando ad esempio sempre attenti a non avvicinarsi alla zona riservata alla balneazione. Ecco quindi le regole da seguire per uscire in mare, diviso in tre capitoli: la preparazione, le regole di navigazione e cosa fare in caso di emergenza. La regola più importante è sicuramente quella che vieta di entrare nella zona riservata alla balneazione (200 o 300 metri dalla riva) per ovvi motivi di sicurezza. Ma ci sono anche norme e consigli forse meno noti, come la possibilità di effettuare un controllo radio prima di prendere il largo, o la velocità da mantenere nei porti e quando ci si avvicina ai bagnanti.

Windsurf, moto e sci d’acqua. In quanti sanno che per guidare gli acquascooter è obbligatorio possedere la patente nautica? O che è ai windsurf è vietato andare a zigzag nei corridoi di atterraggio all’interno delle aree per la balneazione? Quattordici punti - indicati sempre dal comando generale delle Capitanerie di porto - da tenere a mente se si ha intenzione di praticare questi sport nelle lunghe giornate di mare estive. Consigli utili soprattutto  per chi ci si avvicina a queste attività per la prima volta, ma che a tutti fa bene ripassare.

Le regole per i bagnanti. In spiaggia ci sono doveri da rispettare e diritti da rivendicare. L’Adiconsum ricorda che l’accesso alla battigia è libero e gratuito, e nessun può chiedere un biglietto d’entrata per questa zona. Un altro diritto è quello di avere una spiaggia pulita, onere del Comune o del concessionario. A seconda della violazione, è possibile rivolgersi alle Forze dell’ordine, al Comune o alla Regione. Ma non bisogna dimenticarsi che in spiaggia ci sono anche degli obblighi: sulle spiagge in concessione non si può giocare a palla né fare troppo rumore; inoltre bisogna rendersi visibili se si vuole nuotare in mare, ed è consigliabile evitare di farsi il bagno se c’è esposta la bandiera rossa.

La salute. Attenzione al troppo sole, che può far male agli occhi, alla pelle e può causare colpi di calore, e ai contatti con tracine o meduse; inoltre aspettare almeno tre ore dopo aver mangiato per farsi il bagno. Nel nostro vademecum tutti i consigli della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale e le indicazioni su cosa fare in caso di emergenza.

E poi un ultimo vademecum con tutti i telefoni utili per chi va in vacanza, dai numeri per le emergenze a quelli per avere informazioni sul traffico, dal soccorso stradale ai numeri della Farnesina per i turisti all’estero.

Fonte : La Repubblica

La casa a basso consumo

Monday, June 23rd, 2008

Si chiama Atika ed è la prima a casa a risparmio energetico progettata per i climi mediterranei. In mostra all’Auditorium Parco della Musica fino alla fine di luglio, è un’abitazione di 100 mq, realizzata da Velux Italia e da RomaEnergia. Ha un clima interno ottimale tutto l’anno e assicura una buona ventilazione naturale riducendo al minimo l’utilizzo dell’aria condizionata e del riscaldamento. Per raggiungere tali obiettivi, Atika è stata ideata sfruttando: la ventilazione naturale, i diversi orientamenti delle falde del tetto, le schermature solari alle finestre e la flessibilità della struttura della casa, che può essere aperta o chiusa in base ai cambiamenti climatici

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Fonte: La Repubblica