Archive for June 22nd, 2008

Coltivare con meno acqua è possibile

Sunday, June 22nd, 2008

Varietà di mais che per crescere necessitano di un minimo apporto di acqua. Oppure pomodori o riso in grado di assorbire l’acqua con molta più parsimonia della media: è uno dei settori in cui sono più impegnati gli scienziati nel mondo e di questo, e in generale dell’industria dell’agricoltura come possibile motore per la crescita e la ricchezza dell’Africa, si è parlato nel corso dell’Agroforum 2008 promosso dalla EMRC (Expanding business linkages worldwide) e dalla Fao, in cui 25 Paesi si sono dati appuntamento dal 18 al 20 giugno per discutere dell’aumento della domanda di cibo (e del consequenziale aumento dei prezzi a livello globale), della necessità di un’agricoltura che utilizzi paradigmi differenti e di scarsità dell’acqua. Nel mondo, infatti, il 70 per cento dell’utilizzo idrico è destinato al settore agricolo. E se in Europa c’è una disponibilità media per ogni cittadino di 150 litri d’acqua al giorno, in Africa si fa fatica ad arrivare ai 10 litri giornalieri. Sempre nel Continente Nero le famiglie spendono circa il 10 per cento del proprio introito complessivo nell’acqua, laddove in occidente il consumo è quasi gratuito.COLTIVAZIONI IN CONDIZIONI DI SCARSITÀ D’ACQUA - In questo contesto la ricerca è da tempo impegnata nello sviluppo di piante tolleranti alla malattie e bisognose di meno acqua. Durante la conferenza dell’EMRC Jennifer Thompson in rappresentanza del direttore dell’African Agriculture Technology Foundation, Mpoko Bokanga, ha presentato una nuova varietà di mais che, diversamente dalle specie note che hanno un fabbisogno idrico altissimo, necessita di pochissima acqua. E considerato che in Africa l’80 per cento del consumo di mais è destinato all’alimentazione umana, la scoperta potrebbe avere un impatto molto significativo.

ARABIDOPSIS THALIANA - Ma su questo fronte di ricerca - piante poco assetate - è attiva anche l’Italia. I ricercatori del Dipartimento di Scienze Biomolecolari e Biotecnologie dell’Università degli Studi di Milano, coordinati da Chiara Tonelli, si occupano infatti dello studio di geni che regolano la risposta delle piante alla siccità e all’alta salinità nel terreno, con lo scopo di migliorare la tolleranza a questi stress. «Le sperimentazioni sono iniziate sulla pianta Arabidopsis thaliana (di cui è stato sequenziato il Dna), che possiede una serie di vantaggi ideali: piccole dimensioni, ciclo vitale breve (circa sei settimane), elevata produttività di semi (fino a 10mila semi per pianta), ridotte dimensioni del genoma. Successivamente sono stati isolati alcuni geni deputati alla gestione di una serie di processi e tra questi ne sono stati scelti due in particolare che, se espressi, diventano cruciali nella risposta alla carenza idrica», spiega l’esperta. Un gene permette alla pianta di crescere in terreni ricchi di sale, l’altro gene consente di assorbire il 30 per cento in meno d’acqua durante la crescita. I primi risultati del trasferimento alla coltivazione della tecnologia messa a punto sul modello sono promettenti: l’obiettivo è trasferire in piante come riso e pomodoro le conoscenze acquisite sulla Arabidopsis thaliana.

IL FUTURO DELLA SCIENZA - Di questo tema si tornerà a parlare a Venezia, dal 24 al 27 settembre, nel corso del Convegno The Future of Science. dedicato all’acqua e al cibo (Food and water for Life) durante il quale verranno divulgati importanti dati sul tema e verranno raccontate recenti scoperte che vanno proprio nella direzione dello sviluppo di piante resistenti alla siccità.

Fonte: Corriere della Sera

Arrivano le tartarughe marine

Sunday, June 22nd, 2008

Comincia il periodo di nidificazioni nel Mediterraneo per la tartaruga marina (Caretta caretta): dopo Grecia, Siria, Libano e Israele, anche in Italia è stato scoperto il primo nido di questa stagione, la settimana scorsa, in un punto della costa calabrese. Gli esperti del Wwf hanno spostato il nido in un punto più sicuro, tenuto segreto: sarà rivelato al momento della schiusa delle uova, fra due mesi circa. Nelle foto, volontari che si prendono nota delle uova e dei nidi

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Fonte: Corriere della Sera

LEGAMBIENTE, 21-22 GIUGNO GIORNATE DEL SOLARE

Sunday, June 22nd, 2008

Il 21 e 22 giugno 2008 tornano nelle piazze italiane le giornate del Sun Day, l’iniziativa di Legambiente dedicata all’energia solare. Lo rende noto l’associazione in un comunicato. Per far conoscere le applicazioni del solare termico e fotovoltaico da nord a sud saranno allestiti banchetti per la distribuzione di materiale informativo su energia solare, incentivi fiscali e forme di energia rinnovabile. Anche installatori e produttori faranno la loro parte, presentando al pubblico le nuove tecnologie, mettendo a disposizione i propri tecnici per dimostrazioni pratiche e informazioni su tipologie di installazioni, costi, manutenzione, e ci saranno visite organizzate agli impianti solari dislocati sul territorio. Dopo l’annuncio del governo di voler tornare in tempi brevi all’energia dall’atomo, spiega l’associazione, il Sun Day di quest’anno si arricchisce di un ulteriore significato:”Basta dare un rapido sguardo ai numeri per rendersi conto che l’energia nucleare non serve - dichiara Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente - installando un metro quadrato di pannelli solari termici per abitante si riuscirebbe ad evitare l’importazione di 40Twh di energia dall’estero, pari a circa il 12% del consumo di energia elettrica a livello nazionale”. Il Sun Day di Legambiente quest’anno entra a far parte per la prima volta della campagna europea Sustainable Energy in Europe (See) di cui il Ministero dell’Ambiente e’ focal point per l’Italia. (ANSA).

LIGURIA ABBATTE ‘SCHELETRONE’ ISOLA PALMARIA

Sunday, June 22nd, 2008

 Con un finanziamento di 2 milioni, di cui 200.000 euro per l’esproprio e il resto per i lavori, sara’ demolito lo ’scheletrone’ dell’Isola Palmaria a Portovenere (La Spezia), uno dei piu’ noti ‘ecomostri’ d’Italia. La Regione Liguria e la Soprintendenza ai beni paesaggistici hanno infatti finanziato e definito l’intervento, avviando anche la procedura di esproprio che in base a una recente legge regionale consentira’ di chiudere la vertenza entro otto mesi. I lavori potrebbero cominciare entro la fine dell’anno. Da trent’anni si parla di abbattere lo ’scheletrone’, che e’ l’armatura di un albergo realizzata tra il ‘69 e il ‘71 con le autorizzazioni degli enti locali e della Sovrintendenza. L’ attuale Sovrintendente, Giorgio Rossini, ha detto che la costruzione venne autorizzata perche’ l’opera avrebbe riparato ai danni di una cava. La frammentazione della proprieta’, che tra l’altro falli’ e non riusci’ a completare l’opera, aveva impedito fino a oggi alla pubblica amministrazione di trovare un accordo per la demolizione. ”E’ un passo significativo - ha detto il presidente della Liguria, Claudio Burlando - per migliorare un paesaggio gia’ affascinante”

 Il progetto prevede la risistemazione a terrazze del monte retrostante e la realizzazione di una piazza pedonale inserita nel percorso di valorizzazione ambientale e turistica della costa della Palmaria. La Regione e la Soprintendenza hanno messo a punto anche un secondo intervento per eliminare un grande viadotto, alto sino a 90 metri, realizzato a meta’ negli anni ‘60 lungo il percorso della strada che attraversa parzialmente le Cinque Terre, nel territorio del comune di Riomaggiore, sopra il torrente Finale. Il progetto prevede la realizzazione di una strada a mezza costa, alternativa al viadotto, che potra’ di conseguenza essere abbattuto dopo l’entrata in funzione del nuovo percorso. L’intervento diventa realizzabile ora anche grazie alla destinazione della percentuale di finanziamento regionale attraverso i fondi Fas (Fondi per le aree sottoutilizzate) che si aggiungono al contributo del Ministero dell’Ambiente per un totale di circa 3,1 milioni. Si prevede un anno di tempo per la progettazione, le procedure di esproprio e l’avvio dei lavori a partire dal 2010. La gara d’appalto sara’ a cura dell’Ente Parco Nazionale delle Cinque Terre. ”La realizzazione degli interventi - ha osservato Claudio Burlando - e’ un altro decisivo contributo alla valorizzazione di un territorio, le Cinque Terre, che ha gia’ conosciuto un forte rilancio in questi anni dimostrando che e’ possibile un intelligente incremento del turismo nel pieno rispetto e nella tutela di valori naturali e ambientali che hanno una storia millenaria. Un approccio che stiamo applicando, con le dovute articolazioni all’intera realta’ della Liguria”. ”In tempi di forti difficolta’ finanziarie potrebbe apparire azzardato dedicare risorse per demolire edifici - ha osservato l’ assessore all’Urbanistica Carlo Ruggeri - ma si tratta in realta’ di un investimento produttivo per la valorizzazione di quest’area e della sua vocazione turistica e culturale”. Franco Bonanini, presidente del Parco delle Cinque Terre, ha detto che ”con le immagini della demolizione del viadotto, sorto per la strada a scorrimento veloce che poi fu superata dall’Autostrada, bisognerebbe fare uno spot da lasciare in eredita’ per cento anni”. (ANSA).

RIFIUTI: GDF, IN 5 MESI SCOPERTE IN CAMPANIA 391 DISCARICHE

Sunday, June 22nd, 2008

 I militari della Guardia di Finanza della Campania, nel corso dei primi cinque mesi del 2008, hanno scoperto in Campania 391 discariche abusive, dove erano state sversate 4712 tonnellate di rifiuti. Il dato e’ contenuto nel bilancio delle attivita’ diffuso in occasione della celebrazione de 234mo anniversario della fondazione del Corpo.(ANSA).

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