L’Unione europea ha deciso di aprire una nuova finestra informativa, un servizio per permettere a tutti di organizzare la vita quotidiana diminuendo l’impatto dell’inquinamento: oltre alle nuvole l’antica arte della previsione, modulata in chiave scientifica, verrà applicata alle decine di sostanze indesiderate con cui i nostri polmoni sono costretti a convivere. Tra pochi anni potrebbe dunque diventare un’abitudine dare un’occhiata al giornale, alla rubrica “Che smog farà”.
Tra pochi anni potrebbe diventare un’abitudine. Un’occhiata al giornale, alla rubrica “Che smog farà”, prima di scegliere il giorno in cui correre al mattino o andare a giocare con i bambini nel parco. E’ stata l’Unione europea a decidere di aprire una nuova finestra informativa, un servizio per permettere a tutti di organizzare la vita quotidiana diminuendo l’impatto dell’inquinamento: oltre alle nuvole l’antica arte della previsione, modulata in chiave scientifica, verrà applicata alle decine di sostanze indesiderate con cui i nostri polmoni sono costretti a convivere.
Conoscere con un certo anticipo il livello di smog che pesa su ogni città potrà servire anche a pianificare con maggiore efficacia le misure necessarie a ridurre il rischio. Gli stop alle auto, le targhe alterne, le domeniche dei pedoni potranno essere organizzati in modo più oculato: continueranno a dare un contributo
modesto in termini di media mensile dello smog, ma forse si riuscirà ad abbassare le punte dell’inquinamento.
“Per consentire il nuovo filone di analisi è stato necessario cambiare lo statuto dell’Ecwmf, il centro europeo che fino a ieri si occupava soltanto di previsioni meteorologiche”, spiega Alberto Maurizi, il ricercatore dell’Isac, l’Istituto di scienze dell’atmosfera
e del clima del Cnr di Bologna che partecipa al progetto europeo. “A un certo punto ci si è resi conto che limitarsi a prevedere il tempo senza occuparsi dell’effetto prodotto a livello sanitario non era più sufficiente. Per questo è stato varato Gems, il progetto europeo che impegna 31 laboratori”.
Dal punto di vista teorico lo sforzo non è stato banale. Già la meteorologia è una scienza complessa, che deve tener conto di tutte le variabili di un sistema caotico come quello dell’atmosfera (e infatti solo recentemente
si è riusciti a ottenere una buona attendibilità nell’arco dei 6 giorni). Ma per sapere che effetto farà sulla nostra salute una settimana di solleone ad agosto o una giornata di pioggia a settembre bisogna incrociare questi dati con l’esame degli inquinanti. “Un passaggio difficile”, continua Maurizi, “perché, ad esempio, le sorgenti delle polveri sottili sono in parte naturali, come la sabbia del deserto e il sale marino, e in parte antropiche, come i tubi di scappamento e i freni delle auto. Si tratta di calcolare l’andamento delle emissioni e di incrociarlo con i dati riguardanti l’umidità dell’aria, i venti, le temperature: in pratica esaminare le possibili interazioni di 35 com-posti chimici usando un centinaio di equazioni”.
Ed è per questo che i modelli elaborati dai vari centri danno risultati diversi. Basta aprire il sito http://gems.ecmwf.int per vedere come, a secondo dell’impostazione di calcolo scelta, le mappe dell’Europa si colorino diversamente cliccando sulla presenza di ozono, o biossido di azoto, o monossido di azoto (le polveri sottili sono studiate ma non ancora inserite).
Prendiamo le previsioni per domani secondo il modello elaborato dall’Isac. Le piogge delle settimane scorse e la stagione calda partita in ritardo rendono la situazione piuttosto tranquilla dal punto di vista dell’ozono: verso mezzogiorno solo sull’Italia centrale e in parte di quella settentrionale si supereranno i 100 microgrammi per metro cubo, meno della metà della soglia di attenzione che è di 180 microgrammi per metro cubo. Alle 15 in Liguria si arriverà a valori compresi tra 140 e 160 microgrammi.
Con una previsione del genere si possono pianificare gite in bicicletta e maratone: ma sarà molto difficile trovare ancora questi livelli di inquinamento tra poche settimane, quando l’estate darà il meglio di sé. E, quando arriveranno i picchi di ozono, sarebbe interessante scoprirne l’evoluzione zona per zona, perché i cambiamenti da un quartiere all’altro possono essere significativi. Ma per ottenere questo livello di dettaglio bisognerà aspettare i tempi supplementari della ricerca: per ora le previsioni sono basate su una griglia composta da quadrati con un lato di 40 chilometri.
Entro un paio di anni, inoltre, si prevede di trovare un’intesa metodologica che permetterà di unificare i vari modelli arrivando a una previsione ufficiale di tre giorni che comprenderà un numero superiore di inquinanti. Anche allora ripararsi dallo smog non sarà facile come prendere l’ombrello quando piove, ma qualche danno si potrà evitare.
Fonte: La Repubblica