Archive for June 18th, 2008

Geniale! I pannelli solari adesivi

Wednesday, June 18th, 2008

Non sarebbe meraviglioso poter pensare che da ora in poi l’installazione di pannelli solari potrebbe essere facile tanto quanto attaccare una “figu” della Panini sull’album dei calciatori togliendo semplicemente la carta di protezione nel retro del pannello?
Sogno o realtà?

Realtà.
Anche se a dover di cronaca non è cosi’ semplice come potrebbe apparire.
L’installazione deve sempre essere fatta da professionisti, tuttavia questo nuovo sistema sembra possa far risparmiare fino al 70% dei costi di installazione (che ne dite di una installazione di 2,25 Kw in 34 minuti? Parliamo di un consumo medio per famiglia.).
E scusate se è poco.

Questa nuova ingegnerizzazione è proposta dalla californiana DRI Companies (per precisione un pool di aziende tutte dislocate nel westcoast statunitense) e porta il nome di Lumeta.
Questa linea di pannelli solari in realtà si divide in due sotto famiglie.


La prima, Lumeta PowerPly, è studiata appositamente per essere posizionata in edifici il cui tetto è realizzato in piano (tipicamente grossi edifici collocati in zone temperate, dove non è necessario il tetto spiovente) le cui caratteristiche si riscontrano per esempio e soprattutto nei centri commerciali. La loro applicazione è quindi velocissima e facilissima (vedete le foto e il video per dedurne la velocità di installazione).

La seconda sotto famiglia, Lumeta S Tile, è invece un’ingegnosissima soluzione per integrare direttamente nelle tegole i pannelli solari, rendendo praticamente invisibile la loro presenza.
Troviamo la soluzione particolarmente geniale. Ha un solo difetto (ma siamo sicuri che quelli della DRI Companies avranno preso in considerazione).


I pannelli installati - se confrontati con i pannelli solari tradizionali - non sono direzionati in maniera ottimale verso il sole.
E forse per questo che la DRI Companies suggerisce l’installazione in fase di costruzione delle nuove case, in modo tale che - in accordo con gli architetti - venga realizzata la costruzione per la migliore esposizione dei pannelli Lumeta.

Link: DRI Companies - Lumeta
Via | Wired

Scritto da LDN

Fonte: ICT Blog.it

Allo studio la bioplastica proveniente da vegetali di scarto

Wednesday, June 18th, 2008

Biomasse cellulosiche, non derivanti dal cibo, per ottenere polipropilene da utilizzare nel settore automobilistico. Questo il progetto avviato da Mazda Motor Corporation e Hiroshima UniversityIn quanto derivante da materie prime vegetali, rinnovabili annualmente, le bioplastiche hanno tempi di decomposizione estremamente ridotti (qualche mese in compostaggio contro i 1000 anni richiesti dalle materie plastiche sintetiche derivate dal petrolio). Tuttavia in un periodo come quello attuale, dove la questione alimentare ha assunto i connotati di crisi globale, risulta necessario che le plastiche biodegradabili (derivate normalmente dal granturco) siano prodotte in maniera sostenibile, senza andare a intaccare la disponibilità di cibo. E si muove proprio in questa direzione Mazda Bioplastic Project, il programma di ricerca lanciato dall’omonimo Gruppo automobilistico insieme alla Hiroshima University. L’obiettivo prefisso è mettere a punto un processo produttivo in grado di realizzare, in maniera efficiente ed ecologica, bioplastiche da biomasse di cellulosa, e quindi non derivanti dal cibo, per utilizzarle nella produzione di vetture a partire dal 2013. Il sistema dovrà convertire la cellulosa proveniente da vegetali di scarto in etanolo e, successivamente, trovare la giusta mistura di etilene e propilene da trasformare in materiale plastico. Il polipropilene dovrà a sua volta avere sufficiente resistenza al calore, robustezza e durata per essere usato nella realizzazione dei paraurti delle vetture e quadri strumenti. Tra gli obiettivi del progetto c’è anche l’intenzione di ottimizzarne il processo produttivo in modo che sia economico

Fonte: La Repubblica

Ritorna Ecofest, la festa dell’ambiente

Wednesday, June 18th, 2008

La formula della festa per dare spazio a momenti di riflessione, dibattito e svago, tutti a sfondo ambientaleTorna a Villa Borghese per il secondo anno “Ecofest”, l’evento promosso dall’Assessorato all’Ambiente e Cooperazione tra i popoli della Regione Lazio e da Sviluppo Lazio, al fine di promuovere un confronto e una riflessione tra istituzioni, imprese, organizzazioni, ricerca e cittadini sulle tematiche ambientali. Oggi la conferenza stampa di presentazione, presso la sede della Regione Lazio (Sala Aniene via Cristoforo Colombo, 212), alla quale partecipano l’Assessore regionale all’Ambiente e Cooperazione tra i popoli Filiberto Zaratti e il direttore generale di Sviluppo Lazio Gianluca Lo Presti, insieme alla cantante Irene Grandi, madrina della festa, che parteciperà all’Ecofest con un concerto il 20 giugno. Anche questa seconda edizione, che si svolgerà il 20, 21 e 22 giugno, intende aiutare il cittadino a rendersi davvero protagonista di un cambiamento positivo per il futuro del nostro Pianeta, attraverso una serie di convegni, laboratori didattici, uno spazio espositivo, unitamente a spettacoli e concerti, per approfondire tre temi prioritari:

  • I nuovi valori della quotidianità, la Casa Ecologica e i consumi sostenibili;
  • L’impresa può essere ecologica: il mondo delle aziende davanti alle sfide ambientali e all’innovazione;
  • Risorse idriche, suolo e biodiversità: le sfide del terzo millennio. Buone pratiche e tecniche innovative per la difesa dell’ambiente.

Verranno inoltre distribuiti gratuitamente i detersivi alla spina e sarà offerta la possibilità di effettuare test drive su percorsi cittadini misti di circa 4 km, con prototipi a basse emissioni e veicoli ecologici forniti dalle case automobilistiche all’avanguardia nell’applicazione e nello sfruttamento delle nuove tecnologie legate alla mobilità “pulita”.Fonte: La Repubblica

Canada, castori adottati per evitare danni alle dighe

Wednesday, June 18th, 2008
TORONTO
In Canada i castori sono talmente tanti da diventare un problema. Perchè vanno ad ingolfare le dighe abbandonate fino a provocare conseguenze negative sull’ambiente. I canadesi però sono talmente affezionati a questo roditore (in Canada il castoro è un simbolo nazionale stampato sulle monete da 5 centesimi) che pur di evitare di abbatterli (come qualcuno propone) sono disposti ad adottarli in casa.Una campagna in tal senso è partita in questi giorni a Surrey, una città del British Columbia, che pur di evitare di sopprimere i castori che creano problemi alle dighe ha invitato i suoi cittadini ad adottarli.

Fonte: La Zampa.it

BIOCARBURANTI DA RIFIUTI VALGONO IL DOPPIO

Wednesday, June 18th, 2008

E’ positivo il commento dell’ Industria europea biodiesel (Ebb) su come valutare i biocarburanti prodotti a partire da rifiuti e dai materiali legno cellulosi. L’orientamento espresso nel progetto di direttiva sulle energie rinnovabili, Red, e’ di calcolare il doppio i biocarburanti ottenuti dai rifiuti e dai materiali legno cellulosi nel conto per arrivare al 10%. Si tratta di una misura che l’industria vorrebbe vedere estesa anche ai biodiesel, con un bilancio estremamente positivo in termini di CO2, quali quelli prodotti dalla alghe o utilizzando piante che crescono in luoghi aridi, ad esempio la Jatropha. Seguendo l’orientamento di cercare nuove materie prime alternative, l’EBB sollecita un bonus sia per incitare la produzione di colture in terreni degradati, inutilizzabili in agricoltura, sia per la raccolta e il riciclaggio dei rifiuti utlizzati per produrre biodiesel. Affrontando lo spinoso problema della sostenibilita’, l’industria, pronta ad accettare una certificazione semplice e trasparente, chiede che in prospettiva lo schema venga applicato orizzontalmente a tutti i settori, anche a quello dell’ alimentazione umana e animale e si oppone, in modo fermo, all’idea di alcuni stati membri che vorrebbero togliere dal campo d’azione della direttiva i grassi animali e gli oli di cottura usati. Sempre parlando di biomassa l’Ebb suggerisce di fare chiarezza sulla definizione del termine, escludendo da tale ambito i sottoprodotti dei processi delle raffinerie minerali. (ANSA).

NUCLEARE: 1.200 SCIENZIATI CONTRO CENTRALI IN ITALIA

Wednesday, June 18th, 2008

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Sono gia’ milleduecento gli scienziati e quattromila i cittadini italiani che hanno firmato l’appello lanciato oggi contro il ritorno del nucleare nel nostro paese da un comitato presideuto da Vincenzo Balzani, docente di chimica dell’universita’ di Bologna. ”A nostro parere l’opzione nucleare non puo’ essere considerata la soluzione del problema energetico per molti motivi - si legge nell’appello - necessita’ di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficolta’ a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, possibile bersaglio per attacchi terroristici, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsita’ di combustibili nucleari”. Secondo gli scienziati, il cui appello puo’ essere firmato sul sito www.energiaperilfuturo.it, bisogna puntare sull’energia solare: ”La piu’ grande risorsa energetica del nostro pianeta e’ il Sole - affermano - una fonte che durera’ per 4 miliardi di anni, una stazione di servizio sempre aperta che invia su tutti i luoghi della Terra un’immensa quantita’ di energia, 10.000 volte quella che l’umanita’ intera consuma. Sviluppare l’uso dell’energia solare e delle altre energie rinnovabili significa guardare lontano, che e’ la qualita’ distintiva dei veri statisti”. (ANSA).

Che inquinamento farà ? Arriva il meteo dello smog

Wednesday, June 18th, 2008

L’Unione europea ha deciso di aprire una nuova finestra informativa, un servizio per permettere a tutti di organizzare la vita quotidiana diminuendo l’impatto dell’inquinamento: oltre alle nuvole l’antica arte della previsione, modulata in chiave scientifica, verrà applicata alle decine di sostanze indesiderate con cui i nostri polmoni sono costretti a convivere. Tra pochi anni potrebbe dunque diventare un’abitudine dare un’occhiata al giornale, alla rubrica “Che smog farà”.

Tra pochi anni potrebbe diventare un’abitudine. Un’occhiata al giornale, alla rubrica “Che smog farà”, prima di scegliere il giorno in cui correre al mattino o andare a giocare con i bambini nel parco. E’ stata l’Unione europea a decidere di aprire una nuova finestra informativa, un servizio per permettere a tutti di organizzare la vita quotidiana diminuendo l’impatto dell’inquinamento: oltre alle nuvole l’antica arte della previsione, modulata in chiave scientifica, verrà applicata alle decine di sostanze indesiderate con cui i nostri polmoni sono costretti a convivere.

Conoscere con un certo anticipo il livello di smog che pesa su ogni città potrà servire anche a pianificare con maggiore efficacia le misure necessarie a ridurre il rischio. Gli stop alle auto, le targhe alterne, le domeniche dei pedoni potranno essere organizzati in modo più oculato: continueranno a dare un contributo
modesto in termini di media mensile dello smog, ma forse si riuscirà ad abbassare le punte dell’inquinamento.

“Per consentire il nuovo filone di analisi è stato necessario cambiare lo statuto dell’Ecwmf, il centro europeo che fino a ieri si occupava soltanto di previsioni meteorologiche”, spiega Alberto Maurizi, il ricercatore dell’Isac, l’Istituto di scienze dell’atmosfera
e del clima del Cnr di Bologna che partecipa al progetto europeo. “A un certo punto ci si è resi conto che limitarsi a prevedere il tempo senza occuparsi dell’effetto prodotto a livello sanitario non era più sufficiente. Per questo è stato varato Gems, il progetto europeo che impegna 31 laboratori”.

Dal punto di vista teorico lo sforzo non è stato banale. Già la meteorologia è una scienza complessa, che deve tener conto di tutte le variabili di un sistema caotico come quello dell’atmosfera (e infatti solo recentemente
si è riusciti a ottenere una buona attendibilità nell’arco dei 6 giorni). Ma per sapere che effetto farà sulla nostra salute una settimana di solleone ad agosto o una giornata di pioggia a settembre bisogna incrociare questi dati con l’esame degli inquinanti. “Un passaggio difficile”, continua Maurizi, “perché, ad esempio, le sorgenti delle polveri sottili sono in parte naturali, come la sabbia del deserto e il sale marino, e in parte antropiche, come i tubi di scappamento e i freni delle auto. Si tratta di calcolare l’andamento delle emissioni e di incrociarlo con i dati riguardanti l’umidità dell’aria, i venti, le temperature: in pratica esaminare le possibili interazioni di 35 com-posti chimici usando un centinaio di equazioni”.

Ed è per questo che i modelli elaborati dai vari centri danno risultati diversi. Basta aprire il sito http://gems.ecmwf.int per vedere come, a secondo dell’impostazione di calcolo scelta, le mappe dell’Europa si colorino diversamente cliccando sulla presenza di ozono, o biossido di azoto, o monossido di azoto (le polveri sottili sono studiate ma non ancora inserite).

Prendiamo le previsioni per domani secondo il modello elaborato dall’Isac. Le piogge delle settimane scorse e la stagione calda partita in ritardo rendono la situazione piuttosto tranquilla dal punto di vista dell’ozono: verso mezzogiorno solo sull’Italia centrale e in parte di quella settentrionale si supereranno i 100 microgrammi per metro cubo, meno della metà della soglia di attenzione che è di 180 microgrammi per metro cubo. Alle 15 in Liguria si arriverà a valori compresi tra 140 e 160 microgrammi.

Con una previsione del genere si possono pianificare gite in bicicletta e maratone: ma sarà molto difficile trovare ancora questi livelli di inquinamento tra poche settimane, quando l’estate darà il meglio di sé. E, quando arriveranno i picchi di ozono, sarebbe interessante scoprirne l’evoluzione zona per zona, perché i cambiamenti da un quartiere all’altro possono essere significativi. Ma per ottenere questo livello di dettaglio bisognerà aspettare i tempi supplementari della ricerca: per ora le previsioni sono basate su una griglia composta da quadrati con un lato di 40 chilometri.

Entro un paio di anni, inoltre, si prevede di trovare un’intesa metodologica che permetterà di unificare i vari modelli arrivando a una previsione ufficiale di tre giorni che comprenderà un numero superiore di inquinanti. Anche allora ripararsi dallo smog non sarà facile come prendere l’ombrello quando piove, ma qualche danno si potrà evitare.

Fonte: La Repubblica