Archive for June 6th, 2008

TARLO ASIATICO - UN PERICOLO PER IL NOSTRO AMBIENTE

Friday, June 6th, 2008

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Quest’insetto di origine asiatica si nutre di legno. Dopo essersi insediato in un albero, si riproduce velocemente e ne divora l’interno causandone la morte.
In Lombardia da qualche anno è stata rilevata la presenza di due pericolosissimi insetti di origine asiatica, innocui per l’uomo ma dannosi per il nostro patrimonio arboreo.Attaccano piante di 20 specie diverse e si diffondono rapidamente.Di tratta di Anoplophora chinensis e Anoplophora glabripennis, due specie praticamente indistinguibili, che chiamiamo più semplicemente tarlo asiatico.

Sono due coleotteri le cui larve danneggiano e possono provocare la morte degli alberi, scavando profonde gallerie all’interno dei tronchi e delle radici.

Gli adulti sono visibili fra giugno e agosto e sono riconoscibili per le grosse dimensioni e le lunghe antenne.

Da quando sono comparsi in Lombardia, il Servizio Fitosanitario regionale si è mobilitato sorvegliando il territorio ed eliminando le piante colpite, l’unico modo attualmente conosciuto per contenerne la diffusione.

Le conseguenze dell’eventuale insediamento definitivo dei due insetti nel nostro territorio potrebbero essere molto gravi.

In Cina negli ultimi anni sono state abbattute 50 milioni di piante di agrumi, nella sola città di Toronto (Canada) sono state abbattute 12 mila piante colpite.

Per evitare gravi danni nel nostro territorio, Regione Lombardia ha avviato una campagna informativa ai cittadini lombardi, sollecitandoli a segnalare tempestivamente eventuali avvistamenti.

Ogni nuova segnalazione può salvare centinaia di alberi della Lombardia.

- 840.000.001 (solo da telefono fisso ,costo 1 scatto alla risposta)

- 02.69.96.70.01 (da cellulari costo in base ad operatori telefonici)

- tarloasiatico@regione.lombardia.it

 Fonte:

http://www.agricoltura.regione.lombardia.it/sito/tmpl_action.aspDocumentoId=2101&SezioneId=2500000000&action=Documento

ECO-ENERGIA: EFFICIENZA ENERGETICA, VIA LIBERA AL DECRETO

Friday, June 6th, 2008

Approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il decreto legislativo che attua nel nostro ordinamento la direttiva 2006/32/Ce sull’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici. Viene attribuito all’Enea l’incarico di agenzia nazionale per l’efficienza energetica. Il provvedimento recepisce la direttiva che obbliga l’Italia a ridurre i consumi del 10% entro il 2016. E ha l’ intento di promuovere la razionalizzazione dell’uso dell’energia, la diffusione di impianti a piu’ alto rendimento energetico e l’utilizzo di sistemi di certificazione di qualita’. Sono previste semplificazioni burocratiche per snellire il percorso autorizzativo dei lavori destinati a introdurre piu’ alti standard di efficienza e risparmio in case private ed uffici.

Il settore pubblico e’ chiamato ad assolvere un ruolo di leadership rispetto ai privati, assumendo misure di miglioramento dell’efficienza energetica, privilegiando quelle efficaci sotto il profilo costi-benefici che generano il maggior risparmio energetico nel minor lasso di tempo; provvedendo all’acquisto di attrezzature e veicoli a ridotto consumo energetico,al ricorso a strumenti finanziari di risparmio energetico, all’utilizzo di immobili a basso consumo. Saranno anche tenuto ad agevolare il processo di risparmio pubblicando orientamenti in materia di efficienza energetica e risparmio energetico, quale possibile criterio di valutazione in sede di aggiudicazione di appalti pubblici. Sono previsti impegni obbligatori anche per distributori e societa’ di vendita di energia al dettaglio, che dovranno adottare misure di miglioramento dell’efficienza ed effettuare diagnosi di risparmio energetico.

Dovranno tra l’altro sostituire i contatori finali con apparecchi in grado di contabilizzare e esibire anche i consumi istantanei. Le regioni dal canto loro dovranno predisporre piani regionali vincolanti per favorire un uso razionale ed oculato delle fonti. Spetta invece al Governo promuovere sistemi di qualificazione, accreditamento e certificazione di risparmio energetico, oltre che prevedere misure che impediscano o limitino inutilmente o in modo sproporzionato l’uso di strumenti finanziari a fini di risparmio energetico nel mercato dei servizi energetici. In prospettiva dovranno essere soppressi i sistemi di incentivi nelle tariffe per la trasmissione e la distribuzione, che aumentano inutilmente il volume di energia distribuita o trasmessa. Anche nel rispetto della direttiva saranno fatti salvi i fondi per sovvenzionare la fornitura di programmi di miglioramento dell’efficienza energetica e di altre misure di miglioramento dell’efficienza energetica e per promuovere lo sviluppo di un mercato di dette misure. (ANSA).

Lasciate stare i cuccioli di capriolo nei boschi

Friday, June 6th, 2008
Non toccate i caprioli. Soprattutto, anche se sembrano abbandonati, non portateli a casa come se si trattasse di un animale da compagnia. Al Centro di Recupero della Fauna Selvatica del Piemonte Orientale (Crfspo), gestito dal Parco Fluviale del Po e dell’Orba, ci si prepara ad affrontare l’emergenza caprioli. Sono già 4 i cuccioli che nei giorni scorsi sono stati consegnati alla Provincia di Alessandria e al Centro stesso, non sempre per effettiva necessità. E si teme che nelle prossime settimane la situazione possa aggravarsi.«Invitiamo tutti coloro che vanno per boschi e campagne - spiega Carlo Carbonero, responsabile della vigilanza del Parco e del Crfspo - a non prendere questi cuccioli, che dopo la nascita stanno per qualche settimana nell’erba alta, seguiti e alimentati dalla madre che rimane nascosta nelle vicinanze. Solo se si tratta di animali in vero pericolo (ad esempio vicino ad una falciatrice che taglia il prato, sul ciglio della strada, se c’è presenza di cani randagi o di ferite evidenti) bisogna intervenire, ma non è sempre necessario prelevare il cucciolo e portarselo a casa. Può essere sufficiente spostarlo di pochi metri e toglierlo dal pericolo. I piccoli non sono mai abbandonati; la madre è sempre nelle vicinanze e torna appena passato il pericolo».Allevare un cucciolo di capriolo è molto difficile e molto costoso (nei primi giorni sono necessarie 5-6 poppate e ci sono serie difficoltà a reperire il latte giusto ed equilibrato) e ancor più difficile è allevarlo senza abituarlo alla presenza umana. «Un capriolo che abbia confidenza con gli esseri umani - sottolinea Carbonero - diventa come una capretta domestica e non può più essere liberato in natura. Un privato, per altro, non può tenersi un capriolo in giardino: è vietato dalla legge, e la normativa di tutela faunistica prevede anche una pesante sanzione pecuniaria per chi detiene animali selvatici senza motivo».

Il Crfspo svolge nel corso dell’anno un’intensa attività di assistenza e recupero sul territorio: nel 2007 sono stati 374 gli animali ricoverati e curati. Tutti quelli che sopravvivono e guariscono vengono reinseriti nel loro habitat naturale.

Fonte: La Zampa.it

Ecomafia: “Campania prima per illegalità ambientale”

Friday, June 6th, 2008

Sparisce nel nulla una montagna di rifiuti speciali alta poco meno di 2000 metri, Cosa nostra entra a pieno titolo nella gestione del ciclo dei rifiuti, emerge la multifunzionalità del clan dei Casalesi, capace di spaziare dal ciclo del cemento a quello dell’immondizia, dall’agricoltura al racket degli animali. E’ così che la Campania si piazza al primo posto nella classifica delle illegalità contenuta nel rapporto Ecomafia 2008, il documento annuale di Legambiente. In primo piano il problema rifiuti: “Aumentano i reati, le persone denunciate, i sequestri e i clan: nel 2007 tutti i numeri dell’illegalità ambientale in Italia - si legge - crescono in maniera preoccupante. In particolare gli incendi boschivi dolosi e gli illeciti accertati nei cicli del cemento e dei rifiuti”.

La classifica. Al secondo posto dopo la Campania, nella classifica, c’è la Calabria. Nelle due regioni si concentra il 30% degli illeciti registrati in tutta Italia. Al terzo posto la Puglia, seguita da Lazio e Sicilia. La prima regione del Nord come numero di infrazioni è la Liguria. Alla dimensione globale dell’ecomafia è dedicata un’ampia sezione del rapporto: dall’Italia escono rifiuti verso Hong Kong, la Tunisia, il Pakistan, il Senegal, la Cina, e, invece, entrano dalla Croazia, dalla Serbia, dall’Albania.

83 reati al giorno.
Il bilancio del 2007 è di 83 reati contro l’ambiente al giorno, oltre 3 reati ogni ora. Gli illeciti accertati dalle forze dell’ordine nel corso del 2007 sono stati oltre 30mila, il 27,3% in più rispetto al 2006; le persone denunciate poco più di 22mila, con un incremento del 9,7%; i sequestri effettuati oltre novemila (+19% rispetto al 2006).
Illegalità nel ciclo rifiuti. Per illegalità nel ciclo dell’immondizia è sempre in testa la Campania. Lo smaltimento illegale di rifiuti pericolosi, spesso di provenienza extraregionale, si somma alla gestione commissariale di quelli urbani. Un balzo in avanti per il Veneto, al secondo posto (era sesto lo scorso anno) il che conferma lo spostamento verso nord del baricentro di questi traffici, non solo come zona di procacciamento degli scarti industriali smaltiti illegalmente nelle regioni centrali e meridionali d’Italia, ma anche come sito finale. La Puglia si mantiene al terzo posto e il foggiano si conferma una terra dove si scaricano illegalmente, nei terreni agricoli, i rifiuti prodotti dal centro-nord, scorie sempre più spesso spacciate per compost.

Un sistema ecocriminale. “Le ecomafie gestiscono nel nostro Paese un vero e proprio sistema eco-criminale, flessibile e diversificato, al quale dobbiamo contrapporne uno legale ed eco-sostenibile - commenta Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente - rilanciamo la proposta di introdurre i delitti contro l’ambiente nel Codice penale, per punire chi avvelena l’aria che respiriamo, inquina l’acqua, saccheggia il territorio, minaccia la nostra salute, penalizza le imprese pulite. Esistono proposte di legge condivise e un quadro di riferimento comunitario sostanzialmente definito. Servono la volontà politica e il tempo per farlo, due condizioni che ci auguriamo siano soddisfatte in questa legislatura”.

Il fatto positivo. Qualcosa di positivo si registra. Il fatturato dell’ecomafia indica un’inversione di tendenza. Diminuisce il giro d’affari relativo sia alla gestione illecita dei rifiuti, sia all’abusivismo edilizio (meno 1,4 miliardi di euro nel primo caso; circa 136 milioni di euro in meno per il mattone illegale). Una contrazione da attribuire all’efficacia dell’attività di prevenzione e repressione delle forze dell’ordine, in particolare dal Comando tutela ambiente dei Carabinieri e dal Corpo forestale.

Il ciclo illegale del cemento. Cresce il numero d’infrazioni (7.978, +13% rispetto al 2006), quello delle persone denunciate (10.074) e dei sequestri (2.240). Quanto all’abusivismo edilizio, le stime del Cresme parlano per il 2007 di 28mila case costruite illegalmente contro le 30mila del 2006 e le 32mila del 2005. L’impegno a non promulgare mai più condoni edilizi, insieme a qualche demolizione, ha ridotto la pressione del mattone selvaggio.

In aumento gli incendi boschivi. Sono 225mila gli ettari di boschi e foreste andati in fumo, 18 le persone uccise dalle fiamme, 7 milioni e mezzo le tonnellate di Co2 rilasciate nell’aria: questo il bilancio degli oltre 10mila incendi dell’estate 2007 nel nostro Paese, quasi sempre di natura dolosa.

Estorsioni e furti di bestiame. Anche l’agricoltura è da tempo una delle frontiere per lo sviluppo dei traffici illeciti. Numerosi i casi di estorsione, ma si torna anche a parlare di abigeato, il furto di bestiame, che alimenta oggi una filiera illegale di macellazione e commercio di carni prive di controlli. Secondo le stime della Cia, la Confederazione italiana agricoltura, il giro d’affari delle cosche nel settore agricolo si attesta sui 15 miliardi di euro, con oltre cento reati al giorno.

Stabile il racket degli animali. Nessuna variazione di rilievo in questo settore, stimato dalla Lav nel 2007 intorno ai 3 miliardi di euro, tra corse clandestine di cavalli, combattimenti tra cani, traffici di fauna esotica e protetta, macellazione clandestina.

Archeomafia. Calano i furti: dai 1212 casi del 2006 si passa ai 1085 del 2007, con una flessione del 10,5%. Importanti i risultati nell’attività di repressione dei traffici illeciti di opere d’arte. Il Lazio, con 166 furti subiti, supera il Piemonte, tradizionalmente in pole position per numero di furti al patrimonio culturale.
Fonte: La Repubblica

Festival Internazionale dell’Ambiente: di scena la bio-architettura

Friday, June 6th, 2008

Si inaugura oggi a Milano il Festival Internazionale dell’Ambiente, una anticipazione dell’Expo 2015. All’interno della manifestazione la mostra S.O.S.tenibilitàMilano inizia a prepararsi all’Expo 2015 con il Festival Internazionale dell’Ambiente, manifestazione dedicata alla sensibilizzazione dei cittadini verso le tematiche ambientali, con particolare attenzione alla questione globale dei cambiamenti climatici e alla tutela dell’ambiente. Da oggi fino all’11 giugno il fitto programma di eventi sarà arricchito dalla mostra S.O.S.tenibilità, organizzata presso l’Urban Center di Milano. La mostra consisterà in un viaggio virtuale alla scoperta delle bio-architetture più interessanti del pianeta. L’allestimento prevede una serie di schermi al plasma e a pannelli illustrativi attraverso cui sarà possibile effettuare un lungo viaggio che porterà gli spettatori dalla Cina e le sue case di bambù, fino alla Maremma con le sue cantine ecosostenibili, per arrivare all’India, in mezzo ai pannelli del più grande impianto solare a vapore di tutta la nazione. Si potranno anche ascoltare interessanti interviste ai grandi architetti del pianeta, come Renzo Piano, Arata Isozaki, Balkrishna Doshi, Paolo Soleri, Paulo Mendes Da Rocha e Thomas Herzog per capire cosa significa per loro “sostenibilità” e come influenza il loro modo di progettare.

Fonte : La Repubblica

Dopo la notte bianca arriva la “notte verde”. Il tema è divertimento ed ecologia

Friday, June 6th, 2008

Saranno venti le località della costa abruzzese ad essere protagoniste della notte verde, che parte con la sua prima edizioneDivertimento ed ecologia. Queste le parole d’ordine della “notte verde”, la manifestazione che vedrà coinvolte 20 località della costa abruzzese, localizzate lungo 170 km di costa, e che si svolgerà sabato 28 giugno. A fare da apripista, il 23 giugno a Montesilvano, si terrà il forum “L’ecologia come opportunità di sviluppo” al quale parteciperà Confindustria Abruzzo. Tra le proposte per la notte più verde dell’anno, c’è quella della Confcommercio della Regione Abruzzo-Teramo e la Federalberghi Abruzzo che hanno invitato tutti i ristoratori a proporre ai propri clienti menù a base di prodotti tipici locali e biologici, ed inoltre chiedono loro di prolungare fino a tarda notte l’orario di esercizio. A tale scopo è stata attivata una convenzione con il portale AcquistiVerdi.it per organizzare, in una pagina dedicata del portale, dei “pacchetti ecologici” di materiali d’uso consigliati e gli indirizzi completi con tutte le informazioni necessarie delle aziende del network che li vendono. Una notte all’insegna della tutela ambientale, per sensibilizzare il pubblico ad una maggiore volontà di aiutare il pianeta, garantendo un ambiente sano e ben conservato. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito dell’evento: http://www.repubblica.it/news/ambiente/%22http://www.lanotteverde.it%22       

Fonte: La Repubblica

Vertice Fao, l’Italia pone il tema Ogm

Friday, June 6th, 2008

La fame? Una tragedia che coinvolge quasi un miliardo di persone. Ma può minare alla base anche la stabilità politica dei tanti Paesi colpiti da quel flagello. E provocare persino crisi internazionali. Ban Ki-moon lo dice a voce alta nella seconda giornata del vertice Fao, perché nessuno possa far finta di niente: «Con l’aumento dei prezzi alimentari ci sono già state e ci saranno altre rivolte del pane. Facciamo qualcosa prima che sia troppo tardi». Il grido d’allarme del segretario generale dell’Onu viene raccolto da tutti i delegati dei 183 Stati rappresentati in questi giorni nella cittadella blindata, accanto al Circo Massimo. Ci sono già alcuni miliardi di dollari a disposizione e oggi, sull’emergenza rappresentata dalla crisi alimentare, si dovrebbe arrivare ad un documento comune, alla fine del maxicongresso.Ma su molti argomenti importanti, come gli Ogm e i biocombustibili non c’è ancora una visione condivisa. Anzi, non c’è proprio accordo. Sul fronte degli organismi geneticamente modificati, difesi a spada tratta dagli Stati Uniti, si nota una prima apertura da parte dell’Italia. Franco Frattini si dichiara «preoccupato» per le «rigidità preconcette» nei loro confronti e invita a percorrere «nuovi» sentieri: «Vedo chiusure dogmatiche anche sulle opportunità di ricerca e di approfondimento. E c’è persino chi nega il loro utilizzo per la produzione di biocombustibili». Il ministro degli Esteri lancia anche una banca europea del grano contro le emergenze e assicura l’impegno dell’Italia al prossimo G8 di luglio in Giappone e a quello del 2009, che si terrà nel nostro Paese. Temi sui quali si registra una «sintonia » con Ban Ki-moon. Quest’ultimo fa anche una nota congiunta con Silvio Berlusconi con l’obiettivo di coinvolgere tutti i Paesi nella necessità di una maggiore produzione alimentare. Ma mentre sugli Ogm la Fao rimanda alle decisioni dei singoli Stati (tirandosi in sostanza fuori dalla grande querelle), sui biocarburanti l’agenzia Onu dichiara che «il loro impatto è ancora da valutare».

Ieri è toccato agli Stati Uniti difendere la produzione di biocombustibili con il segretario all’Agricoltura Ed Schafer: «Trovo sciocche le accuse di essere noi la causa della corsa del greggio se a farle sono due grandi esportatori di petrolio come Iran e Venezuela. E ai brasiliani dico: il nostro etanolo è utile come il vostro». Perché il presidente Lula aveva parlato di «sussidi e protezioni tariffarie» da parte degli Usa. Ma la protesta contro i biocarburanti sarà portata questa mattina nell’assemblea della Fao dai contadini no global di Terra Preta, che in questi giorni hanno organizzato un controvertice al Testaccio. Alla fine il direttore generale della Fao, Jacques Diouf, incassa anche l’aiuto di 1,5 miliardi e mezzo di dollari, nei prossimi cinque anni, dalla Banca Islamica. E punta su un programma in sette punti (per un totale di 1,7 miliardi) con l’obiettivo di fornire almeno gli aiuti di prima necessità ai Paesi più in sofferenza. Mentre l’ex segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan è preoccupato per l’Africa e lancia una «rivoluzione verde» per quel continente puntando sugli aiuti ai piccoli agricoltori delle zone rurali

Fonte: Corriere della Sera

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