Archive for June 5th, 2008

ECO-ENERGIA: EOLICO, UNIVERSITA’ E INDUSTRIE IN PRIMA LINEA

Thursday, June 5th, 2008

Nel nostro paese ricerca e sviluppo dell’eolico sono portati avanti da Universita’ e compagnie industriali ma manca coordinamento e un minimo di coinvolgimento degli istituti di ricerca, eccezion fatta per il Cesi ricerca. Lo ha riferito Luciano Pirazzi dell’Enea, alla conferenza organizzata a Bruxelles dalla Camera di Commercio Italo Belga in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e l’Enel in cui si e’ parlato dell’uso dell’energia eolica in Italia in termini molto concreti e con dati tecnici alla mano. Le Universita’ impegnate nel settore sono quelle di Milano, Trento, Bologna, Genova e Napoli. In generale, l’Enel e’ per ora il campione nazionale nel campo delle rinnovabili, con installatazioni per 20.000 MW, i tre quarti della capacita’ italiana.

Nel 2007 il 30% dell’energia elettrica e’ derivata dalle rinnovabili. Il futuro programma di investimento prevede un impegno di 7,4 miliardi di euro entro il 2012 con un ruolo chiave per l’eolico. Entro il 2012 l’Ente prevede di poter contare su una capacita’ di 1500 MW di eolico. Un esempio di come si sta operando e’ quello dell’impianto di Acquaspruzza che passera’ dalle attuali 8 turbine a 45 nel 2020 e da una produzione di 15.500.000 kWh l’anno a 76.000.000. L’Enel e’ dunque intenzionata ad investire nel settore, ma lamenta la presenza delle necessarie condizioni, prima fra tutti, tempi brevi ed affidabili per ottenere le autorizzazione. Restare inattivi su questo fronte, secondo l’Enel, potrebbe penalizzare pesantemente l’Italia, con costi fino a 40 miliardi di euro nel 2020. (ANSA

Incidente in una centrale nucleare slovena: scatta l’allarme Ue

Thursday, June 5th, 2008

La Commissione europea annuncia di aver ricevuto una segnalazione di un incidente alla centrale nucleare di Krsko, spiegando che è già stata attivata la procedura di sicurezza per lo spegnimento dell’impianto.
Il messaggio d’allerta, spiega un comunicato, è arrivato alle 17.38 e al momento di diffondere la nota (ore 18.27) la potenza del reattore è stata ridotta al 22%. Secondo il comunicato della Commissione europea al momento non è stata rilevata alcuna fuga radioattiva.LA NOTA - Secondo quanto riferito sempre dalla Commissione, si è verificata una perdita di liquido dal sistema di raffreddamento principale della centrale nucleare. Krsko è situata nel sud-ovest della Slovenia a 130 chilometri da Trieste. L’incidente è stato segnalato a Bruxelles attraverso il sistema di allarme nucleare rapido Ecurie, con il quale l’esecutivo Ue ha successivamente informato tutti gli Stati membri. La Commissione assicura che «il team d’emergenza della Direzione generale Trasporti ed Energia (Tren) rimane all’erta fino a quando non arriveranno ulteriori informazioni e la situazione sarà pienamente sotto controllo».

«NESSUNA FUGA DI MATERIALE RADIOATTIVO» - Non c’è stata alcuna perdita nell’ambiente» ha detto invece un portavoce della Nek, la società che gestisce la centrale nucleare di Krsko, «la fuoriuscita si è verificata all’interno della struttura del reattore. È stato avviato il processo di spegnimento che avviene per fasi e sarà ultimato entro questa sera. Allora sarà possibile ispezionare il sito per verificare la situazione». La centrale nucleare è stata fermata «per qualche ora» per determinare le cause di una fuga che non dovrebbe avere impatto sull’ambiente. Lo ha assicurato la direzione del sito a seguito dell’allerta della Commissione europea.

PROTEZIONE CIVILE - Nessuna richiesta di allertare la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia è giunta alla direzione regionale circa il guasto della centrale nucleare. Lo ha riferito il direttore regionale della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Guglielmo Berlasso. «Non è stata allertata neppure la Protezione civile slovena - ha detto Berlasso - con la quale stiamo in costante collegamento. A quanto ne sappiamo deve esserci stata una perdita di potenza di un reattore della centrale di Krsko. Non sappiamo nulla di più. Quando succedono simili incidenti - ha detto ancora Berlasso - c’è l’obbligo di comunicarlo ai Paesi della Comunità internazionale. Penso - ha concluso - che non si debba creare inutili allarmismi». Al momento la Protezione civile regionale non ha quindi attivato alcuna misura, anche se la sala operativa resta attiva 24 ore su 24.

CENTRALE CONSIDERATA A RISCHIO - La centrale nucleare di Krsko era considerata da tempo a rischio tanto che erano state fatte in Italia diverse interrogazioni parlamentari a proposito. Secondo l’associazione ambientalista Greenaction transnational: «Una Commissione Internazionale nominata, su pressioni di Austria ed Italia, per verificare gli standard di sicurezza della centrale già nel 1993 espresse 74 raccomandazioni sui cambiamenti tecnici e procedurali necessari per adeguare l’impianto alle più severe normative dell’UE. Uno dei principali problemi dell’impianto è costituito dalle incrinature dei generatori di vapore che determinano perdite (con fuoriuscita di radionuclidi che vengono dispersi nell’atmosfera); questo problema è d’altronde noto presentandosi in tutte le centrali che utilizzano il reattore Westinghouse. Per cercare di tamponare questo grave inconveniente, nella primavera del 2000 vennero installati due nuovi generatori dalla NEK in seguito ad un’accordo sottoscritto con il consorzio Siemens/Framatome. Il costo di tale intervento fu di 205 milioni di marchi. Dopo questo intervento venne approvato un aumento della produzione del 6% (45 MW) con i conseguenti rischi di sovrasfruttamento del reattore e senza che i problemi dei generatori fossero stati definitivamente risolti».

MA GLI ESPERTI RASSICURANO - Secondo però due esperti dell’Enea le misure di sicurezza della centrale di Krsko sono paragonabili a quelle delle centrali occidentali ed eventuali perdite nel circuito di raffreddamento non sono pericolose. «Le centrali di questo tipo - spiega uno dei due esperti, Stefano Monti - hanno un contenitore primario di sicurezza che contiene eventuali perdite nei circuiti di raffreddamento. È presto per fare valutazioni precise ma in linea generale si può dire che questi impianti sono sicuri quanto quelli occidentali».
Fonte : Corriere della Sera

«La sterilizzazione? E’ un atto d’amore»

Thursday, June 5th, 2008

La nuova campagna di Lav e veterinari: procreazioni responsabili per combattere il randagismo

Con l’estate ormai alle porte torna a scattare l’emergenza abbandoni. E’ proprio nel periodo tra giugno e agosto, alla vigilia della partenza per le vacanze, che si registra un’impennata nel ricovero di animali in canili e rifugi. Stando alle fonti del ministero della Salute, ogni anno sono circa 135 mila, tra cani e gatti, i quattrozampe che vengono abbandonati sulle strade o nelle campagne e l’80% di loro muore in incidenti, per malattia o stenti. Quelli che sopravvivono finiscono spesso dietro le sbarre di una gabbia, in attesa che qualcuno torni a riprenderli o, come più spesso accade, che il loro sguardo incroci quello di qualcuno che vuole allargare la propria famiglia e decide di aprire le porte di casa ad uno dei tanti trovatelli che popolano canili e gattili.I NUMERI DEGLI ABBANDONI - Diciamo tanti, ma sarebbe meglio parlare di troppi. Sempre stando ai numeri del ministero sono infatti almeno 600 mila i cani che vivono rinchiusi nelle gabbie dei rifugi o da randagi e a questi si aggiungono 2,6 milioni di gatti. La soluzione? E’ doppia. Innanzitutto è opportuna una campagna di sterilizzazione, che eviti che molti altri animali finiscano con l’aggiungersi al numero delle bocche da sfarmare e da alloggiare perché in soli sei anni un cane o un gatto possono generare teoricamente fino a 70 mila nuovi cuccioli ogni sei anni. La seconda strada da percorrere è invece quella delle adozioni degli animali che già ora sono in attesa di essere adottati.

STOP AL RANDAGISMO - Proprio per cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica la Lega antivivisezione, in collaborazione con le associazioni di categoria dei veterinari Anmvi e Fnovi, ha lanciato la campagna di informazione «Chi ama gli animali non fa nascere randagi» che punta proprio alla prevenzione del randagismo attraverso il ricorso alla sterilizzazione. «Alle istituzioni nazionali e locali, ma anche ai singoli cittadini, chiediamo di fare prevenzione attraverso alcuni comportamenti responsabili - dice Elisa D’Alessio, responsabile del settore cani e gatti della Lav -. Oltre alla sterilizzazione e all’adozione come alternativa all’acquisto, denunciare chi abbandona animali, reato questo punito con l’arresto fin ad un anno con con l’ammenda da mille a 10 mila euro».

BASTA CUCCIOLATE IN CASA - La sterilizzazione, fanno inoltre notare la Lav e i veterinari, a dispetto di alcuni pregiudizi, non danneggia la salute degli animali e se la dieta è corretta non li fa ingrassare. La sterilizzazione nelle femmine, poi, riduce di molto il rischio di tumori mammari, elimina quello del cancro uterino e previene gravi patologie a danno degli apparati riproduttori. «La sterilizzazione è una scelta responsabile nei confronti degli animali con cui viviamo - aggiunge Ilaria Innocenti, del settore cani e gatti della Lav - perché se anche si riesce a dare una casa a tutti i cuccioli generati dal proprio cane o dal proprio gatto, si toglieranno possibilità preziose di affidamento per uno dei tanti animali rinchiusi nei canili o abbandonati per la strada».

Fonte: Corriere della Sera

GENETICA, ECCO ACQUA POTABILE GM: PURIFICATA DA GERMI

Thursday, June 5th, 2008

Ecco l’acqua potabile gm, nella quale frammenti di materiale genetico sono utilizzate per bloccare la replicazione di virus e batteri, e quindi per purificarla. La tecnica, ancora sperimentale, è stata presentata a Boston nel congresso della Società Americana di Microbiologia. Nei test finora eseguiti nella Duke University, i ricercatori che l’hanno messa a punto sono riusciti a bloccare l’attività di un fungo molto comune nell’acqua. Un metodo come questo, secondo gli studiosi, permetterebbe di risolvere il problema della sicurezza dell’acqua potabile nei Paesi in via di sviluppo. Per i ricercatori potrebbe essere una soluzione anche per i Paesi avanzati, come alternativa a cloro e raggi ultravioletti.

La tecnica si chiama interferenza dell’Rna e consiste nell’azionare interruttori molecolari chiamati micro-Rna per accendere o spegnere i geni. Finora utilizzata in molti campi della ricerca biomedica, per la prima volta questa tecnica viene applicata in campo ambientale. “I nostri dati dimostrano che è possibile silenziare l’azione di uno specifico gene in un fungo che vive nell’acqua”, ha detto la responsabile del progetto, Sara Morey. “Riteniamo - ha aggiunto - che l’interferenza dell’Rna promette di diventare uno strumento per silenziare geni al fine di controllare la proliferazione di batteri e virus che vivono nell’acqua”.

Fonte: La Stampa

Violenza, cresce l’utilizzo dei cani nelle bande inglesi

Thursday, June 5th, 2008
Pistole, coltelli e adesso anche i cani: tutto fa brodo pur d’intimidire l’avversario - o semplicemente il prossimo - nella guerra fra bande giovanili che ha colorato di rosso, negli ultimi anni, le strade del Regno Unito. A lanciare l’allarme è la “Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals” (RSPCA): in quattro anni il numero di attacchi è aumentato di 15 volte.Per Clare Robinson, portavoce della RSPCA - la protezione animali britannica -, questa ondata di violenza canina è infatti un problema direttamente collegato alle bande che scorrazzano nelle città del Regno Unito. «Sia i nostri ispettori che gli agenti di polizia - dice la Robinson - hanno raccolto prove concrete che alcuni di questi individui, temendo di essere arrestati se trovati in possesso di rivoltelle o coltelli, usano cani aggressivi e pericolosi al loro posto».

«Ovviamente», ha proseguito, «vedere questi animali trattati impropriamente ci preoccupa molto: sia per la salute dei cani stessi che per quella delle comunità locali che devono vivere a contatto di animali pericolosi».

Dunque i numeri. Se nel 2004 sono stati 24 i casi denunciati alla RSPCA, l’anno passato si è saliti a 358. Secondo la RSPCA è il caso di monitorare i cani attraverso dei microchip - da un lato - e spostare l’attenzione sul comportamento del padrone piuttosto che sul cane - dall’altro.

Il governo, dal canto suo, ha gettato acqua sul fuoco: le leggi sarebbero già ora perfettamente in grado di inchiodare alle proprie responsabilità chi trasforma in nemico il miglior amico dell’uomo.

Fonte : La Stampa

Only One Earth – Don’t waste it”: al via la Settimana Verde 2008

Thursday, June 5th, 2008

La conferenza annuale dedicata alla politica ambientale si apre oggi a Bruxelles. Durante l’evento saranno annunciati i vincitori dell’ “European Business Awards for the Environment 2008″

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“L’umanità sta consumando le risorse naturali della Terra ad un ritmo allarmante, eppure pochi si rendono conto della velocità a cui ciò sta avvenendo. Produciamo più rifiuti di quanti riusciamo a riciclare come risorse utili. Occorre intervenire urgentemente per sensibilizzare il pubblico e i responsabili politici in modo da invertire la tendenza. La Settimana verde offre alla Commissione e alle altre istituzioni UE un’occasione preziosa per spiegare la loro attività, ma anche per ascoltare e imparare dal patrimonio di esperienze di numerose parti in causa”. Queste le parole del commissario per l’Ambiente Stavros Dimas all’apertura della Settimana Verde. Il motto di quest’anno è “Only One Earth - Don’t waste it” (Abbiamo una Terra sola, non sprechiamola!) ed infatti il tema centrale è la necessità, europea e mondiale, di un utilizzo maggiormente sostenibile delle risorse. Il programma sarà diviso in quattro sotto-temi: risorse e gestione dei rifiuti, consumo e produzione sostenibili, natura e biodiversità, e cambiamenti climatici. Molti i partecipanti, si parla di 3.000-4.000 rappresentanti di diversi livelli delle amministrazioni pubbliche, di istituzioni internazionali, di imprese, di organizzazioni non governative e della comunità scientifica e accademica. Nel corso delle 38 sessioni della conferenza verranno affrontati una vasta gamma di temi: dai piani della Commissione volti a rivedere il sistema UE di scambio delle quote di emissioni ai problemi della gestione dei rifiuti nei territori palestinesi occupati, dagli effetti economici della perdita della biodiversità all’applicazione della responsabilità estesa del produttore e dal risparmio idrico ai vantaggi e svantaggi dei biocarburanti.

Fonte: La Repubblica

“Mangiate pure ragni e cavallette sono gustosi e molto nutrienti”

Thursday, June 5th, 2008

MANGIARE insetti fa bene alla salute. Suona quasi come un appello quello che arriva da un gruppo di ricercatori dell’università statale dell’Ohio, secondo i quali l’”Occidente sbaglia a snobbare questo genere di alimento”. Non solo: anche la Fao ha recentemente tenuto una conferenza per sostenere e difendere i benefici dell’entomofagia. Secondo i ricercatori americani, l’uomo potrebbe tranquillamente nutrirsi di ragni e cavallette: “Buoni e saporiti, forniscono un elevato apporto nutriente”.

L’elenco degli animali che non riescono ad arrivare su un piatto occidentale è lungo: dalle formiche, alle vespe e persino ai maggiolini. Tutti costituiscono un’importante risorsa alimentare per l’uomo. Se il loro consumo prendesse piede, non solo si riuscirebbe a limitare l’uso di pesticidi, ma si ridurrebbe notevolmente l’impatto dell’uomo sulla catena alimentare.

“Gli insetti sono uno degli alimenti più buoni, prelibati e al tempo stesso sottoutilizzati al mondo”, dice David George Gordon, un naturalista di Seattle, che aggiunge: “La nostra cultura è una delle poche che si rifiuta di introdurli nell’alimentazione tradizionale: forse siamo noi ad essere sbagliati”. Un vero peccato, dicono gli esperti, visto che questi animali contengono moltissime proteine e, soprattutto, hanno meno grassi saturi e colesterolo, rispetto alle carni “tradizionali”. Per il professor Gene DeFoliart, dell’università del Wisconsin, gli insetti conducono un’esistenza “salubre”, a livello di scelta dell’habitat e del cibo da consumare.

Gli scienziati dell’università del Messico hanno catalogato 1700 specie di insetti, scoprendo che gli scarafaggi vengono “scartati” dalle cucine di 113 Paesi. In 90 Paesi, invece, si consumano 1400 specie di insetti e vermi: si trovano in prevalenza in Africa, America Latina e Asia.

Nei ristoranti messicani, tanto per fare un esempio, un piatto di larve di una farfalla gigante, viene venduto a circa 15 euro. Ed è anche considerato una prelibatezza. In Papua Nuova Guinea, invece, vanno molto i vermi che vivono nel sago (un albero che rappresenta la loro principale forma di sostentamento). Le formiche sono popolari in Colombia, mentre in Giappone l’imperatore Hirohito era un appassionato di vespe, consumate con il riso.

E ancora. Quando in Thailandia i pesticidi non riuscivano più a contenere l’espansione delle locuste, il governo si rivolse ufficialmente ai cittadini: “Mangiatele”. Per aiutarli, distribuì una guida su come cucinarle e consumarle nel migliore dei modi possibili. La scelta si rivelò fortunata: l’invasione di questi insetti venne frenata. Adesso, nello stesso Paese i contadini sono arrivati a piantare grano al fine di attirare le locuste, catturarle e rivenderle nei mercati. Un’opzione, sempre in Tailandia, è offerta dal baco della seta o dalle cimici giganti d’acqua, bollite o fritte: anche queste trovano il consenso dei palati locali. Altri piatti: fagottino di termiti (Africa), bruchi fritti (preparati secondo una ricetta boscimane), farfalle del Madagascar in pastella, tartina di cimici (ricetta mediorientale). La Fao, comunque, non si dà per vinta: “Ci vorrà del tempo, è solo una questione di abitudine”.

Fonte: La Repubblica

Rifiuti, arrestati 12 imprenditori Scoperta enorme discarica abusiva

Thursday, June 5th, 2008

Foggia, il sito in grado di ricevere 500 mila tonnellate di spazzatura
è tra le più grandi illegali mai trovate in Europa. Un centinaio gli indagati

Dodici persone, tra cui dieci noti imprenditori foggiani che operano nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, hanno ricevuto questa mattina un’ordinanza di custodia cautelare, eseguita dai carabinieri del Noe di Bari e Foggia. Avevano messo in piedi una discarica abusiva di circa 500.000 metri cubi, ritenuta dai carabinieri tra le più grandi d’Europa.

Diversi i reati contestati, a vario titolo, agli arrestati, che ora si trovano agli arresti domiciliari per decisione del gip di Foggia: associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito dei rifiuti, disastro ambientale, falso, deturpamento di bellezze naturali, danneggiamento e deviazione delle acque di un fiume.

L’indagine, avviata alcuni mesi fa, riguarda la gestione di una discarica di rifiuti speciali a Deliceto. Per costruirla sarebbe stato deviato il corso delle acque di un fiume, probabilmente nell’intento di nasconderla durante i controlli aerei.

Sono in tutto un centinaio le persone indagate nell’ambito dell’indagine condotta dalla Procura di Foggia. Secondo le prime rivelazioni sembra che siano coinvolte nove società, nei confronti delle quali sono in corso quarantadue provvedimenti di sequestro di beni e attrezzature riconducibili alla presunta attività illecita.

Fonte: La Repubblica