Archive for June 1st, 2008

Ritorno al nucleare, sfida in piazza alleanza tra associazioni e sindacati

Sunday, June 1st, 2008

 Sabato 7 giugno sapremo se ha ragione Ermete Realacci. “Finalmente hanno fatto qualcosa che gli farà perdere voti”, ha commentato il ministro dell’Ambiente nel governo ombra del Pd dopo l’annuncio del ritorno all’energia atomica nel giro di cinque anni fatto dal ministro delle Attività produttive Claudio Scajola. Se la grande manifestazione unitaria convocata tra dieci giorni a Milano dalle associazioni ecologiste e dai sindacati contro la scommessa nucleare del governo sarà un successo, Realacci potrebbe aver visto giusto.

In realtà l’appuntamento del pomeriggio del 7 giugno in piazza San Babila era stato già programmato da tempo, prima che Scajola pigiasse sull’acceleratore promettendo a Confindustria l’inizio della costruzione delle nuove centrali entro la fine della legislatura. A indire l’evento era stato un lungo elenco di sigle del mondo del lavoro e della militanza ambientalista. In rigoroso ordine alfabetico, si va dalla A delle Acli alla W del Wwf, passando per Cgil, Confederazione italiana degli agricoltori, Cisl, Greenpeace, Legambiente, Lipu, Uil e decine di altre organizzazioni.

In un primo momento voleva essere un’occasione per premere a favore di scelte politiche coerenti con gli obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto, ma cambiare l’ordine del giorno della manifestazione, aggiungendo alla difesa del clima le parole d’ordine contro il nucleare, è stata questione di un attimo. “L’Italia - affermano in una nota congiunta gli organizzatori - deve dimostrare di saper partecipare a un nuovo progresso. Che non è fatto né di fonti fossili, né tanto meno di nucleare. Le attuali tecnologie non hanno ancora risolto nessuno dei problemi legati al rischio d’incidenti, alla messa in sicurezza delle scorie e allo smantellamento dei vecchi impianti. L’atomo è una scelta antieconomica e insicura“.

Accusati da sempre di saper solo opporre dei no, gli ambientalisti si presentano alla manifestazione con un articolato pacchetto di proposte. “La rivoluzione che vogliamo - dicono - ha degli obiettivi precisi: si propone subito, in tutta Europa e nel mondo, di ridurre in dieci anni del 20% il consumo complessivo di energia attraverso risparmio e maggiore efficienza, di far dipendere per almeno il 20% il fabbisogno energetico da fonti rinnovabili e di ridurre del 30% le emissioni di gas che alterano il clima sulla terra”.

“Sarà una grande marcia di cittadini - affermano ancora gli organizzatori - che credono in un’alternativa energetica alle fonti fossili, respingono con forza ogni ipotesi nuclearista, credono in una gestione diversa e sostenibile del territorio e dell’agricoltura, propongono soluzioni concrete per la gestione dei rifiuti, promuovono la mobilità su ferro, non credono nelle grandi opere faraoniche panacea di tutti i mali, ma nelle infrastrutture utili e in un’opera capillare di ristrutturazione delle nostre aree urbane e del territorio

Fonte: La Repubblica

TORTURATI E UCCISI, STRAGE DI GATTIN IN UN CASOLARE

Sunday, June 1st, 2008

Sadico, fino al punto di far morire quattro piccoli gatti, staccando di netto le zampe e la coda. Impossibile capire il motivo di tanto accanimento, compiuto forse da una banda di balordi, nei confronti di una colonia di felini che popola da qualche tempo una vecchia casa di via San Marco in zona Ponte di Brenta. E’ toccato ad una donna di Noventa, Anna Maran Dall’Armi, volontaria dell’Enpa, che da tempo si prende cura dei mici, portando loro cibo e facendo sterilizzare le femmine, compiere, l’altro giorno la raccapricciante scoperta. «Ho assistito - ha detto - ad una scena incredibile, scoprendo il corpo senza vita di gattini di pochi mesi, fatti morire dopo aver subito l’amputazione delle zampe e della coda. Non so chi possa avere avuto il coraggio di compiere un’efferatezza simile, ma sono certo che per queste persone occorrerebbe una punizione esemplare». Non è la prima volta che il killer dei felici si è accanito contro la colonia degli animali di Ponte di Brenta, ridotta ora a soli 12 esemplari. «In pochi mesi la colonia si è praticamente dimezzata, torture inaudite, ho trovati gatti con gli arti amputati e addirittura uno squartato dalla gola fino alla coda».
L’episodio è stato subito denunciato dalla volontaria all’Ente per la Protezione Animali.
Ma la denuncia è rivolta nella stesso tempo anche ai cittadini in grado di fornire testimonianze su nuovi possibili raid dei killer dei mici.

dal Corriere del Veneto

Nel cuore dell’Amazzonia ecco la tribù degli uomini rossi

Sunday, June 1st, 2008

UNA delle ultime tribù di persone mai contattate dall’uomo industrializzato è stata scoperta nell’Amazzonia occidentale, vicino al confine tra Brasile e Perù. Gli indiani sono stato visti in un’aerea protetta dal punto di vista etnico e ambientale lungo il Fiume Evira, durante un sopralluogo aereo. Il rinvenimento è stato portato alla luce dalla fondazione governativa brasiliana Funai. Nella relazione della fondazione si legge letteralmente che dall’alto sono stati fotografati un gruppo di “guerrieri forti e in buona salute” e sei grosse capanne costruite in un’area della foresta ripulita dalle piante.

VIDEO - FOTO

In realtà in un’immagine si vedono dei giovani uomini completamente dipinti di rosso che lanciano frecce con dei grossi archi verso l’aereo, mentre altri stanno a guardare.
In un’altra fotografia si nota il loro accampamento, fatto di alcune capanne ottenute in uno spiazzo di foresta ripulito dagli alberi.
L’accampamento sembra abitato in modo permanente, vista l’attività che vi è attorno ad esso. Alcuni uomini, ad esempio, stanno in prossimità di una pianta portata lì da poco per essere lavorata.

“Nell’area in cui è stata vista la tribù vi sono almeno altri 4 distinti gruppi di persone completamente isolati dal resto del mondo di cui abbiamo conoscenza da almeno 20 anni”, ha detto Jose Carlos Mierelles Junior, esponente del Funai. Questi gruppi non sono mai stati contattati ufficialmente né dal Funai, né da altre persone e questo per permettere loro di avere una propria totale autonomia e per evitare l’arrivo di curiosi o pseudo-ricercatori.

Survival International, un’associazione internazionale che si occupa di preservare queste tribù, ha fatto sapere che questi indiani sono in serio pericolo di sopravvivenza a causa del taglio illegale fatto soprattutto in Perù, che sta spingendo queste piccole popolazioni di uomini, che non dovrebbero essere di più di 500 unità, verso il Brasile, dove la situazione non è migliore.

“Per fortuna quest’ultima testimonianza ci dice che popolazioni ancora mai contattate dalla civiltà industrializzata esistono ancora. E’ la speranza che una parte di Amazzonia sopravvive agli interessi dell’uomo industrializzato”, ha detto il Direttore di Survival Stephen Corry.

Al mondo esistono non più di 100 tribù mai contattate e la maggior parte di esse si trova in America meridionale, soprattutto tra Brasile e Perù. Altre se ne trovano in Australia, in Nuova Guinea e nelle Isole Andamane

Fonte: La Repubblica

FOTOVOLTAICO, NIENTE DETRAZIONI D’IMPOSTA

Sunday, June 1st, 2008

zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzps.jpgNiente detrazione d’imposta per l’installazione di pannelli fotovoltaici. Lo afferma l’Agenzia delle Entrate rispondendo ad una richiesta di chiarimento di un cittadino contribuente che ha installato durante i lavori di ristrutturazione della casa un impianto fotovoltaico integrato nel tetto. La richiesta concerneva la possibilita’ di beneficiare della detrazione del 55 per cento del costo sostenuto per l’acquisto dei pannelli fotovoltaici e per l’eventuale manodopera ai sensi dell’articolo 1, comma 344, della legge n. 296 del 27 dicembre 2006, Finanziaria 2007; ed al tempo stesso di approfittare della cumulabilita’ di tale agevolazione con gli incentivi previsti dall’articolo 7 del decreto legislativo n. 387 del 29 dicembre 2003 concernente la promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili nel mercato interno dell’elettricita’. L’Agenzia ha invece chiarito che il ‘Conto energia”, che incentiva gli impianti solari fotovoltaici, non e’ cumulabile con la detrazione Irpef del 55% per il contenimento del fabbisogno energetico per la climatizzazione invernale. La detrazione Irpef in questione, istituita dalla Finanziaria 2007 e’ finalizzata al contenimento dei consumi e puo’ essere riconosciuta solo per le spese correlate al risparmio energetico, eventualmente concomitanti, come i costi di isolamento del tetto. L’installazione di pannelli fotovoltaici invece riguarda esclusivamente la produzione di elettricita’. Le norme agevolative richiamate, anche se entrambe di interesse per il settore energetico, perseguono finalita’ diverse dunque in quanto l’una, mediante l’erogazione della tariffa incentivante favorisce la realizzazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia da fonte rinnovabile, l’altra, mediante il riconoscimento di una detrazione d’imposta per le spese di riqualificazione degli edifici, favorisce il contenimento dei consumi. Attraverso la tariffa incentivante, peraltro, l’investimento iniziale viene recuperato nel tempo mediante la produzione di energia e, pertanto, il contribuente che volesse beneficiare di tale incentivo non si troverebbe nella condizione di aver sostenuto l’onere sul quale far valere la detrazione d’imposta. (ANSA

MALTEMPO: PIEMONTE; WWF, SOLUZIONE E’ RINATURALIZZARE FIUMI

Sunday, June 1st, 2008

L’unico modo di evitare disastri come quello di questi giorni in Piemonte e’ ripristinare il territorio dei fiumi, oppresso dalla cementificazione. Lo afferma il Wwf in un comunicato in cui si ricorda che i fondi per la difesa del territorio sono gia’ stanziati e ammontano a 265 milioni di euro solo nell’ultima finanziaria. ”Lungo i nostri fiumi si e’ costruito, cementificato e canalizzato troppo con conseguenze devastanti che puntualmente si verificano alle prime piogge - commenta il direttore generale del Wwf, Michele Candotti - un paese che vuol pensare in grande deve poter investire nella piu’ grande opera pubblica che occorre davvero, il ripristino del nostro martoriato territorio. Ci chiediamo ancora come siano stati spesi i 4300 miliardi di vecchie lire per la difesa del suolo dopo l’alluvione del 1994 e quelli dopo il disastro del 2000”. L’associazione ricorda che nel 2000 aveva denunciato gli interventi di regimazione idraulica proprio sulla Dora Baltea, sostenendo che le opere realizzate e previste tendevano ad aumentare la velocita’ di deflusso delle acque in un tratto nel quale, semmai, per caratteristiche idrogeologiche ed ecologiche, bisognava aumentare la capacita’ di ritenzione delle acque e dissipazione dell’energia per ridurre il rischio idrogeologico piu’ a valle. ”La ricetta esiste - continua Candotti - si chiama ‘rinaturalizzazione’ dei fiumi, gestione integrata del territorio, come stanno facendo da anni sulla Loira, in Francia, sulla Drava in Austria o sul Reno in Germania”. (ANSA).

AMBIENTE:LEGAMBIENTE, BENE APPELLO NAPOLITANO SU COSTRUZIONI

Sunday, June 1st, 2008

Negli ultimi 15 anni in Italia sono stati urbanizzati piu’ di 3 milioni di ettari di territorio, un ”fermento cementificatorio che ha esposto maggiormente il nostro paese alle calamita’ naturali”. Lo afferma Legambiente in un comunicato a commento delle parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulla pericolosita’ di costruire senza regole. ”Negli ultimi 15 anni l’Italia ha urbanizzato piu’ di 3 milioni e mezzo di ettari, una regione grande quanto il Lazio e l’Abruzzo messi insieme - afferma l’associazione - un fermento cementificatorio che ha indebolito il nostro Paese, lo ha reso piu’ esposto alle calamita’ naturali, lo ha impoverito anche economicamente. L’autorevole appello del presidente della Repubblica segnala un problema davvero grave”. ”Molte delle nuove urbanizzazioni sono illegali - aggiunge Legambiente - dal momento che in Italia, anche grazie ai vari condoni edilizi approvati dal governo, vengono costruite mediamente 30 mila edifici abusivi ogni anno. Ma anche nei casi in cui ci sono tutti i bolli e tutte le autorizzazioni spesso si tratta di opere e interventi assurdi: basti pensare a tutti i manufatti costruiti nelle aree golenali dei fiumi o alle costruzioni realizzate senza nessuna precauzione strutturale in aree ad altissimo rischio idrogeologico”. (ANSA)

MALTEMPO:PIEMONTE; LEGAMBIENTE,87% COMUNI REGIONE A RISCHIO

Sunday, June 1st, 2008

L’alluvione in Piemonte e’ la conferma dell’eccesso di urbanizzazione del territorio lungo i fiumi. Lo afferma il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. ”L’urbanizzazione lungo i corsi d’acqua negli ultimi 50 anni appare come la piu’ pesante eredita’ di un passato con cui oggi e’ improrogabile fare i conti con serieta”’, afferma Cogliati Dezza. ”Nonostante questa verita’, ormai condivisa e accettata, non si nota in Piemonte come nel resto d’Italia una concreta inversione di tendenza capace di rendere il territorio piu’ sicuro da frane e alluvioni”. Il Piemonte, sottolinea Legambiente, e’ una regione in cui i comuni a rischio idrogeologico individuati dal Ministero dell’Ambiente e dall’Unione delle Province Italiane nel 2003 erano oltre 1.000, ovvero l’87% del totale, di cui 138 a rischio frana, 303 a rischio alluvione e ben 605 a rischio sia di frane che alluvioni. ”Un dato che ben evidenzia la fragilita’ di un territorio - sottolinea la nota - dove semplici temporali sono sufficienti a provocare nel migliore dei casi allagamenti e disagi per la popolazione”.(ANSA).

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