Archive for June, 2008

Rischio impunità per i crimini ambientali

Monday, June 30th, 2008

Il WWF Italia ha inviato una lettera al Vice-Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Nicola Mancino, preoccupato per le ripercussioni che la norma sulla sospensione dei processi avrà su quelli in materia di delitti ambientali
Il WWF Italia ha espresso le sue preoccupazioni, in una lettera inviata al Vice-Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura Nicola Mancino, per le ripercussioni che la norma sulla sospensione dei processi, per fatti avvenuti prima del 30 giugno 2002, avrà sui processi in materia di delitti ambientali.

Come noto, questa disposizione (già approvata dal Senato) è oggetto di un ampio dibattito in seno alla pubblica opinione in quanto, se confermata dalla Camera dei Deputati, comporterà la sospensione per un anno di un considerevole numero di processi (si parla  di oltre centomila) aventi ad oggetto reati gravissimi quali, a solo titolo di esempio non esaustivo: lo stupro, la violenza sessuale, l’omicidio colposo conseguente alla violazione delle norme sulla circolazione stradale,  la rapina e il furto in appartamento.

Il WWF Italia, nella sua qualità di associazione ambientalista, è  fortemente preoccupato per le ricadute che detta norma avrà anche sui processi per gravi reati ambientali,  quali  l’Incendio boschivo” (art. 423-bis c.p.) e “Attività organizzata di traffico illecito di rifiuti” (art. 260 d.lgs. n. 152/2006) che, di fatto, costituiscono ad oggi gli unici due delitti in materia ambientale.

“Crimini contro l’umanità: così il Vice Presidente Mancino ha definito i delitti ambientali in una lettera inviata alla nostra Associazione per i vent’anni di impegno del WWF Italia in materia di legislazione ambientale, con centinaia di ricorsi e costituzioni di parte civile - dichiara Enzo Venini, Presidente del WWF Italia - È per questo che abbiamo sentito l’esigenza di appellarci alla sensibilità del Vice Presidente, già dimostrata all’epoca con una lettera di stima e di riconoscimento dell’importanza del ruolo svolto dal WWF nel contrasto ai crimini contro l’ambiente che, nonostante tutto, il nostro legislatore si ostina a considerare di scarso allarme sociale”.

Non solo dunque la legislazione italiana non prevede una adeguata tutela penale dell’ambiente - tema questo sul quale il WWF Italia ha da sempre chiesto al Parlamento di intervenire con l’augurio che nella presente Legislatura questa attesa riforma possa finalmente vedere la luce - ma si rischia di differire ulteriormente la chiusura dei processi per reati che il nostro legislatore dimostra di considerare reati “di serie B” e che invece coinvolgono, oltre al patrimonio ambientale, la salute e la vita  stessa dei cittadini italiani.

Fonte : wwf

Recinti “salva-miele”

Monday, June 30th, 2008

Prove di pace orsi-apicoltori: il Wwf regala recinti “salva-miele” a quanti svolgono la loro attività nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, l’area maggiormente frequentata dagli orsi marsicani. Si tratta di speciali recinzioni elettrificate capaci di trasmettere una leggera e innocua scossa elettrica, sufficiente a scoraggiare gli orsi dal frequentare le aree dove sono le arnie.

I recinti, acquistati anche con il contributo dei bambini dell’Istituto Comprensoriale abruzzese di S. Vito Chetino (hanno raccolto circa 700 euro), sono stati consegnati oggi. Questo metodo è già stato sperimentato con successo dal Parco e ha permesso di facilitare la convivenza tra orso e attività produttive dell’uomo: 11 recinzioni elettrificate a protezione degli apiari ha ridotto del 40% i danni.

«Nella società civile - ha detto Massimiliano Rocco Responsabile Programma Orso per l’Appennino centrale del Wwf Italia - è vivo il timore che possano ripetersi tragedie come quelle degli orsi avvelenati in Abruzzo e degli orsi uccisi sulle Alpi. Questo ha spinto il Wwf ad adoperarsi perchè si possano adottare politiche di prevenzione ed interventi utili per evitare contrasti con le attività agricole e silvopastorali».

E, dopo l’Abruzzo, proprio nelle Alpi, dove l’orso bruno è stato solo di recente reintrodotto, l’associazione fornirà nelle prossime settimane recinti elettrificati in comodato gratuito. In totale in Italia ne saranno consegnati circa 80. «L’iniziativa - ha sottolineato Dante Caserta, Presidente del Wwf Abruzzo - si inquadra nel più ampio progetto che il Wwf promuove per la tutela del territorio dell’orso marsicano.

La predisposizione di recinti “salva-miele”, il recupero e la potatura di piante da frutto abbandonate per dare all’orso maggiori risorse alimentari sono delle pratiche semplici che il Wwf utilizza da anni. Con una spesa minima si assicura un futuro all’orso e se ne facilita la convivenza con l’uomo».

A livello locale, il Wwf sta portando avanti varie iniziative per la tutela dell’orso bruno marsicano, fra queste una con il supporto del Comune di Anversa degli Abruzzi (L’Aquila) e la riserva regionale Oasi Wwf Gole del Sagittario. Per evitare danni da fauna selvatica alle coltivazioni, il Comune e l’Oasi hanno selezionato, con bando pubblico, 15 agricoltori, cui assegnare gratuitamente 15 elettrificatori con batterie, voltimetro, 2 bobine di filo elettrificato.

Ad altri quattro agricoltori sono stati consegnati 75 chili di repellenti olfattivi. Per rendere efficace il materiale distribuito è stato organizzato anche un mini corso sull’uso dei dissuasori. Caserta ha sottolineato che le iniziative sono importanti, ma occorre anche che sia dato un segnale sul fatto che atti contro gli animali «sono e saranno repressi». A questo proposito ha fatto un appello affinchè le indagini sull’uccisione dei tre orsi, avvenuta in Abruzzo, nell’ottobre 2007, si chiudano con l’individuazione dei responsabili.

Fonte: La Zampa.it

Alieni, cannibali, disastri ambientali

Monday, June 30th, 2008

ROMA - Megalopoli multietniche, replicanti, alieni, disastri ambientali, crollo della democrazia, colonie spaziali, cannibalismo, viaggi nel tempo. Si è inaugurata a Oltremare, a Riccione, organizzata dal Dipartimento Scientifico di Oltremare e dalla Scuola superiore del Loisir, una mostra sul futuro.Durerà fino al 27 settembre. In una impresa “paradossale e impossibile” è stato ricostruito tutto quello che è stato immaginato sul futuro, un percorso attraverso le visioni del domani pensate da artisti, scrittori, futurologi che intreccia scienza, storia e immaginazione. Perché l’uomo non ha mai smesso di fantasticare a come saremo, a cosa accadrà.

LA CRONOLOGIA DEL FUTURO

La storia del futuro inizia da una data precisa, dal 2019 di “Blade Runner, il film di Rydley Scott tratto da un romanzo di Philip Dick, racconta di una megalopoli multietnica, popolata da un’umanità errante e da replicanti, un mondo governato dai codici dell’informatica e dalla bioingegneria, è questo il futuro più riconoscibile, la visione più prossima al presente che viviamo. “Blade Runner è la porta d’accesso alla nuova epoca, è un film che ha colto il senso profondo del trapasso, il grande paradosso è che abbiamo superato il 2000 ma forse non ce ne siamo ancora accorti”, spiega Sergio Brancato, sociologo, uno degli organizzatori. La storia prosegue poi con “Star trek”, la serie televisiva che racconta la conquista dello spazio profondo e remoto, poi sospingendosi sempre in avanti, muovendosi tra letteratura cinema e fumetto, si arriva al futuro estremo, raccontato da scrittori come Robert A. Heilen e Isaac Asimov, siamo nel 50.000, ai limiti estremi dell’evoluzione umana. La Storia si conclude con la morte della terra e gli umani che si diffondono nell’Universo.

“C’è poi una sezione dedicata all’antropologia aliena, ritratti recuperati dall’immaginario, una campionatura significativa di alieni che abbiamo immaginato d’incontrare nel nostro futuro”, spiega Andrea Pollarini, della Scuola superiore del Loisir, “abbiamo anche organizzato l’incontro con un astrofisico, Steno Ferluga, per confrontare il futuro immaginato nella fantasia e quello previsto dagli scienziati. Perché le forme di futuro ipotizzate dalla fantascienza non sono mai casuali e antiscientifiche”. E in tutto ciò che si è immaginato, tra paure, sogni, desideri e fobie, c’è sempre inspiegabilmente una traccia di vero.
Fonte: La Repubblica

IN ITALIA PRIMI TEST SU ZANZARE GM ANTI-MALARIA

Monday, June 30th, 2008

Sarà l’Italia ad ospitare i primi test confinati, in quattro grandi gabbie, con zanzare geneticamente modificate (gm) per combattere la malaria. Al momento non è possibile indicare il luogo esatto in cui avverranno i test, condotti dal gruppo di Andrea Crisanti, che lavora tra la Gran Bretagna, presso l’Imperial College di Londra, e l’Italia, nell’università di Perugia. Ma l’ esperimento è pronto a partire e avverrà probabilmente nel prossimo inverno. Le zanzare gm saranno chiuse in quattro grandi gabbie larghe 10 metri e alte 15. Saranno maschi resi sterili grazie ad una tecnica messa a punto due anni dallo stesso gruppo di Crisanti, la prima che permette di distinguere i maschi dalle femmine nelle zanzare.

“La scelta è caduta sull’Italia per ragioni ragioni scientifiche, etiche e di sicurezza”, dice Crisanti. “Abbiamo proposto l’Italia - aggiunge - perché le zanzare utilizzate nei test appartengono a specie presenti solo in Africa e in Italia non esistono. Ciò significa che in caso di rilascio accidentale non possono trasmettere le loro caratteristiche a zanzare indigene”. Oltre a questa barriera genetica, l’Italia offre anche il vantaggio che “in inverno non ci sono le condizioni che permettano la sopravvivenza delle zanzare tropicali: il che rappresenta un secondo livello di sicurezza”. Infine, conclude, “l’Italia ha una grossa competenza in questo campo, tanto da essere all’avanguardia a livello internazionale, ed ha inoltre una grande capacità logistica per esperimenti di questo tipo”.

Fonte: Ansa.it

AMBIENTE: RETE COMITATI; ASOR ROSA, TRASVERSALI E APOLITICI

Sunday, June 29th, 2008

Il neo ambientalismo e’ un movimento ”trasversale, apolitico e interclassista”. La definizione e’ del coordinatore della Rete dei Comitati per la difesa del territorio, Alberto Asor Rosa, riunita oggi a Firenze per un convegno su ‘Le emergenze in Toscana’. Asor Rosa, nella relazione che ha aperto i lavori, ha parlato del Movimento citando Antonio Gramsci e il suo ”intellettuale organico collettivo”, ha criticato la Regione Toscana invitata al convegno, ”ma assente”, e non ha risparmiato critiche al governo e ai suoi esponenti. ”I rapporti con il governo non esistono - ha detto a margine - nonostante le dichiarazioni appassionatamente positive del ministro Sandro Bondi su Monticchiello, non e’ seguito nulla”. Lo storico, da due anni alla guida del Comitato contro il nuovo insediamento urbanistico nel paesino della Val d’Orcia, ha sottolineato come dal momento in cui si e’ costituito il governo Berlusconi i ministri competenti, Bondi e Stefania Prestigiacomo, ”non hanno detto una sola parola sulle questioni di loro competenza ne’ si sono pronunciati su alcunche’ di serio”. Per Asor Rosa la questione Monticchiello di Bondi ‘’sembra un ‘ballon d’essai’, non seguito da un conveniente schieramento di forze e di idee”. Ma con il centrosinistra non va meglio. ”Noi abbiamo annunciato il convegno due mesi fa - ha concluso Asor Rosa - e proprio oggi a Roma si svolge l’assemblea degli ecologisti democratici: mi sembra una coincidenza non casuale e molto negativa”. (ANSA).

Migliaia di reti contro le meduse

Sunday, June 29th, 2008

GENOVA - Dalle nostre parti gli ultimi avvistamenti di consistenza biblica risalgono a due settimane fa: prima in Costa Azzurra, poi in Corsica. A maggio l’allarme-medusa era scattato nel Tirreno meridionale, a marzo e poi di nuovo ad aprile nel Mar Ligure. L’anno scorso, sulle coste spagnole, il bilancio finale delle vittime rimandava, numericamente parlando, alla Guerra di Spagna: sessantamila persone colpite, quasi sempre da pelagia urticante. E in Irlanda il 60 per cento degli allevamenti di salmone è stato cancellato dalle meduse proprio mentre in Giappone - e non sono leggende metropolitane: le immagini su Internet fanno impressione - i pescatori ne caricavano esemplari da 500 chili.

A proposito di leggende metropolitane: è una bufala che, se ci sono meduse, l’acqua è più pulita: pelagia noctiluca, cothyloriza tubercolata e le loro sorelle vengono, semplicemente, trasportate dalle correnti.
“Le statistiche ci dicono che si registrava una invasione di meduse ogni dieci - dodici anni”, spiega il professor Ferdinando Boero, che insegna zoologia all’Università del Salento. “Adesso da sette, otto anni il fenomeno è continuo. Naturalmente possono esserne segnalate a miliardi in un punto e poi, tre giorni dopo, possono sparire nel nulla. Ma sul fatto che stiano proliferando a dismisura nessuno ha più dubbi”.

Per la seconda estate consecutiva a Cannes e in altre località della Costa Azzurra le amministrazioni comunali stanno innalzando le reti anti-medusa (sulla falsariga di quelle, ben più robuste, che gli australiani usano per non far avvicinare a riva gli squali) mentre dall’Osservatorio oceanografico di Villefranche-su-Mer lanciano una proposta che a settembre verrà ufficialmente avanzata alla Regione Liguria.

“Noi pensiamo ad un “Meteomedusa”, cioè ad un servizio di previsione delle invasioni, in grado di consigliare i bagnanti”, spiega Gabriel Gorsky dell’Osservatorio oceanografico francese. “Le tecnologie esistono già, mancano ancora gli studi per le applicazioni concrete. Ci stiamo provando”. Non c’è solo un problema legato alle punture. Più le meduse si moltiplicano e maggiore sarà il quantitativo di larve di pesce che ingeriscono. C’è una crisi progressiva del pescato, con punte di meno due per cento l’anno. E i tonni, prima di essere tali, sono uova di tonno di cui meduse sempre più invadenti vanno ghiotte. Una catastrofe ecologica.

Ma come si spiegano tutte queste invasioni? Claudia Gili, curatore generale dell’Acquario di Genova, ha una teoria: “Se fai sparire tutti i gatti, i topi aumentano a dismisura. Stiamo togliendo tutti i pesci di grossa taglia, che mangiavano quelli di media taglia e giù giù fino alle meduse. Più l’uomo interviene sulla catena a monte, maggiori saranno gli scompensi a valle”.

Naturalmente le teorie sull’invasione delle meduse sono molte. La temperatura del mare che cresce, per esempio. Il responsabile scientifico dell’Acquario di Genova, Antonio Di Natale, è più scettico: “Purtroppo per noi e per fortuna dell’ecosistema le meduse si spostano, trasportate dalle correnti. E’ un fenomeno imprevedibile. In fondo, le meduse si stanno solo riprendendo quello che era loro - sentenzia il professor Boero - Sono arrivate cento milioni di anni prima dei pesci, seicento milioni di anni fa erano il primo inquilino del mare. Andando avanti così saranno anche l’ultimo”.
 Fonte: La Repubblica

Il silicio dei pc finisce sul tetto

Sunday, June 29th, 2008

I giganti dell’informatica a caccia di un posto al sole. Il business del fotovoltaico ora fa gola anche ai colossi del semiconduttori come Intel e Ibm che nei giorni scorsi hanno annunciato il loro ingresso in campo. L’obiettivo è lo stesso: trasformare le competenze acquisite nella lavorazione del silicio per produrre microchip in un capitale da investire nella realizzazione di cellule fotovoltaiche. A cambiare sono le strategie adottate.

Intel ha deciso di mettere sul tavolo cinquanta milioni di dollari per lanciare una “startup”, la Spectrawatt, fissando come primo traguardo la produzione nel nuovo stabilimento dell’Oregon, a partire dal 2009, di cellule fotovoltaiche in silicio cristallino per una capacità di 60 megawatt. Si punta ovvero su una tecnologia collaudata che al momento garantisce la migliore media tra rendimenti e costi di produzione.

Più articolata e audace invece la scelta della Ibm. “Big blue”, come la chiamano gli americani, ha avviato una joint-venture con la Tokyo Ohka Kogyo. Un partner scelto con l’ambizione di riuscire a mettere in produzione cellule fotovoltaiche che sostituiscono il costoso e sempre più ambito silicio con uno speciale film sottile messo a punto nei suoi laboratori e realizzato in rame, indio, gallio e selenide. Il vantaggio sarebbe rappresentato dai prezzi delle materie prime, decisamente più contenuti, e dalla maggiore versatilità nelle applicazioni in edilizia, mentre il limite è il rendimento nel trasformare i raggi solari in energia elettrica, ancora decisamente inferiori a quelli garantiti dal silicio cristallino.

Il futuro dirà chi ha scelto la strada giusta, ma la partita non sarà un semplice duello. Gli analisti statunitensi specializzati in fondi d’investimento nel greentech, sono convinti che altri grandi del settore seguiranno a breve l’esempio di Intel e Ibm. Gli occhi sono puntati soprattutto su Samsung, Advanced Micro Devices e LG. Pesi massimi che potrebbero letteralmente fare ombra alle imprese medio piccole attive da tempo nel solare e che solo negli ultimi anni hanno finalmente iniziato a realizzare utili.

Un problema che secondo Federico Brucciani, project manager della Gifi, l’associazione che raccoglie le imprese italiane del fotovoltaico, al momento dalle nostre parti non esiste. “L’entrata di due attori simili sul mercato rappresenta un vantaggio per tutta la filiera - spiega - oggi il vero collo di bottiglia è rappresentato dalla scarsità di materia prima, ma il foraggiamento che queste due aziende sono in grado di garantire credo avrà conseguenze positive, anche in termini di potenza installata e di credibilità del settore”. Del resto nel nostro piccolo anche l’Italia ha subito un “trauma” analogo, ma con effetti positivi. “Da noi - sottolinea ancora Brucciani - l’ingresso di marchi leader come Beghelli e BTicino è servito a farci crescere in professionalità, dando a tutti maggiore visibilità”.

Fonte. La Repubblica

ITALIA POTREBBE ESSERE LEADER AUTO VERDI

Sunday, June 29th, 2008

”Per una volta l’Italia potrebbe essere all’avanguardia su energia pulita e ambiente”: e’ quanto sostiene Riccardo Villari, parlamentare del Pd, in una nota. ”In queste ore - si legge - abbiamo visto i candidati alla presidenza degli Stati Uniti rincorrersi e rilanciare proposte sul tema dell’ambiente. McCain ha promesso 300 milioni di dollari per la ricerca sulle auto elettriche, Obama ha incontrato l’Ad della General Motors per discutere di investimenti su auto pulite”. ”Mentre loro sono ancora a livello di proposte - prosegue Villari - Montezemolo ha presentato ieri la sua Formula Uomo: 200 milioni di euro investiti, riduzione delle emissioni di Co2 del 35%, capacita’ di essere autonomi dal punto di vista energetico gia’ dal prossimo anno grazie ad un impianto di trigenerazione, 4mila metri quadrati di celle fotovoltaiche”. ”Sarebbe importante - conclude - che il sistema Stato intervenisse a fianco di questa punta di eccellenza, per promuover questa intuizione geniale di Montezemolo, affinche’ si possa ampliare a tutte le altre fabbriche di auto italiane. L’Italia potrebbe divenire leader mondiale dell’auto del futuro”.(ANSA

ENERGIA: RINNOVABILI CONTRO NUCLEARE, DIBATTITO APERTO

Saturday, June 28th, 2008

Rinnovabili, nucleare, o tutti e due? Dei pro e contro del ritorno italiano all’atomo e della possibile minaccia da esso rappresentata nei confronti dello sviluppo delle rinnovabili si e’ discusso a Roma durante il convegno ”Rinnovabili e nucleare: due percorsi paralleli”, organizzato da Ises Italia, sezione dell’International solar energy society. Si sono confrontate posizioni diverse, come quella di Maurizio Cumo, docente dell’Universita’ La Sapienza di Roma, secondo cui ”energia nucleare e fonti rinnovabili non sono in competizione fra loro ma possono contribuire in modo integrato al conseguimento degli obiettivi energetici italiani” e quella del professor Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, secondo cui ”una scelta tra le due va fatta, e conviene scegliere le fonti rinnovabili, sia per il beneficio apportato all’ambiente che per ragioni puramente economiche e di mercato”. Presenti al dibattito, tra gli altri, anche Giorgio Palazzi dell’Enea, secondo cui il ”punto di pareggio” tra i costi dell’energia prodotta dalle rinnovabili e quella prodotta da idrocarburi potrebbe avvenire ”molto prima che fra 20 anni se il prezzo del petrolio continuera’ a salire”. Per il presidente di Ises Italia Vincenzo Naso ”il dibattito ha dimostrato come, al momento, nessuna grande impresa sia disposta a ficcarsi nell’ affare del nucleare in assenza di condizioni adatte all’investimento” e che pertanto ”a breve termine conviene puntare su rinnovabili e risparmio energetico”. (ANSA).

Salvate il pesce pagliaccio, vittima del suo successo

Saturday, June 28th, 2008

È una storia che ha intenerito milioni di padri e di figli in tutto il mondo: l’epica lotta di un papà per ritrovare il figlio perduto. Entrambi, sia il genitore che la sua amata creatura, sono pesci, o meglio pesciolini, per la precisione pesci pagliaccio: un adorabile animaletto pinnato, di un bel colore arancione striato di bianco. Nella storia, dopo che un barracuda gli ha mangiato la mamma e i fratelli (questi ultimi ancora chiusi dentro le uova), il pesce-bimbo si perde nell’oceano, viene pescato da un dentista, che se lo porta a casa, a Sidney, lo regala a una pestifera figlia, che lo chiude in un acquario. Alla fine di innumerevoli avventure, il pesce-papà ritrova suo figlio, che evade dall’acquario e torna felice nel suo ambiente naturale, il mare.

Questa è la trama di “Alla ricerca di Nemo” (”Finding Nemo” nella versione originale), il film della Walt Disney in associazione con la Pixar che nel 2003 ha ottenuto il maggiore incasso di tutti i tempi per un cartone animato e un premio Oscar l’anno successivo. La pellicola aveva una evidente morale: il posto di quei bei pesciolini colorati è il mare, non l’acquario di casa, che a qualcuno di noi può piacere come pezzo d’arredamento ma che a loro, i pesci che ci abitano, probabilmente deve sembrare una prigione.

Ma l’effetto a lungo termine, a quanto pare, è stato l’esatto opposto: quei milioni di bimbi umani, tornati a casa dal cinema, hanno chiesto al papà e alla mamma di comprare loro un pesce come quello del film. E adesso i naturalisti lanciano l’allarme: il pesce pagliaccio rischia di scomparire dai mari, sta diventando una specie in via di estinzione. Se continua così, la “ricerca di Nemo” diventerà infruttuosa: non lo si troverà più da nessuna parte, tranne che nell’acquario da cui lui voleva disperatamente fuggire.

A segnalare questo pericolo imminente è stato un biologo marino britannico, Billy Sinclair, docente alla University of Cumbria, che ha trascorso gli ultimi cinque anni a studiare i pesci pagliaccio delle barriere coralline australiane. Ha scoperto così che in alcune aree il numero di esemplari di questa specie è calato del 75 per cento. “Per essere salvato dall’estinzione - afferma lo scienziato - dovrebbe essere immediatamente classificato come specie a rischio”.

Naturalmente non tutti i pesci pagliaccio che finiscono negli acquari provengono dalla barriera corallina australiana o da qualche altro mare tropicale: in Gran Bretagna, per esempio, secondo dati citati dallo stesso Sinclair, ogni anno vengono importati circa 110 mila pesci pagliaccio, il 50 per cento dei quali viene allevato in cattività, ovvero di fatto nasce già in un acquario. Ma la restante metà viene da un mare o da un oceano. Ed è comunque abbastanza per minacciare la sopravvivenza di questa specie.

Paradossalmente, insomma, la commovente storia del piccolo Nemo animato è servita, anziché a proteggerlo e a salvarlo, a mettere in pericolo il pesce pagliaccio della realtà. Forse bisognerebbe girare un altro film, intitolato “E smettetela di cercare Nemo!”, perché venga lasciato dov’è, in pace, a casa propria.

Fonte : La Repubblica

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