Archive for May 27th, 2008

Nube nera alla raffineria di Milazzo

Tuesday, May 27th, 2008

MILAZZO - Aria tersa, 28° gradi, sole estivo, non una nuvola in cielo…Sarà veramente difficile contestare le immagini scattate dal Wwf alle 10.20 di domenica 25 maggio. «Anche se i dirigenti dell’impianto industriale, “Raffineria di Milazzo”, dalle cui ciminiere è stata emessa la nube fotografata, saranno ben contenti di annunciare che «grazie» a quella nuvola nera ed acre chissà quali altri danni si sono evitati», aggiunge sarcastico il responsabile del Wwf di Milazzo Giuseppe Falliti.L’ACCUSA - Grazie a quei fumi viene scaricata la pressione di qualche impianto bruciando i prodotti in eccesso in circolo. Una specie di valvola di sfogo. Per il Wwf dentro può esserci di tutto. Derivati del petrolio: ossidi zolfo e ossidi di azoto in primis. Poi idrocarburi aromatici e policiclici. Insomma metalli pesanti che ammorbano l’aria.

IL POLO INDUSTRIALE - Intanto i cittadini siciliani non trovano soluzione al problema degli inquinamenti ed ai conseguenti rischi nella loro città. Proprio di fronte alle isole eolie, in pochi chilometri si concentrano una centrale termoelettrica, una raffineria e la sua centrale di cogenerazione e numerose industrie che producono acciaio o smaltiscono batterie. Un’area riconosciuta ad «elevato rischio di crisi ambientale» dalla regione siciliana.

IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE - Il Wwf milazzese ha più volte gridato che «gli amministratori, pubblici e privati, devono applicare il “principio di precauzione” come sancito nell’Agenda 21, il che significa protezione dell’ambiente e della salute ancor prima che venga stabilita una relazione certa causa-effetto sulla pericolosità di una sostanza». Ma da queste parti è già difficile gestire le emergenze quotidiane figuriamoci programmare il futuro. Dopo la nostra inchiesta a gennaio (Guarda il video), dura è stata la reazione dei cittadini. Rai e quotidiani hanno dedicato diversi servizi al problema. Qualche contestazione in consiglio comunale. Ma nulla di più. L’ordinaria vita quotidiana ha avuto il sopravvento. Ma le nubi nere ogni tanto ricordano il problema irrisolto.

FINANZIAMENTI PERSI - L’area del milazzese ha perso i finanziamenti per la «Rete di centraline per il monitoraggio dei fattori inquinanti» e per la realizzazione di un «Ecosportello e catasto emissioni», per una somma totale di 1.550.000 euro. Ora arrivano anche le bacchettate dell’Ufficio speciale alto rischio sui mancati adempimenti. Antonio Cuspilici, direttore dell’ufficio speciale alto rischio: «I sindaci devono intervenire utilizzando anche ai sensi dell’articolo 674 del codice penale relativo al danno ambientale. Molti primi cittadini non hanno collaborato alla redazione del piano di risanamento non andando alle riunioni».

RIUNIONI DISERTATE - Incredibile, solo ora i cittadini apprendono con stupore e rabbia, che alcune amministrazioni locali hanno snobbato la riunione del 27 febbbraio riguardante la redazione del «Piano di Risanamento ambientale del Comprensorio del Mela». MA se i sindaci non vanno alle riunioni che si occupano della salute dei paesi che amministrano, come si pensa di risolvere i problemi?

DIRETTIVA SEVESO - «Purtroppo dopo quasi trent’anni non è stata ancora applicata la direttiva Seveso - denuncia Falliti - con tutte le successive modifiche ed integrazioni con il risultato che le popolazioni locali, oltre a non avere la precisa “percezione del rischio”, non hanno la certezza di essere tutelati in caso di incidente o pericolo».

I NUOVI INSEDIAMENTI - La sezione di Milazzo del Wwf, dopo questo episodio dell’ennesima nube nera, continua a chiedere che vengano presi urgenti provvedimenti per questo territorio «senza controlli». Eppure, nonostante i problemi, ecco sorgere nuovi progetti e nascere nuove società di gestione: aeroporto (tra Milazzo e Barcellona), porti turistici (ne sono previsti due a Milazzo, uno alla foce del Niceto), interporto (raccoglierebbe il traffico commerciale dell’area), strade (che porterebbero all’aeroporto e all’interporto) e la centarle di pompaggio del metano della Snam.

Fonte : Corriere della Sera

Nucleare, lite tra Rubbia e Veronesi

Tuesday, May 27th, 2008

Umberto Veronesi, diventato paladino del nucleare, non piace al Nobel Carlo Rubbia che lo zittisce pubblicamente: «Veronesi si occupi di oncologia, dove riesce benissimo, lasciando il nucleare a chi ne ha competenza». Un botta a risposta a distanza. Lo scontro fra l’oncologo, neo senatore Pd, e il premio Nobel per la Fisica si è consumato fra un convegno e l’altro, dopo l’annuncio del ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, di voler procedere alla costruzione di nuove centrali nucleari entro cinque anni. Veronesi aveva esultato, dichiarando quello che ormai ripete da tempo: «Il nucleare è una scelta inevitabile e sicura, per tutto ilmondo e per l’Italia in particolare».Ma Rubbia, da anni impegnato a progettare una nuova generazione di centrali solari a concentrazione, non ha gradito: «Rispetto Veronesi come uomo e come scienziato, ma lasci il nucleare a chi ha passato anni a studiarlo». Veronesi non replica. Preferisce non alimentare una polemica fra big della ricerca scientifica. Lui, per l’esattezza, il nucleare ha tentato di rilanciarlo già un anno prima di Scajola. L’anno scorso, il 29 maggio, presentando con Marco Tronchetti Provera la «Conferenza mondiale sul futuro della scienza» di Venezia (dedicata all’energia), ha lanciato l’idea della costruzione in Italia di dieci centrali Epr (come quelle in costruzione in Francia e Finlandia) entro dieci anni. Rubbia invece pensa che questo nucleare, parente stretto della bomba atomica, sia da sostituire con uno più efficiente e sicuro, per esempio la fissione col torio. Nel frattempo? «Solare a go go».

Ma c’è, tra i competenti, chi scende in campo in difesa di Veronesi. L’ingegner Paolo Fornaciari, uno dei padri del «Progetto Unificato» Enel su cui si basava la filiera nucleare italiana degli Anni 80 sbotta: «Rubbia? Ma se non ha mai progettato nemmeno un chiodo di una centrale nucleare. Lui è un fisico delle particelle, di centrali nucleari non se ne intende affatto». E non perde l’occasione per presentare un suo progetto: «Ricostruire subito con 300 milioni di euro quelle parti di Caorso e Trino smantellate a caro prezzo da Bersani e fare ripartire queste due centrali entro appena dieci mesi!». Per il fisico Fabio Pistella, per anni direttore generale dell’Enea, oggi presidente del Centro informatico della pubblica amministrazione, Rubbia è troppo schematico: «Il nucleare è una terra di confine. E il cittadino si aspetta un contributo sia da Rubbia sia da Veronesi. Il primo è competente sui fenomeni della fissione, il secondo sulle conseguenze. Per valutare i pericoli della diffusione dei radionuclidi nell’ambiente, devo ascoltare Veronesi».

Enzo Boschi, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, spezza mezza lancia a favore del premio Nobel: «Sono d’accordo con Rubbia quando dice che devono pronunciarsi gli esperti; ma a rigore di termini nemmeno lui è un ingegnere nucleare. Per conto mio sono favorevole al ritorno delle centrali che però arriveranno fra dieci anni». Infine, il presidente dell’Istituto nazionale di fisica nucleare Roberto Petronzio: «Polemica sterile. Per formarsi un’opinione corretta, valutare opportunità e rischi, è utile ascoltare tutti gli esperti con formazione scientifica». Rubbia vale Veronesi.

Franco Foresta Martin
Fonte: Corriere della Sera

Il gasolio costa più della benzina

Tuesday, May 27th, 2008

Per la prima volta il gasolio costa più della benzina, una tappa storica. Con i rincari scattati oggi, infatti, il prezzo del gasolio che Esso consiglia ai gestori come riferimento si è portato a quota 1,509 euro al litro, contro 1,504 euro della verde. E per un’auto di media cilindrata un pieno di diesel risulta più caro di uno di benzina: 75,45 euro contro 75,20.

Non solo. Per tutti gli altri marchi è ormai parità tra i listini dei due carburanti: diesel e benzina hanno lo stesso prezzo. L’allineamento si era verificato per la prima volta il 15 maggio, dopo che da inizio anno il gasolio si era messo in moto alla rincorsa della benzina, attenuando sempre più il suo differenziale. Un ‘gap’ che a metà marzo era sceso a 2 centesimi di euro al litro, per oscillare successivamente sempre attorno a questa soglia. Fino alla parità registrata nei giorni scorsi e al superamento messo a segno oggi.
Viene così del tutto meno quel vantaggio che per anni aveva garantito al gasolio un margine tra i 18-20 centesimi al litro.

Salvo alcuni frangenti tra 2003 e 2007 la differenza di prezzo tra i due carburanti si è mantenuta all’interno di questa forbice. E il diesel è sempre rimasto più conveniente. Una situazione che si è capovolta oggi, quando i diesel rappresentano oltre la metà delle nuove immatricolazioni (il doppio del ‘99) e le vetture a gasolio il 30% del parco macchine in circolazione

Fonte : La Repubblica

La scelta della redazione di Pianeta Verde

Tuesday, May 27th, 2008

La redazione di Pianeta Verde pur essendo assolutamente contraria al nucleare ha scelto di segnalarvi sempre anche gli articoli che ne parlano a favore nonostante siano  discordanti con la sua linea editoriale.

Troverete perciò nel nostro sito anche articoli a favore delle centrali.

Riteniamo questa scelta una forma di onestà intellettuale.

Abbiamo dei nostri lettori il massimo rispetto per questo non temiamo le voci che si differenziano dalla nostra e ci pare che una informazione completa sia fondamentale per affrontare un problema tanto delicato.

Abbiamo fondati motivi per combattere il nucleare ma abbiamo anche fondati motivi per assicurare a tutti il diritto di parola.

Siamo certi apprezzerete la nostra scelta.

CLIMA: DELLA SETA (PD), PREOCCUPA LINEA GOVERNO SU EMISSIONI

Tuesday, May 27th, 2008

ROMA, 26 MAG - Il capogruppo dei senatori del Pd alla Commissione Ambiente, Roberto Della Seta, ha criticato le affermazioni fatte dal ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, al vertice di Kobe e contesta, in particoalre, che l’energia sostenibile sia anti-economica ”anzi - afferma Della Seta - porta lavoro e innovazione”. ”E’ preoccupante - spiega il senatore del Pd - che al G8 dei ministri dell’ambiente in Giappone, il ministro Prestigiacomo abbia detto che gli obiettivi di riduzione delle emissioni vanno ridiscussi e ridimensionati perche’ il nostro Paese non e’ in grado di rispettarli. Invece di chiedere deroghe, l’Italia si impegni su efficienza energetica e rinnovabili come fanno da tempo i tutti i maggiori Paesi europei. O come gia’ per il precedente governo Berlusconi, si confermera’ che la destra italiana e’ la piu’ anti-ambientale d’Europa”. Della Seta e’ convinto che se l’Italia ”e’ in ritardo non e’ per un caso o per una maledizione del destino, ma perche’ fino all’altro ieri non abbiamo fatto nulla per migliorare il risparmio e l’efficienza ne’ per sviluppare le fonti pulite”. A questo proposito ricorda che l’Italia ”e’ ‘maglia nera’ in Europa per efficienza energetica e per quantita’ di energia solare installata, ed e’ un errore madornale pensare che impegnarsi in questi campi sia troppo oneroso per la nostra malandata economia: e’ vero il contrario, come dimostrano numerosi esempi l’energia sostenibile - conclude - porta posti di lavoro, innovazione, competitivita’. Come in Germania, dove gia’ oggi il settore delle energie pulite da’ lavoro a 200 mila persone”. (ANSA).