C’è già chi ha iniziato a evocare le visioni mostruose de l’Invasione dei ragni giganti, uno dei classici dell’horror in formato celluloide, dove esseri a otto zampe si nutrivano di tutto ciò che capitava nelle loro vicinanze. L’allarme lanciato recentemente da Der Spiegel non poteva però che causare questo genere di fantasie: esseri di 20 centimetri (la maggior parte dei quali zampe) che si aggirano a gruppi nell’Europa centrale. «I Paesi Bassi e la Germania sono già stati invasi. In questo momento la loro presenza si è moltiplicata anche in Svizzera e in Austria», scrive preoccupato il settimanale tedesco sul suo sito.
Gli organismi in questione sono innocui opilioni (o opilionidi), imparentati con i ragni e spesso confusi con loro, considerando la loro somiglianza. Al mondo esistono 5.000 specie, diverse vivono nel Vecchio Continente, molte in Asia e in Sud America. Quella che ha scatenato l’allarme di Der Spiegel, arrivata non si sa come in Europa ma presumibilmente via nave, non è ancora stata classificata, malgrado i test genetici effettuati. Molto rumore per un’invasione, in realtà, annunciata e in corso da tempo. Secondo Wolfgang Nentwig, dell’Istituto di zoologia dell’Università di Berna, 87 specie di ragno aliene si sono insediate in Europa nel corso degli ultimi 150 anni. «Oltre il 50% di queste viene dall’Eurasia non tropicale e dall’Africa del Nord-afferma Nentwing -. L’aumento delle attività commerciali a livello mondiale e la velocità di collegamento tra i vari continenti facilita senza dubbio queste presenze. In futuro assisteremo presumibilmente all’arrivo in Europa, ogni anno, di una nuove specie di animali, in alcuni casi anche pericolosi e dannosi per l’uomo».
I media mondiali e i biologi, chiaramente, si appassionano e riportano costantemente le esplosioni demografiche di alcune specie animali, complici direttamente o indirettamente l’uomo. I cambiamenti climatici favoriscono sia le specie autoctone che alloctone. Il riscaldamento delle acque artiche sta facilitando la diffusione di una specie aliena, il granchio rosso reale (Paralithodes camtschaticus) che arriva a 10 chili di peso e un diametro di un metro e mezzo. Da 1995 a oggi la popolazione è letteralmente esplosa, crescendo di sei volte; si stima che attualmente vivano nel mare di Barents circa dodici milioni di esemplari. L’aspetto più preoccupante per gli scienziati è rappresentato dalle specie aliene che, complice l’uomo o un evento naturale, colonizzano un ambiente diverso dal loro luogo di origine.
Oltre a provocare autentici sconquassi nella biodiversità locale, stanno facendo pagare dei salati conti economici. «Dal 1992 al 2002 l’Unione Europea, attraverso il programma LIFE - spiega Piero Genovesi, vice presidente del gruppo specie aliene dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura e coordinatore italiano di Daisie, il database europeo delle specie alloctone - ha speso 27 milioni di euro per interventi di recupero ambientale per danni causati da piante e animali introdotti. La Regione Lombardia dal 2004 ha impiegato 1.200.000 euro per cercare di eradicare un coleottero di origine asiatica, Anoplophora chinensis, introdotto accidentalmente da un commerciante di bonsai.
OAS_AD(\’Bottom1\’);Le sue larve si nutrono di legno. L’unico modo per arginare questo insetto è tagliare le piante che stanno attorno a quella malata. Negli Stati Uniti, nell’area di Chicago, sono stati abbattuti così 50 mila alberi. Se dovesse arrivare in Sicilia sarebbe la fine per le coltivazioni di agrumi». «Il teredine - continua Genovesi -, un mollusco bivalve parassita del legno, ha causato dal 1993 al 2007 75 milioni di danni sulle infrastrutture del legno che si trovano lungo coste tedesche del Mar Baltico, mentre in Germania i costi sanitari dell’ Ambrosia artemisiifolia, una pianta originaria del Nord America, che provoca allergie, sono stimati in 32 milioni di euro. La chiave per fronteggiare l’esplosione di invasioni biologiche sta in una politica coordinata, che l’Unione Europea sta sviluppando, di prevenzione dei nuovi arrivi, di rapida identificazione e controllo delle specie aliene, di immediata risposta e di attento monitoraggio del fenomeno complessivo».
Fonte : Corriere della Sera