Archive for May 24th, 2008

Nuovi impianti ed energia prodotta L’eolico ha sorpassato il nucleare

Saturday, May 24th, 2008

Il 2007 è stato l’anno del sorpasso: a livello globale, dal punto di vista dei nuovi impianti, l’eolico ha battuto il nucleare. L’anno scorso sono stati installati 20 mila megawatt di eolico contro 1,9 mila megawatt di energia prodotta dall’atomo. E’ un trend consolidato da anni e destinato, secondo le previsioni, a diventare ancora più netto nei prossimo quinquennio. Ma non basta. Per la prima volta l’eolico ha vinto la gara anche dal punto di vista dell’energia effettivamente prodotta. I due dati non coincidono perché le pale eoliche funzionano durante l’anno per un numero di ore inferiore a quello di impianto nucleare e dunque, a parità di potenza, producono meno elettricità.

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“La novità è che, anche tenendo conto di questo differenziale di uso, nel 2007 l’eolico ha prodotto più elettricità del nucleare”, spiega Gianni Silvestrini, direttore del Kyoto Club. “E gli impianti eolici che verranno costruiti nel periodo 2008 - 2012, quello che chiude la prima fase degli accordi del protocollo di Kyoto, produrranno una quantità di elettricità pari a due volte e mezza quella del nuovo nucleare. Se poi nel conto mettiamo anche il solare fotovoltaico e termico possiamo dire che, tra il 2008 e il 2012, il contributo di queste fonti rinnovabili alla diminuzione delle emissioni serra sarà almeno 4 volte superiore al contributo netto prodotto dalle centrali nucleari costruite nello stesso periodo”.

La tendenza è consolidata anche dal risveglio del gigante americano. Il 30 per cento di tutta la potenza elettrica installata durante il 2007 negli Usa viene dal vento e il dipartimento federale dell’energia prevede che entro il 2030 l’eolico raggiunga negli States una quota pari al 20 per cento dell’elettricità creando un’industria che, con l’indotto, darà lavoro a mezzo milione di persone. E’ un dato in linea con l’andamento di paesi europei come la Danimarca (21 per cento di elettricità dall’eolico), la Spagna (12 per cento), il Portogallo (9 per cento), la Germania (7 per cento).

Nonostante le scelte dell’amministrazione Bush, che ha incentivato con fondi pubblici la costruzione di impianti nucleari, negli Stati Uniti l’energia dall’atomo resta invece ferma, sia pure a un considerevole livello, da trent’anni: l’ultimo ordine per una nuova centrale risale al 1978. Nell’aprile scorso sono stati annunciati impegni per 38 nuovi reattori nucleari, ma è molto probabile che il numero scenda drasticamente, come già è avvenuto in passato, nel momento in cui si passa alla fase dei conti operativi: le incertezze legate ai costi dello smaltimento delle scorie, ai tempi di realizzazione e allo smantellamento delle centrali a fine vita hanno rallentato la corsa dell’atomo.

In attesa della quarta generazione di reattori nucleari, che però deve ancora superare scogli teorici non trascurabili e non sarà pronta prima del 2030, le stime ufficiali prevedono una diminuzione del peso del nucleare nel mondo. La Iea (International Energy Agency) calcola che nel 2030 la quota di elettricità proveniente dall’atomo si ridurrà dall’attuale 16 per cento (è il 6 per cento dal punto di vista dell’energia totale) al 9-12 per cento.
Fonte: La Repubblica

Le tartarughe giganti Yangtze

Saturday, May 24th, 2008

LEI ha ottant’anni, lui cento. Se non si accoppiano, si giocano il futuro della specie. Parliamo di tartarughe giganti Yangtze (dal nome del lungo fiume asiatico), creature millenarie che inquinamento, disboscamenti e coltivazioni massive hanno condannato all’estinzione. Al mondo ne sopravvivono solo quattro esemplari, uno allo stato brado e tre in cattività. A due di loro l’onere della salvezza.

Questo sperano gli operatori della Wildlife Conservation Society (Wcs) e della Turtle Survival Alliance (Tsa) che, in collaborazione con la China Zoo Society, lo scorso 5 maggio hanno condotto la sposa ottuagenaria, residente allo Changsha Zoo, presso la dimora del suo compagno, nella città di Suzhou.

Il viaggio della speranza, una trasferta di oltre 900 chilometri fissata in base al periodo di maggiore fecondità, è la tappa finale di un calendario di cure degne di un capo di Stato: per più di tre anni la tartaruga è stata nutrita con carne cruda di primissima scelta, fatta vivere in una vasca con vetri antiproiettile e sorvegliata da telecamere e guardie notturne. Lei, l’ultima Yangtze femmina, non deve morire, si sono ripetuti con ostinazione gli zoologi cinesi.

“È l’estremo rimedio per una specie sull’orlo del precipizio”, ha detto il direttore della Wcs, Colin Poole. “Ora che le tartarughe stanno insieme, non ci resta che sperare in un loro accoppiamento”. Una mossa disperata, la definisce Poole, “visto che negli ultimi tre anni abbiamo perso tre esemplari in cattività”. Un bilancio che ha catapultato questo tipo di tartarughe nella lista rossa del World Conservation Union. Trasferirla in un altro zoo poteva essere rischioso, dicono alla Tsa, ma non farlo sarebbe stato peggio.

Come fu per i delfini baiji, mammiferi di acqua dolce, anche loro cittadini dello Yangtze. Disattenzioni e ritardi che nel 2006 costrinsero le autorità a dichiararne l’avvenuta estinzione. La sopravvivenza delle specie animali è un punto recente nell’agenda cinese.

“Le parole quali ecologia ed ecosistema - ha ricordato Lu Zhi, professore di biologia all’Università di Pechino - sono nuove in Cina, un paese incredibilmente ricco sul terreno delle biodiversità”. Ma dove il governo fatica a fare proprie le sollecitazioni della comunità scientifica.

Tuttavia, dalle campagne sotto Mao contro la peste - in cui furono sterminate migliaia di esemplari di uccelli e altri animali - ad oggi, il clima è cambiato. E qualche allarme rientrato: dai panda agli alligatori alle antilopi tibetane, molte specie sono state dichiarate fuori pericolo.

Una sorte auspicata anche per le nostre tartarughe, rettili venerati da molti cinesi come simbolo di salute e longevità, ora osservate a distanza nella loro alcova con vista sul fiume azzurro.

Fonte : La Repubblica

Parco eolico di Scansano: la risposta sembra essere un No

Saturday, May 24th, 2008

Anche se l’esito dovesse confermarsi sfavorevole la Regione non cambierà il suo Piano energetico che prevede un incremento del 46% dell’energia da fonti rinnovabiliSecondo quanto riferisce il Corriere di Firenze e ha pubblicato il sito della regione Toscana si attende a breve la conferma della sentenza del Tar in merito alla sorte del parco eolico di Scansano. E questa, secondo le indiscrezioni, sarebbe negativa. Il Tar avrebbe insomma accolto il ricorso di Jacopo Biondi Santi, produttore vinicolo, perchè sul parco non sarebbe stata effettuata una corretta valutazione di impatto ambientale. Il Corriere di Firenze però ha affermato che secondo la legge 152 vi sarebbe ancora la possibilità, in presenza di vizi di forma, di presentare la valutazione (Via) anche adesso.Attendiamo ora la pubblicazione ufficiale della sentenza e successivamente le azioni che verranno intraprese.

Fonte: La Repubblica

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