Archive for May 20th, 2008

L’invasione dei ragni giganti

Tuesday, May 20th, 2008

BERLINO - Sono neri, sono grandi quasi 20 centimetri e si spostano in orde: un’invasione senza precedenti di ragni è in atto in questi giorni in Austria, in Germania e in Svizzera, riportano gli organi di stampa. Sbalorditi anche gli esperti di aracnidi: a quanto sembra, nessuno sa da dove siano arrivati - e gli animaletti diventano sempre più numerosi. Cattive notizie per chi soffre di aracnofobia, scrive Der Spiegel, che racconta in un lungo articolo la curiosa «occupazione» di ragni opilionidi. «I Paesi Bassi e la Germania sono già stati invasi. In questo momento loro presenza si è moltiplicata anche in Svizzera e in Austria», scrive il settimanale sul suo sito. Si intravedono sui muri di casa e sulle pareti. Questi animali hanno otto lunghe ed esili zampe che raggiungono anche i 18 centimetri. Alla loro vista molti cittadini si spaventano, altri invece provano disgusto. Tuttavia, non sono pericolosi e si dileguano appena ci si avvicina a loro. INVASIONE - Gli opilionidi, vengono spesso scambiati per ragni, sono invece solo loro parenti: assieme agli scorpioni; gli pseudoscorpioni; gli acari e i ragni appartengono alla famiglia degli aracnidi. Sono privi di strutture capaci di emettere fili di seta e non posseggono ghiandole velenifere, quindi non sono potenzialmente pericolosi, spiega Jochen Martens, professore di zoologia all’Università di Mainz. Si spostano in orde di centinaia, a volte migliaia: «Tutto il gruppo comincia poi a muoversi», descrive Martens il loro comportamento in caso di difesa. Sono degli onnivori, ovvero si nutrono di piccoli insetti, ingerendo anche materiale solido e semisolido. La cosa più incredibile, spiegano però gli esperti, è che questa particolare specie non è ancora stata identificata, pur essendo stati effettuati dei test genetici. Anche la causa della loro espansione in questi paesi rimane per il momento un mistero: per gli esperti questi “aliens” potrebbero essere arrivati in Europa via mare, con ogni probabilità su dei container. Infatti, sussiste un rapporto diretto tra l’intensità degli scambi di merci con un continente e il numero delle specie di ragni importate. La maggior parte è originaria dell’Asia, ma anche dal Sudamerica.

Fonte: Corriere della Sera

Biocarburante “etichetta verde”

Tuesday, May 20th, 2008

A Venezia si parla di biocombustibili che non siano in conflitto con l’ambiente e la sicurezza alimentare

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Una volta si parlava di “etichetta nera” per un brandy italiano che creava un’atmosfera. Adesso si parla sempre di atmosfera ma abbinata ad una “etichetta verde”, quella che dovrebbe certificare che quel biocarburante non solo non è inquinante, ma viene realizzato con biomasse che non provengono da coltivazioni alimentari e non sottraggano spazi alle culture destinate a materie prime per il cibo. Di questo si discute al seminario internazionale “Biofuels e sviluppo sostenibile” per evitare appunto che questa fonte rinnovabile non entri in conflitto con l’ambiente e la sicurezza alimentare. A cura del ministero dell’Ambiente, realizzato in collaborazione con la “Harvard Kennedy School of Government” e la “Venice International University”, il meeting si tiene in questi giorni nell’isola di San Servolo a Venezia e vi prendono parte circa quaranta rappresentanti delle istituzioni europee, statunitensi e dei paesi in via di sviluppo, oltre ad esperti in materia ambientale, energetica e di sviluppo delle imprese private e di istituzioni finanziarie internazionali. “I certificati e le etichette - ha spiegato Corrado Clini, direttore generale del ministero dell’Ambiente e presidente della “Global Bioenergy partnership” - dovranno essere usati per assicurare lo sviluppo sostenibile, per migliorare l’ambiente, per promuovere l’equità sociale, non devono però diventare uno strumento per introdurre barriere commerciali”. I biocombustibili sono già un’opzione concreta ma occorrono progressi tecnologici affichè il loro sviluppo a breve e medio periodo possa essere ancora più adeguato. Una previsone dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, prefigura in un 8% la quota di biofuel che potrebbe essere raggiunta nel 2030 nella domanda mondiale di combustibili liquidi. Stima molto prudenziale visto che altri sostengono che i traguardi potrebbero essere ben più ambiziosi: un 20% nel 2030 e addiritura un 40% nel 2060. “La barriera a questa prospettiva di sviluppo - ha sottolineato Clini - non è rappresentata dai costi di produzione, ma dalla convergenza di interessi dell’industria petrolifera mondiale e delle politiche protezionistiche di USA e Unione Europea che applicano sussidi interni alle produzioni agricole e barriere tariffarie all’importazione dei paesi terzi”.

Fonte: La Repubblica

BONN 2008;SI CERCA INTESA PER SALVARE BIODIVERSITA’

Tuesday, May 20th, 2008

BERLINO - Il cambiamento climatico e la perdita di biodiversita’ sono le sfide principali che il mondo ha davanti a se’: servira’ uno sforzo ”erculeo” per proteggere la vita animale e vegetale dall’insidia dell’inquinamento e dei gas serra. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente tedesco, Sigmar Gabriel, in occasione della 9/a riunione della Conferenza degli Stati firmatari della Convenzione sulla diversita’ biologica, che si e’ aperta oggi a Bonn. ”Penso che il cambiamento climatico e la perdita di biodiversita’ siano le sfide piu’ grandi che il mondo deve affrontare”, ha detto Gabriel di fronte a una platea di 4.000 delegati giunti da circa 200 paesi. Il ministro si e’ impegnato a fare il possibile per arrivare ad un accordo in queste due settimane di incontri a Bonn. Tuttavia, la gravita’ della situazione promette di rendere il cammino difficile. Secondo alcuni esperti delle Nazioni unite, infatti, il rischio di estinzione delle specie sul pianeta Terra non era mai stato cosi’ alto da quando si estinsero i dinosauri, 65 milioni di anni fa. Oggi, infatti, sostengono gli esperti, scompare una specie animale o vegetale ogni 20 minuti. Per questo, secondo Gabriel, ‘’sara’ un compito erculeo indirizzare la comunita’ internazionale e ciascun singolo Paese verso il giusto cammino della sostenibilita”’. E per meglio illustrare i rischi che corre oggi il pianeta, il ministro ha spiegato che il ritmo di estinzione delle specie e’ attualmente da cento a mille volte superiore a quello naturale. (ANSA).

Cina, dispersi tre rari panda giganti

Tuesday, May 20th, 2008
Gli altri sessanta esemplari sono salvi
PECHINO
Dopo il terremoto di lunedì scorso non ci sono più tracce di tre dei panda giganti ospitati nella famosa riserva naturalistica cinese di Wolong, dove si sta cercando di salvare la specie di questi grandi animali, simboli viventi del rischio ambientale. Lo riferisce l’agenzia Xinhua citando un funzionario della Forestale cinese.Gli altri sessanta panda giganti sono salvi, ha detto il funzionario. La riserva naturalistica di Wolong si trova vicina all’epicentro del sisma che ha devastato la Cina. Le strutture sono state gravemente danneggiate, e cinque membri del personale sono morti.

Fonte : La Zampa .it