Archive for May 19th, 2008

GRAZIE A GENI, POMODORI NON AVVIZZISCONO

Monday, May 19th, 2008

zzpom.jpgFermare o perlomeno rallentare il tempo, eliminando i segni dell’invecchiamento, è uno dei sogni più antichi dell’uomo. Sogno che, grazie ad uno studio compiuto da ricercatori dell’Università di Amsterdam e pubblicato su Plos (Public Library of Science), è oggi diventato realtà.

Non per gli uomini, ma per i pomodori. Gli studiosi hanno infatti scoperto un metodo che permette al pomodoro di conservarsi e di non avvizzire. Il segreto? Nei geni delle diverse varietà della pianta. Gli agricoltori sanno che uno dei problemi principali che affligge il loro lavoro è la capacità degli agenti patogeni di co-evolversi insieme al sistema immunitario delle pianta che li ospita. Si tratta di una guerra logorante, perché una volta che la pianta trova un metodo per difendersi dagli ‘attacchi dei patogeni’, questi sviluppano nuove tattiche offensive.

Uno dei sistemi più utilizzato, nonché ambientalmente sostenibile, per far fronte a questa situazione è incrociare le varietà di piante vicine tra loro, ma con un repertorio diverso di geni che codificano la resistenza ai patogeni. In sostanza è un po’ come se le diverse piante mettessero in comune le armi di difesa per far fronte al nemico comune. Ma questo non sempre basta e soprattutto è necessario individuare quali sono le ‘armi’, cioé i geni resistenti specifici, che riescono a combattere il tipo di malattia. Ed è quello che hanno fatto i ricercatori olandesi. Gli studiosi sono partiti dalla base molecolare di questo processo di incrocio dei geni resistenti e hanno considerato l’interazione tra un fungo patogeno, il Fusarium oxysporum, e la pianta di pomodoro che, a causa del fungo, subisce un rapido avvizzimento. Il gruppo ha scoperto l’esistenza nei pomodori di due particolari geni in grado di sconfiggere il fungo. L’evoluzione del patogeno ha però fatto sì che il fungo abbia sviluppato la capacità di secretare una proteina in grado di rendere i due geni ‘inoffensivi’. Fortunatamente i ricercatori hanno scoperto un terzo gene in grado, questa volta, di neutralizzare specificatamente la proteina.

“Il nostro studio - ha spiegato il dottor Martijn Rep - ha dimostrato concretamente che individuando il giusto apparato di difese genetiche è possibile sconfiggere molti agenti patogeni, nonostante le loro evoluzioni. Questa analisi molecolare ha rivelato una strategia fino ad ora impensabile per resistere alle malattie attraverso la combinazione di geni resistenti”.

Fonte: Ansa.it

Ripartono le uccisioni dei canguri in Australia: troppo numerosi

Monday, May 19th, 2008

Secondo le autorità il loro trasferimento sarebbe troppo costoso

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SYDNEY
Il Dipartimento della Difesa in Australia ha deciso di procedere con l’uccisione di circa 400 canguri in una base di comunicazioni a Belconnen, presso la capitale Canberra, dopo aver cambiato più volte idea sulla controversa questione. Il Dipartimento aveva iniziato in marzo a preparare l’uccisione selettiva dei canguri, la cui popolazione nel sito è troppo numerosa, rischia la morte per fame e sta devastando la vegetazione naturale.

In seguito alle proteste degli animalisti in Australia e all’estero l’operazione era stata poi sospesa, per esaminare la soluzione di trasferirli in un’altra parte del Paese, e quella della sterilizzazione. Il portavoce della Difesa brigadiere Andrew Nikolic ha spiegato oggi che «sono state esaminate attentamente tutte le opzioni per gestire in maniera responsabile le delicate questioni ambientali». Sia il governo del Territorio della capitale sia il Dipartimento della Difesa, concordano che la popolazione di canguri nel sito è eccessiva e non sostenibile, ha detto. All’ultimo censimento il loro numero era di circa 590, ha precisato.

«Il governo federale ha rinunciato al trasferimento poichè non lo considera efficace in termini di costo, ha dichiarato Nikolic, e non resta altro che l’eliminazione selettiva». Questa sarà eseguita con iniezioni letali, dopo aver abbattuto gli animali sparando freccette tranquillanti.

Torneranno ora all’attacco gli animalisti, che già preparavano azione legale e manifestazioni di protesta. In marzo il progetto aveva suscitato condanne internazionali dagli attivisti, fra i quali il gruppo di pressione vegetariano britannico Viva!, che nel suo sito web ha usato messaggi video dell’ex Beatle Paul McCartney e della cantante rock Chrissie Hynde, e che ha raccolto firme in una petizione da 25 paesi.

In Australia vivono più di 60 specie di canguri e mentre alcune specie sono in pericolo, altre come i canguri grigi insediati a Belconnen, hanno prosperato nelle aree disboscate e coltivate a pascolo, e si muovono in folti gruppi spogliando il terreno da ogni forma di vegetazione.
 

ARRIVA IL MARCHIO DI QUALITA’ PER I ‘CIBI DA STRADA’

Monday, May 19th, 2008

zzzcds.jpgDal chiosco in pieno centro a Firenze al classico forno di Modena, dal furgoncino che gira l’Italia partendo da un piccolo centro in Val Chisone (Torino), fino ad una focacceria di Palermo. Sono loro tra i primi apripista del marchio “Streetfood”, cioé “cibo da strada” originale, preparato secondo la tradizione locale. Cosa vendono? Ognuno la sua specialità “da portar via”, per molti sconosciuta: panino con il lampredotto fiorentino, gnocco fritto, borlengo e crescentina nella tigella modenesi, gofri piemontesi, arancini e panelle siciliani. A lanciare la prima certificazione per i venditori di queste antiche ricette popolari è la neonata associazione per la tutela e la promozione della cultura del cibo da strada, “Streetfood”, che non solo ha pensato di scovare queste golosità, ma anche di cominciare a catalogarle, per promuoverle e impedirne “l’estinzione”, perché spesso tramandate da semplici ambulanti. “L’obiettivo per noi è riportare in auge questi cibi - spiega Massimiliano Ricciarini, presidente dell’associazione - tramite la ricerca, ma soprattutto il tam tam della comunicazione e del nostro sito internet. Il progetto era in ballo da qualche tempo, ma solo da un mese è cominciata l’attività vera e propria dell’associazione, che nasce ad Arezzo, in Toscana”. L’iniziativa è piaciuta e sono già una decina gli operatori che fanno già parte della rete del marchio “Streetfood”.

Considerando che sono oltre cinquanta i cibi da strada già censiti, da Nord a Sud, il progetto è destinato ad espandersi rapidamente, tramite appositi sopralluoghi. Perché i soci fondatori, nove giovani fra Puglia, Lazio, Marche, Toscana, Emilia e Piemonte, eseguono personalmente rigorosi controlli di qualità prima di assegnare il marchio. “Dal dopoguerra in poi si sono persi determinati valori e sapori - afferma Ricciarini - che, se recuperati promossi a dovere, possono contrastare l’invasione dei fast food. Si parla anche di ristrutturare una categoria, visto che spesso si tratta di attività che non hanno un sito web o un recapito telefonico. Nel giro di un mese abbiamo avuto molti contatti, con un successo rapido e inaspettato, quindi ci stiamo organizzando”. Insomma, si rilancia la classica gita fuori porta. “La focaccia di Recco si può sempre prendere al cartoccio - aggiunge il presidente di Streetfood - per poi fare una passeggiata sul lungomare di Recco, vicino Genova”. La novità é che oltre alla segnalazione tramite il sito internet dell’associazione, i cibi di strada sono reperibili anche tramite Gps con il servizio www.limboccastrada.it, dove catturare itinerari da inserire nel navigatore dell’automobile. Tra i soci fondatori dell’associazione c’é Marzia Jourdan, 30 anni, co-titolare dell’attività “Io mangio gofri” di Roure, in Val Chisone (Torino).

“In genere con il nostro furgoncino partecipiamo a fiere - spiega Jourdan - dove cuciniamo i gofri sul momento. Si tratta di un prodotto tipico di questa valle, che si cucinava al posto del pane. E’ simile alla piadina, ma è più leggero e può essere gustato sia dolce che salato”. Come nasce questa tradizione? “Dai ferri che servono a cuocere i gofri, gli stessi utilizzati nella tradizione cattolica per fare le ostie - aggiunge la giovane imprenditrice - infatti nella valle valdese a fianco non hanno né le ostie né i gofri”. Intanto, per tutti gli appassionati di gastronomia, nel 2008 non mancherà il “Festival del cibo di strada”, a Cesena dal 26 al 28 settembre, organizzato dalla Confesercenti locale, insieme alla Conservatoria delle cucine del Mediterraneo e Slow Food Cesena.

Fonte: Ansa.it

ECO-ENERGIA:ASSOSOLARE;BOOM FOTOVOLTAICO,GIRO AFFARI 500 MLN

Monday, May 19th, 2008

Il 2008 sara’ l’anno del fotovoltaico con una previsione di crescita del 30%. Ad affermarlo e’ stato Gianni Chianetta, presidente di Assosolare all’apertura del convegno ”Energia solare. Risorsa per lo sviluppo sostenibile” tenutosi oggi a Verona, in occasione di Solarexpo. ”In Italia - ha proseguito Chianetta - stimiamo un giro d’affari intorno agli oltre 500 milioni di euro con diverse migliaia di nuovi posti di lavoro e, per il 2007, si puo’ parlare di vero e proprio ”boom del fotovoltaico”: 50MW installati con una crescita del 500%”. Nei prossimi anni il settore potrebbe raggiungere numeri significativi portando l’Italia ai primi posti su scala mondiale visto che i piu’ grossi produttori internazionali di inverter sono italiani e che, ad oggi, le nostre aziende esportano principalmente all’estero ma che, di fronte allo sviluppo del mercato nazionale, potranno crescere e svilupparsi ulteriormente.

”Cio’ che auspichiamo - spiega Chianetta in una lettera aperta al neo ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo - e’ che il prossimo Governo si trovi nella condizione di poter operare da subito per continuare il percorso gia’ intrapreso a livello nazionale ed europeo. C’e’ da costruire un decreto, entro i novanta giorni dalla Finanziaria, per definire il contributo delle regioni e i loro piani di sviluppo delle rinnovabili”. ”Secondo i dati dell’Unione Europea - ha spiegato Angelo Nogara, responsabile rapporti internazionali di Assosolare - il settore delle energie rinnovabili, in Europa, ha un fatturato di 30 miliardi di euro e da’ lavoro a circa 350.000 persone. In Italia il debito, per il mancato raggiungimento degli obiettivi del Protocollo di Kyoto, secondo il contatore pubblicato dal sito del KyotoClub, supera oggi gli oltre 320 milioni di euro che diventeranno quasi 1,5 miliardi di euro a fine 2008”.

Determinante, inoltre, il ruolo delle Regioni sul rilascio delle autorizzazioni che oggi rappresenta ancora un ostacolo all’installazione di nuovi impianti. La Finanziaria 2008 prevede gia’ delle importanti novita’ in tal senso, tra cui la procedura di richiamo da parte del Governo agli Enti locali inadempienti, anche con un intervento sostitutivo nei loro confronti se il richiamo non ha effetto. (ANSA).

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