Gli Stati Uniti hanno minacciato di bloccare le importazioni di Brunello di Montalcino a partire dal 9 giugno a meno che le spedizioni non arrivino accompagnate da analisi di laboratorio che certifichino che si tratta di vino prodotto al cento per cento con uve Sangiovese. L’ultimatum americano fa seguito allo scandalo del Brunello arricchito con Merlot o altri vitigni un poco meno nobili. E’ arrivato in una lettera dell’US Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau (Attb) in data 9 maggio. “A partire dal 9 giugno gli Stati Uniti bloccheranno le importazioni a meno che non siano accompagnate dalla certificazione dell’analisi di laboratorio che si tratta di vini prodotti esclusivamente con uve Sangiovese”, si afferma nel messaggio di cui ha dato notizia la Nabi, associazione americana degli importatori di bevande alcoliche. La Nabi ha attribuito la mossa delle autorità Usa alla frustrazione dell’agenzia che non ha tenuto conto del fatto che in Italia c’é stato un cambio di governo e quindi un rallentamento delle attività amministrative. “La situazione si sta sbloccando”, ha detto Lucio Caputo, presidente dell’Italian Wine and Food Institute di New York, che ha ricondotto la disputa al fatto che in Italia i ‘disciplinari’ che regolano la composizione dei prodotti sono severissimi: l’agenzia Usa competente non ha potuto fare altro che attenervisi.
“Il caso del Brunello è un caso di inganno ai danni del consumatore americano”, si legge nella lettera dell’Attb che ricorda di aver ripetutamente chiesto all’Italia, senza avere risposta, informazioni sui produttori e le etichette coinvolte nello scandalo. “Una volta che saranno forniti questi nomi, potremo restringere la nostra richiesta per il blocco”. Secondo i produttori un blocco delle importazioni potrebbe portare a un danno da 20 a 30 milioni di euro, oltre all’impatto sull’immagine di uno dei marchi più nobili della viticoltura italiana. Con il 25 per cento della produzione, gli Stati Uniti rappresentano il maggior mercato per le importazioni di Brunello che per il 62 per cento finisce fuori dai confini nazionali. Il giro d’affari nel 2007 è stato pari a circa 120 milioni di euro. La produzione complessiva di Brunello Docg è pari a sette milioni di bottiglie, mentre quella di Rosso di Montalcino è di cinque milioni di bottiglie.
L’ambasciata italiana, e in prima battuta l’ambasciatore Giovanni Castellaneta, seguono fin dalle prime battute e con la massima attenzione la vicenda in stretto raccordo con il Ministero dell’Agricoltura e il consorzio dei produttori di Brunello, ha detto il portavoce Luca Ferrari confermando l’esistenza della lettera della Atbb. Una missione dell’agenzia americana è stata subito organizzata dall’ufficio commerciale guidato dal consigliere Stefano Beltrame e i funzionari si recheranno a Montalcino nei prossimi giorni: “Siamo convinti che i contatti che avranno in Italia serviranno a chiarire qualsiasi dubbio”, ha detto Ferrari.
COLDIRETTI: FARE SUBITO CHIAREZZA CON USA
“Con un quarto della produzione totale di Brunello che viene spedito negli Stati Uniti, per un valore di oltre 30 milioni di euro, occorre fare al più presto chiarezza per dare la possibilità ai consumatori americani di continuare a gustare il prestigioso vino”. E’ quanto afferma, in una nota, la Coldiretti commentando la lettera dell’US Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau (Attb) con la quale si chiede alle autorità doganali americane di bloccare dal 9 giugno le importazioni, a meno che le spedizioni non arrivino accompagnate da analisi di laboratorio che certifichino che si tratta di vino prodotto al cento per cento con uve Sangiovese. “Ci sono le condizioni per superare l’attuale fase di incertezza - sostiene la Coldiretti - con la trasparenza e ridare tranquillità agli operatori e ai consumatori per evitare danni di immagine in un settore che svolge una funzione da traino per l’intero Made in Italy in Italia e all’estero”.
Secondo l’organizzazione “la rapidità delle indagine in corso, da parte della magistratura, è il miglior antidoto per chiudere le porte alla cultura del sospetto su un prodotto che rappresenta un patrimonio di immagine e reputazione del sistema Italia”. Con un giro d’affari di oltre 120 milioni di euro, 247 produttori e sette milioni di bottiglie vendute ogni anno per il 62% all’estero, il Brunello di Montalcino è considerato un simbolo del vino italiano nel mondo. Il 25% della produzione totale di Brunello è assorbito dagli Stati Uniti. Il distretto di Montalcino, che oltre al Brunello produce anche il Rosso, il Moscadello e i vini di Sant’Antimo, conta complessivamente su 3.500 ettari di vigneto che sono un autentico ‘tesoro’ poiché, dal 1967 ad oggi, si è avuta una crescita del 2 mila per cento del valore degli ettari coltivati a Brunello: la quotazione di un ettaro di vigneto di Brunello, secondo un’indagine effettuata dall’Istituto nazionale di economia agraria (Inea), si attesta oggi sui 350 mila euro anche se, i valori possono salire fino a 500 mila euro.
Fonte: Ansa.it
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