Archive for May 14th, 2008

Arriva il funerale per gli amici a quattro zampe

Wednesday, May 14th, 2008

È ufficiale, anche gli amici a quattro zampe da oggi avranno la possibilità di avere un funerale in piena regola. Un servizio completo di cerimonia, con tanto di bara, carro e cremazione studiate su misura. Una novità importante per i servizi “pet” in Italia, soprattutto se si considera che il nostro paese è, in questo settore, più arretrato rispetto ad altre realtà europee.

L’iniziativa, che per il momento riguarda Roma e provincia, ma che a breve potrebbe espandersi, è della Master Dog, agenzia di servizi a domicilio per animali da compagnia. L’ultima novità, divenuta attiva in questi giorni, è appunto il “Funerale per animali” con tanto di carro funebre studiato per gli animali domestici e bara appositamente realizzata per il trasporto delle salme. Come nei più comuni funerali umani gli operatori arrivano direttamente a domicilio, prendendosi cura di tutti gli aspetti del funerale, fiori compresi, dando la possibilità ai padroni di organizzare una piccola cerimonia per l’ultimo saluto al proprio amico.

Volendo si può anche assistere alla cremazione ed accompagnare la salma fino al forno crematorio. Non si tratta però di un semplice incenerimento dell’animale, come accadeva in passato, bensì di una cremazione singola che prevede la restituzione delle ceneri, in modo che i proprietari possano conservare qualcosa di concreto del proprio amico defunto. Le ceneri vengono consegnate all’interno di un’urna semplice ma originale (nella foto), che diventa un porta foto per tenere vivo il ricordo dell’amico perduto. Fido conserva così un posto d’onore nella casa del padrone, anche dopo il trapasso.

«Le richieste dei proprietari in questo settore si fanno sempre più esigenti ed è per rispettare la dignità dei nostri compagni di avventura che abbiamo voluto strutturare un servizio più completo, rispetto al classico servizio di ritiro delle salme a domicilio - racconta Ergun Comert, amministratore della Master Dog - Ci siamo ispirati ai servizi offerti agli umani, sempre nel massimo rispetto delle severissime norme Asl in materia».

«La sfida maggiore - continuaComert - è la salvaguardia della dignità degli animali, una dignità che non deve venire mai meno, nemmeno con la morte. È un principio che applichiamo a tutti i nostri servizi ormai da 15 anni. Il rispetto è la prima cosa che ci chiedono i proprietari; pretendono, giustamente, almeno la stessa cura che ne avrebbero loro, e per assicurarsi un servizio di qualità spesso non badano a spese».

Enel, con un camion porta il sole nelle città italiane

Wednesday, May 14th, 2008

Attraverso iniziative congiunte tra la Società per l’energia elettrica e il gas e le associazioni ambientaliste e consumeriste, gli italiani saranno sensibilizzati e informati sull’uso ‘intelligente’ dell’energia elettrica e delle fonti rinnovabiliMilano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Perugia, Roma, Napoli, Palermo e Siracusa. Sono le dieci città che Enel.si toccherà con il suo eco-tour in occasione delle “Giornate del sole” e con la collaborazione di Cittadinanzattiva, Legambiente, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori. A partire da oggi fino al 28 maggio ai cittadini saranno distribuite, nelle piazze, due guide pratiche, una sull’efficienza e risparmio energetico e l’altra sul fotovoltaico e solare termico. La prima spiega come utilizzare l’energia in modo più razionale (con suggerimenti utili riguardanti acqua, elettrodomestici, etichette di consumo, illuminazione e riscaldamento), mentre la seconda come dotarsi di un impianto fotovoltaico o solare termico sfruttando gli incentivi previsti e come attivare il conto energia. I visitatori riceveranno inoltre in omaggio lampade a basso consumo e il kit di economizzatori idrici (o “rompigetto”), in shopper biodegradabili. Per sensibilizzare chi non potrà essere in piazza, Enel e le associazioni partner dell’iniziativa hanno dato vita, attraverso un sito Internet dedicato, alla prima rete nazionale on line d’informazione focalizzata sulla tecnologia solare (www.giornatedelsole.it). Inoltre per azzerare la CO2 prodotta dal truck nel suo giro per le piazze cittadine, la campagna è associata ad un progetto di forestazione sul territorio italiano

“La distruzione delle mangrovie fra le cause del disastro birmano”

Wednesday, May 14th, 2008

on solo gli ostacoli burocratici agli aiuti umanitari e la lentezza del regime militare birmano. Ad aggravare il drammatico bilancio del ciclone Nargis, ha contribuito il disboscamento delle foreste di mangrovia, barriera naturale contro la furia del mare.

Per stessa ammissione del governo, il maggior numero di vittime del ciclone va imputato, più che al forte vento (180 chilometri orari), alle gigantesche onde che si sono abbattute sul delta del fiume Irrawaddy, senza che vi fosse nulla a impedirlo.

A cominciare dalle mangrovie. La distruzione delle foreste costiere di questo albero robusto e sempreverde risale a 150 anni fa, in piena epoca coloniale, quando si decise di destinare l’intera area alla coltivazione del riso e all’allevamento di pesci e gamberi. Situazione aggravata, negli ultimi decenni, dal sorgere spregiudicato di villaggi e impianti di estrazione petrolifera.

Surin Pitsuwan, segretario generale dell’Asean (l’associazione delle nazioni del sud est asiatico), riunita a Singapore, ha indicato nell’intervento umano una delle principali cause del disastro birmano. “La presenza delle mangrovie nei delta dei fiumi è strategica - ha sottolineato Pitsuwan - oltre a proteggere dalle onde, evita che l’acqua salata inondi i terreni fertili dell’entroterra. Distruggendo le barriere naturali, abbiamo permesso alla natura di appropriarsi di tante vite umane”. Dalle 62mila alle 100mila, stando agli ultimi dati delle Nazioni Unite.

A dimostrazione dell’utilità delle foreste di mangrovia sulle coste asiatiche, la testata inglese Indipendent ricorda il caso di un villaggio dello Sri Lanka colpito dallo tsunami del dicembre 2004; lì, grazie alle barriere naturali, morirono solo due persone, a fronte delle oltre 6mila di un villaggio vicino, non protetto.

Anche per questo, molti governi di paesi che affacciano sull’Oceano indiano sono corsi ai ripari, stanziando fondi per il reimpianto di foreste e di altre difese naturali. Delegando alla mangrovia, e alla sua solida radice, il naturale compito di scongiurare future ecatombe.