Una parco del sole ad Alessandria
Saturday, May 10th, 2008CASALNOCETO (AL) - La piatta campagna della provincia di Alessandria - campi coltivati, cascine e nebbia - a prima vista non sembrerebbe il luogo ideale per un parco solare. Ma ad assistere ieri all’inaugurazione di Stringa - il maggior impianto fotovoltaico del Nord Italia, situato nei pressi di Casalnoceto (AL) - non si potevano avere dubbi sulla locazione della struttura. Sarà stato il sole a picco e il caldo afoso già estivo, o l’inserimento mimetico tra le coltivazioni gialle di colza, ma le file di pannelli inclinati a specchio sembravano naturali come i campi agricoli circostanti: solo che, invece di ortaggi, qui si produce elettricità.L’IMPIANTO - A realizzarlo ci ha pensato Solar Ventures, il secondo produttore italiano di energia fotovoltaica, dopo aver affittato il terreno dall’azienda agricola Stringa, che ha deciso in questo modo di diversificare la propria produzione di pomodori, grano e fagiolini. L’impianto, disteso su 1,6 ettari, è composto da 2.500 moduli disposti su 22 file, e genera una potenza complessiva di 450 kwp (chilowatt picco, ovvero l’unità di misura che esprime la potenza massima di un generatore solare). Sebbene il parco solare immetta tutta l’energia prodotta in rete collegandosi a un traliccio di media tensione, è stato stimato che la sua produzione di elettricità annua coprirebbe il fabbisogno di oltre 200 famiglie (quasi la popolazione del comune di Casalnoceto), evitando 2,4 tonnellate di emissioni CO2. Il che equivale a piantare 24 mila alberi.
UN’OPPORTUNITA’ PER I COMUNI - «E’ uno dei primi esempi italiani di installazione fotovoltaica su terreno», ha dichiarato l’amministratore delegato di Solar Ventures, Michele Appendino, un passato da capitalista di ventura nel ramo internet, ora dedito al solare. «Quando ero piccolo in queste zone mi ricordo che c’era la nebbia sei mesi all’anno, ora si è ridotta a pochi giorni, in parte per l’effetto serra». Il clima dunque non è un problema, mentre gli sviluppi e le ricadute future per le comunità locali sono interessanti. «Quando si dice che l’energia solare potrà coprire solo poche percentuali del fabbisogno complessivo - commenta ancora Appendino - è forse vero su un piano globale, quando si considerano i carburanti; ma a livello locale con un impianto come questo quasi si sopperisce ai bisogni di un singolo comune». COME FUNZIONA - I pannelli solari utilizzati nell’impianto di Casalnoceto (realizzato anche grazie agli incentivi erogati col «Conto Energia» introdotto in Italia nel 2005, un tipo di sussidio che remunera l’energia effettivamente generata, premiando quindi la produttività) sono formati da un’insieme di celle fotovoltaiche che sfruttano la capacità di alcuni materiali semiconduttori - come il silicio - di generare elettricità se esposti alla radiazione luminosa. La cella fotovoltaica funziona un po’ come una pila in cui l’irraggiamento solare scatena la produzione di corrente elettrica continua, che viene poi convertita da un inverter (convertitore) in alternata. E si tratta di energia pulitissima: la materia prima è il sole; non esistono scarti o rifiuti; il terreno non viene danneggiato, ma può essere riutilizzato alla fine del ciclo di vita dell’impianto (in genere almeno 20 anni, di cui ne occorrono circa 10 per ammortizzare i costi). Nel frattempo, si spera in tante belle giornate di sole.
Fonte : Corriere della Sera

