Archive for May 9th, 2008

Nel futuro ci saranno meno cicloni ma saranno molto più devastanti

Friday, May 9th, 2008

Proprio mentre si contano le vittime e i danni del ciclone Nargis che ha colpito la Birmania, rivelandosi uno dei più devastanti fenomeni atmosferici della storia recente, la prestigiosa rivista internazionale Journal of Climate ha annunciato la pubblicazione di una ricerca di gruppo di geofisici italiani i quali, nei mesi scorsi, sono pervenuti a una sconfortante previsione: nei prossimi decenni i cicloni tropicali diminuiranno di numero ma aumenteranno di intensità, diventando sempre più distruttivi.

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NUOVO MODELLO MATEMATICO- L’importante risultato è il frutto di un nuovo modello numerico sviluppato al computer da ricercatori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, sezione di Bologna, e del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici. «Si tratta di un modello capace di descrivere la circolazione generale dell’atmosfera, tenendo conto delle complesse interazioni fra gli oceani e l’atmosfera stessa -spiegano Silvio Gualdi, Enrico Scoccimarro e Antonio Navarra, i tre autori dello studio-. La novità di questo strumento sta nella sua elevata risoluzione spaziale, cioè nella capacità di descrivere dettagli locali». Grazie alle capacità del nuovo modello, i tre ricercatori si sono potuti proiettare nel futuro climatico della Terra e osservare come si comporteranno i cicloni tropicali in un mondo in cui l’anidride carbonica (CO2), il più potente gas serra, è destinato ad aumentare a causa delle crescenti esigenze energetiche e delle attività industriali dell’uomo. «Se, come si teme, le concentrazioni di CO2 dovessero raddoppiare o addirittura quadruplicare, avremmo sicuramente un’atmosfera più calda, ma anche più stabile -assicurano i tre autori dello studio-. I moti convettivi associati con la formazione dei cicloni diminuirebbero e così il numero dei cicloni stessi».

LA «CATTIVA NOTIZIA» - Ma a quella che, a prima vista, sembra una buona notizia, segue subito la cattiva: «A causa del riscaldamento degli oceani, aumenterà anche l’evaporazione e ci sarà un più efficace trasferimento di vapor d’acqua e di energia verso le nubi che caratterizzano i cicloni: i cumulonembi. Di conseguenza questi fenomeni rovesceranno sulla terra quantità di acqua maggiori e tenderanno a diventare ancora più distruttivi». Lo stesso ciclone Nargis ha fornito un esempio di quanto possa essere devastante l’impatto dei rovesci intensi sui centri abitati. Apparentemente Nargis rientra in una categoria medio alta, essendo stato classificato al terzo posto (su un totale di cinque) della scala di intensità dei cicloni, che si basa soprattutto sull’intensità dei venti associati al fenomeno. Ma, se si prende in considerazione la quantità di acqua caduta dal cielo e trasportata dall’Oceano fino alle coste, si vede che il potenziale devastante è stato ben più elevato.

ECO-ENERGIA: SPORTELLI INFORMATIVI SULLE AGRO-ENERGIE

Friday, May 9th, 2008

E’ stato attivato da pochi giorni, nell’ambito del Progetto Life Seq-Cure, un servizio di supporto tecnico-informativo per rispondere ai quesiti inerenti le energie rinnovabili da biomasse. Quattro sportelli, di cui tre specializzati per ciascuna filiera energetica aziendale (biogas, legno/fibra, olio vegetale) e uno ’sportello agrienergie’ finalizzato a fornire informazioni su questioni trasversali (normativa, certificati verdi ecc.), mettono a disposizione degli operatori le competenze specialistiche di esperti sugli aspetti tecnici, economici e legislativi. Il servizio offre assistenza agli operatori su tematiche inerenti la convenienza della produzione e l’introduzione di differenti biomasse sul mercato, le strategie di impresa per la produzione di energia, normativa e legislazione regionale, nazionale e europea relativa alle biomasse e all’energia. Gli utenti potranno inoltrare le loro richieste compilando un apposito modulo disponibile sul sito Internet del progetto: www.crpa.it Le risposte alle domande piu’ frequenti si potranno ottenere consultando, sul sito internet, le FAQ organizzate per filiera all’interno dei rispettivi sportelli tematici. (ANSA).

AMBIENTE: MIELE INDICATORE QUALITA’ NEL PARCO G.SASSO-LAGA

Friday, May 9th, 2008

Il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, in collaborazione con il Centro ricerche Miele del dipartimento di Biologia dell’Universita’ di Roma ”Tor Vergata” e la Fai, Federazione apicoltori italiani, ha avviato un’azione di monitoraggio ambientale attraverso lo studio dei mieli e dei pollini prodotti nell’area protetta. Il progetto pilota poggia su una ricerca sperimentale in cui il miele viene utilizzato come bioindicatore della qualita’ ambientale dell’area protetta. Allo stesso tempo, il progetto mira a verificare la qualita’ dei mieli in termini di contenuto di nutraceutici (molecole a spiccata azione antitumorale), in funzione della tipologia di flora e della qualita’ ambientale. L’alveare viene impiegato come sofisticato strumento di indagine e il miele diventa la carta d’identita’ del territorio.

Per la realizzazione del progetto il Parco ha selezionato cinque apicoltori, Andrea Ciccone di Capestrano (L’Aquila), Caterina Vittorini di Arischia, frazione dell’Aquila, Gino Damiani di Farindola (Pescara), Mauro Di Luigi di Isola del Gran Sasso (Teramo) ed Eugenio Casini di Amatrice (Rieti), ai quali affidare stazioni fisse di monitoraggio ambientale con 3 arnie ciascuna, posizionate in 5 diverse aree del Parco. Gli apicoltori hanno gia’ ricevuto, in comodato gratuito per un anno, tutto il materiale apistico necessario, comprese arnie e sciami di razza Apis mellifera ligustica Spinola. La conferma dei risultati attesi dal progetto contribuirebbe ad apportare valore aggiunto alla qualita’ dei mieli, differenziandoli in funzione dell’area di provenienza, sia in termini di qualita’ del prodotto sia quale indicatore della qualita’ ambientale, con positive ripercussioni sull’apicoltura, intesa come attivita’ economica condotta in aderenza alle esigenze di tutela ambientale. (ANSA).

Greendex, la classifica dei comportamenti “verdi” dei consumatori

Friday, May 9th, 2008

 National Geographic Society, in collaborazione con la GlobeScan (società di studi demoscopici), ha condotto uno studio di misurazione e controllo dei progressi compiuti dai consumatori verso uno stile di vita ecologicamente sostenibile. L’indagine è stata applicata a 14mila persone in 14 Paesi sparsi in tutto il mondo; tramite l’elaborazione un nuovo indice chiamato “Greendex”, esperti internazionali hanno predisposto una serie di domande sui comportamenti in casa, nei trasporti e nei consumi, e ad ogni intervistato è stato dato un punteggio fino a cento. La ricerca ha portato a una classifica che vede ai primi posti India e Brasile (con 60 punti ciascuno) seguiti dalla Cina (56,1), Messico (54,3), Ungheria (53,2) e la Russia (52,4). I consumatori meno responsabili risultano essere proprio gli occidentali, che nonostante il continuo bombardamento di messaggi e consigli a favore di comportamenti sostenibili, continuano a non modificare i propri stili di vita. I punteggi più bassi sono andati a Francia (48,7), Canada (48,5) e <span class=”caps”>USA</span> (44). Le differenze tra stati emergenti e stati ricchi non risiedono solo nelle differenti condizioni economiche (es. minori auto o oggetti elettronici), ma anche nella mentalità: ad esempio, solo il 15% degli intervistati americani afferma di minimizzare il consumo di acqua, mentre percentuali molto più alte si trovano negli altri Paesi.

Fonte: La Repubblica

Arriva la carta che si cancella

Friday, May 9th, 2008

In un divertente cartone animato degli anni Ottanta l’inventivo ispettore Gadget riceveva dal capo messaggi cartacei che si autodistruggevano dopo cinque secondi dalla lettura lasciando nelle mani del detective solo un pugno di cenere. Senza arrivare a tanto e soprattutto con l’idea di trovare una soluzione ecologica allo spreco della carta da ufficio - si stima che ogni anno vengano stampate nel mondo circa 15.000 miliardi di pagine delle quali il 44,5% viene letto una sola volta e poi gettato - la Xerox ha realizzato la prima carta cancellabile e riutilizzabile grazie a una stampante speciale. Un normale foglio bianco sul quale si può stampare qualsiasi contenuto che rimarrà impresso per le successive 24 ore e poi scomparirà gradatamente fino a far tornare la superficie nuovamente candida e pronta per essere riutilizzata fino a cento volte. A patto però che il foglio non venga scarabocchiato né stropicciato. Per salvare il pianeta dunque gli impiegati fannulloni dovranno smettere di fare disegnini sui documenti o realizzare aeroplanini volanti.

Una volta c’erano le Replay, le penne cancellabili prodotte dalla Papermate che promettevano, con risultati incerti, di lasciare il foglio immacolato dopo il passaggio di una gommina magica. Questa geniale trovata degli anni ‘80 appare preistorica di fronte alla carta messa a punto dal team del Palo Alto Research Centre (Parc), il gruppo di ricerca e sviluppo del gigante della tecnologia americana, lo stesso centro che aveva inventato la stampante laser e il mouse, due elementi fondamentali per la vita d’ufficio. Incuriosisce però cercare di capire come un foglio di carta possa auto-cancellarsi e alla Xerox c’è massimo riserbo sui materiali utilizzati per ottenere questo sorprendente risultato. Di certo si sa che la carta intelligente è stata ricoperta da un composto chimico molecolare simile a quello utilizzato nelle lenti colorate, che si scuriscono o schiariscono a seconda della quantità di raggi ultravioletti che le colpiscono, capace di cambiare colore quando esposto a raggi Uv. A differenza delle lenti colorate però la carta cancellabile si cancella gradatamente impiegando dalle 16 alle 24 ore. Invece di usare inchiostro per produrre parole e diagrammi una speciale stampante scannerizza la carta trattata chimicamente con una specifica quantità di luce che reagisce e produce il testo, nelle successive ore il testo andrà a scomparire fino a cancellarsi completamente. Chi avrà bisogno di riutilizzare la carta prima delle 24 ore potrà passarla nella stampante speciale e con una quantità maggiore di luce il foglio sarà di nuovo immacolato, la stampante infatti non utilizza inchiostro e non ha bisogno di cartucce o ricambi. L’obiettivo della Xerox è quello di produrre una carta cancellabile che costa circa il doppio della carta normale ma che può essere utilizzata fino a cento volte.

La nuova tecnologia è stata accolta con grandi consensi dai consumatori che sperano così di ridurre la quantità di carta utilizzata negli uffici: la media attuale è di circa diecimila fogli stampati ogni anno da ogni impiegato, per un costo di circa 70 dollari. Il direttore e presidente della Parc, Mark Bernstein, ha dichiarato: “Crediamo che la nostra stampante potrà diventare presto un oggetto fondamentale per l’ufficio, da vendere come una stampante autonoma da scrivania. Avrà un impatto molto leggero sull’ambiente e potrà risolvere anche un importante problema ambientale come quello dell’abbattimento degli alberi. Speriamo di poter iniziare a commercializzarla a partire dal prossimo anno”.

Nonostante il sogno di uffici senza carta la quantità di fogli utilizzati è però cresciuta negli ultimi anni con l’aumentare delle tecnologie capaci di produrre copie sempre più facilmente. Il centro di consulenza tecnologica internazionale della Lyra Research stima che le pagine stampate ogni anno nel mondo sono 15.200 miliardi, Xerox aggiunge che il 44,5% dei documenti stampati è utilizzato una sola volta e solo il 25% è riciclato negli appositi contenitori entro lo stesso giorno. La responsabile della ricerca sulla sicurezza e sulla privacy della Parc Jessica Staddon ha dichiarato che la carta “magica” può essere usata centinaia di volte prima che la capacità di scomparire inizi a deteriorarsi. La Xerox stima infine che i volumi di carta stampata dovrebbero così scendere del 30% nei prossimi dieci anni.

Quella della carta cancellabile è un’invenzione messa a punto come momento di passaggio tra la carta e la carta elettronica, vera sfida alla quale la Xerox sta lavorando già da tempo. Paul Smith, responsabile dei laboratori di ricerca della centro canadese dell’azienda dichiara: “La gente ama stampare i propri documenti ma credo che lentamente si inizi a prendere coscienza della quantità di carta sprecata”.

Spiagge italiane, la qualità migliora

Friday, May 9th, 2008

 Cresce il numero di spiagge italiane che può fregiarsi del titolo di “Bandiera Blu”. Quest’anno il vessillo che premia il mare doc è stato assegnato a 104 località (consulta la mappa completa in pdf), otto in più rispetto alle 96 premiate lo scorso anno e le 90 del 2006. Riconoscimento anche a 56 approdi turistici, due in più rispetto ai 54 dello scorso anno e ai 52 del 2006.

Il primato 2008 spetta ancora alla Toscana, quest’anno a pari merito con le Marche con 15 bandiere. La Liguria arriva a 14 mentre l’Abruzzo si porta a 13. Due in più per la Campania ora a quota 11 (dalle 9 del 2007). Una in meno, invece, per l’Emilia Romagna che scende a 8; quindi una bandiera in più sia per la Puglia che per il Veneto che salgono a 5, così come per la Sicilia, che arriva a 4, e per la Calabria che a quota 3 raggiunge il Lazio che viceversa ne perde una; il Friuli Venezia Giulia e il Molise riconfermano le 2 dell’anno scorso, raggiunte dalla Sardegna che ne conquista 2, per finire con Piemonte (sul Lago maggiore) e Basilicata, con 1 sola Bandiera Blu.

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Un dato, quello della Sardegna, universalmente riconosciuta come una delle regioni con il mare più bello e più pulito del Mediterraneo, che non può non sorprendere, ma che si può spiegare con i particolari criteri usati dalla Fee, la Fondazione per l’educazione ambientale che ogni primavera in collaborazione con il Cobat (il Consorzio obbligatorio per la raccolta delle batterie esauste) assegna i riconoscimenti. Per ottenere le Bandiere Blu i Comuni devono innanzitutto decidere di iscriversi alla “competizione”, fornendo una lunga serie di dati, non tutti legati strettamente alla qualità della spiaggia così come la può intendere il bagnante della domenica. Si prendono in esame, ad esempio, anche le strutture di pronto soccorso e l’accessibilità per i disabili. Per lo stesso motivo, mancano dall’elenco altre località come l’Isola d’Elba, le Tremiti, le Eolie e il Salento che nell’immaginario degli amanti del mare rappresentano il top.

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