Archive for May 7th, 2008

CLIMA: DA INTERNET E CENTRI DATI PRESTO PIU’ CO2 DI AEREI

Wednesday, May 7th, 2008

Chi pensa che prendere un aereo sia meno inquinante che comunicare via Internet forse si sbaglia: i centri di elaborazione dati delle grosse compagnie ma anche i semplici server che forniscono connessioni alla rete, sono infatti degli inquinatori formidabili; e gli esperti assicurano che entro pochi anni supereranno per emissioni proprio il traffico aereo. Lo afferma un rapporto della societa’ McKinsey, secondo cui il sorpasso avverra’ nel 2020 in assenza di misure adatte.

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Secondo la societa’ di consulenza, la ‘bolletta’ dell’energia per alimentare e raffreddare i data center di tutto il mondo sara’ di piu’ di 11 miliardi di dollari, da dividersi su piu’ di 41 milioni di macchine. Gia’ ora per accumulare dati e far funzionare Internet si producono 160 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, superiori alla produzione di un paese come l’Olanda e che corrispondono allo 0,3% del totale mondiale. Agli attuali tassi di crescita, afferma il rapporto, entro il 2020 questa percentuale raddoppiera’, superando quella del trasporto aereo e avvicinandosi a quella di quello marittimo, che e’ lo 0,8%. ”Il motivo principale - si legge nel documento - sta nella bassa efficienza dei data center: i server vengono utilizzati appena al 6% delle capacita’, mentre i grossi centri di raccolta dati lavorano al 56% della potenza”

Fonte: Ansa.it

AMBIENTE: 1000 SPECIE A RISCHIO, DA INSALATA ORSO A ULULONE

Wednesday, May 7th, 2008

zzzulu.jpgDall’ insalata dell’ orso all’ ululone appenninico, dall’erba di san Giovanni all’alosimus tirrenicus: sono alcune delle 1000 specie vegetali (472) e animali (510) che la Regione Toscana e il Wwf cercheranno di salvare dal rischio estinzione. L’ulolone appennico e’ un piccolo anfibio dal dorso di colore grigio e ventre giallo minacciato dalla diminuzione delle pozze a causa della siccita’. L’alosimus tirrenicus e’ un piccolo coleottero dal colore verde metallico che si trova soltanto nel comune di San Giuliano Terme (Pisa). E poi ancora oltre 20 specie di pipistrelli, la lontra, la tartaruga marina, la martora, la puzzola, il topo quercino o uccelli come il tarabuso, la pernice rossa, il gabbiano corso, il falco di palude e le berte e la lepre italica, che oggi sopravvive nella sola zona di Capalbio (Grosseto). Tra gli insetti la farfalla Parnassius mnemosine. Nel mondo vegetale spiccano piante come l’iperico, o erba contro la depressione detta erba di san Giovanni, e la cicerbita violetta, nota anche come insalata dell’orso che e’ ormai circoscritta ad una sola zona dell’Appennino toscano. Alla lista si aggiungono anche il crescione dei Pirenei, il ribes multifloro, la cicerchia gorgonio, il cardo appenninico e l’asparago amaro. Ad essere sotto osservazioni non sono solo le singole specie viventi ma anche i loro vari habitat di appartenenza. Quelli monitorati per la perdita di biodiversita’ sono passati in Toscana da 69 a 87 negli ultimi anni. Quindici di questi sono considerati di interesse prioritario. Nella banca dati regionale sono state raccolte ed inserite 514 segnalazioni relative alla presenza di questi habitat in 375 localita’, tra le quali spiccano l’Arcipelago, le Apuane, la Garfagnana, la Lunigiana, l’Abetone, l’Alpe della luna e alcune zone umide, costiere e interne.

Fonte: Ansa.it

INVASIONE MEDUSE TIRRENO SUD, EOLIE INCLUSE

Wednesday, May 7th, 2008

zzzmed.jpg Invasione di meduse nel Tirreno meridionale, dai confini della Campania in giu’, isole Eolie comprese. A segnalarlo il dirigente di ricerca dell’Istituto centrale per la ricerca applicata al mare (Icram), Silvio Greco. ”Si tratta - ha detto Greco - di centinaia di migliaia di esemplari”. La specie e’ la Pelagia noctiluca, la stessa che ai primi di aprile aveva invaso il porticciolo di Portofino.

”Il Tirreno meridionale e’ invaso di meduse anche distanti dalla costa. Le reti dei pescatori, anche quelle a strascico - ha riferito Greco - sono piene. Le meduse non si trovano solo sulla superficie ma sono distribuite lungo la colonna d’acqua. Non e’ un buon inizio di stagione. Lo scorso anno non c’e’ stata emergenza. C’e’ stata qualche segnalazione ma non in questa quantita’ e in questo periodo. Negli ultimi dieci giorni le segnalazioni sono continue”. ”Questo - ha spiegato Greco - conferma il continuo apporto nutritivo, non gestito, da riva e alterazioni degli anelli della catena alimentare. Si nutrono di larve di pesce con conseguenze gravi anche sull’attivita’ di pesca”. Questa ”e’ la conferma - ha aggiunto l’esperto - che qualcosa in generale non va nell’ecosistema marino e si riflette come segnale di stress”. Greco si sta preparando a monitorare la situazione: ”Dal 20 maggio spero di poter partire con la nave dell’Icram per sondare questo aspetto”.

Le proliferazioni di meduse erano considerate fenomeni ciclici con una periodicita’ intorno ai 12 anni ma, dal 2003 si sono ripresentate quasi ogni anno, in particolare nel 2005 quando in Spagna, lungo la costa catalana, ci sono state 130 persone colpite. Emergenza spagnola anche nel 2007 con 60 milioni di meduse contate. L’Italia ha avuto il suo clou nell’agosto del 2006 lungo quasi tutte le coste, soprattutto in Liguria, mentre nel 2007 c’e’ stato un fuori stagione intorno alla fine di settembre nel basso tirreno.

Detta anche medusa luminosa per la capacita’ di emettere una caratteristica luminescenza verdastra la Pelagia noctiluca ha un ombrello di massimo 15 cm di colore rosa/arancio. E’ molto urticante e i suoi quattro filamenti possono arrivare fino a 4 metri di lunghezza.

Fonte: Ansa.it