Archive for May 6th, 2008

20 anni per il biologico italiano

Tuesday, May 6th, 2008

«In vent’anni il biologico italiano ne ha fatta di strada. Se oggi siamo il primo produttore europeo e il terzo a livello mondiale, vuol dire che l’impegno e la passione di AIAB sono serviti davvero». Con queste parole, Andrea Ferrante, presidente dell’Associazione Italiana Agricoltura Biologica da il via alle celebrazioni per il ventennale della più importante associazione di promozione del biologico in Italia.

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L’occasione è la conferenza stampa di presentazione del Congresso federale Aiab, che si svolgerà a Venezia dal 15 al 17 maggio, in cui verranno individuate le linee portanti dell’azione di Aiab per il prossimo triennio, anche in vista del Congresso mondiale dell’Ifoam (Federazione Internazionale della Agricoltura Biologica) previsto per il prossimo Giugno a Modena.

Nel corso della conferenza stampa, che si terrà oggi lunedì 5 maggio a Roma, verranno ripercorse le più importanti battaglie - quelle vinte e quelle ancora aperte - di Aiab e del movimento biologico italiano nelle ultime due decadi.

L’incontro di Venezia, dal 15 al 17 maggio, sarà dunque l’occasione di festeggiare il 20esimo anniversario di Aiab con due grandi convegni internazionali, e tante iniziate culturali, enogastronomiche e ludiche. All’interno della conferenza stampa di Roma, sarà dunque presentato nei dettagli il programma del II Congresso Federale AIAB - Vivere Bio: Agricoltura, cibo, paesaggio, servizi al territorio.

Si tratta del più importante evento del movimento biologico italiano, e vedrà il coinvolgimento di centinaia di persone che discuteranno su quale futuro per il biologico italiano e mondiale attraverso il confronto tra realtà che operano verso la stessa direzione e il resto della società. Il congresso si terrà a Mestre presso la struttura del PalaPlip - Città dell’Altraeconomia e a Venezia all’Isola di San Servolo presso la Venice International University.

Fonte: La Stampa

Malasanità animale , ora c’è l’avvocato difensore

Tuesday, May 6th, 2008

I proprietari di cani, gatti e animali d’affezione curati male o addirittura morti in seguito a terapie o diagnosi sbagliate possono contare d’ora in poi su un servizio di consulenza legale in materia di malasanità animale. Su un Perry Mason di “Fido” o “Fuffi”, disposto a far valere le ragioni del paziente-animale nelle aule dei Tribunali, intentando cause di risarcimento danni, ma soprattutto cercando di affermare una cultura giuridica nuova, che riconosca fino in fondo la dignità animale davanti alla malattia e alla sofferenza.

L’Associazione Arca2000 onlus, fondata a San Benedetto del Tronto da Daniela Ballestra (sorella di Silvia, la scrittrice), che da cinque cinque anni si occupa di malasanità animale, ha sottoscritto un accordo di collaborazione con lo studio di consulenza legale Animali e Ambiente di Montegranaro (Ascoli Piceno), diretto dalla consulente legale Francesca Testella. Gli esperti dello studio valuteranno ogni singolo caso segnalato - dall’omissione di soccorso alla negligenza medica, alla diagnosi errata da parte di veterinari - per individuare il percorso legale più adeguato. Arca2000 metterà in contatto attraverso il proprio sito internet, e senza accollare alcun onere di spesa, i proprietari di animali ma anche enti pubblici e associazioni, con gli avvocati di Animali e Ambiente.

Daniela Ballestra ha fondato la onlus dopo un’esperienza dolorosa: la scomparsa, sei anni fa, della sua cagnolina, un barboncino bianco di nome Panna, la cui foto campeggia nell’homepage del sito di Arca2000 sotto la scritta “Per non dimenticare”. Ma «i casi come il mio - sottolinea - sono tanti, anche se quasi mai vengono denunciati. Per sfiducia, perchè non si sa a chi rivolgersi, o perchè non si hanno prove documentali certe, e quasi sempre vince il medico».

Due legislature fa, Arca2000 aveva anche tentato di presentare un progetto di legge in Parlamento, attraverso i Verdi, ma poi non se ne è fatto più niente, forse anche perchè l’annuncio «scatenò un putiferio nell’Ordine dei veterinari».

Il vuoto legislativo resta, ma l’associazione marchigiana non si è data per vinta. E anzi, lavora anche a un centro studi sulle tematiche animaliste e ambientali.
 
Fonte: La Zampa.it

Solare, i prestiti delle banche per il fotovoltaico

Tuesday, May 6th, 2008

Per chi non si accontenta, verrebbe da dire. Perché è vero che le ultime due Finanziarie hanno dato un buon impulso alle ristrutturazioni di abitazioni volte a ridurre i consumi energetici degli edifici, oppure all’installazione di impianti per la produzione di energie rinnovabili (soprattutto solare fotovoltaica). Ma è anche vero che gli onerosi costi iniziali necessari agli interventi (per l’installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto di un’abitazione media si parla di circa 20mila euro) hanno frenato molte persone, pur interessate. Con l’obbligo, a partire dal luglio 2009, della certificazione energetica per la compravendita di tutte le abitazioni nuove o ristrutturate, l’avvio di alcuni lavori (dalla sostituzione delle caldaie al rifacimento del cappotto degli edifici, fino alla sostituzione di vetri e infissi) si renderà tuttavia necessario. Sarà anche per questo che l’offerta di prestiti ad hoc da parte delle banche si estende e si amplia, seguendo le novità legislative.
Diversi istituti prevedono oramai finanziamenti specifici (rivolti tanto a privati, siano essi singoli proprietari o interi condomini, quanto a imprese) per l’installazione di pannelli fotovoltaici o altre fonti rinnovabili oppure per interventi di riqualificazione energetica, legati a strumenti quali il Conto energia (introdotto dal Decreto ministeriale 19 febbraio 2007) o le detrazioni fiscali del 55% (previste dalla Finanziaria 2007 e 2008).

Conto energia
Parlando più specificamente del Conto energia (al 55% è dedicato l’articolo a fianco), è proposto da molte banche il sistema di rimborso che segue generalmente passo per passo le fasi di realizzazione dell’impianto. Questo consente al cliente di cominciare a pagare quando inizia effettivamente a ricevere dal Gestore dei servizi elettrici (Gse) i contributi per l’energia prodotta (circa 40-50 centesimi di euro per kW prodotto, a seconda dell’impianto).

Così, attraverso la canalizzazione degli incentivi o la cessione del credito alla banca, il contributo statale che entra nel conto corrente del cliente serve a coprire la rata del prestito. Considerando che la durata dei finanziamenti è in media attorno ai 12-15 anni, una volta rimborsato il debito al cliente restano l’utile dei contributi del Conto energia (erogati per 20 anni) e il risparmio sulla bolletta energetica per tutta la durata dell’impianto (in media 25 anni). «Il vantaggio di un finanziamento specifico - spiega Roberto Zerbola, responsabile settore agrario ed energie alternative del gruppo Banca Sella - sta nella possibilità di usufruire di modalità di erogazione commisurate alle esigenze di installazione. Anche la durata del prestito e la rata di ammortamento sono quindi stabilite in base ai flussi di ricavo derivanti dalla produzione di energia».

Offerta varia
L’offerta è la più varia: si va dai mutui chirografari o ipotecari ai prestiti personali. La grande maggioranza degli istituti arriva a finanziare il 100% delle spese, mentre il tasso è fisso o variabile. Non sempre è necessario (anche se può essere conveniente) avere un conto corrente nella banca a cui si chiede il prestito. In genere il periodo di preammortamento arriva a sei mesi, in modo che il cliente abbia il tempo per avviare le pratiche con il Gse e realizzare l’impianto (operazione, quest’ultima, che richiede solo qualche giorno).
Infine, le banche richiedono spesso la stipula di assicurazioni per coprire quei danni all’impianto che impediscano per un certo periodo di produrre energia e dunque di ricevere i finanziamenti dal Gse. Nessuna assicurazione serve invece per il prestito «Energia XL» di Bnl, che si distingue dagli altri perché non prevede come garanzia la cessione dei contributi derivanti dal Conto energia e offre un Taeg al 6,60 per cento.

Fonte:http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/05/finanziamento-interventi-risparmio-energetico.shtml

Al Kentucky l’ultima corsa di Eight Belles Gli Usa in lacrime la vedono morire in tv

Tuesday, May 6th, 2008

L’America si commuove per la cavalla soppressa in pista dopo una rovinosa caduta in gara

WASHINGTON (Stati Uniti) - Eutanasia al Kentucky Derby, la corsa di cavalli più antica e importante d’America, giunta alla 134esima edizione. Eight Belles, una puledra, data per favorita assieme al vincitore Big Brown, si è spezzata le gambe anteriori in dirittura d’arrivo. Sulla pista, davanti a 157 mila spettatori ammutoliti, con le lacrime agli occhi, un veterinario le ha fatto un’iniezione letale indolore.

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DRAMMA IN DIRETTA TV - Il dramma è avvenuto mentre la cavalla, la più forte del Paese, già vittoriosa in altre quattro gare, stava raggiungendo Big Brown, un cavallo poderoso, che ricorda il mitico Ribot italiano. La si è vista rallentare a pochi metri dal traguardo, poi superarlo, e di colpo abbattersi a terra. Milioni di americani hanno seguito la scena in diretta alla tv, una scena che ha ricordato loro l’analogo dramma di Barbaro di alcuni anni fa. Anche Barbaro, uno dei massimi campioni della storia della ippica americana, si ruppe una gamba in una corsa. Ma fu salvato e operato due volte. Invano: non si riprese più, e si spense alla stessa maniera di Eight Belles.

LA CORSA E LA CADUTA - La morte della puledra, ha scritto il New Yort Times, è stata ancora più traumatica e commovente: «Ha gettato un’ombra sul successo di Big Brown». Grandi aspettative avevano preceduto il Kentucky Derby. Sia Big Brown, un nuovo venuto con soltanto tre gare alle spalle, sia Eight Belles parevano dotati di straordinarie capacità di rimonta. Al primo giro di pista, il cavallo e la cavalla si erano tenuti indietro, ma all’ultimo sono scattati con incredibile furia. Big Brown è partito per primo, superando Cowboy Cal, Recapturetheglory e Cool Coal Man che lo precedevano, e Eight Belles è stata l’unica a seguirlo. La puledra ha ridotto la distanza, si è scomposta, si è accasciata. Il fantino di Big Brown, Kent Desormeaux, si è voltato, ha lasciato il puledro, e si è precipitato alla sua volta.

SILENZIO IN PISTA - E’ toccato a Larry Bramlage, il veterinario del Derby, sincerarsi della condizione di Eigth Belles e farle l’iniezione. Larry Jones, i trainer della puledra, ha chiuso gli occhi, Rick Dutrow, il trainer di Big Brown, si è ammutolito. Dutrow, ha riferito il New York Times, è come Muhammad Alì (l‘ex campione di pugilato Cassius Clay), uno spaccone dell’ippica, in una corsa precedente aveva vinto 384 mila dollari scommettendo sul proprio cavallo, e aveva predetto un suo facile trionfo. Ma alla morte di Eight Belles ha dichiarato: «Non c’era altra femmina capace di battere i maschi».

Fonte: Corriere della Sera

Italia: pubblicato il decreto interministeriale sul solare termodinamico

Tuesday, May 6th, 2008

Il provvedimento prevede la concessione di tariffe incentivanti della durata di 25 anni da aggiungere al prezzo di vendita dell’energia prodotta”Criteri e modalità per incentivare la produzione di energia elettrica da fonte solare mediante cicli termodinamici”: questi i punti chiave del decreto interministeriale pubblicato recentemente sulla Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento a cura del Ministero dell’Ambiente e quello dello Sviluppo Economico stabilisce la concessione, per una durata di 25 anni, di tariffe incentivanti, che vanno da 0,28 a 0,22 euro per ogni kWh generato dagli impianti solari termodinamici, anche ibridi. Il beneficio è assegnato alle strutture entrate in esercizio dal 1° maggio 2008 e fino al 31 dicembre 2012, mentre per gli impianti che saranno attivati tra il 1° gennaio 2013 e il 31 dicembre 2014 l’incentivo si riduce. Le tariffe sono cumulabili con finanziamenti in conto capitale che rientrano nelle soglie del 10% del costo dell’investimento e con capitalizzazione anticipata non eccedente il 25% del costo dell’investimento. Il soggetto attuatore del provvedimento sarà il Gestore dei Servizi Elettrici a cui spetterà anche il compito di monitorare i risultati conseguiti, mentre l’Autorità per l’Energia stabilirà, entro due mesi dall’entrata in vigore del decreto, le modalità, i tempi e le condizioni per l’erogazione delle tariffe incentivanti.

Fonte: La Repubblica

Lo strano caso pinguino e foca Al Polo prove di sesso tra specie

Tuesday, May 6th, 2008

RICERCATORI che hanno assistito all’insolita scena di sesso non credevano ai loro occhi, ma per fortuna avevano una videocamera e tutto è documentato. È la rivista scientifica Journal of Ethology a svelare che in Antartide alcuni ricercatori dell’Università sudafricana di Pretoria hanno osservato per 45 minuti i brutali tentativi di un giovane maschio di foca di accoppiarsi con un pinguino reale. Ora, è vero che sono numerose le specie animali che non disdegnano il “famolo strano” reso celebre dal film di Carlo Verdone, ma le perversioni, se tali possono chiamarsi, riguardano al massimo specie simili. Il caso osservato dai ricercatori sudafricani è invece il primo in assoluto, documentato, di tentato accoppiamento tra un mammifero e un uccello.

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Gli studiosi erano su una spiaggia di Marion Island, un’isola vicino all’Antartide dove si trovano numerose colonie di foche e di pinguini reali, e stavano conducendo ricerche sui leoni marini. Quando hanno visto la foca avventarsi sul pinguino reale hanno pensato che lo volesse mangiare, ma lungi dall’afferrarlo con le fauci, l’otaria di circa 100 chili di peso si è sdraiata sul pinguino (circa 15 chili di peso, non si sa se maschio o femmina) e ha cominciato a strusciarsi sul poveretto cercando di penetrarlo. “I movimenti della foca erano inequivocabili - ha raccontato Nico de Bruyn del Mammal Research Institute di Pretoria - il giovane maschio alternava il movimento della copula a momenti in cui stava fermo sul pinguino. Il poveretto tentava di rimettersi in piedi sbattendo le ali, ma non riusciva a liberarsi dal peso del suo assalitore”. Dopo circa 45 minuti di tentativi a vuoto il maschio di foca se n’è andato ributtandosi in mare e il pinguino è fuggito, apparentemente senza ferite. “Anche questo è strano: la foca avrebbe potuto farne un boccone e invece l’ha lasciato andare”, ha osservato de Bruyn.

I ricercatori rimettono la loro scoperta al giudizio della comunità scientifica: “L’aggressione può essere sfociata in un atto sessuale in un secondo tempo - ipotizza de Bruyn - la foca era giovane, poteva essere un maschio troppo piccolo per l’accoppiamento con una femmina adulta, ma alle prese con la prima eccitazione sessuale. Potrebbe aver assalito il pinguino per mangiarlo, come è normale, poi potrebbe aver tramutato l’aggressione in una sorta di gioco, sfociato appunto in un gioco sessuale data l’eccitazione”.

Sono speculazioni che potranno essere eventualmente convalidate da altre osservazioni. Di sicuro un comportamento di questo tipo non era mai stato documentato prima, perché, come detto, non c’è alcuna interazione tra le due specie se non per il fatto che l’uno è il predatore dell’altro. Sono molti gli animali tra i quali l’accoppiamento non è preceduto da un corteggiamento ma da una vera e propria aggressione e non è infrequente vedere cuccioli che mimano l’atto sessuale tra di loro, in giochi che si svolgono però tra esemplari dello stesso sesso. I pinnipedi come foche, otarie e leoni marini sono noti per le loro copule cruente, precedute da vere e proprie aggressioni ed è frequente che si accoppino tra specie simili (per esempio un leone marino con una foca) dando origini a degli ibridi. I pinguini reali, invece, sono noti per essere animali particolarmente fedeli: le coppie si formano per restare insieme per tutta la vita.

Fonte : La Repubblica