Archive for May 4th, 2008

Pinguino senza pelo salvato dal cappotto

Sunday, May 4th, 2008

zzzpp.jpgUn pinguino che stava morendo di freddo è stato salvato grazie a un cappottino fatto apposta per lui. È successo in America al vecchio Pierre, un pinguino di 25 anni che - a causa della vecchiaia - in alcune zone del corpo aveva perso a tal punto lo strato di piume termiche che si vedeva la nuda pelle. Con la conseguenza che - letteralmente - moriva di freddo.CAPPOTTO SU MISURA - Privo dei grassi tipici dei mammiferi marini - l’uccello stava morendo perchè incapace di isolare il corpo dalle basse temperature del Pacifico. Gli scienziati e i biologi marini dell’Academy of Sciences di San Francisco sono accorsi in suo aiuto: dopo averlo visitato hanno pensato che l’unico sistema per salvarlo era fargli un cappottino su misura. E così hanno fatto. Si sono rivolti a una ditta specializzata nella fabbricazione di attrezzature da sub e a Pierre il pinguino è stata tagliata una muta su misura. I biologi gliela hanno infilata come se si trattasse di un esperimento, e l’hanno lasciato lì, vestito e agonizzante.

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DI NUOVO IN ACQUA - Dopo sei settimane hanno riferito che l’esperimento ha avuto esito positivo. Pierre, che si stava lasciando morire, ha ripreso a mangiare, è cresciuto di peso ed è tornato a tuffarsi e a nuotare insieme agli altri pinguini del gruppo.
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Fonte: Corriere della Sera

L’eco-città del principe Carlo bici gratis ed energia solare

Sunday, May 4th, 2008
Biciclette gratis, gigantesche turbine eoliche, pannelli solari per riscaldare l’acqua calda: è l’eco-città disegnata dal principe del Galles, con l’aiuto di un consorzio privato. Sherford, la città ecologica che nascerà nel Devon meridionale, avrà 12.000 abitanti e un’architettura ispirata a quella dell’era georgiana.Dopo iniziali perplessità, le autorità locali hanno dato il “via libera”: secondo il “‘Guardian”, i cittadini del vicino villaggio di Brixton avevano inizialmente sollevato ben 3.000 eccezioni, ma una volta coinvolti nel progetto l’opposizione è rientrata..Come Poundbury - la città nuova di zecca nella contea del Dorset, che Carlo ha cominciato a costruire 10 anni fa nel suo ducato in Cornovaglia - gli edifici di Sherford saranno ispirati alle vecchie città inglesi: per riprodurre quella particolare ambientazione, nessun edificio sarà più alto di 5 piani e saranno vietate le finestre in Pvc. La Foundation for the Built Environment, presieduta dal principe e dalla casa di costruzioni Red Tree, vuole che la metà dell’energia di Sherford provenga da fonti rinnovabili in loco, turbine eoliche e biomassa.

Due terzi del materiale di costruzione impiegato dovrà arrivare dal circondario; e le emissioni di CO2 di case e negozi saranno del 60 per cento inferiori a quelli richiesti dalla legislazione attuale. Non solo: i tetti di molte case saranno coperti di piante o di un sottile strato di detriti per favorire la nidificazione degli uccelli; tre quarti degli edifici saranno dotati di pannelli solari e, nel parco cittadino, è prevista anche un’azienda agricola di prodotti biologici destinati al mercato locale.

Fonte : La Stampa

Ma la pet therapy fa bene agli animali?

Sunday, May 4th, 2008

anche da leggi apposite, che comporta l’impiego di animali da compagnia come ausilio terapeutico in alcune situazioni patologiche umane, sia fisiche che psichiche. I dati più divulgati e noti al pubblico sono gli effetti sulla pressione: la carezza al micio tenderebbe a farla abbassare, mentre osservare i pesciolini variopinti dell’acquario rilassa la mente ed evoca pensieri bucolici; la passeggiata quotidiana con il cane migliora l’umore e allontana i rischi cardiovascolari oltre a far consumare qualche caloria in più; l’equitazione migliora il controllo muscolo-scheletrico di coloro che hanno problemi di coordinazione; i delfini si sono rivelati in grado di superare parzialmente la barriera dell’autismo. Anche altri effetti sono sfruttati e pubblicizzati, tra cui alcuni decisamente frivoli come il socializzare meglio con sconosciuti al parco perché si è possessori entrambi del cagnolone di turno, vedi la vecchia e gettonata storia della carica dei 101.

Pet therapy nel reparto di pediatria in un ospedale di Como (Newpress)

La pet therapy è ormai diventata un’attività ben codificata,

Praticamente su ogni rivista si recupera qualche informazione e suggerimento per «trattare» qualche malanno più o meno grave con la presenza o il contatto con un animale. C’è però un problema non indifferente e poco compreso che riguarda la tutela dell’animale «oggetto» terapeutico. Esistono due categorie relative a questo utilizzo del pet: la prima comprende gli animali «professionisti» cioè quelli addestrati specificatamente anche per anni e utilizzati di solito da associazioni di persone competenti e gestiti nel modo più corretto sia dal punto di vista sanitario che psicologico, come per esempio i cani destinati ai bambini con gravi lesioni cerebrali o i cavalli adatti alla rieducazione motoria. Non è probabile che un animale appartenente a questa categoria, possa finire in mezzo a una strada o a marcire in un canile anche perché sono animali molto costosi e frutto di scelte e selezione accurata.

Il secondo gruppo, più sfortunato e meno tutelato, comprende la moltitudine di animali della pet therapy «casareccia», cioè tutti quelli che vengono comprati o recuperati, senza specifico interesse, con la speranza di migliorare condizioni che spesso nulla hanno a che vedere con la presenza d animali, e può capitare, e capita, che il loro destino non sia dei più felici. Dice William Heberden: «New medicines and new methods of cure always work miracles, for a while», che significa che le nuove medicine e i nuovi metodi terapeutici fanno sempre miracoli, per un breve periodo. Molti di coloro che acquisiscono animali anche per altri motivi per fortuna se ne «innamorano», spesso dicendo che non immaginavano che fosse così avere un amico peloso e se ne infischiano poi del fatto che il motivo «medico» risulti non sfruttabile.

Ma cosa accade in alcuni casi se l’aspettativa di una vita più vantaggiosa e frizzante o un miglioramento della salute NON conseguono all’acquisizione del pet soprattutto se il motivo non è stato dall’inizio il reale desiderio di dividere la propria vita con l’animale domestico? Mentre i vari attrezzi ginnici acquistati all’asta televisiva nella speranza di diventare Brad Pitt si possono piegare e riporre sotto il letto o le scatole vuote dei farmaci si possono buttare nel pattume l’ingombrante animale va tenuto per tutta la sua vita, che quando va bene sarà di livello minimo di sopravvivenza, con cibi scadenti, poche passeggiate, e forse, alla prima occasione, il trasloco forzato. Quando va male, finito l’effetto euforizzante iniziale, il destino e quello praticamente certo dell’abbandono, con metodi più o meno carini a seconda del livello morale del proprietario.

Siamo così certi che gli animali che languono nei vari rifugi siano tutti stati abbandonati dal vacanziero folle? Nel caso dell’utilizzo di animali come «agenti terapeutici» sarebbe forse più appropriato specificare la controindicazione, che non si evidenzia praticamente mai negli articoli o servizi televisivi che trattano questo argomento e cioè che l’uso del “prodotto” (in questo caso il povero animale) è indicato solo ed esclusivamente a color che indipendentemente dalla necessità del farmaco abbiano comunque desiderio di rapportarsi con un animale domestico per motivi ben diversi e siano disposti ad accollarsene la responsabilità per tutti gli anni che durerà la sua vita.

Laura Torriani
Medico veterinario libero professionista - Associazione Avemus

Fonte: Corriere della Sera

Rallenta il riscaldamento globale Temperatura ferma fino al 2020

Sunday, May 4th, 2008

zzzzt.jpgUna tregua di dieci anni per effetto delle correnti oceaniche. E poi una nuova brusca impennata.
È quello che potrebbe succedere al riscaldamento globale nel prossimo decennio. Lo afferma uno studio tedesco pubblicato dalla rivista Nature. La ricerca è basata su un nuovo modello matematico. Secondo le previsioni dei ricercatori si sta entrando in un periodo in cui la Terra tenderà naturalmente a raffreddarsi per effetto di alcune correnti dell’Oceano Atlantico. Un fenomeno che “neutralizzerà” momentaneamente (fino al 2020) i gas serra.

Le correnti dell’oceano Atlantico. I ricercatori dell’Istituto per le scienze marine di Kiel e dell’Istituto metereologico di Amburgo hanno elaborato un nuovo modello climatico. La novità rispetto a quelli precedenti è che questo sistema di rilevazione non tiene conto delle variazioni di temperatura sotto la superficie degli oceani, ma solo di quelle superficiali, la cui misura negli ultimi anni è diventata molto più precisa.

Il nuovo modello incorpora anche la “Atlantic Multidecadal Oscillation” (Amo), una tendenza delle correnti dell’oceano Atlantico a raffreddarsi ogni 60-70 anni. Un ciclo naturale delle temperature oceaniche legato alle correnti che dai Tropici arrivano in Europa.

“Ci sono alcune incertezze nel modello - ha spiegato Noel Keenlyside dell’università di Kiel alla Bbc - ma le nostre previsioni sono di un plateau nella curva della temperatura, che poi ricomincerà a salire”

Secondo i ricercatori ci sarebbe una frenata del riscalamento globale nei prossimi 15 anni, con la temperatura che almeno in Europa e in Nord America, le prime zone a cui è stato applicato il modello, rimarrà quasi invariata, per poi ricominciare a salire bruscamente dopo il 2020. La curva sarebbe diversa da quella predetta dall’Ipcc, la commissione Onu che si occupa dei cambiamenti climatici. A modificarne l’andamento sarebbe proprio l’effetto della “Amo”, che secondo gli studiosi tedeschi riuscirà a neutralizzare quello dovuto ai gas serra. “È importante notare che anche se all’inizio la variabilità del clima maschera gli effetti causati dall’uomo, a lungo termine la nostra curva e quella dell’Ipcc si ricongiungono - spiega l’esperto - e questo conferma la bontà delle loro previsioni”.

La ricerca. Il modello è stato testato sulle variazioni di temperatura dal 1950 al 1980, dando risultati incoraggianti. Gli stessi ricercatori insistono, però, sul fatto che i dati non devono far “rilassare” i governi alle prese con misure per mitigare l’effetto dell’uomo sul clima. D’altra parte, sottolineano gli esperti, l’innalzamento della temperatura è solo una delle alterazioni del clima.

Fonte : La Repubblica

Il primo bosco verticale in una casa di Milano

Sunday, May 4th, 2008

E’ alto 18 metri ed è alimentato solo da energia rinnovabile a zero emissioni. Grazie a pannelli solari fotovoltaici cattura la luce del sole che produce l´energia necessaria per illuminare e irrigare le piante. Il giardino verticale, con gelsomini, ginestre, nespoli del Giappone, sta per essere ultimato sulla parete del condominio di corso di porta Ticinese 93.

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Fonte : La Repubblica

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