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Trattamenti profilattici della filariosi con endectocidi

May 3rd, 2008 · No Comments

Sono numerosi i prodotti per cani che assicurano una valida protezione nei confronti delle infestazioni da filarie, nematodi che si localizzano nell’apparato cardiocircolatorio dei cani determinando una grave patologia .

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La maggior parte sono somministrabili per via orale, qualcuno per via transdermica (spot-on) ed uno per via parenterale (sottocute). E’ prevista una somministrazione al mese per i prodotti per uso orale e spot-on ed una sola somministrazione annuale, nel periodo primaverile-estivo, per quello per uso sottocutaneo. Come è possibile ottenere una buna azione profilattica con trattamenti così distanziati nel tempo?
Occorre innanzitutto precisare che questi prodotti contengono, quale principio attivo, avermectine o milbemicine, molecole dotate di elevata attività nei confronti degli ectoparassiti (quelli che si trovano all’esterno dell’animale ad esempio gli acari, agenti della rogna che si localizzano a livello della cute), ma anche nei confronti degli endoparassiti (nematodi, ossia vermi tondi, che si trovano nell’intestino, come ad esempio ascaridi, anchilostomi e tricocefali, oppure nell’apparato cardiocircolatorio come le filarie). In base a questa capacità di determinare la morte degli ecto e degli endo parassiti questi farmaci vengono definiti endectocidi. Queste molecole sono molto attive nell’alterare il passaggio degli ioni cloro a livello delle cellule del sistema nervoso dei parassiti con effetti paralizzanti letali.

Per ottenere una buona attività profilattica nei confronti della filariosi è sufficiente la somministrazione di microdosi (pochi microgrammi/kg) che sono ben tollerate in tutte le razze canine. Un’altra importante caratteristica di queste sostanze è rappresentata dalla loro elevata liposolubilità, che consente loro di essere ben assorbite per tutte le vie di somministrazione e di diffondere molto bene in tutto l’organismo. Le membrane che rivestono le cellule degli organismi superiori sono di natura lipoproteica e vengono pertanto facilmente attraversate dalle sostanze liposolubili, che riescono per questo motivo a muoversi molto bene nell’organismo, distribuendosi in ogni comparto, anche all’interno delle cellule. Vengono raggiunti prima i tessuti maggiormente perfusi dal sangue (cuore, reni) e poi (ridistribuzione) quelli meno irrorati, soprattutto il tessuto adiposo, che diventa quindi un sito di deposito del farmaco che assicura una successiva lenta cessione al sangue e quindi un effetto protratto nel tempo.

Nel caso della profilassi della filariosi, le microdosi usate non sono in grado di assicurare il mantenimento di livelli larvicidi protratti nel tempo, ma la durata di azione è sufficiente a garantire, con un solo trattamento mensile, l’interruzione del ciclo evolutivo delle larve di filaria inoculate dalle zanzare infette. Il periodo in cui iniziare e sospendere il trattamento mensile dipende dalle condizioni ambientali, che influiscono sul ciclo biologico delle zanzare e delle filarie e possono quindi variare a seconda della collocazione geografica. Il Medico Veterinario curante è in grado di consigliare il migliore protocollo profilattico, in base alla situazione ambientale.

Nel caso del prodotto per uso sottocutaneo la durata di azione è molto maggiore perché, oltre alle caratteristiche farmacocinetiche (ridistribuzione nei siti di deposito) sopra ricordate, entrano in gioco le particolari caratteristiche farmaceutiche del prodotto. Si tratta infatti di una sospensione nella quale il principio attivo è inglobato in microsfere dalle quali viene lentamente ceduto dopo l’inoculazione sottocutanea.

In questo modo è possibile con un solo trattamento annuale, effettuato al momento opportuno, proteggere il cane per tutto il periodo necessario. Il trattamento deve essere effettuato dal Medico Veterinario, perché sia la preparazione del prodotto che la sua somministrazione richiedono procedure particolari. Ricordo inoltre che è opportuno che sia il Veterinario a consigliare il tipo di prodotto utilizzare (orale, spot-on, sottocutaneo) ed il relativo principio attivo, in base alle caratteristiche del soggetto da trattare e dell’ambiente in cui vive.

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Il prof. Carlo Girardi è Ordinario di Farmacologia Veterinaria presso l’Università degli Studi di Torino e componente della Commissione Consultiva del Farmaco Veterinario presso il Ministero della Salute.

Fonte: La Zampa.it

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