CLIMA: DA OGGI MINISTRI OCSE A PARIGI, PRESIEDE L’ITALIA
Cambiamento climatico, legami tra competitivita’ e politiche ambientali sono i temi al centro del dibattito, oggi 28 e domani a Parigi, presso la sede dell’Ocse, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, tra i ministri dell’Ambiente. Due giorni di lavori per discutere le sfide e le opportunita’ di fronte ai cambiamenti climatici e i legami tra competitivita’ globale e le politiche ambientali. A riunisri nella capitale francese i ministri dell’Ambiente dei 30 paesi Ocse, i loro omologhi dei paesi candidati all’ adesione (Cile, Estonia, Israele, Russia e Slovenia) e i ministri provenienti dal Brasile, Cina, India, Indonesia e Sud Africa. Il confronto e’ sulle modalita’ di azione condivise per raggiungere obiettivi ambientali comuni: riduzione dell’ inquinamento, conservazione della natura e minore produzione di carbonio.
L’Ocse ha recentemente pubblicato l’Environmental Outlook 2030 nel quale si evidenziano soluzioni politiche per fare fronte al cambiamento climatico, alla perdita di biodiversita’, alla scarsita’ d’acqua e alle conseguenze sulla salute causate dall’inquinamento. Le prospettive ambientali dell’Ocse al 2030 forniscono alcune analisi delle tendenze economiche e ambientali e alcuni esempi di politiche in grado di far fronte alle problematiche piu’ importanti. Particolare attenzione e’ dedicata alle azioni necessarie per evitare danni irreversibili all’ambiente, senza per questo compromettere la crescita economica e il benessere sociale, nella logica dello sviluppo sostenibile. Affrontare i problemi piu’ importanti non solo e’ possibile, ma e’ anche conveniente, perche’ i costi dell’ inazione sono molto elevati.
A lungo termine, agire tempestivamente per affrontare le piu’ importanti problematiche ambientali avra’ un impatto positivo anche sui costi. Peraltro, un’azione ritardata avra’ come conseguenza che saranno i paesi in via di sviluppo, meno attrezzati per gestire e affrontare queste problematiche, a subire le peggiori conseguenze ambientali. L’assenza di politiche d’intervento e i ritardi nell’adottare politiche adeguate hanno costi economici e sociali molto elevati, con conseguenze dirette (costi della sanita’ pubblica) e indirette (diminuzione della produttivita’) sulle economie, incluse quelle dei paesi dell’Ocse.
La riunione di Parigi e’ strutturata su quattro sessioni (i recenti trend ambientali e le proiezioni per i prossimi decenni, la cooperazione ambientale tra gli stati membri Ocse e le economie emergenti, competitivita’, eco-innovazione e cambiamento climatico, rafforzare la cooperazione tra i governi per politiche ambiziose di lotta al cambiamento climatico); martedi’ 29, alle ore 15, a conclusione della riunione ministeriale, e’ prevista una conferenza stampa. Il ministro dell’Ambiente italiano Alfonso Pecoraro Scanio e’ stato chiamato a presiedere la riunione. Tra gli altri presenti, si segnalano i ministri australiano Peter Garrett, francese Jean-Luis Borloo, cinese Jian Zhou, inglese Philip Woolas, giapponese Ichiro Kamoshita, il direttore dell’Epa statunitense Stephen Johnson e il segretario generale dell’Ocse Angel Gurria.
Fonte: Ansa.it