La corretta valutazione dei mangimi per cani e gatti
Cani e gatti seguono, nella buona e nella cattiva sorte, i loro proprietari. L’evoluzione dell’alimentazione umana che ha caratterizzato l’ultima parte del secolo scorso e l’inizio dell’attuale ho avuto riflessi anche su quella di questi animali. La preparazione casalinga ha ceduto il passo a quella preconfezionata che coinvolge ormai almeno un pasto al giorno di molte persone. Analogamente c’è stato un incremento dei cibi preparati per i nostri animali da affezione: si calcola che circa la metà di essi venga oggi nutrita con tali alimenti.I proprietari di cani e gatti sono molto interessati ai sistemi che permettono una valutazione dei mangimi ad essi destinati., ma i criteri utilizzati sono spesso soggettivi e basati più su considerazioni di tipo umano che non sulle esigenze nutrizionali degli animali.
Premesso che una valutazione esaustiva non è semplice e richiede indagini scientifiche che sono alla portata solo di laboratori specializzati, tuttavia, con alcuni semplici accorgimenti si può approfondire le proprie conoscenze in merito al valore nutrizionale dei mangimi ed imparare ad utilizzarli correttamente.
Attenti alla pubblicità
Le regole da seguire sono le seguenti:
1) leggere le etichette riportate, a norma di legge, sulle confezioni. Vi si troverà la specificazione del tipo di mangime: “completo”, idoneo a coprire tutte le esigenze dell’animale, oppure “complementare”, da utilizzare con altri alimenti che ne completino il profilo nutritivo. Troveremo poi un elenco di voci quali:
- ingredienti: che indicano le materie prime utilizzate, poste in ordine decrescente rispetto al livello di introduzione;
- analisi chimica: che riporta il contenuto nei principali principi nutritivi;
- integrazione, che elenca le vitamine e gli oligoelementi minerali eventualmente aggiunti, con le relative quantità. seguire le indicazioni in merito alle quantità di alimento da somministrare, cercando di individuare le dosi più congrue. Se si utilizzano alimenti completi non aggiungere altri ingredienti che squilibrerebbero la razione. In caso di dubbio non esitare ad interpellare un Veterinario esperto in alimentazione.
2) controllare il peso dell’animale una volta al mese e riportare i dati ottenuti sul libretto sanitario o su apposita scheda. Correggere eventualmente le quantità di alimento in funzione dell’andamento del peso dell’animale: se ingrassa diminuire le dosi, se dimagrisce aumentarle.
3) imparare a discriminare tra i vari tipi di pubblicità e dare più credito a quella che fornisce parametri tecnici piuttosto che a quella che sfrutta solo belle immagini o frasi ad effetto. Se il cane mantiene il peso-forma e gode di un buon stato di salute significa che il prodotto è valido e che lo si sta utilizzando correttamente.
Gli errori dei padroni
L’esperienza pratica insegna che la maggior parte dei problemi patologici legati all’alimentazione sono dovuti ad errori nel razionamento. Bruschi cambiamenti, dosi inappropriate, goloserie varie inducono, talora in tempi brevi, talora in tempi lunghi, patologie che, a torto, vengono attribuite al mangime.
Il proprietario deve quindi convincersi di essere l’artefice del benessere del proprio animale non solo perchè sceglie un alimento affidabile, ma anche perchè lo utilizza correttamente.
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Il Prof. Pier Paolo Mussa è ordinario di Nutrizione ed alimentazione animale presso l’Università degli Studi di Torino ed è diplomato al College Europeo di Nutrizione Veterinaria Comparata. |
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Fonte : La Zampa.it
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