Archive for April 26th, 2008

Arriva l’airbag per pedoni

Saturday, April 26th, 2008

Due cuscinetti si gonfiano sul cofano e attutiscono l’urto MARCO ZATTERIN CORRISPONDENTE DA BRUXELLES
L’airbag per i pedoni si candida a essere la prossima frontiere della sicurezza stradale. È un brevetto olandese, si chiama Active Hood e, a quanto pare, fa miracoli. Se un’auto investe un passante, «il cofano attivo» si alza grazie all’impulso di un sensore posto all’altezza del paraurti e lascia uscire due cuscinetti: si gonfiano in un batter d’occhio alla base del parabrezza e attutiscono l’urto del malcapitato. La Federazione olandese dei ciclisti sostiene che se tutti i veicoli ne avessero uno a bordo si potrebbe dimezzare il numero dei passanti morti sulle strade europee. Per questo se ne fa sponsor per politici e costruttori, ai quali chiede l’adozione di questa protezione esterna.

I numeri sono impressionanti. Solo nel 2005 in Italia sono state investite 16.791 persone, 703 sono morte. L’Autoliv, la società scandinava che sta sperimentando l’airbag pedonale, assicura che la sua invenzione può ridurre al 15% gli incidenti in cui un pedone rischia la vita. Gli esperimenti condotti sinora riguardano il traffico cittadino e considerano una velocità media di 40-50 orari al momento dell’impatto. Se l’auto corre di più non ci sono santi e airbag che tengano.

I ciclisti olandesi ne sanno qualcosa. I 16 milioni di cittadini del Paese sotto il livello del mare, dove non trovi una collina neanche a cercarla con la lente di ingrandimento, vantano un parco di 18 milioni di bici. Nel 2006 sono morti sul sellino 216 persone, la metà delle quali in scontri con auto. «In passato molte misure sono state prese per proteggere chi è seduto in un’auto - osserva il portavoce della Dutch Cycling Federation - ma nulla è stato fatto per proteggere chi è fuori. Qui da noi si potrebbero salvare 60 vite ogni anno».

L’Autoliv giura che funziona, ha anche sviluppato un airbag per i veicoli col cofano corto, con una serie di innovazioni tecnologiche all’apparenza rivoluzionarie. Il parabrezza è costruito con materiale deformabile: combinato con cofani soft e parti laterali capaci di assorbire energia, riduce i rischi di mortalità di oltre due terzi.

L’idea è buona, dicono all’Unrae, l’Associazione italiana dei costruttori esteri. Il problema sono i costi, ma all’inizio era lo stesso con le protezioni interne. Passerà. Scegliere fra la vita e la morte, in fondo, è una cosa che non ha prezzo.

Fonte: La Stampa

Acquisti solidali? A tutto GAS!

Saturday, April 26th, 2008

comune mezzo gaudio! Si chiamano GAS (Gruppi di Acquisto Solidale) e sono gruppi di persone che si uniscono per comprare all’ingrosso prodotti (il più delle volte di utilizzo alimentare) per poi ridistribuirseli tra loro in modo equo, orientando i propri acquisti verso compagnie piccole o più sensibili verso valori condivisi da tutto il gruppo come il rispetto dell’ambiente o l’importanza delle tradizioni (da qui l’accezione “solidale”).

Un nuovo stile di spesa che riflette un modus vivendi dall’impronta solidaristica, che non riguarda necessariamente solo i prodotti alimentari.

 

Geografia dei Gas

Sono attualmente 400 i Gas ufficiali diffusi nella penisola, nati originariamente a Fidenza e diffusisi in Emilia per poi contagiare il resto d’Italia, ma si stima che siano almeno un migliaio , considerando anche quelli non formalizzati.
Lo stile di acquisto equo e solidale si sta diffondendo anche in Francia dove esiste da qualche anno un’esperienza grazie al gruppo AMAP “Association pour le Mantien d’une Agriculture Paysanne” con l’unica differenza che qui il gruppo di consumatori “adotta” un contadino e ne condivide in parte i rischi abbonandosi ad un paniere che corrisponde ad una quota del raccolto.

 

Si risparmia davvero?

Per i “gasisti” l’elemento prezzo viene dopo la genuinità del prodotto e l’etica di produzione, elementi che possono far levitare i prezzi dei prodotti.
L’escamotage che consente però significativi risparmi sulla spesa domestica è una “sforbiciata” alla filiera produttiva che porta i consumatori direttamente dai produttori bypassando gli intermediari, anche se la scelta di prodotti biologici ed etici può comportare rincari rispetto ai “primi pezzi” delle catene di supermercati. Il risparmio si avverte invece se il paragone viene fatto con i prodotti bio della stessa Gdo, con un taglio dei prezzi del 20%.
Dal Nord al Sud del Paese i Gas stanno facendo scuola. C’è chi compra una mucca intera a 1.200 euro per dividerla in dieci famiglie: “Merce pregiata che viene dal parco dell’Uccellina”, “Su frutta e verdura, soprattutto in primavera ed estate, il risparmio è clamoroso, ben oltre il 30%”, sostiene Sara Paci del Rigas di Rimini, uno dei più grandi in Italia con volumi di spesa annui di 100mila euro.

I volumi sono ancora ridotti: ipotizzando che ogni Gas sia composto da 30 famiglie che spendono in media all’anno mille euro, il business si aggirerebbe intorno ai 30 milioni, cifra che potrebbe salire nel 2008 a 50 milioni.

 

Agevolazioni fiscali

Se i risparmi monetari non sono immediatamente evidenti si può contare comunque sulle agevolazioni fiscali predisposte in finanziaria, che consentono l’esenzione dal pagamento dell’IVA
“Non sono soggetti IVA e quindi non devono pagare l’imposta le associazioni senza scopo di lucro, come quelle dei consumatori, che si organizzano in gruppi di acquisto per comprare direttamente dal produttore e risparmiare sui ricarichi distributivi. Lo ha stabilito l’art. 1, comma 266, della legge n. 244/2007, aggiungendo che l’agevolazione è valida a condizione che tali associazioni non applichino ricarichi agli aderenti e non svolgano attività di somministrazione o di vendita. Alla stessa condizione, tali associazioni non sono soggette a Irpef, purché osservino le prescrizioni stabilite dall’art. 4, comma 7, del DPR n. 633/1972 (legge sull’IVA), che riguardano la costituzione con atto pubblico o scrittura privata autenticata oppure registrata all’Ufficio del registro, la previsione del divieto di distribuire utili o avanzi di gestione, l’obbligo di redigere un rendiconto economico annuale, eccetera”.

Fonte: La Stampa

Volete un cane? Ritornate a scuola!

Saturday, April 26th, 2008

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Volete un cane o un cavallo? Prima, vi toccherà tornare a scuola. Il governo svizzero ha presentato una serie di misure per migliorare la protezione degli animali, tra cui l’obbligo per i nuovi proprietari di cani di seguire dei corsi.

Un punto chiave della nuova normativa, scrive il sito online di swissinfo, è costituito dalla formazione. I nuovi proprietari di cani, ad esempio, dovranno seguire dei corsi di istruzione teorica e pratica. Lezioni sono previste anche per chi possiede più di tre maiali, cinque cavalli, dieci pecore o 150 galline.

Al centro della nuova legge sulla protezione degli animali, che entrerà in vigore il primo settembre, vi è soprattutto la responsabilizzazione dei proprietari. Secondo il ministro della Giustizia, signora Doris Leuthard, si tratta soprattutto di informare e sensibilizzare, poiché è impossibile sorvegliare i cittadini per vedere come trattano i loro animali.

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