Il criceto: un piccolo guerriero

Assai vivace, notturno, mobilissimo il criceto è sicuramente il più diffuso fra i piccoli mammiferi domestici anche se il suo carattere non può sempre essere definito amabile. Ne esistono cinque generi diversi che occupano aree geografiche variabilissime che vanno dall’Europa alla Cina, ma il più conosciuto come roditore domestico è certamente il criceto dorato di Siria o mesocriceto dorato. La forma selvatica, che vive nell’Asia centrale, è decisamente più grande dei graziosi animaletti che possiamo trovare nei negozi specializzati, infatti può raggiungere tranquillamente il mezzo chilogrammo di peso per trentacinque centimetri di lunghezza, praticamente un bel topone.

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La caratteristica che più contraddistingue i criceti selvatici è l’incredibile capacità di accumulare scorte alimentari, infatti nelle loro tane scavate in profondità nei terreni adiacenti ai campi di cereali si possono trovare quintali di semi accumulati per far fronte all’inverno o ai periodi di carestia. Animali crepuscolari i criceti passano la maggior parte del tempo nelle loro gallerie sotterranee ed escono soltanto per fare scorta di cibo, che trasportano nelle elastiche tasche guanciali capaci di contenere enormi quantità di semi. La varietà domestica, attualmente diffusa in tutto il mondo, è considerevolmente più piccola del selvatico e raggiunge al massimo i 18 centimetri di lunghezza per 130 grammi di peso.

Il primo riuscito tentativo di allevamento risale agli anni trenta e fu realizzato da un professore dell’Università Gerusalemme che, da una singola femmina con dodici cuccioli, ottenne centinaia di discendenti. Portati in Europa dai militari americani alla fine della seconda guerra mondiale e successivamente selezionati in numerose varietà di colore e lunghezza del mantello, i mesocriceti sono oggi da considerare animali domestici a tutti gli effetti. Possono essere tranquillamente allevati nelle nostre case, si nutrono di semi, frutta, verdure, biscotti, formaggio ed altri alimenti di natura vegetale. Non puzzano se vengono tenuti puliti ed hanno la bella abitudine di urinare sempre nello stesso punto della lettiera. Importantissimo è ricordare che i criceti sono animaletti solitari e territoriali, amano vivere tranquilli nella propria gabbia, possibilmente ampia e ricca di nascondigli da riempire di cibo; dormono di giorno e gironzolano di notte. L’umana consuetudine di far convivere tutti gli animali in coppie può rivelarsi funesta nel caso del criceto, in quanto molte volte gli esemplari costretti alla convivenza, senza possibilità di fuga, finiscono di mordersi selvaggiamente fino alle estreme conseguenze è quindi importante concedere al nostro piccolo amico un territorio in proprietà esclusiva.

La riproduzione è facilissima anche se non sono infrequenti i fenomeni di cannibalismo; sedici giorni dopo l’accoppiamento le femmine mettono al mondo da quattro a dodici cuccioli totalmente inetti del peso di due o tre grammi, che dopo una ventina di giorni possono essere separati dalla madre ed a due mesi di vita possono già riprodursi. La grande prolificità e facilità di allevamento ha, per loro sventura, trasformato i criceti in soggetti da esperimento ideali, su di essi sono state studiate numerose malattie infettive come ad esempio l’encefalopatia di Creutzfeld-Jacob qualche tempo fa agli onori della cronaca come morbo della mucca pazza.

Chi volesse acquistare un criceto potrà trovarlo senza difficoltà in tutti i negozi specializzati, personalmente consiglierei un esemplare giovane. La gabbia dovrà essere ampia, lavabile di metallo o plastica; il legno non è adatto in quanto si impregna facilmente di urina ed è facilmente e rapidamente demolito dagli acuminati dentini del roditore. Sul fondo si potranno mettere trucioli di legno ( mai segatura ) o, meglio, un’apposita lettiera per roditori; il rifornimento d’acqua potrà essere garantito da un abbeveratoio a goccia cui l’animaletto si abituerà presto.

L’arredamento della gabbia dovrà essere ricco di tubi e nascondigli, esistono oggi in commercio bellissimi contenitori completi di tutto il necessario e perfettamente studiati per garantire al criceto una vita confortevole. Per quanto riguarda l’alimentazione si è già detto che, oltre ai cibi confezionati in commercio, qualsiasi prodotto di natura vegetale è idoneo ed il piccolo roditore passerà la maggior parte del tempo ad accumulare provviste.

*********SCHEDA TECNICA********

Nome comune
Criceto, mesocriceto dorato, hamster

Nome scientifico
Mesocricetus aureus

Distribuzione geografica
Europa, Asia. Ne esistono molte specie diverse, attualmente si trovano spesso i Roborovski e i nani della Mongolia

Morfologia
Tipico roditore anuro (ossia privo di coda), il mantello è variabile per tessitura e colore, vi sono esemplari neri, grigi, blu, gialli e albini

Allevamento
In gabbie o contenitori in plastica, è bene utilizzare abbeveratoi a goccia e lettiere per roditori, se si vogliono tenere più esemplari insieme è opportuno prevedere la possibilità di suddividere la gabbia in settori separati.

Riproduzione
I maschi sono facilmente identificabili per i testicoli discesi e visibili, la gravidanza dura 16 giorni, i cuccioli diventano indipendenti dopo tre settimane.

Allevamento
In terrario di dimensioni proporzionate alle dimensioni dell’animale, importante utilizzare un fondo adeguato in materiale sintetico o cortecce, evitando ghiaia e sabbia che spesso causano ostruzioni intestinali. Il riscaldamento dovrebbe essere radiante fra i 27 e 30 °C, l’umidità sul 70 %. E’ necessaria una vaschetta d’acqua per bere, immergersi ed anche defecare. Indispensabile l’integrazione luminosa con raggi UV.

Durata della vita
Due o tre anni

Consigli
Evitare la convivenza di più esemplari, attenzione alle diete ipoproteiche; fate controllare periodicamente lo stato di salute;le femmine si ammalano facilmente di una malattia volgarmente detta “della coda bagnata”

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Il dott. Cesare Pierbattisti è medico veterinario libero professionista (Patologie degli animali esotici), biologo e presidente dell’ Ordine dei medici veterinari della provincia di Torino.

Fonte: La Stampa

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