Archive for April 20th, 2008

Il criceto: un piccolo guerriero

Sunday, April 20th, 2008

Assai vivace, notturno, mobilissimo il criceto è sicuramente il più diffuso fra i piccoli mammiferi domestici anche se il suo carattere non può sempre essere definito amabile. Ne esistono cinque generi diversi che occupano aree geografiche variabilissime che vanno dall’Europa alla Cina, ma il più conosciuto come roditore domestico è certamente il criceto dorato di Siria o mesocriceto dorato. La forma selvatica, che vive nell’Asia centrale, è decisamente più grande dei graziosi animaletti che possiamo trovare nei negozi specializzati, infatti può raggiungere tranquillamente il mezzo chilogrammo di peso per trentacinque centimetri di lunghezza, praticamente un bel topone.

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La caratteristica che più contraddistingue i criceti selvatici è l’incredibile capacità di accumulare scorte alimentari, infatti nelle loro tane scavate in profondità nei terreni adiacenti ai campi di cereali si possono trovare quintali di semi accumulati per far fronte all’inverno o ai periodi di carestia. Animali crepuscolari i criceti passano la maggior parte del tempo nelle loro gallerie sotterranee ed escono soltanto per fare scorta di cibo, che trasportano nelle elastiche tasche guanciali capaci di contenere enormi quantità di semi. La varietà domestica, attualmente diffusa in tutto il mondo, è considerevolmente più piccola del selvatico e raggiunge al massimo i 18 centimetri di lunghezza per 130 grammi di peso.

Il primo riuscito tentativo di allevamento risale agli anni trenta e fu realizzato da un professore dell’Università Gerusalemme che, da una singola femmina con dodici cuccioli, ottenne centinaia di discendenti. Portati in Europa dai militari americani alla fine della seconda guerra mondiale e successivamente selezionati in numerose varietà di colore e lunghezza del mantello, i mesocriceti sono oggi da considerare animali domestici a tutti gli effetti. Possono essere tranquillamente allevati nelle nostre case, si nutrono di semi, frutta, verdure, biscotti, formaggio ed altri alimenti di natura vegetale. Non puzzano se vengono tenuti puliti ed hanno la bella abitudine di urinare sempre nello stesso punto della lettiera. Importantissimo è ricordare che i criceti sono animaletti solitari e territoriali, amano vivere tranquilli nella propria gabbia, possibilmente ampia e ricca di nascondigli da riempire di cibo; dormono di giorno e gironzolano di notte. L’umana consuetudine di far convivere tutti gli animali in coppie può rivelarsi funesta nel caso del criceto, in quanto molte volte gli esemplari costretti alla convivenza, senza possibilità di fuga, finiscono di mordersi selvaggiamente fino alle estreme conseguenze è quindi importante concedere al nostro piccolo amico un territorio in proprietà esclusiva.

La riproduzione è facilissima anche se non sono infrequenti i fenomeni di cannibalismo; sedici giorni dopo l’accoppiamento le femmine mettono al mondo da quattro a dodici cuccioli totalmente inetti del peso di due o tre grammi, che dopo una ventina di giorni possono essere separati dalla madre ed a due mesi di vita possono già riprodursi. La grande prolificità e facilità di allevamento ha, per loro sventura, trasformato i criceti in soggetti da esperimento ideali, su di essi sono state studiate numerose malattie infettive come ad esempio l’encefalopatia di Creutzfeld-Jacob qualche tempo fa agli onori della cronaca come morbo della mucca pazza.

Chi volesse acquistare un criceto potrà trovarlo senza difficoltà in tutti i negozi specializzati, personalmente consiglierei un esemplare giovane. La gabbia dovrà essere ampia, lavabile di metallo o plastica; il legno non è adatto in quanto si impregna facilmente di urina ed è facilmente e rapidamente demolito dagli acuminati dentini del roditore. Sul fondo si potranno mettere trucioli di legno ( mai segatura ) o, meglio, un’apposita lettiera per roditori; il rifornimento d’acqua potrà essere garantito da un abbeveratoio a goccia cui l’animaletto si abituerà presto.

L’arredamento della gabbia dovrà essere ricco di tubi e nascondigli, esistono oggi in commercio bellissimi contenitori completi di tutto il necessario e perfettamente studiati per garantire al criceto una vita confortevole. Per quanto riguarda l’alimentazione si è già detto che, oltre ai cibi confezionati in commercio, qualsiasi prodotto di natura vegetale è idoneo ed il piccolo roditore passerà la maggior parte del tempo ad accumulare provviste.

*********SCHEDA TECNICA********

Nome comune
Criceto, mesocriceto dorato, hamster

Nome scientifico
Mesocricetus aureus

Distribuzione geografica
Europa, Asia. Ne esistono molte specie diverse, attualmente si trovano spesso i Roborovski e i nani della Mongolia

Morfologia
Tipico roditore anuro (ossia privo di coda), il mantello è variabile per tessitura e colore, vi sono esemplari neri, grigi, blu, gialli e albini

Allevamento
In gabbie o contenitori in plastica, è bene utilizzare abbeveratoi a goccia e lettiere per roditori, se si vogliono tenere più esemplari insieme è opportuno prevedere la possibilità di suddividere la gabbia in settori separati.

Riproduzione
I maschi sono facilmente identificabili per i testicoli discesi e visibili, la gravidanza dura 16 giorni, i cuccioli diventano indipendenti dopo tre settimane.

Allevamento
In terrario di dimensioni proporzionate alle dimensioni dell’animale, importante utilizzare un fondo adeguato in materiale sintetico o cortecce, evitando ghiaia e sabbia che spesso causano ostruzioni intestinali. Il riscaldamento dovrebbe essere radiante fra i 27 e 30 °C, l’umidità sul 70 %. E’ necessaria una vaschetta d’acqua per bere, immergersi ed anche defecare. Indispensabile l’integrazione luminosa con raggi UV.

Durata della vita
Due o tre anni

Consigli
Evitare la convivenza di più esemplari, attenzione alle diete ipoproteiche; fate controllare periodicamente lo stato di salute;le femmine si ammalano facilmente di una malattia volgarmente detta “della coda bagnata”

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Il dott. Cesare Pierbattisti è medico veterinario libero professionista (Patologie degli animali esotici), biologo e presidente dell’ Ordine dei medici veterinari della provincia di Torino.

Fonte: La Stampa

ISES ITALIA; 115 IMPIANTI ‘VERDI’ APERTI 19-20/4

Sunday, April 20th, 2008
via la due giorni dell’energia rinnovabile made in Italy. Sabato 19 e domenica 20 aprile ritorna i ”Giorni delle Rinnovabili - Impianti Aperti ai Cittadini”, giunta alla sua ottava edizione, iniziativa nazionale organizzata da Ises Italia (International solar energy society) per promuovere la diffusione di una cultura energetica sostenibile. Hanno gia’ aderito all’iniziativa di quest’anno ben 115 impianti su tutto il territorio nazionale, riferisce la stessa organizzazione. Tra le iniziative si segnala quella al Centro per le Energie Rinnovabili Renertec del Tis innovation park di Bolzano, che prevede la visita sabato 19 aprile all’impianto fotovoltaico della Fiera di Bolzano, la centrale idroelettrica di Cardano, la centrale di teleriscaldamento a biomassa di Velturno e la nuova sede della Camera di Commercio di Bolzano, che sfrutta la geotermia per riscaldare e raffrescare.zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzeol2.jpg

I visitatori e i tecnici potranno, poi, visitare il Campo Fotovoltaico di Carano in Val di Fiemme (Provincia di Trento), progettato e costruito, in meno di nove mesi, da Cpl Concordia, gruppo multiutiliy di Modena, di oltre 15.000 metri quadrati di superficie, che eroga una potenza massima di 500 kW, per una produzione annua di 625.000 kWh. In Piemonte, invece, sara’ possibile visitare l’impianto di Torre San Giorgio (Cuneo) realizzato da Idrocentro Spa, nel quale si trovano installati, in una sola localita’, impianti a tecnologie diverse: fotovoltaico cristallino da 10 kW, fotovoltaico amorfo con potenze da 3 a 200 kW, solare termico, solarwall e vari tipi di impianti a biomassa. Sara’ visitabile anche l’impianto fotovoltaico di Nettuno (Roma), realizzato da EniPower, aprirà le porte al pubblico solo nella giornata di sabato 19 aprile come anche il Parco Eolico Poggi Alti nel Comune di Scansano (Grosseto), realizzato da Endesa Italia. L’elenco completo degli impianti aderenti e’ consultabile sul sito www.isesitalia.it. (ANSA).

 

Animali, estinzione addio saranno salvi con la clonazione

Sunday, April 20th, 2008

- Potrebbe essere la strada per salvare gli animali in via d’estinzione. Alcuni ricercatori del Royal Zoological Society of Scotland e dell’università di Edimburgo hanno fatto sapere che al più presto utilizzeranno una rivoluzionaria forma di clonazione per riprodurre il rinoceronte bianco settentrionale.

Questo mammifero è vicinissimo alla scomparsa, dato che gli individui che vivono liberi nella savana non sono più di una decina. Gli scienziati hanno annunciato sulle pagine del quotidiano inglese “The Indipendent” di voler tentare di preservare i geni di questo raro rinoceronte in cattività, sfruttando una tecnica che fonde le cellule della pelle dell’animale in pericolo con gli embrioni di uno stretto cugino, il rinoceronte bianco meridionale, una specie non ancora in pericolo, tant’è che in un censimento del 2006 sono stati contati circa 11.000 individui. Il risultato sarà una “chimera”, ossia un animale composto da una miscela di cellule provenienti da entrambe le specie.

I ricercatori però ipotizzano che alcune di esse possano crescere fino a produrre spermatozoi e ovuli del tutto simili a quelle del rinoceronte bianco settentrionale. Sarebbe la salvezza dell’animale in via d’estinzione. Se questo esperimento dovesse avere successo, i biologi sperano di poter estendere questa tecnica a una vasta gamma di altre specie in pericolo.

Nei dettagli il piano degli scienziati consiste nel prendere piccoli campioni di pelle dai pochi rinoceronti bianchi settentrionali tenuti in cattività e di trasformarli in cellule embrionali, utilizzando una nuova forma di ingegneria genetica. La tecnica comporta la “riprogrammazione” delle cellule adulte della pelle per farle tornare allo stato embrionale, (staminali pluripotenti indotte) le quali hanno la proprietà di svilupparsi in un tessuto specifico del corpo, dando la linea delle cellule germinali, che originano ovuli e sperma.

Tra gli scienziati che stanno lavorando al progetto c’è anche Ian Wilmut, a capo del gruppo che ha clonato la pecora Dolly. Secondo il ricercatore, questo procedimento potrebbe dare migliori risultati rispetto a quella che portò alla clonazione della famosa pecora. Robert Millar del Medical Research Council’s Reproductive Sciences Unit di Edimburgo, che ha guidato la ricerca ha spiegato: “Ci sono tantissimi animali africani minacciati dall’estinzione. Noi vogliamo proteggere i loro genomi. Certo è importante lavorare anche per salvare i loro habitat”.

Gli scienziati inglesi non sono gli unici a voler utilizzare tale tecnica di clonazione. Robert Lanza, il principale responsabile scientifico della società di biotecnologie Advanced Cell Technology del Massachusetts (Usa), ha annunciato che sta collaborando con alcuni scienziati cinesi per utilizzare la tecnica di “riprogrammazione delle cellule” per il panda gigante. Il Medial Research Council sta lavorando con lo zoo di Edimburgo per clonare il lupo dell’Etiopia, il cane selvaggio africano e l’ippopotamo pigmeo, tutti vicino all’estinzione. Ma alcuni ricercatori spiegano che, poiché la tecnica è semplice, si potrebbe pensare anche all’uomo.

fonte: La Repubblica

Auto: la classifica dei costruttori amici dell’ambiente

Sunday, April 20th, 2008

Fiat Group è prima nella graduatoria europea dei costruttori di veicoli con le minore emissioni di CO2
La Casa automobilistica più “amica” dell’ambiente? Fiat Group. Il dato proviene dalla classifica dei costruttori che hanno proposto nel 2007 sul mercato europeo autovetture con meno emissioni di CO2, stilata dalla “Jato Dynamics”, leader mondiale nella fornitura di intelligence e dati sul mercato automobilistico. Il Centro studi ha assegnato al Lingotto il primo posto grazie alla sua media di emissioni di 137.3 g/km. “Fiat - osserva Jato - guida la sfida dei costruttori per auto più pulite e amiche dell’ambiente”. Dietro a Fiat si sono guadagnate il podio Peugeot (141.9 g/km) e Citroen (142.2 g/km). Il quarto posto va ancora a una francese, Renault (146.4), seguita da Toyota (148.8 g/km), Ford (149,1 g/km), Opel/Vauxhall (152.9 g/km), Volkswagen (161.7 g/km), Bmw (176.7 g/km) e Mercedes (188.4 g/km). “Tutta l’industria auto ha fatto enormi progressi nel ridurre le emissioni di CO2 - osserva Nasir Shah, direttore dello sviluppo globale del prodotto di Jato - Naturalmente sono i costruttori il cui portfolio è dominato dalle city-car a ottenere le migliori performance. Si può dunque dire che, data la gamma alta della loro proposta, Bmw e Mercedes hanno fatto molto bene”. “Come la maggior parte dei costruttori - conclude Jato - Fiat sta mettendo un serio impegno nello sviluppo di motorizzazioni ibride e ha chiaramente manifestato l’intenzione di andare avanti nella ricerca tecnologica per una mobilità più sostenibile”.

Fonte : La Repubblica

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