Archive for April 19th, 2008

Al Clean Moves Exposition il futuro dei combustibili

Saturday, April 19th, 2008

L’aumento del prezzo della benzina e dei gas a effetto serra porta alla ribalta il rendimento del combustibile in Germania, paese all’avanguardia in Europa, anche all’importante fiera di HannoverAlla “Clean Moves Exposition” durante l’Hannover Messe del prossimo 23 aprile il rendimento dei combustibili tradizionali e di quelli alternativi sarà al centro dei dibattiti di un comitato di esperti.
Sui combustibili alternativi, che in Germania stanno già riducendo le emissioni auto, la ricerca si sta concentrando sui biocarburanti da coltivazioni non destinate all’alimentazione. Ad esempio la biomassa-a-liquido o etanolo cellulosico; e ancora altre come il biometano o l’idrogeno che però potranno essere disponibili per le automobili solo a medio-lungo termine.
Si discuterà del progresso scientifico e della capacità d’investimenti nei combustibili alternativi. Il cuore dell’intervento di Alberto Carmona Bosch, direttore alla “Abengoa Bioenergy Europe”, maggior produttore di etanolo in Europa, riguarderà “La sostenibilità nell’etanolo di prima e seconda generazione”. Il dottor Eckhard Boles e Marco Keller dall’Università Goethe di Francoforte sul Meno parleranno del “Pentalco Project”, lo sviluppo di un etanolo di seconda generazione a partire dalla paglia, che sarà elaborato nei prossimi due anni. Michael Seiffert e Franziska Müller-Langer dell’Institute for Energy and Environment Leipzig relazioneranno un’analisi sul biometano in relazione ad altri possibili biocombustibili.
Il dottor Ulrich Schmidtchen, della German Hydrogen and Fuel Association, si occuperà della produzione di idrogeno dall’energia solare ed eolica e del problema della rete di distirbuzione.
“Invest in Germany”, agenzia di promozione di investimenti della Repubblica Federale di Germania che fornisce agli investitori un supporto completo, dalla selezione del sito alle decisioni d’investimento, modererà il meeting

Fonte : La repubblica

ECO-ENERGIA:FILM SOTTILE COMPETE CON CELLULE FOTOVOLTAICHE

Saturday, April 19th, 2008

Film sottile con un’efficienza al 20%. E’ questo il risultato ottenuto da un gruppo di ricercatori americani del Dipartimento dei laboratori sull’energia rinnovabile (NREL) che sono riusciti a creare un film sottile che può competere con le più comuni cellule fotovoltaiche. Il modulo solare a film sottile, con celle a base di diseleniuro di rame, indio e gallio (CIGS) e’ riuscito a raggiungere un’efficienza pari al 19.9% e, addirittura, alcuni moduli multicristallini raggiungono livelli di efficienza intorno al 20.3%. ”Questo traguardo rappresenta un’importante pietra miliare - ha dichiarato Miguel Contreras, lo scienziato della NREL. L’obiettivo della ricerca in questo settore è sempre stato quello di arrivare alla stessa performance dei pannelli fotovoltaici e noi siamo riusciti a raggiungerlo”. Le celle CIGS sono estremamente sottili e vengono applicate, molto facilmente e a basso costo, su superfici quali vetro, fogli metallici flessibili o polimeri resistenti alle alte temperature. Richiedono, inoltre, meno energia al momento della loro costruzione e possono essere prodotti da numerosi processi industriali. Grazie a queste caratteristiche e alla sua leggerezza per il nuovo film si prevede un futuro promettente vista la flessibilità e la possibilità di utilizzarlo su numerose superfici, quali tetti fotovoltaici e finestre

Fonte : Ansa.it

PETROLIO: CIBI STRANIERI INQUINANO, BENE MADE IN ITALY

Saturday, April 19th, 2008

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Vino australiano, prugne cilene, carne argentina. Tra i cibi ’stranieri’ che arrivano sulle tavole degli italiani, sono loro i primi tre classificati nella top ten per i consumi di petrolio ed emissioni di anidride carbonica. Basti pensare alle distanze che 1 kg di queste delizie enogastronomiche percorrono in aereo prima di toccare l’Italia: oltre 10mila km, con relativi 20 kg di emissioni di anidride carbonica. Da segnare nella lista ‘nera’ anche il mango dal Peru’, l’anguria da Panama, la carne dal Brasile, l’aglio dalla Cina, l’uva da tavola dal Sud Africa, i meloni da Guadalupe e il riso dagli Usa. A stilare la chart dei cibi ’spreconi’ di energia e’ Coldiretti, in occasione dal Forum internazionale sull’energia di Venezia, realizzato con la collaborazione dello studio Ambrosetti. Secondo Coldiretti, per aiutare l’ambiente e consumare meno petrolio, la scelta del consumatore che vuole fare la spesa in modo piu’ sostenibile dovrebbe cadere su alternative offerte dal menu nazionale. Se la produzione di vino made in Italy e’ destinata per quasi il 60% ai 469 vini nazionali Doc, Docg e Igt, l’Italia ha anche il primato europeo nella quantita’, varieta’ e sanita’ dell’ortofrutta, mentre per la carne c’e’ quella proveniente dalle prestigiose razze storiche italiane come la Chianina, dalla quale si ottiene la fiorentina. Gia’ una sola famiglia che decida di consumare prodotti locali, facendo attenzione agli imballaggi, potrebbe fare la differenza, arrivando a tagliare fino ad una tonnellata di emissioni di anidride carbonica l’anno. Per alcuni dei prodotti stranieri nella lista ‘nera’ poi si pongono anche perplessita’ di carattere sanitario. Coldiretti cita il caso della carne proveniente dal Brasile, per la quale la commissione europea e’ intervenuta per limitare le importazioni, perche’ non soddisfa i requisiti sanitari dell’Unione. E sull’aglio cinese, spiega l’organizzazione degli agricoltori, pesano dubbi provocati dalle emergenze sanitarie che si sono verificate per gli alimenti provenienti da quel Paese. Per tutti gli altri, invece, secondo Coldiretti ”non ci sono motivazioni che ne giustificano la scelta, anche considerando il fatto che acquistare quelli italiani durante la stagione produttiva garantisce maggiore risparmio e freschezza”. In generale, riferisce Coldiretti, si stima che un pasto medio a livello globale percorra oltre 1.900 km via camion, nave e/o aeroplano prima di arrivare sulla tavola. E spesso ci vuole piu’ energia per portare il pasto al consumatore, di quanta non ne fornisca poi il pasto stesso in termini nutrizionali, senza contare gli effetti sull’atmosfera e sui cambiamenti climatici provocati dall’emissione di gas ed effetto serra. All’estero, spiega l’organizzazione degli agricoltori, la sensibilita’ di alcune catene della grande distribuzione commerciale europee ha gia’ portato in alcuni casi alla scelta di dedicare ampi spazi sugli scaffali a prodotti locali del territorio o a segnalare i prodotti provenienti da Paesi lontani con relativi costi ambientali, in genere attraverso un’etichetta che misura la CO2 prodotta. In Italia la Coldiretti ha avviato una mobilitazione per aiutare i consumatori: dall’introduzione dell’obbligo di indicare la provenienza di cibi in vendita, alla disponibilita’ di spazi nella distribuzione commerciale dove poter acquistare alimenti locali, fino all’inaugurazione del primo circuito a km zero, che include dalla gelateria alla ristobottega di Verona, dall’osteria di Padova allo snack bar di Treviso, dai vari ristoranti del veneziano fino ai locali del parco delle Dolomiti nel Bellunese.

Fonte : Ansa.it

Civita Di Bagnoregio

Saturday, April 19th, 2008

Ho deciso di segnalarvi una volta la settimana dei siti turistici che per la loro particolarità vale la pena di visitare, inizierò da un posto che mi ha incantata: una città morta!

Viaggio nella “Città che muore”
Il suo destino è stato scritto dalla natura, che con i suoi mutamenti geologici l’ha come isolata su uno sperone di roccia argillosa in attesa che una frana la faccia scomparire del tutto. Nel frattempo però Civita di Bagnoregio continua ad essere meta di turisti e curiosi, un luogo in cui la storia, la natura e le genti incarnano il simbolo della lotta dell’uomo contro il tempo

- CIVITA DI BAGNOREGIO - A guardarla dalla parte opposta del lungo ponte di cemento che la collega a Bagnoregio, Civita “la città che muore”, come ha voluto chiamarla lo scrittore Bonaventura Tecchi , sembra una città fantasma, di quelle che quando la nebbia sale dalla valle e le avvolge sembrano sospese nel nulla. Una suggestione che le si addice, se è vero che il destino di questo borgo sembra proprio essere in bilico, e la sua esistenza è da molti ormai considerata un miracolo.

Arroccata su uno sperone di roccia argillosa, Civita di Bagnoregio va di giorno in giorno sempre più sprofondando nella valle sottostante a causa della franosità del basamento tufaceo su cui poggia, soggetto ad una lenta ma inesorabile erosione. La “condanna a morte” decretata dalla natura ha fatto sì che la città si svuotasse dei suoi abitanti, ridotti ormai a poche famiglie e a qualche vecchio locandiere che si occupa della ristorazione dei turisti. Turisti che, a vederli così ordinatamente allineati lungo il ponte, sembrano recarsi in pellegrinaggio, impazienti di visitare ciò che rimane del borgo che diede i natali a San Bonaventura, ma soprattutto di toccare con mano la straordinarietà del secolare fenomeno geologico che un giorno ne determinerà la scomparsa.

A passeggiare per le stradine di Civita, entrando da Porta S. Maria per giungere al Duomo di S. Donato che fu, fino al 1699, la cattedrale di Bagnoregio, passando per Palazzo Alemanni-Mazzocchi e Palazzo Bocca, questo sentore di fatalità quasi non si avverte. Qua e là turisti e curiosi assaggiano vini e cibi del luogo, scattano fotografie, visitano gli edifici medievali e tornano indietro, senza pensare che quella potrebbe essere l’ultima volta che vedono Civita così com’è.

Per comprendere appieno ciò che sta accadendo alle fondamenta del paese si deve invece perlustrarne il perimetro, accessibile soltanto entrando nelle proprietà private delle poche famiglie che vi abitano. Sugli usci delle abitazioni qualche anziana signora fa cenno di avvicinarci e ci invita ad entrare nel suo giardino, che se non fosse per il fatto che si affaccia all’estremità orientale della Civita, sullo strapiombo della Valle dei Calanchi, sarebbe un normale orticello di campagna. Basta sporgersi un tantino e si scorge tutto il percorso di sprofondamento a cui è soggetto il borgo.

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Eppure i vecchi del posto sembrano convivere serenamente con questo destino: nelle loro case fatte di tufo gli utensili da lavoro si mescolano ad oggetti antichi, anfore, pietre medievali con iscrizioni in latino, tutto accuratamente messo in bella mostra per affascinare il turista che fa visita alla loro casa. In cambio, le anziane signore chiedono un’offerta, qualche spicciolo, più per tradizione che per guadagno, quasi per accertarsi che abbiamo apprezzato le ricchezze di cui sono detentori, e forse anche il loro coraggio di abitare una città che, letteralmente, sta sospesa nel nulla.

E in fondo, andando via, si ha la sensazione di salutare, forse per l’ultima volta, Civita “la città che muore”.

Fonte: http://www.tusciatour.it/news_part.asp?id=221

AMBIENTE: DA BOLOGNA PRIMA BIOPLASTICA DA BARBABIETOLE

Saturday, April 19th, 2008

L’ente certificatore internazionale belga Vincotte ha riconosciuto alla bioplastica ‘Minerv Pha’, prodotta con barbabietole da zucchero, la certificazione di prodotto biodegradabile (’ok biodegradable water’). Lo hanno reso noto le aziende, entrambe bolognesi, che hanno concorso alla produzione di quello che viene definito in una nota ”il primo e unico biopolimero da barbabietole da zucchero”: la Bio on, attiva nelle biotecnologie, e il consorzio cooperativo saccarifero Co.Pro.B. ”L’idea e’ particolarmente innovativa - spiega il comunicato congiunto delle due imprese - perche’ per la prima volta al mondo il ‘Pha’ viene ottenuto da barbabietole e suoi derivati e non da oli o amido di cereali, come la maggior parte dei biopolimeri oggi in commercio.

La certificazione ottenuta attesta la competa biodegradabilita’ in acqua e a temperatura ambiente e pone ‘Minerv Pha’ al primo posto tra le bioplastiche esistenti”. Il nuovo biopolimero, ottenuto nell’ambito di un progetto di ricerca avviato nel 2007 - sottolinea la nota - ”puo’ sostituire prodotti inquinanti e ottenuti dal petrolio come Pet, Pp, Pvc, con i quali si realizzano bottiglie, packaging alimentare, componentistica auto, arredamento, fibre, pellicole per imballaggio, elettronica”. Inoltre, ‘Minerv Pha’ ”ha ottime proprieta’ termiche e, attraverso la gamma di polimerizzazione, e’ possibile soddisfare esigenze produttive da -10 a +180 gradi C”.

Fonte : Ansa .it

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