16
April
2008

Svizzera, è stato abbattuto l’orso Jj3

 stato abbattuto JJ3, l’orso il cui destino appariva ormai segnato, essendo diventato pericoloso per la popolazione. Lo ha indicato l’Ufficio federale dell’ambiente. Il plantigrado,proveniente dall’Italia, si avvicinava infatti senza alcun timore alle abitazioni, in cerca di cibo. Era giunto nei Grigioni con il «fratellastro» MJ4 nell’estate 2007. Il cantone dei Grigioni aveva respinto l’offerta di «asilo» per l’orso, fatta dallo zoo di Berna.DESTINI DIVERSI - L’abbattimento ha avuto luogo in una zona del Grigioni centrale, nel quadro della Strategia Orso Svizzera, fa sapere l’UFAM. L’animale era giunto nei Grigioni con il «fratellastro» MJ4 nell’estate 2007. Questi però ha manifestato un comportamento cosiddetto «discreto» e si aggira tuttora nella zona dell’Engadina e della Val Monastero. Non è stato così per JJ3, che si è fatto sempre più pericoloso, secondo il Dipartimento federale dell’ambiente. Lo scorso autunno aveva iniziato a spingersi sistematicamente fino ai centri abitati alla ricerca di cibo e non si lasciava affatto intimorire dall’uomo. Le ripetute azioni di dissuasione intraprese prima e dopo il letargo per allontanarlo non hanno sortito alcun effetto e l’orso non ha cambiato in alcun modo il suo comportamento, diventando un pericolo.

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LA MOBILITAZIONE - A nulla è valsa la mobilitazione del mondo ambientalista italiano, e del ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, per cercare di salvare la vita a Jj3, figlio di Jurka, reclusa in un recinto in Trentino, e fratello di JJ1, ucciso dalle autorità bavaresi e ora impagliato in un museo tedesco. Forte la critica espressa dalla Lega antivivisezione: «La Lav - dichiara Massimo Vitturi, responsabile del settore caccia e fauna selvatica dell’associazione - non può accettare che i “burocrati” della fauna selvatica decidano, sulla base di semplicistiche valutazioni preventive, della vita o della morte di meravigliosi animali come JJ3, che non hanno fatto male a nessuno. Per questo abbiamo scritto una lettera all’ambasciatore a Roma della Confederazione Elvetica, esortandolo a sostenere, presso le competenti autorità, la causa per salvare questo magnifico animale, che non deve essere considerato un problema bensì un essere vivente al quale va garantito il diritto di vivere». Un appello che però è caduto nel vuoto.

Fonte : Corriere della Sera



1 comment

  1. Lio:

    Che tragedia, che vergogna, che crudeltà, che insensibilità…vergogna Svizzera.



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