Archive for April 16th, 2008

Contro la CO2 anche la riforestazione è importante

Wednesday, April 16th, 2008

Secondo i risultati di una proiezione a lungo termine anche le piantumazioni su larga scala potrebbero avere un impatto significativo

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Il dato arriva da uno studio effettuato dalla Wageningen University, nei Paesi Bassi, e della Netherlands Environmental Assessment Agency e pubblicato della rivista “Carbon Balance and Management”: le piantagioni su larga scala possono funzionare come “pozzi per l’assorbimento del carbonio”, dando pertanto una mano a controllare i livelli di anidride carbonica. In realtà il solo piantare alberi non ha la capacità di risolvere gli attuali problemi climatici, ma il processo di riforestazione su larga scala, secondo quanto mostrato da un modello universitario sugli effetti futuri delle piantagioni, potrebbe avere un impatto significativo sul lungo periodo. La ricerca ha preso in considerazione il potenziale di assorbimento sia dal punto di vista fisico sia da quello sociale per tutto il XXI secolo, e l’efficacia in termini di rallentamento delle concentrazioni atmosferiche della CO2. Ovviamente i risultati possiedono un’ampia variabilità legata ai possibili ostacoli sociali, economici e istituzionali che possono andare contro alle aree verdi; tuttavia anche nel peggiore degli scenari il potenziale di sequestro cumulativo al 2100 può compensare il 5-7% delle emissioni di CO2 dell’industria e della produzione energetica. Le piantagioni più efficaci risultano essere quelle nelle regioni tropicali, mentre più controverse sono le conclusioni nel caso delle alte latitudini.

Fonte: La Repubblica

Energia delle onde: la tecnologia avanza

Wednesday, April 16th, 2008

È stata sviluppata una nuova installazione galleggiante, denominata FWEPS, per la conversione dell’energia marina con grandi capacità di adattamento alle condizioni atmosferiche Nell’ambito del progetto MARINECO per lo sviluppo economico e sociale di regioni artiche remote, è stato sviluppato un modulo pilota di una centrale elettrica galleggiante in mare aperto, per la conversione dell’energia del mare in elettricità. L’idea di partenza è stato lo studio, la creazione e la prova di fattibilità di un impianto industriale per la produzione di energia sicura ed eco-compatibile basata sulla potenza delle onde marine, dal momento che nell’Artico e in altre regioni remote, queste rappresentano il vettore di energia più disponibile e promettente rispetto ad altre fonti rinnovabili. I partner del progetto hanno così messo a punto la centrale FWEPS (Float Wave Electric Power Station), una capsula galleggiante sigillata che include un meccanismo di trasmissione meccanica a oscillazione, un generatore elettrico e un’unità ausiliaria per l’immagazzinamento dell’energia che può essere distribuita rapidamente in mari e oceani, anche nelle condizioni più imprevedibili. La particolare forma aerodinamica dell’apparecchiatura, assialmente simmetrica, consente inoltre una migliore navigazione, con una disposizione verticale del galleggiante sulla superficie del mare, e un funzionamento sostenibile a varie lunghezze, velocità e intensità delle onde, e a varie direzioni di propagazione.

Fonte : La Repubblica

Uno scandalo l’egoismo dei ricchi agricoltura Ue drogata dai sussidi”

Wednesday, April 16th, 2008

 ”La politica agricola europea non solo è scandalosa, ma è diventata ormai insostenibile. Ogni vitello che nasce da noi riceve circa un paio di dollari al giorno di sussidio! Così non si può andare avanti. Non si può pensare che in altri paesi del mondo la gente accetti di morire di fame calma e tranquilla, senza ribellarsi”. La nuova crisi mondiale ha tante cause e tanti colpevoli, secondo Emma Bonino, ministro uscente per il Commercio estero e le Politiche europee. Ci sono l’impennata del prezzo del petrolio, l’aumento della domanda di prodotti alimentari, la crescita demografica. Ma ci sono anche la miopia e l’egoismo dei paesi ricchi.

Perché va cambiata anche la politica agricola europea?
“La Pac (la politica agricola comunitaria), e lo dico da anni, assorbe circa il 50 per cento dei fondi Ue per sovvenzionare con la mano destra un’agricoltura europea in perdita, che fa concorrenza ai paesi in via di sviluppo che, poi, con la mano sinistra finanziamo attraverso accordi di associazione. Rivedere la politica agricola europea è davvero urgente. E l’Italia può giocare un ruolo da protagonista se solo si desse la forza per farlo”.

La Fao ha lanciato l’allarme: servono 500 milioni di dollari per l’emergenza per aiutare i paesi colpiti dalle carestie. Dal G7 di Washington è arrivata una forte preoccupazione perché un miliardo di persone vive con un dollaro al giorno. I Grandi si sono detti pronti a intervenire. Le sembra credibile questa posizione quando in Europa, l’Italia, la Francia e la Gran Bretagna nel 2007 non hanno mantenuto gli impegni presi a favore dei paesi in via di sviluppo, riducendo i propri aiuti rispetto al Pil come ha denunciato il presidente della Commissione Barroso?

“Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Ma quella che abbiamo davanti è una crisi così ampia che ha poco a che vedere con la stantia routine degli aiuto allo sviluppo. Qui stiamo assistendo a una crisi planetaria di fronte alla quale l’agenda politica dovrà essere stravolta mettendo la questione in cima alla lista delle priorità da affrontare come comunità internazionale”.

Cosa pensa della proposta dell’Onu di una moratoria di cinque anni sulla produzione di biocarburanti che negli Stati Uniti sottraggono terreno coltivabile a mais?
“La moratoria da sola non può rappresentare la soluzione miracolistica, ma può essere utile se parte di un pacchetto di misure: ad una crisi causata da una serie di motivi occorre rispondere con una serie di soluzioni. D’altra parte mi pare che la situazione sia sufficientemente critica per motivare una serie di decisioni drastiche. Invece, continuando così, ignorando il problema, non può che spingerci verso il baratro. Ricorderà la battaglia di noi Radicali contro la fame nel mondo nella prima parte degli anni ‘80. Ebbene, le conseguenze questa volta rischiano di essere ancora più devastanti perché in vent’anni la popolazione nei paesi più colpiti dalla penuria si è moltiplicata”.

L’India ha bloccato le esportazioni del riso. Come giudica questa decisione? Chi ne pagherà le conseguenze?
“Non dimentichiamoci che il riso basmati è l’alimento base in India. Il fatto che abbia raggiunto il prezzo di due euro al chilo lo mette fuori dalla portata della stragrande maggioranza dell’oltre un miliardo di abitanti. Mi sembra che quella decisione fosse obbligata, anche perché in India le capacità di processare e soprattutto di conservare i prodotti alimentari sono scarse. Chi pagherà? Credo che la domanda andrà rivolta al prossimo vertice di giugno della Fao a Roma e al G8 in Giappone”.

Fonte : La Repubblica

Svizzera, è stato abbattuto l’orso Jj3

Wednesday, April 16th, 2008

 stato abbattuto JJ3, l’orso il cui destino appariva ormai segnato, essendo diventato pericoloso per la popolazione. Lo ha indicato l’Ufficio federale dell’ambiente. Il plantigrado,proveniente dall’Italia, si avvicinava infatti senza alcun timore alle abitazioni, in cerca di cibo. Era giunto nei Grigioni con il «fratellastro» MJ4 nell’estate 2007. Il cantone dei Grigioni aveva respinto l’offerta di «asilo» per l’orso, fatta dallo zoo di Berna.DESTINI DIVERSI - L’abbattimento ha avuto luogo in una zona del Grigioni centrale, nel quadro della Strategia Orso Svizzera, fa sapere l’UFAM. L’animale era giunto nei Grigioni con il «fratellastro» MJ4 nell’estate 2007. Questi però ha manifestato un comportamento cosiddetto «discreto» e si aggira tuttora nella zona dell’Engadina e della Val Monastero. Non è stato così per JJ3, che si è fatto sempre più pericoloso, secondo il Dipartimento federale dell’ambiente. Lo scorso autunno aveva iniziato a spingersi sistematicamente fino ai centri abitati alla ricerca di cibo e non si lasciava affatto intimorire dall’uomo. Le ripetute azioni di dissuasione intraprese prima e dopo il letargo per allontanarlo non hanno sortito alcun effetto e l’orso non ha cambiato in alcun modo il suo comportamento, diventando un pericolo.

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LA MOBILITAZIONE - A nulla è valsa la mobilitazione del mondo ambientalista italiano, e del ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, per cercare di salvare la vita a Jj3, figlio di Jurka, reclusa in un recinto in Trentino, e fratello di JJ1, ucciso dalle autorità bavaresi e ora impagliato in un museo tedesco. Forte la critica espressa dalla Lega antivivisezione: «La Lav - dichiara Massimo Vitturi, responsabile del settore caccia e fauna selvatica dell’associazione - non può accettare che i “burocrati” della fauna selvatica decidano, sulla base di semplicistiche valutazioni preventive, della vita o della morte di meravigliosi animali come JJ3, che non hanno fatto male a nessuno. Per questo abbiamo scritto una lettera all’ambasciatore a Roma della Confederazione Elvetica, esortandolo a sostenere, presso le competenti autorità, la causa per salvare questo magnifico animale, che non deve essere considerato un problema bensì un essere vivente al quale va garantito il diritto di vivere». Un appello che però è caduto nel vuoto.

Fonte : Corriere della Sera