Lite Pecoraro-Pdl sul nucleare

 ”La forza politica guidata da Berlusconi sta rilanciando fortemente la questione nucleare. Da alcune verifiche che ho fatto fare, sono riuscito ad ottenere lo studio commissionato dal Pdl: intendono riaprire posti come Trino Vercellese, Fossano, Caorso. Stanno studiando un posto vicino a Ravenna, ma c’è anche San Benedetto del Tronto, Mola di Bari, un sito in Sardegna e uno in Sicilia. Hanno in mente un progetto per riempire l’Italia di centrali nucleari”. Così il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio riporta l’atomo al centro della campagna elettorale: la lista resa nota contiene 15 località, ma è sconfessata dal vicecoordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto: “Pecoraro Scanio è un provocatore e un falsario che sta raccontando menzogne inventando per evidenti ragioni elettorali un piano che non esiste”.

Più nel dettaglio entra il responsabile dell’energia del Pdl Stefano Saglia: “Escludo che alcun esponente del nostro partito si sia messo a stilare una lista di nomi, per di più così lunga. Nel programma il nucleare c’è, ma è una cosa seria: ci vorranno 7-10 anni, ma prima di pensare a dove realizzare le centrali dobbiamo fare alcuni passi per riguadagnare credibilità anche per tranquillizzare le popolazioni coinvolte: l’istituzione un’agenzia unica per la sicurezza e la risoluzione del problema delle scorie ancora presenti nel nostro paese. Poi si potrà parlare di siti che saranno due-tre al massimo”.

Sulla vera natura della lista ha fatto poi chiarezza lo stesso Pecoraro: “La nostra è una ricognizione delle aree idonee, dove in passato sono state proposte o ci sono state centrali nucleari. Visto che da qualche parte dovranno pur farle, il modo migliore per smentirci è dire dove vogliono fare le loro centrali. Ma anche il Pd - rincara - dice più o meno chiaramente di voler riaprire al nucleare”.
Non si fa attendere la risposta del democratico Ermete Realacci: “La nostra posizione è chiarissima: no alla costruzione di nuove centrali nel nostro paese. Sì alla ricerca sul nucleare di nuova generazione. Se nel futuro dalla ricerca si avranno novità sul fronte della sicurezza degli impianti e della chiusura del ciclo (un meccanismo che minimizza le score nucleari prodotte ndr), si aprirà un nuovo capitolo”.

Una visione della questione nucleare lontana dai sussulti elettorali è arrivata dagli scienziati dell’Enea, che in un convegno hanno fatto il punto dei progetti di ricerca internazionali che vedono coinvolte le menti e i fondi italiani, per un totale di circa 600 ricercatori. “L’Italia deve prendere una decisione consapevole - spiega il presidente Luigi Paganetto - deve tenere presente che il nucleare di terza generazione è sì già pronto, ma è una tecnologia che sarà vecchia fra 20-30 anni, mentre quello di quarta generazione non sarà pronta prima del 2015-2020. Visto che va ricostruito l’intero sistema, investire sul futuro può essere meglio. Ed io penso alla quarta generazione”

Fonte : La Repubblica

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