Archive for April 12th, 2008

Rifkin presenta la prima rete di distributori di idrogeno in Italia

Saturday, April 12th, 2008

In Italia dal prossimo mese nascerà la prima rete al mondo di distributori di idrogeno prodotto da fonti rinnovabili. Sorgera’ in Puglia e per pubblicizzare questa iniziativa del ministero dell’Ambiente e della Regione è in Italia, a Roma,  Jeremy Rifkin.

Viaggiare con un carburante regalato dal sole e dal vento
L’economista americano, sostenitore di una rivoluzione industriale ‘verde’, sostiene che questo progetto alleggerisce il peso del trasporto, l’impatto inquinante e la bilancia commerciale. “Si potrà viaggiare leggeri - dice Jeremy Rifkin - con un carburante regalato dal sole e dal vento”. 
Il progetto è costato 5 milioni di euro, investiti dal ministero dell’Ambiente e dalla Regione Puglia con il contributo tecnico dell’Università dell’idrogeno. Il prossimo mese partirà la costruzione di cinque distributori di idrometano, una miscela composta dal 70 per cento di metano e dal 30 per cento di idrogeno. In ogni provincia della Puglia sarà possibile fare il pieno scegliendo fra idrogeno puro, idrometano e metano.
Sono 600 mila le auto a metano che circolano in Italia. Per quelle omologate negli ultimi due anni non sarà necessario fare modifiche per utilizzare la nuova miscela.

La terza rivoluzione industriale sul modello del web
Una scelta che consentirà di abbattere le emissioni inquinanti del 20 per cento e di guadagnare in potenza.
Nel mondo esistono una quindicina di distributori di metano per automobili, ma la filiera dell’idrogeno pulito, quello ottenuto da fonti rinnovabili, sta nascendo in Italia. E anche per l’idrometano è un debutto su scala mondiale. “Daremo a tutti la possibilità di fare il pieno con una miscela a base di idrogeno”, continua Rifkin, “e costruiremo anche un servizio pubblico di taxi” Tutto l’idrogeno utilizzato sarà ricavato dall’acqua utilizzando fonti rinnovabili locali. Per Rifkin si tratta della terza rivoluzione industriale: un modello di energia pulita e decentrata che segue il modello flessibile del web. Come le informazioni, l’energia deve essere presa e data in milioni di luoghi, in tutto il mondo, creando un sistema più democratico, più sicuro e più affidabile. “La rete di distributori a idrogeno dimostra che la Puglia può diventare la California dell’Italia” aggiunge il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. “E non è un caso isolato: con le centrali solari ideate da Carlo Rubbia abbiamo già posizionato un altro tassello dell’energia verde”.

Fonte RAI news

Picchia il proprio cane fino ad ucciderlo: 8 mesi di carcere

Saturday, April 12th, 2008

Il quotidiano spagnolo, Faro de Vigo, dà notizia di un terribile caso di maltrattamento di animali, trasmettendo però chiaramente che la legge agisce contro i maltrattatori.

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A Pontevedra, in Galizia, ha appena condannato a otto mesi di carcere Julio Jesús B.B., per aver maltrattato e ucciso un cane di sua proprietà, nel dicembre del 2005. Il tribunale ha dichiarato che l’accusato, mentre si trovava nella sua fattoria, ha colpito ripetutamente il cane con un bastone, con l’intenzione di ledere la sua integrità fisica, per aver fatto i suoi bisogni in un posto in cui non avrebbe dovuto.

Secondo le prove, quando il cane era ancora agonizzante, B.B. cercò di seppellirlo in quelle condizioni, ancora vivo, anche se finì per ucciderlo, infliggendogli numerosi colpi con la parte posteriore di un’ascia, per poi sotterrarlo in una fattoria vicina.

Oltre agli otto mesi di carcere per il reato relativo alla protezione della flora, della fauna e degli animali domestici, a Julio Jesùs B.B. è inoltre stato proibito qualsiasi tipo di lavoro o attività che abbia relazioni con degli animali, per almeno due anni.

I magistrati hanno tenuto in conto la dichiarazione dell’accusato che ammette di aver ucciso il cane, dandogli violenti colpi. Ha dichiarato che il motivo che lo portò a togliere la vita all’animale è che era malato e lui non poteva permettersi un veterinario; motivazione questa a cui il tribunale non crede, in quanto ritiene che il motivo sia stato il defecamento del cane in una zona non gradita al proprio padrone.

La pena prevista per questo tipo di reato oscilla dai tre mesi a un anno di prigione.

Fonte : La Stampa

44 progetti scelti dalla Ue per salvare il Mediterraneo

Saturday, April 12th, 2008
Le zone più inquinate della sponda sud del Mediterraneo, che mettono in pericolo la salute dei 143 milioni di abitanti delle coste, possono essere ripulite entro dieci anni grazie a 44 progetti che l’Unione europea ha individuato e che finanzierà assieme alla Banca europea d’investimenti (Bei).zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzvia.jpg

L’obiettivo della Ue è ridurre l’inquinamento in tutto il Mediterraneo entro il 2020, intervenendo nelle aree più inquinanti che si trovano in Libano, Egitto, Israele, Marocco, Tunisia, Siria, Giordania, Algeria e Territori palestinesi. In tutti questi Paesi, messi in difficoltà dall’attività umana e del turismo in costante crescita, saranno avviati progetti di trattamento delle acque di scarico (57%), di smaltimento dei rifiuti urbani (17%) e di quelli industriali (14%).

La Bei ha calcolato che grazie ai 44 interventi le fonti d’inquinamento delle acque del Mediterraneo saranno ridotte dell’80%. Il costo totale dei progetti, secondo le stime dalla Ue, è di 2.1 miliardi di euro, che verranno dai prestiti della Banca europea, dai finanziamenti della Commissione Ue e dai contributi delle agenzie di sviluppo.

Fonte: La Stampa

Lite Pecoraro-Pdl sul nucleare

Saturday, April 12th, 2008

 ”La forza politica guidata da Berlusconi sta rilanciando fortemente la questione nucleare. Da alcune verifiche che ho fatto fare, sono riuscito ad ottenere lo studio commissionato dal Pdl: intendono riaprire posti come Trino Vercellese, Fossano, Caorso. Stanno studiando un posto vicino a Ravenna, ma c’è anche San Benedetto del Tronto, Mola di Bari, un sito in Sardegna e uno in Sicilia. Hanno in mente un progetto per riempire l’Italia di centrali nucleari”. Così il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio riporta l’atomo al centro della campagna elettorale: la lista resa nota contiene 15 località, ma è sconfessata dal vicecoordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto: “Pecoraro Scanio è un provocatore e un falsario che sta raccontando menzogne inventando per evidenti ragioni elettorali un piano che non esiste”.

Più nel dettaglio entra il responsabile dell’energia del Pdl Stefano Saglia: “Escludo che alcun esponente del nostro partito si sia messo a stilare una lista di nomi, per di più così lunga. Nel programma il nucleare c’è, ma è una cosa seria: ci vorranno 7-10 anni, ma prima di pensare a dove realizzare le centrali dobbiamo fare alcuni passi per riguadagnare credibilità anche per tranquillizzare le popolazioni coinvolte: l’istituzione un’agenzia unica per la sicurezza e la risoluzione del problema delle scorie ancora presenti nel nostro paese. Poi si potrà parlare di siti che saranno due-tre al massimo”.

Sulla vera natura della lista ha fatto poi chiarezza lo stesso Pecoraro: “La nostra è una ricognizione delle aree idonee, dove in passato sono state proposte o ci sono state centrali nucleari. Visto che da qualche parte dovranno pur farle, il modo migliore per smentirci è dire dove vogliono fare le loro centrali. Ma anche il Pd - rincara - dice più o meno chiaramente di voler riaprire al nucleare”.
Non si fa attendere la risposta del democratico Ermete Realacci: “La nostra posizione è chiarissima: no alla costruzione di nuove centrali nel nostro paese. Sì alla ricerca sul nucleare di nuova generazione. Se nel futuro dalla ricerca si avranno novità sul fronte della sicurezza degli impianti e della chiusura del ciclo (un meccanismo che minimizza le score nucleari prodotte ndr), si aprirà un nuovo capitolo”.

Una visione della questione nucleare lontana dai sussulti elettorali è arrivata dagli scienziati dell’Enea, che in un convegno hanno fatto il punto dei progetti di ricerca internazionali che vedono coinvolte le menti e i fondi italiani, per un totale di circa 600 ricercatori. “L’Italia deve prendere una decisione consapevole - spiega il presidente Luigi Paganetto - deve tenere presente che il nucleare di terza generazione è sì già pronto, ma è una tecnologia che sarà vecchia fra 20-30 anni, mentre quello di quarta generazione non sarà pronta prima del 2015-2020. Visto che va ricostruito l’intero sistema, investire sul futuro può essere meglio. Ed io penso alla quarta generazione”

Fonte : La Repubblica