Archive for April 11th, 2008

Sui rifiuti Italia inadempiente”la condanna della Corte europea

Friday, April 11th, 2008

Il caos delle discariche italiane viene pesantemente condannato dall’Unione europea che certifica come da anni le nostre autorità non siano in grado di applicare correttamente le norme scritte da Bruxelles sulla gestione dei rifiuti. La decisione arriva dalla Corte di giustizia dell’Ue ma non riguarda direttamente il pasticcio campano che ha tenuto banco negli ultimi mesi. Indica, al più, uno stato di generale inadeguatezza del nostro sistema sullo smaltimento della spazzatura.

Al centro della contesa “la mancata conformità” delle norme sulle discariche approvate nel 2003 dal governo Berlusconi con la direttiva Ue del 1999 che definisce la nozione di rifiuti pericolosi e quindi il loro diverso trattamento rispetto a quelli innocui. Non solo: la norma comunitaria chiede alle varie capitali di elaborare una strategia nazionale sui rifiuti biodegradabili, stabilisce regole riguardanti i costi dello smaltimento, introduce la procedura di autorizzazione di nuove discariche e sottopone quelle preesistenti a misure particolari. Insomma, un’articolata regolamentazione del mondo dei rifiuti da noi rimasta in buona parte lettera morta.

Di fatto i giudici europei hanno accolto le accuse rivolte già da un paio d’anni al Belpaese dalla Commissione Ue. Dunque, sancisce la sentenza, condanna per il fatto di avere autorizzato dal 2001 al 2003, in piena epoca Cdl, la creazione di nuove discariche applicando i criteri meno stringenti previsti per quelle preesistenti. In secondo luogo la legge approvata dal governo di allora non prevedeva di applicare anche alle vecchie discariche le regole sul trattamento dei rifiuti pericolosi. Dunque per Bruxelles si è avuta una trasposizione “tardiva”, e quindi sbagliata, delle regole comunitarie.

Il capolista della Sinistra Arcobaleno nel Lazio, Loredana De Petris, ha sottolineato che la condanna “è responsabilità del governo Berlusconi” e ha aggiunto che il ministro dell’ambiente uscente, Alfonso Pecoraro Scanio, “ha riscritto correttamente la nozione di ‘rifiuto’ seguendo le indicazioni dell’Unione europea”.

Ieri intanto il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione Ue di preparare un piano per fermare la crescita della produzione di spazzatura entro il 2012 in tutto il continente. Per farsi un’idea: ogni anno l’Unione crea 1,8 miliardi di tonnellate di rifiuti, ovvero 530 chili a cittadino. Una massa che cresce a un ritmo più sostenuto del Pil e di cui meno di un terzo (27%) viene riciclato.

Fonte : Corriere della Sera

Nasce in Puglia l’Italia ad idrogeno

Friday, April 11th, 2008

Questo è un grande momento per l’Italia: adesso l’obiettivo idrogeno è più vicino. Nascerà una rete di energia diffusa che alleggerisce il peso del trasporto, l’impatto inquinante e la bilancia commerciale. Si potrà viaggiare leggeri, con un carburante regalato dal sole e dal vento”. Jeremy Rifkin, il profeta della rivoluzione industriale verde, è a Roma per presentare un progetto messo a punto in tre anni grazie ai 5 milioni di euro investiti dal ministero dell’Ambiente e dalla Regione Puglia e al contributo tecnico dell’Università dell’idrogeno. Il prossimo mese partirà la costruzione di cinque distributori di idrometano, una miscela composta dal 70 per cento di metano e dal 30 per cento di idrogeno. In ogni provincia della Puglia sarà così possibile fare il pieno scegliendo fra tre opzioni: idrogeno puro, idrometano e metano.In Italia circolano 600 mila auto a metano: almeno quelle omologate negli ultimi due anni possono utilizzare la nuova miscela senza dover fare alcun intervento sul motore e senza controindicazioni sul piano della sicurezza secondo le relazioni tecniche preparate dall’Università di Pisa e dai vigili del fuoco. Questa scelta inoltre consentirà di abbattere le emissioni inquinanti del 20 per cento e di guadagnare in potenza.Nel mondo esistono una quindicina di distributori di metano per automobili, ma la filiera dell’idrogeno pulito, quello ottenuto da fonti rinnovabili, sta nascendo in Italia. E anche per l’idrometano è un debutto su scala mondiale. Particolarmente importante perché l’idrogeno ha una doppia funzione: fa da accumulatore, perché permette di immagazzinare l’energia che viene dal sole, dal vento, dalle biomasse, dall’acqua, e da vettore per il settore dei trasporti, un settore che in Italia è basato per oltre il 96 per cento sul consumo di prodotti petroliferi.”Daremo a tutti la possibilità di fare il pieno con una miscela a base di idrogeno”, continua Rifkin, “e costruiremo anche un servizio pubblico di taxi basato sul sistema idrogeno, fuel cell, motore elettrico. Le auto pubbliche a idrogeno aspetteranno i loro clienti negli aeroporti pugliesi e, visto che in ogni città ci sarà un distributore a idrogeno, potranno fare il pieno su tutto il territorio regionale e tornare alla base. Voglio sottolineare che tutto l’idrogeno utilizzato sarà ricavato dall’acqua utilizzando fonti rinnovabili locali.

E’ questa la terza rivoluzione industriale: un modello di energia pulita e decentrata che segue il modello flessibile del web. Come le informazioni, l’energia deve essere presa e data in milioni di luoghi, in tutto il mondo, creando un sistema più democratico, più sicuro e più affidabile. Non è un sogno utopico: in Puglia abbiamo dimostrato che si può partire e che conviene”.
Inoltre, sottolinea Rifkin, costruendo le autostrade dell’idrogeno ci si può avvicinare all’obiettivo ambizioso fissato dall’Unione europea al 2020: 20 per cento di energia dalle fonti rinnovabili. Per l’Italia la strada è in salita visto che in 12 anni dobbiamo triplicare la nostra capacità di fornire energia pulita e che rischiamo di arrivare ancora una volta in ritardo, come è già accaduto per i tagli di gas serra previsti dal protocollo di Kyoto.

“La rete di distributori a idrogeno dimostra che la Puglia può diventare la California dell’Italia”, propone il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. “E non è un caso isolato: con le centrali solari ideate da Carlo Rubbia abbiamo già posizionato un altro tassello dell’energia verde. E’ questa la strada per far crescere il paese utilizzando le tecnologie più avanzate e spendendo i soldi in opere pubbliche che siano veramente utili. Noi lo chiamiamo l’ambientalismo del fare bene”.

Fonte: Corriere della Sera

Legambiente vede un futuro roseo e tecnologico per l’umanita’

Friday, April 11th, 2008

Fra 100 anni la Terra e il nostro modo di vivere saranno cambiati e in meglio. Tra le possibili previsioni, c’e’ la visione ottimistica di Legambiente, secondo cui la tecnologia sara’ al servizio dell’uomo per aiutarlo a salvaguardare il pianeta e a vivere in armonia tra natura e high-tech.

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Lo spiega nel suo dossier ‘2108, la Terra che verra”, che sara’ pubblicato sul numero di aprile della rivista dell’associazione, La Nuova Ecologia, in occasione dell’Earth Day che si festeggia il 22 aprile.
  
In quello che ora sembra per ora solo un bel sogno, i viaggi saranno a bordo di dirigibili fotovoltaici, le case saranno ricoperte da una speciale vernice polimerica che produce energia, le automobili sostituite dai modulor (robot trasportisti che si modificano a seconda dei passeggeri), si coltivera’ sotto casa e i rifiuti come li conosciamo oggi non esisteranno piu’.

Nel 2018 immaginato dall’autore del dossier, Pietro Cambi, la raccolta differenziata della spazzatura avverra’ infatti porta a porta sotto la gestione di numerose societa’, che riconoscono ai contenitori una parte della tariffa versata dai cittadini, e gli imballaggi non deriveranno piu’ dal petrolio, troppo caro, ma da molecole vegetali.
  
Le grandi citta’ non esisteranno piu’, con grattacieli e palazzi in cemento demoliti per recuperarne i materiali. L’aspetto sara’ quello degli esperimenti urbanistici del 1950 in Nord Europa. Il car sharing sara’ diffuso, e ci si muovera’ con il trasporto pubblico o in bicicletta. Nei paesi non produttori di petrolio, tutti i mezzi di trasporto e le navi avranno motore elettrico.

Nel 2060 inoltre, dopo l’esaurimento delle falde acquifere, l’erosione, il costo esorbitante di petrolio e sementi, ci sara’ una crisi prondissima, da cui rinascera’ un’agricoltura simile a quella di due secoli fa, con prodotti tipici e biologici.

Fonte : RAI News

Preservativi per difendersi dall’Aids e tutelare la foresta amazzonica

Friday, April 11th, 2008

Cento milioni di preservativi l’anno, tutti con lattice proveniente dalla foresta amazzonica.

Il governo brasiliano ha cominciato a produrre profilattici con la gomma degli alberi dalla riserva Chico Mendes, una decisione che dovrebbe servire a conservare la più grande foresta pluviale al mondo e ridurre la dipendenza del paese dall’importazione di condom, distribuiti per combattere l’Aids.

Gli anticoncezionali verranno prodotti da una nuova industria, controllata dallo Stato, che si trova nello stato dell’Acre, situato nel nord-ovest del paese, e avranno il marchio “Natex”.

Grazie al nuovo progetto saranno oltre 550 le famiglie che guadagneranno complessivamente 2,2 milioni di reais (cioè 1,3 milioni di dollari) ogni anno dalla produzione di profilattici. Obiettivo, dunque, è quello di ridurre la dipendenza del paese dall’importazione di condom. Il Brasile, infatti, è il più importante compratore singolo di preservativi al mondo, avendo acquistato negli ultimi anni più di un miliardo di profilattici da distribuire all’interno del programma nazionale di contraccezione.

Secondo gli ambientalisti, inoltre, l’utilizzo degli alberi della gomma aiuterà a creare reddito per gli indios della foresta e a ridurre l’abbattimento delle piante. Ma se per gli ecologisti è “cosa buona” dello stesso parere non è la Chiesa cattolica che ha spesso criticato la decisione del governo di distribuire preservativi.

Fonte: RAI news