Archive for April 9th, 2008

2108: la Terra che verrà

Wednesday, April 9th, 2008

Come sarà la Terra tra cento anni? Difficile rispondere, ma non impossibile. Ci prova Legambiente, con il dossier «2108, la Terra che verrà», che sarà pubblicato sul numero di aprile della rivista dell’associazione, La Nuova Ecologia. Una visione ottimista, in occasione dell’Earth Day che si festeggia il 22 aprile, alla cui base c’è la convinzione che lo straordinario sviluppo delle tecnologie aiuterà gli esseri umani nella difficile battaglia per la salvaguardia del pianeta.DOMOTICA - Le rivoluzioni (a volte) cominciano dal piccolo: ecco allora che la prima novità riguarda la casa, dotata di strumentazioni all’avanguardia che permettono il massimo del risparmio energetico: elettrodomestici ad altissima efficienza, bioedilizia passiva che rende minima la necessità di climatizzare artificialmente gli ambienti. E soprattutto la spazzatura (argomento caldo di questi tempi): nel mondo immaginato da Pietro Cambi, autore del dossier, ogni famiglia differenzia i materiali in appositi contenitori che compattano gli oggetti.

CITTA’ PICCOLE E VERDI- Il futuro delle metropoli secondo le previsioni di Legambiente è più che grigio. Le grandi città sono destinate a scomparire, tranne le capitali e i centri finanziari. I grattacieli in gran parte saranno demoliti, tranne quelli di alto valore estetico, così come la maggior parte degli edifici in cemento armato. Le nuove case saranno piccole, costruite in polimeri e in buona misura autosufficienti sotto il profilo energetico.

MEZZI DI TRASPORTO - Nei centri abitati car sharing, tram e bicicletta la faranno da padrone. Protagonisti del trasporto anche i nuovi veicoli modulari, modificabili facilmente a seconda delle necessità e dotati di pilota automatico». Automobili e altri mezzi personali saranno comunque mossi da motori elettrici, così come le navi. I grandi spostamenti avverranno comunque prevalentemente su rotaia.

AGRICOLTURA - Dopo una profonda crisi, secondo Legambiente nel 2060 l’agricoltura riscoprirà criteri del passato e attirerà manodopera anche dal terziario. Il consumo di carne diminuirà e aumenterà quello di frutta a verdura biologici. Secondo il dossier, per quel periodo dovrebbe essere anche tramontata la globalizzazione, le filiere saranno corte e ci sarà un forte legame fra consumi e stagionalità dei prodotti della terra.

ENERGIA- LItalia, secondo le previsioni del dossier, dovrebbe essere, insieme all’Islanda e alla Nuova Zelanda, uno dei Paesi a emissioni zero per la produzione di energia, grazie a un mix di eolico, geotermico, idroelettrico e solare. Che dire? Previsioni che al momento sembrano parecchio ottimistiche. Speriamo che gli esperti di Legambiente abbiano ragione.

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CITTA’ PICCOLE E VERDI- Il futuro delle metropoli secondo le previsioni di Legambiente è più che grigio. Le grandi città sono destinate a scomparire, tranne le capitali e i centri finanziari. I grattacieli in gran parte saranno demoliti, tranne quelli di alto valore estetico, così come la maggior parte degli edifici in cemento armato. Le nuove case saranno piccole, costruite in polimeri e in buona misura autosufficienti sotto il profilo energetico.

MEZZI DI TRASPORTO - Nei centri abitati car sharing, tram e bicicletta la faranno da padrone. Protagonisti del trasporto anche i nuovi veicoli modulari, modificabili facilmente a seconda delle necessità e dotati di pilota automatico». Automobili e altri mezzi personali saranno comunque mossi da motori elettrici, così come le navi. I grandi spostamenti avverranno comunque prevalentemente su rotaia.

AGRICOLTURA - Dopo una profonda crisi, secondo Legambiente nel 2060 l’agricoltura riscoprirà criteri del passato e attirerà manodopera anche dal terziario. Il consumo di carne diminuirà e aumenterà quello di frutta a verdura biologici. Secondo il dossier, per quel periodo dovrebbe essere anche tramontata la globalizzazione, le filiere saranno corte e ci sarà un forte legame fra consumi e stagionalità dei prodotti della terra.

ENERGIA- LItalia, secondo le previsioni del dossier, dovrebbe essere, insieme all’Islanda e alla Nuova Zelanda, uno dei Paesi a emissioni zero per la produzione di energia, grazie a un mix di eolico, geotermico, idroelettrico e solare. Che dire? Previsioni che al momento sembrano parecchio ottimistiche. Speriamo che gli esperti di Legambiente abbiano ragione.

CITTA’ PICCOLE E VERDI- Il futuro delle metropoli secondo le previsioni di Legambiente è più che grigio. Le grandi città sono destinate a scomparire, tranne le capitali e i centri finanziari. I grattacieli in gran parte saranno demoliti, tranne quelli di alto valore estetico, così come la maggior parte degli edifici in cemento armato. Le nuove case saranno piccole, costruite in polimeri e in buona misura autosufficienti sotto il profilo energetico.

MEZZI DI TRASPORTO - Nei centri abitati car sharing, tram e bicicletta la faranno da padrone. Protagonisti del trasporto anche i nuovi veicoli modulari, modificabili facilmente a seconda delle necessità e dotati di pilota automatico». Automobili e altri mezzi personali saranno comunque mossi da motori elettrici, così come le navi. I grandi spostamenti avverranno comunque prevalentemente su rotaia.

AGRICOLTURA - Dopo una profonda crisi, secondo Legambiente nel 2060 l’agricoltura riscoprirà criteri del passato e attirerà manodopera anche dal terziario. Il consumo di carne diminuirà e aumenterà quello di frutta a verdura biologici. Secondo il dossier, per quel periodo dovrebbe essere anche tramontata la globalizzazione, le filiere saranno corte e ci sarà un forte legame fra consumi e stagionalità dei prodotti della terra.

ENERGIA- LItalia, secondo le previsioni del dossier, dovrebbe essere, insieme all’Islanda e alla Nuova Zelanda, uno dei Paesi a emissioni zero per la produzione di energia, grazie a un mix di eolico, geotermico, idroelettrico e solare. Che dire? Previsioni che al momento sembrano parecchio ottimistiche. Speriamo che gli esperti di Legambiente abbiano ragione.

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MEZZI DI TRASPORTO - Nei centri abitati car sharing, tram e bicicletta la faranno da padrone. Protagonisti del trasporto anche i nuovi veicoli modulari, modificabili facilmente a seconda delle necessità e dotati di pilota automatico». Automobili e altri mezzi personali saranno comunque mossi da motori elettrici, così come le navi. I grandi spostamenti avverranno comunque prevalentemente su rotaia.

AGRICOLTURA - Dopo una profonda crisi, secondo Legambiente nel 2060 l’agricoltura riscoprirà criteri del passato e attirerà manodopera anche dal terziario. Il consumo di carne diminuirà e aumenterà quello di frutta a verdura biologici. Secondo il dossier, per quel periodo dovrebbe essere anche tramontata la globalizzazione, le filiere saranno corte e ci sarà un forte legame fra consumi e stagionalità dei prodotti della terra.

ENERGIA- LItalia, secondo le previsioni del dossier, dovrebbe essere, insieme all’Islanda e alla Nuova Zelanda, uno dei Paesi a emissioni zero per la produzione di energia, grazie a un mix di eolico, geotermico, idroelettrico e solare. Che dire? Previsioni che al momento sembrano parecchio ottimistiche. Speriamo che gli esperti di Legambiente abbiano ragione.

Fonte: Corriere della Sera

 

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Via al censimento nazionale per animali di affezione

Wednesday, April 9th, 2008

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Parte da Baselga di Pinè, in provincia di Trento, il primo censimento nazionale degli animali di affezione promosso dall’Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa). Oltre 3.500 volontari dell’Aidaa e di altre associazioni animaliste gireranno casa per casa a censire gli animali domestici presenti nelle famiglie italiane.

Saranno censiti cani (anche se per questi esiste già l’anagrafe canina nazionale e quelle regionali) gatti, furetti, ma anche conigli, pappagalli, criceti, canarini ed altri uccelletti di casa e tutti i roditori.

Il censimento - informano i promotori dell’iniziativa - partirà nei prossimi giorni in Trentino Alto Adige ed in Lombardia e si svilupperà nel corso del 2008 e del 2009 progressivamente in tutte e venti le regioni italiane. L’obiettivo è la formazione di una banca dati. «Il lavoro sarà effettuato su base scientifica, infatti oltre a registrare gli animali presenti in ogni famiglia saranno raccolti anche dei dati relativi al nucleo familiare: avremo cosi nell’arco di due anni un quadro completo e dettagliato del tipo di animale preferito dalle famiglie italiane ma anche un quadro grafico interessante per capire quali animali vengono preferiti dalle diverse tipologie familiari (single, con o senza figli, anziani, ceto sociale)».

Fonte: La Stampa

Risparmio in condominio: l’unione fa la forza!

Wednesday, April 9th, 2008

Se il rapporto con i propri vicini e, ancor meglio, con gli inquilini del proprio condominio sono sereni, questa può essere un’ottima alternativa per poter risparmiare sulla spesa. I condomini, pertanto, si uniscono in gruppi per poter fare insieme la spesa e ottenere degli “sconti comitiva”.
Il condominio dunque può essere una soluzione per far fronte al rincaro dei prezzi dei generi alimentari ma anche delle bollette domestiche. Si tratta di gruppi di persone, Gruppi di acquisto, che decidono di incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro ottenendo sconti sulla spesa.

Spesa

Come funziona:
Le persone e le famiglie che decidono di prendere parte a questi gruppi d’acquisto hanno come obiettivo il risparmio sulla spesa. Per ottenere uno sconto, generalmente, si preferisce come canale di acquisto i mercati ambulanti, l’agricoltore o l’azienda agricola, eliminando i costi di intermediazione.
Si viene quindi a creare un comitato di persone con a capo un rappresentante, il capo, che un giorno alla settimana raccoglie gli ordini relativi agli alimenti di cui le famiglie hanno bisogno. Una volta stilata la lista della spesa, si raccoglie il denaro sufficiente per acquistare i prodotti. Il capogruppo si incaricherà di comprare gli alimentari direttamente dai produttori o nelle aziende agricole cercando di ottenere prezzi favorevoli. Il denaro che non viene speso viene conservato in un fondo cassa comune che potrà essere utilizzato per altre occasioni di acquisto.

Vantaggi

  • Prezzi più economici della merce (senza rincaro) in quanto si compra direttamente dal produttore e quindi vengono eliminati i costi di intermediazione e anche quelli della confezione del prodotto
  • Risparmio sulla spesa: comprare in grosse quantità non è come comprare mezzo chilo di zucchine. Significa che il venditore incassa una cifra significativa, è più propenso a fare uno sconto per fidelizzare la clientela
  • Risparmio di tempo e di carburante per fare la spesa
  • Occasione di incontro per le famiglie che spesso abitano vicine ma non si sono mai conosciute

Svantaggi

  • Si acquista senza vedere direttamente la merce
  • Delega dell’acquisto

Bollette

L’unione condominiale può risultare proficua anche per le bollette: infatti, con la liberalizzazione dell’energia, da luglio scorso è possibile cambiare fornitore e quindi sottoscrivere un contratto diverso rispetto al precedente. Ma se più persone si uniscono, è possibile acquisire forza contrattuale e ottenere delle condizioni contrattuali vantaggiose che magari non sarebbero concesse se richieste da singolo utente.
Anche l’acquisto collettivo del gasolio può rappresentare una buona alternativa per le tasche dei consumatori: una volta contattati più vicini e presi opportuni accordi, si effettua un solo ordinativo comprendente il combustibile necessario per tutti. Mentre una fornitura di 2.000 litri di gasolio costa 1,06 €/l, acquistandone una quantità maggiore, ad esempio 10.000 litri, il prezzo scende a 1,03 €/l. In questo modo si saranno risparmiati 270 € in tutto. Se poi si raddoppia il quantitativo ordinato a 20.000 litri, il costo diminuisce ulteriormente e arriva a 1,02 €/l, con un risparmio complessivo di 740 €! I prezzi aggiornati dei combustibili per riscaldamento sono riportati nel foglio informativo “Confronto prezzi dei combustibili” predisposto dal Centro Tutela Consumatori Utenti.

Dopo 200 anni ritorna la cicogna bianca in Maremma

Wednesday, April 9th, 2008

Dopo duecento anni è tornata la cicogna bianca in alta Maremma e ha fatto il nido nell’oasi Wwf a Padule di Bolgheri, in provincia di Livorno. Nell’area protetta in questi giorni una coppia di questi splendidi uccelli sta costruendo il nido, e il loro comportamento fa ben sperare per la nascita a breve dei piccoli.

La primavera quindi ha annunciato il suo arrivo con un evento ritenuto dagli esperti davvero eccezionale. In questo periodo, infatti, è normale che le cicogne attraversino il nostro Paese dopo aver lasciato i siti di svernamento dell’Africa sub-sahariana, ma difficilmente questi animali trovano da noi spazi adeguati e protetti per fermarsi.

Quella di Bolgheri è la prima nidificazione registrata in Alta Maremma da almeno due secoli e la prima avvenuta in Maremma lontano da un centro per la riproduzione delle cicogne.

«È da pochi decenni, dopo secoli di persecuzioni che avevano convinto questo ben augurale uccello a non frequentare più l’Italia a scanso di fucilate, che le cicogne hanno ripreso timidamente a nidificare da noi, come da sempre fanno in tutta Europa, dalla Spagna ai Balcani - commenta Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf Italia - È un buon segno che conferma come l’atteggiamento degli italiani nei confronti della fauna selvatica sia migliorato.» Gli esperti del Wwf seguono le due cicogne dal 29 marzo, quando sono state avvistate per la prima volta, mentre portavano materiale «da costruzione» sia sul comignolo della stalla delle Cioccaie (edificio rurale all’interno dell’Oasi) sia su un palo di una linea elettrica poco distante. A quel punto sono scattati i primi interventi da parte del personale dell’Oasi e di tutto lo staff della Società Citai, proprietaria dell’Oasi, che si sono prodigati per scongiurare il rischio di folgorazione e assicurare un esito positivo al delicato evento. Dopo aver predisposto sul comignolo della stalla un nido alternativo costruito con materiali naturali, è stato richiesto l’intervento dei tecnici Enel che, approfittando dell’assenza delle cicogne, hanno immediatamente provveduto all’isolamento dei cavi elettrici e all’installazione di una piattaforma ad hoc e «guarnita» ad arte con ramaglie varie. La piattaforma è stata collocata sopra al palo per garantire l’incolumità della coppia dal rischio di folgorazione.

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Dimostrando di apprezzare il lavoro svolto, le cicogne hanno scelto il palo con la nuova e più comoda postazione come sito per il nido; per qualche giorno hanno perlustrato il territorio dell’Oasi per accertarsi che offrisse le risorse necessarie all’allevamento dei piccoli; infine hanno dato il via alla caratteristica parata nuziale al ritmo delle «nacchere» (un saluto reciproco fatto di colpi di becco ripetuti a testa reclinata) fino ad accoppiarsi più volte durante tutto il fine settimana. Uno spettacolo unico per i visitatori, che hanno potuto ammirare questo evento, senza disturbare, da uno dei capanni di osservazione dell’Oasi. Domenica, la femmina stava già covando.

Mentre la femmina è provvista di anello metallico di riconoscimento che fa propendere per una sua origine da centro di riproduzione, il maschio è sicuramente di origine selvatica.

Per attirare altre coppie di cicogne, il Wwf sta programmando l’allestimento di altri sostegni artificiali per la nidificazione nelle Oasi della bassa Maremma, Burano e Orbetello, mentre è già stato installato un nido artificiale nell’Oasi di Vanzago, altra importante area di nidificazione.

Per chi vuole assistere allo spettacolo delle cicogne «maremmane», l’Oasi Padule di Bolgheri resterà aperta alle visite ancora per tutto il mese di aprile nel giorno di sabato, previa prenotazione obbligatoria. E in questo periodo nell’oasi si possono incontrare mestoloni, germani reali, alzavole, folaghe con pulcini già nati, tuffetti impegnati in competizioni territoriali, storni che tornano ad occupare nidi ormai storici, nuovi nidi di picchio verde, e centinaia di rondini che sorvolano i prati di erba medica. In questi giorni sono stati individuati anche uno stormo di 13 chiurli piccoli, un piro-piro boschereccio, sei volpoche, decine di cavalieri d’Italia, aironi guardabuoi, e cinciallegre.

L’Oasi Wwf Padule di Bolgheri dedica il ritorno delle cicogne al ricordo della contessa Orietta Hunyady Incisa della Rocchetta, figlia del marchese Mario, uno dei fondatori del Wwf Italia, recentemente scomparsa, spesso in visita nel Padule con il suo fedele binocolo

Primavera fredda, estate tiepida la colpa è tutta di “La Nina”

Wednesday, April 9th, 2008

Ci aspetta una primavera più fredda del solito e un’estate tiepida. I teorici del riscaldamento climatico sono rimasti spiazzati dalle ultime previsioni dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) che ha annunciato un 2008 con temperature sotto alle medie stagioniali. Colpa di “La Nina”, spiega il presidente francese Michel Jarraud, così come viene chiamato il raffreddamento - che avviene periodicamente - delle acque equatoriali nell’Oceano Pacifico. Causato dal cambio degli alisei che spostano le acque calde in superficie del mare, “La Nina” è in qualche modo la conseguenza e il contrario “El Nino”, che invece riscalda i mari e l’atmosfera.

In questi ultimi mesi, il fenomeno ha già scatenato piogge intense e inondazioni in Indonesia, Malesia, Australia e Africa, ondate di gelo nel Nord America e tempeste sull’Atlantico. Ora punta sull’Europa. Gli esperti dell’organizzazione sotto l’egida delle Nazioni Unite temono infatti che “La Nina”, di cui si sono avute le prime avvisaglie nel giugno 2007, durerà fino all’estate, concludendo un ciclo di circa 12 mesi. Gli ultimi indicatori dei satelliti mostrano che il raffreddamento sta mantenendo tutta la sua potenza e le temperature sulla superficie del Pacifico rimangono al di sotto della norma. Il “grande gelo” provocato tra il 1988 e il 1989, sempre da “La Nina”, dovrebbe però essere scongiurato.

Questa settimana, 164 paesi firmatari del trattato di Kyoto si sono riuniti a Bangkok per trovare un accordo sulla riduzione delle emissioni dei gas serra. “Il raffreddamento del 2008 non deve ingannarci” assicura Jarraud. “Quando si parla di cambiamento climatico - aggiunge - non bisogna guardare le temperature di anno in anno ma osservare il lungo periodo”. “La Nina” insomma passerà mentre la terra continuerà a scaldarsi sempre di più. E gli scienziati dell’Omm sono pronti a scommettere che, entro i prossimi cinque anni, in Europa dovremmo aspettarci nuovi picchi di caldo e siccità.


Fonte: La Repubblica

Tutto pronto per far rinascere un mammuth

Wednesday, April 9th, 2008

La metà del genoma dei mammuth è stato decodificato e riportarli in vita potrebbe diventare molto presto una realtà». Questa la dichiarazione di Alexei Tikhonov, direttore del Museo Zoologico e Vice Direttore dell’Accademia russa di Scienze Zoologiche.

Il recupero del Dna dell’animale è stato dato da una fortunata casualità: il ritrovamento nel 2007 di un piccolo di mammuth, una femmina di cinque mesi, soprannominata Lyuba, congelato nel ghiaccio della penisola di Yamal (confine della terra), nel nord estremo della Russia. In questi territori, ha spiegato lo scienziato russo, si è consumata una vera e propria tragedia: un baby mammuth sopraffatto dal freddo e dal gelo non è riuscito a raggiungere il resto del branco perendo congelato. Adesso il fortuito ritrovamento ha permesso di recuperare il piccolo dai ghiacci e poi estrarne il dna ricostruendone il genoma.

«Già dal 18° secolo - spiega il professore - il terreno ghiacciato della Siberia (permafrost appunto) è stato l’unica eccezionale fonte di ritrovamento di reperti fossili: il Mammuth è uno dei più impressionanti esempi dell’Era Glaciale». Ma questo animale è sostanzialmente una scoperta recente perchè «soltanto nel 1977 è stato scoperto in Siberia, vicino alla costa del Pacifico, l’intero corpo di un mammuth. Si tratta del cucciolo maschio di un Mammuth chiamato Dima. I mammuth adulti invece non sono così ben conservati come i loro piccoli».

Nei secoli precedenti infatti le scoperte hanno riguardato soprattutto parti di adulti: zanne ed ossa principlamente. Poi nel 1988 iniziano le scoperte lungo la penisola di Yamal (vicino agli Urali) dove è stato ritrovato un fossile femmina chiamata Masha; nel 1991 sono state rinvenute alcune parti di un neonato mammuth sul fiume Indigirka nella Yakutia; nel 2004 una prima sezione di un Mammuth di anno e mezzo è stato portato alla luce ancora a Yamal, vicino al luogo del ritrovamento di Dima e nel 2007 il ritrovamento di Lyuba.

Il professor Tikhonov ha spiegato che «tutti questi reperti portano con sè moltissime informazioni non solo per quanto riguarda la morfologia e la forma del mammuth ma anche sull’ambiente e sul clima dell’Era Glaciale. Gli ultimi reperti scoperti sono ancora congelati in apposite celle frigorifere e continueranno a fornire esclusive informazioni ai genetisti, ai microbiologi e ad altri scienziati che tentano di rigenerare i mammuth e riportarli in vita in Siberia». Questo anche grazie all’aiuto « del cugino più prossimo del mammuth - ha concluso il professore - ovvero l’elefante indiano».

Attualmente il professor Tikhonov è coinvolto in 3 importanti progetti collegati al Dna di animali e piante estinte provenienti dal permafrost. Al lavoro del professore russo si affianca quello di Gianluca Frinchillucci che è uno dei pochi ricercatori italiani ad aver eseguito attività di studio nelle aree geografiche Nord-Russo e Russo-Siberiane, in particolar modo nella penisola di Yamal, nella Siberia occidentale, dove nel 1988 nel maggio 2007 sono stati trovati due cuccioli di mammuth.
httpv://www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=29&IDalbum=9053&tipo=VIDEO

Fonte: La Stampa

Ministero dello Sviluppo Economico: bando sulla mobilità sostenibile

Wednesday, April 9th, 2008

Dal 15 maggio al 15 luglio le imprese interessate potranno presentare proposte nell’ambito del Progetto di Innovazione Industriale (PII) sulla Mobilità Sostenibile del piano Industria 2015Si chiama “Industria 2015” ed é un’iniziativa voluta per promuovere crescita e competitività del sistema produttivo italiano. Questo progetto comprende 180 milioni di euro destinati a programmi per la mobilità sostenibile. Il finanziamento è indirizzato alla messa a punto di un prototipo (o di un servizio innovativo) che presenti importanti ricadute dal punto di vista economico e tecnologico. I progetti dovranno comprendere sia la filiera produttiva che quella della conoscenza ed affrontare tematiche quali la mobilità urbana sostenibile, l’intermodalità e le reti logistiche per la decongestione dei trasporti di superficie. Dovrà trattarsi di programmi proposti congiuntamente da partenariati qualificati (imprese e organismi di ricerca) con una partecipazione significativa di piccole e medie imprese. L’importo minimo dei programmi varia a seconda dei temi specifici: si può passare da 8 a 12 per arrivare fino a 20 milioni di euro. La valutazione verrà effettuata dall’Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione resa operativa di recente dal governo. Tra i temi proposti dal bando, quello sui sistemi navali competitivi, sulle imbarcazioni energeticamente efficienti, sui veicoli urbani su gomma ecologici e economici e sui veicoli su rotaia. Per quanto riguarda l’innovazione di sistema i temi proposti sono quelli per la gestione del trasferimento intermodale, quelli per la realizzazione di sistemi per la mobilità sicura e integrata tra veicoli e infrastrutture e quello per la sperimentazione e realizzazione di sistemi di produzione modulari, ecologici ed ergonomici per mezzi di trasporto.

Fonte: La Repubblica