Archive for April 7th, 2008

Primavera fredda, estate tiepida

Monday, April 7th, 2008

Ci aspetta una primavera più fredda del solito e un’estate tiepida. I teorici del riscaldamento climatico sono rimasti spiazzati dalle ultime previsioni dell’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm) che ha annunciato un 2008 con temperature sotto alle medie stagioniali. Colpa di “La Nina”, spiega il presidente francese Michel Jarraud, così come viene chiamato il raffreddamento - che avviene periodicamente - delle acque equatoriali nell’Oceano Pacifico. Causato dal cambio degli alisei che spostano le acque calde in superficie del mare, “La Nina” è in qualche modo la conseguenza e il contrario “El Nino”, che invece riscalda i mari e l’atmosfera.

In questi ultimi mesi, il fenomeno ha già scatenato piogge intense e inondazioni in Indonesia, Malesia, Australia e Africa, ondate di gelo nel Nord America e tempeste sull’Atlantico. Ora punta sull’Europa. Gli esperti dell’organizzazione sotto l’egida delle Nazioni Unite temono infatti che “La Nina”, di cui si sono avute le prime avvisaglie nel giugno 2007, durerà fino all’estate, concludendo un ciclo di circa 12 mesi. Gli ultimi indicatori dei satelliti mostrano che il raffreddamento sta mantenendo tutta la sua potenza e le temperature sulla superficie del Pacifico rimangono al di sotto della norma. Il “grande gelo” provocato tra il 1988 e il 1989, sempre da “La Nina”, dovrebbe però essere scongiurato.

Questa settimana, 164 paesi firmatari del trattato di Kyoto si sono riuniti a Bangkok per trovare un accordo sulla riduzione delle emissioni dei gas serra. “Il raffreddamento del 2008 non deve ingannarci” assicura Jarraud. “Quando si parla di cambiamento climatico - aggiunge - non bisogna guardare le temperature di anno in anno ma osservare il lungo periodo”. “La Nina” insomma passerà mentre la terra continuerà a scaldarsi sempre di più. E gli scienziati dell’Omm sono pronti a scommettere che, entro i prossimi cinque anni, in Europa dovremmo aspettarci nuovi picchi di caldo e siccità.

Fonte: La Repubblica

Abbattuto l’ecomostro di S.Giuliano

Monday, April 7th, 2008

Demolizione controllata: alle porte di Milano è stato fatto esplodere un palazzo rimasto incompiuto dalla fine degli anni Ottanta

I lavori, iniziati 32 anni fa, sono stati interrotti per il fallimento delle aziende costruttrici. Stamani la demolizione.

L’edificio ‘Blue Residence’, 14 piani, 45 metri di altezza e un volume di 60mila metri cubi, sorgeva a pochi chilometri dall’aeroporto di Linate.

Riprese Francesco Montemarani

http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=19076&showtab=Copertina

ECO-ENERGIA: GERMANIA; BERLINO RINUNCIA A BIOCARBURANTI

Monday, April 7th, 2008
Il governo tedesco ha deciso di rinunciare all’utilizzo su larga scala dei biocarburanti nelle auto per contribuire agli obiettivi di riduzione dei gas serra fissati lo scorso anno: la decisione e’ stata presa dal ministro dell’Ambiente Sigmar Gabriel di fronte alle grandi difficolta’ tecniche che un simile progetto avrebbe compotato. ”Non lo faremo”, ha affermato il ministro all’emittente tv Ard, affermando comunque che ”non si tratta di una misura legata alla politica ambientale, ma di una misura volta ad aiutare l’industria automobilistica”. Certo e’, che la decisione costituisce in brutto colpo per la politica ‘verde’ della cancelliera tedesca Angela Merkel, che era basata anche sui biocarburanti. Gabriel voleva introdurre entro il 2009 l’utilizzo del cosiddetto E-10, ovvero il carburante miscelato al 10% con biocarburante etanolo, ma e’ stato costretto a fare marcia indietro perche’ oltre un milione di auto di auto non avrebbero potuto utilizzare l’E-10. (ANSA).
 

Allarme clima, agire subito

Monday, April 7th, 2008
Il Fondo monetario internazionale lancia l’allarme clima e chiama all’azione immediata per evitare il peggio. Nei «capitoli analitici» che accompagnano il Rapporto economico globale, l’istituto di Washington avverte: «Il cambiamento climatico è un aspetto globale potenzialmente catastrofico e uno dei maggiori problemi cui il mondo deve dare una risposta collettiva». Le conseguenze economiche e sociali del surriscaldamento, sottolinea il documento, rischiano di essere drammatiche, soprattutto per i paesi più poveri «a causa della loro collocazione geografica, della loro dipendenza dall’agricoltura e della loro minore capacità di adattamento». Ma anche le nazioni più ricche «potrebbero essere colpite in modo severo», soprattutto se «si dovessero materializzare le prospettive più estreme della catastrofe climatica».zzzzzzzzzzzzzzzzzzzdes.jpg

Uno studio citato dal Fondo segnala che entro il 2080 un miliardo di persone potrebbe soffrire di penuria d’acqua tra Africa e Asia, oltre 9 milioni potrebbero morire a causa di alluvioni nelle zone costiere. Nei prossimi 200 anni, il mondo potrebbe perdere tra il 3 e il 35% della sua ricchezza, afferma una ricerca della Stern. È necessario agire subito per limitare i danni da inquinamento, e allo stesso tempo, i Governi devono cominciare ad avviare «politiche macroeconomiche solide» per non farsi cogliere impreparati.

«Il cambiamento climatico», sottolinea il rapporto, «è una forza globale potente che, assieme all’integrazione finanziaria e del commercio, avrà probabilmente effetti profondi sulle economie e i mercati nei prossimi decenni». Provocherà cambiamenti nel modo di commerciare, nei flussi di capitale e migratori, nei prezzi di materie prime, beni e servizi.

Per questo, afferma il Fondo, «saranno necessarie politiche macroeconomiche solide e strategie di sviluppo e finanziarie innovative affinché i paesi possano adattarsi con successo al cambiamento. I Paesi con il reddito più alto, i bilanci più in ordine, i mercati finanziari più sviluppati e la maggiore flessibilità strutturale», conclude il Fondo, «saranno i meglio posizionati per adattarsi alle conseguenze avverse del cambiamento».

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