Archive for April 3rd, 2008

Gatti svizzeri trasformati in cappelli e cappotti

Thursday, April 3rd, 2008

Quando lo scorso ottobre uno dei suoi gatti è sparito, Isabelle Nydegger ha semplicemente supposto che si fosse perso nel boschetto vicino casa o che al massimo fosse stato attaccato da un cane o da un altro animale. Ma prima è successo al piccolo Zeus, qualche giorno dopo a Zorra, una gatta soriana, e infine al siberiano Merlin. Sparirono tutti nelle prime settimani autunnali.”Inizia così la storia riportata oggi sull’edizione online del New York Times. Il giornale americano, infatti, nelle pagine dedicate all’Europa riprende un fenomeno che sembra essere più diffuso in Svizzera: il paese elvetico, infatti, sembra essere un punto di riferimento per il commercio delle pelli feline.La signora Nydegger e altri amici - si legge nell’articolo - sono convinti che i gatti siano stati catturati e venduti per le loro pelli, per farne vestiti e coperte per l’Europa occidentale dove questa attività è ancora legale.
Il primo paese europeo a dichiarare illegale questo tipo di attività e commercio è stata l’Italia. Ma alla decisione si è comunque arrivati soltanto sei anni fa; questo fa riflettere sulla lunga e radicata tradizione europea nell’usare pelli di gatto. E’ invece legale, in Svizzera, sparare a gatti selvaggi e anche a quelli domestici se si trovano a più di 180 metri dalla loro casa, per procurarsi le pelli. Il paradosso vuole, infatti, che una modifica sulla legge per la protezione degli animali proibisca l’importazione delle pelli feline, ma non la produzione e nè l’esportazione.

Alcune reti TV provenienti da Svizzera e Francia, equipaggiate con telecamere nascoste, hanno condotto delle indagini, cogliendo sul fatto i conciatori mentre catturavano i gatti. In più di un caso i conciatori hanno ammesso di utilizzarne anche la carne.

La “Soon SOS Chat” aveva raccolto più di 123.000 firme esortando il governo a vietare la pratica. Brigitte Bardot e Michael Schumacher, il popolare driver di Formula Uno, hanno firmato la petizione, così come hanno fatto i leader di gruppi per i diritti degli animali, in tutto il mondo.

L’Unione europea ha richiesto agli Stati membri di vietare l’importazione e l’esportazione di pellicce di gatto, entro la fine del 2008. La Svizzera non è membro dell’Unione, ma le si chiede comunque di aderire all’iniziativa.

Tomi Tomek, sostenitrice del gruppo “Soon SOS Chat”, ha detto che la sua organizzazione aveva trascorso un decennio cercando di portare l’attenzione sull’uso delle pellicce di gatto e il furto di gatti domestici. Ha spiegato che uno dei più grandi problemi è stato convincere la gente che vi è davvero un commercio di pellicce di gatto.

Gli svizzeri sono un popolo amante degli animali, oltre il 60 per cento di loro possiede un cane o un gatto; sono infatti spesso visti seduti con i proprietari nei ristoranti e sui mezzi pubblici. Quetse persone sono stufe di vivere in un paese che permette atrocità come il commercio di pelli.
 
 
 

Fonte: La Stampa

ECO-ENERGIA: NEL 2020 EOLICO ILLUMINERA’ 107 MLN FAMIGLIE UE

Thursday, April 3rd, 2008

zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzrin.jpgIl presidente dell’Ewea (Associazione europea per l’energia eolica), Arthouros Zervos, ha presentato a Bruxelles, in occasione dei lavori della Conferenza Europea sull’Energia Eolica (Ewec), una analisi sul futuro dell’eolico. Il rapporto intitolato ”Pura Energia: scenari dell’energia eolica fino al 2030” analizza i possibili sviluppi fino al 2010, 2020 e 2030, studiando i probabili effetti che si avranno sul mercato elettrico, sulle emissioni ad effetto serra e sull’economia dell’Unione europea. I risultati dello studio dimostrano che l’obiettivo fissato dalla Commissione europea per la fornitura di elettricita’ a partire dall’eolico nel 2020 si puo’ sicuramente raggiungere. Attualmente l’energia eolica soddisfa il 3,7% della domanda Ue di elettricita’ e nel 2020 dovrebbe salire al 12%. Nel 2007 la capacita’ di energia eolica e’ cresciuta di 8,5GW. Se mediamente si assistera’ nei prossimi 13 anni ad un incremento annuo di 9,5 GW, nel 2020 si potranno raggiungere i 180GW necessari a coprire il 12-14% della domanda di elettricita’ verde; i 180GW di eolico produrranno 477 TWh di elettricita’, di cui 133 TWh dovrebbe venire dall’offshore. Si tratterebbe di un quantitativo in grado di rispondere alle esigenze di 107 milioni di famiglie dell’Unione europea. L’ energia eolica a quel livello rappresenterebbe il 18,1% della capacita’ produttiva europea, cioe’ piu’ della meta’ del contributo delle rinnovabili necessario a soddisfare gli obiettivi obbligatori dell’Unione europea. (ANSA).

AMBIENTE: LEGAMBIENTE E UNAAPI, STRAGE API ITALIANE; APPELLO

Thursday, April 3rd, 2008

Nuova strage di api in Italia. Dopo la scomparsa di meta’ delle popolazioni nel 2007, ora con la semina del mais appena iniziata nel nord ovest e’ ricominciata la moria di questi preziosi insetti impollinatori, che oltre a patologie della specie e siccita’, soffrono per la presenza di insetticidi nelle sementi utilizzate dagli agricoltori. ”Le perdite degli allevamenti apistici italiani contano quest’anno il 30-40% degli alveari - afferma Francesco Panella, presidente di U.N.A.API - senza api da campo, gli apiari non producono piu’ miele. Per qualche apicoltore si tratta veramente di ricominciare da zero”. A lanciare l’allarme per il 2008 sono Legambiente e Unione nazionale associazioni apicoltori italiani. Insieme rivolgono un appello al governo per un monitoraggio sistematico dello stato degli allevamenti apistici e la sospensione degli insetticidi killer, aggiornando le procedure sul loro impatto ambientale.

L’Italia, spiegano le due associazioni in una nota congiunta, distribuisce nelle sue campagne ben il 33% della quantita’ totale di insetticidi utilizzati nell’intero territorio comunitario (Eurostat 2007), a fronte di una superficie agricola utilizzata al di sotto del 10% del totale di quella europea. Intanto tra gli addetti al settore e’ partito un vero e proprio esodo verso le colline e la montagna, nel tentativo di mettere in salvo gli apiari, dal 2000 alle prese con questi ”neocotinoidi”, veleni rilasciati dalle sementi nel periodo di semina. Anche in dosi infinitesimali, spiegano le due associazioni, uccidono tutti gli insetti con cui entrano in contatto, fino a chilometri di distanza dai campi di semina.

‘Sono ormai anni che, nel nostro Paese e in Europa, gli apicoltori lanciano un pressante allarme sull’utilizzo dei nuovi principi attivi e dei nuovi formulati in agricoltura - aggiunge Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente - ma, ad eccezione di quanto avvenuto in Francia, questo allarme e’ rimasto inascoltato. Le api sono importanti sentinelle ambientali. E’ pericoloso e stupido, per la nostra salute e per la nostra economia, continuare a sottovalutarne la morte. A fare affari sono solo le holding della chimica”. (ANSA).

20 mosse per aiutare l’ambiente

Thursday, April 3rd, 2008

Dare una mano all’ambiente è facile! Ecco 20 mosse intelligenti:   1. Fai finta che i sacchetti di plastica non esistano: usa borse di cotone per la spesa
   2. Consuma prodotti locali: il trasporto di prodotti da lontano fa consumare petrolio e aumentare l’effetto serra.
   3. Abbassa la temperatura: vivi meglio ed inquini di meno
   4. Usa meglio gli elettrodomestici: spegni pc e televisore, lo “stand-by” consuma, quindi inquina
   5. Prendi il sole. Come? Con i pannelli solari.
   6. Cambia (appena puoi) la macchina: e sceglila a metano o gpl. E, soprattutto, usala il meno possibile
   7. Tieni i piedi per terra: gli aerei provocano il 10% dell’effetto serra mondiale
   8. Mangia frutta e verdura (se biologiche, meglio): fa sorridere, ma ovini e bovini sono responsabili del 18% delle immissioni mondiali di gas serra
   9. Usa pannolini eco-compatibili: la biodegradazione di quelli “tradizionali” richiede 500 anni
  10. Per conservare i cibi, usa vetro e non alluminio: inquina, e per la sua produzione lo spreco energetico è enorme
  11. Informati con intelligenza: ci sono centinaia di siti, riviste e tv che ti parlano di ambiente e sviluppo sostenibile
  12. Non incartarti: utilizza la tecnologia digitale per inviare e ricevere documenti e per informarti: salvi alberi e non inquini coi trasporti
  13. Pulisciti i denti, ma con intelligenza: se la lasci scorrere, getti fino a 30 litri d’acqua. Aprila solo quando li risciacqui
  14. Usa le lampadine a risparmio energetico: consumano 5 volte di meno e durano 10 volte di pi. Illuminante, vero?
  15. Mangia sano, scegli il biologico: è un metodo di coltivazione rispettoso dell’ambiente
  16. Mangia consapevole: sono buoni, ma per la produzione di hamburger si stanno distruggendo intere foreste. Pensaci.
  17. Una doccia è bella se dura poco: in 3 minuti consumi 40 litri d’acqua, in 10 minuti più di 130 litri. Non è troppo?
  18. Pensa sempre che ogni oggetto che usi diventerà un rifiuto: fallo durare il più a lungo possibile
  19. Usa e getta? No grazie. Per esempio, usa pile ricaricabili: si possono ricaricare fino a 500 volte.
  20. Fai la raccolta differenziata: è il contributo più intelligente e più importante che puoi dare all’ambiente

http://educambiente.iport.it/appr05.html

“Energia, la soluzione non è l’atomo”

Thursday, April 3rd, 2008

zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzter.jpgSolo il solare può garantire all’Italia un futuro energetico sostenibile. Oltre seicento tra docenti universitari e ricercatori hanno sottoscritto un appello “ai candidati alla guida del Paese nelle elezioni politiche 2008″ per chiedere che venga messa da parte tanto la tentazione del nucleare, quanto il ritorno al carbone. “In virtù della conoscenza acquisita con i nostri studi e la quotidiana consultazione della letteratura scientifica internazionale - si legge nel documento - sentiamo il dovere di informare la classe politica e il Paese riguardo la crisi energetica e climatica incombente, che minaccia di compromettere irrimediabilmente la salute e il benessere delle generazioni future”. “Tutti gli esperti - prosegue l’appello - ritengono che sia urgente iniziare una transizione dall’uso dei combustibili fossili a quello di altre fonti energetiche, così che possa essere graduale”.

Se per molti osservatori, soprattutto nel campo economico e politico, la risposta a queste problematiche sta nel ripercorrere la strada del nucleare, gli scienziati firmatari del documento sono convinti che il ricorso all’atomo sia una falsa soluzione. “Riteniamo - scrivono ancora - che l’opzione nucleare non sia opportuna per molti motivi: necessità di enormi finanziamenti pubblici, insicurezza intrinseca della filiera tecnologica, difficoltà a reperire depositi sicuri per le scorie radioattive, stretta connessione tra nucleare civile e militare, esposizione ad atti di terrorismo, aumento delle disuguaglianze tra paesi tecnologicamente avanzati e paesi poveri, scarsità dei combustibili nucleari”.

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Di contro, i firmatari dell’appello sollecitano “chi guiderà il prossimo governo a sviluppare l’uso delle fonti di energia rinnovabile e in particolare il solare nelle varie forme in cui può essere convertita”. “Il sole infatti - ricordano - è una stazione di servizio inesauribile che in un anno invia sulla Terra una quantità di energia pari a diecimila volte il consumo mondiale”.

La versione integrale del testo e l’elenco completo dei ricercatori che hanno firmato il documento, promosso tra gli altri dal docente di chimica dell’Università di Bologna Vincenzo Balzani, possono essere consultati su www.energiaperilfuturo.it, il sito online della campagna, dove anche i semplici cittadini possono sottoscrivere l’appello. Al momento tra i firmatari non risulta il nome del premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia, ma proprio pochi giorni fa in un’intervista a Repubblica il celebre scienziato affermava posizioni praticamente identiche.